Film: ‘Benvenuti Al Nord’

BENVENUTI AL NORD

Benvenuti al NordTitolo Originale: Benvenuti al Nord

Nazione: Italia

Anno: 2012

Genere: Commedia

Durata: 110′ Regia: Luca Miniero

Cast: Claudio Bisio (Alberto Colombo), Alessandro Siani (Mattia Volpe), Angela Finocchiaro (Silvia Colombo – Erminia), Valentina Ludovini (Maria Flagello), Paolo Rossi (il Direttore Palmisan), Nando Paone (Costabile Piccolo), Giacomo Rizzo (Costabile Grande), Nunzia Schiano (Signora Volpe), Carlo Giuseppe Gabardini (il Barista), Ippolita Baldini (la Dodi), Salvatore Misticone (Signor Scapece), Gianmarco Pozzoli (Magonza), Alessandro Vighi (Chicco Colombo), Fulvio Falzarano (Mario), Francesco Brandi (Sandrino), Francesco Migliaccio (Comisoni), Katia Follesa (la Taxista), Emma Marrone (cantante Emma, se stessa)

TRAMA: Alla fine del precedente episodio Alberto Colombo era stato richiamato a Milano ma la moglie Silvia, dopo essersi ricreduta riguardo la natura delle persone che vivono nel sud Italia, è ossessionata dall’inquinamento della metropoli lombarda ed ha perciò deciso di affittare una casa in montagna per trascorrervi tutti i weekend con il marito ed il figlio. Il direttore delle Poste Palmisan però in un meeting dei capi filiali, dopo aver dileggiato Colombo per la sua sceneggiata dell’invalido all’origine del suo trasferimento a Castellamare, ne esalta anche le capacità dimostrate al Sud nel condurre l’ufficio locale e gli affida la responsabilità di un progetto molto ambizioso che dovrebbe ottimizzare l’efficienza degli impiegati postali di tutta Italia. Colombo quindi non sa come dire alla moglie che il sabato non può assentarsi per accompagnarla in montagna. Nel frattempo, a Castellabate, Mattia Volpe s’è sposato con Maria ed ha avuto un figlio, ma la convivenza con la madre e la dipendenza da essa minano il suo matrimonio. Maria vuole una casa tutta per loro ma Mattia non se la sente d’impegnarsi a lungo accendendo un mutuo, una parola che non riesce neppure a pronunciare. L’indecisione spinge Maria a lasciarlo. Mattia nel tentativo di convincere Maria a tornare con lui minaccia di farsi trasferire a Pordenone. I suoi amici Costabile Grande e Piccolo lo prendono troppo sul serio e si mettono in contatto con Alberto convincendolo a prendere Mattia con sé a Milano. Oramai è troppo tardi per tirarsi indietro, così Mattia deve partire lasciando il bel paesello carico di bagagli e di tutti i pregiudizi riguardo il clima e la vita al nord, presentandosi alla porta di casa di Alberto proprio mentre lui sta litigando con la moglie. Dopo aver tentato di dirottarlo in una pensione lì vicino, Alberto accoglie Mattia in casa sua e da quel momento le parti s’invertono rispetto a ciò che era successo a Castellabate, quando Alberto aveva dovuto adattarsi ai ritmi e le abitudini di vita del Sud. I malintesi, i doppi sensi, le diversità culturali, le crisi coniugali, le pressioni psicologiche sul lavoro, diventano il pretesto per una serie di gag che si trascinano sino all’inevitabile lieto fine, con la minaccia di un prossimo ‘Benvenuti ad Est’.

VALUTAZIONE: non mancano i momenti divertenti e le battute spiritose, ma il film di Luca Miniero, oltreché calcare troppo la mano su alcune situazioni di confronto fra nord e sud che coinvolgono i due protagonisti, pur ribaltandone i ruoli, sa inevitabilmente di déjà-vu ripetendo anche la traccia degli avvenimenti accaduti nel precedente episodio.                                                                                                                                                                                                                                                    

Recita un vecchio detto di origine sportiva: ‘squadra che vince non si tocca’ ed in effetti ‘Benvenuti al Sud’ ha avuto un successo straordinario per una serie di ragioni che avevo elencato nel commento che avevo scritto a suo tempo (e che trovi QUI), la principale delle quali è certamente quella di giocare sulla rivalità e le differenze storico-culturali fra nord e sud, per infine annullarle in una sorta di… ‘volemose bene’ che suona consolatorio ma, inutile nascondersi dietro un dito, anche leggermente ipocrita nella realtà dei fatti.

Benvenuti al Nord 03E’ oramai prassi consolidata nella cinematografia, non solo nostrana, che a successo di pubblico consegue automaticamente un sequel che utilizza lo stesso format. Diciamo che in questo caso l’assist, sempre per rimanere ad una terminologia di ambito sportivo, era già insito nel titolo, poiché se nel caso precedente il protagonista veniva inviato dalla cittadina brianzola di Usmate a Castellabate, nel Cilento dov’è costretto a confrontarsi con tutti i luoghi comuni del nord Italia nei riguardi dei cosiddetti ‘terroni’ del sud, ci voleva poco, invertendo le parti, per arrivare a chiedersi cosa può succedere se un esponente altrettanto prevenuto del Sud dovesse essere costretto a trasferirsi al Nord e confrontarsi a sua volta con i rispettivi luoghi comuni riguardanti i cosiddetti ‘polentoni’.

Benvenuti al Nord 05Su questo facilissimo interrogativo, che sarebbe quindi fuori luogo definire un’intuizione, Luca Miniero ha basato la realizzazione di ‘Benvenuti al Nord’ ripetendone, manco a dirlo, il successo e tant’era già sicuro di conseguirlo addirittura in fase di realizzazione, prima ancora quindi che il film uscisse nelle sale, che nello scorrere dei titoli di coda, mentre la cantante Emma esegue una personale e piacevole versione di ‘Volare’, si scorgono alle sue spalle, fra i vari componenti della troupe al lavoro, Claudio Bisio ed Alessandro Siani, che appaiono e scompaiono dall’inquadratura, i quali sembrano bisticciare contendendosi il copione di ‘Benvenuti ad Est’.

Ora, chi ha imparato un po’ a conoscermi leggendomi in questo blog, sa che è ben lungi da me l’intenzione di passare per un recensore serioso e con il pelo sullo stomaco che guarda dall’alto al basso tutto ciò che al cinema è popolare e non ha altra pretesa che quella d’intrattenere piacevolmente il pubblico per un’oretta e mezza fra sorrisi e risate anche grasse, se necessario. Siamo in un periodo storico nel quale dopo il classico ‘the end’, fuori dalla sala o spento il TV e tornando alla quotidianità delle cose c’è ben poco altro per cui Benvenuti al Nord 07rallegrarsi. Non mi riconosco insomma fra chi persegue sistematicamente l’obiettivo di stroncare con arroganza tutto ciò che piace alla più larga platea del pubblico, spesso soltanto per partito preso o cercando di distinguersi dal coro; ciò però non significa viceversa nascondere o tacere i limiti di un film per pura e semplice piaggeria.

‘Benvenuti al Sud’ è l’adattamento in chiave italiana di un film francese che s’intitola ‘Giù al Nord’ di Dany Boom, citato anche alla fine di ‘Benvenuti al Nord’. A differenza del primo, questo secondo capitolo dovrebbe contare su una sceneggiatura originale che a lato pratico però ricalca per larghi tratti il filo narrativo dell’opera precedente, cambiando solo la geografia dei luoghi ed invertendo le parti fra i protagonisti. Nonostante ciò, sono comunque diversi i momenti divertenti che s’incontrano nel corso della trama, grazie in particolare alla bravura e simpatia degli interpreti fra i quali spicca la duttilità di Angela Finocchiaro nell’interpretare addirittura due personaggi: la moglie di Claudio Bisio e la di lui suocera, opportunamente truccata ovviamente. Delizioso a tal riguardo il momento del suo ingresso in casa di Alberto ed il dialogo surreale con Scapece (Salvatore Misticone): lui parla napoletano stretto, lei dialetto milanese eppure si capiscono benissimo, come capita spesso agli anziani che nella condivisione dei rispettivi guai fisici, nello specifico calcoli grandi come polpette, annullano ogni eventuale distanza…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)

Benvenuti al Nord 09La differenza che distingue i due episodi quindi è tutta nell’inversione dei ruoli. Mentre in ‘Benvenuti al Sud’ era Claudio Bisio, prototipo del cittadino del nord, presuntuoso e pieno di pregiudizi, il quale per punizione viene trasferito per un certo periodo di tempo dalla direzione delle Poste a Castellabate, dove arriva infine a condividere il detto: ‘…chi viene al sud piange due volte: quando arriva e quando riparte!…; mentre in ‘Benvenuti al Nord’ è Alessandro Siani, prototipo del cittadino del sud, mammone e pieno di pregiudizi, dipendente a sua volta delle Poste, a compiere il percorso inverso essendo stato trasferito a Milano, con quello che ne segue considerando il suo D.N.A. culturale e sociologico, naturalmente senza alcuna ambizione di stampo neorealista, bensì con finalità puramente comiche.

Benvenuti al Nord 06L’opera di Luca Miniero quindi, dopo aver sondato precedentemente il terreno dei preconcetti che i cittadini del nord più intransigenti, e diciamo pure ignoranti, hanno nei confronti del sud, magari senza esserci mai stati neppure nelle vesti di turista (salvo poi  scoprire che le differenze sono più supposte che concrete), in questo caso, per ‘par condicio’ si potrebbe dire, propone viceversa un classico ‘campione’ del sud, che ha vissuto sino a quel momento nel paesello d’origine e dintorni, il quale si ritrova a dover verificare di persona tutte le peggiori superstizioni riguardo il nord in generale che ha accumulato nel corso degli anni, fino ad arrivare alla medesima conclusione che ho inserito poche righe innanzi fra parentesi.

Benvenuti al Nord 08La prima ora di ‘Benvenuti al Nord’ è quella più riuscita, perché ancora legata all’episodio precedente, del quale è la naturale prosecuzione nel descrivere il ritorno di Alberto Colombo (Claudio Bisio) nel suo ambiente naturale milanese, seppure non più con l’entusiasmo che aveva quando agognava intensamente quel momento, appena partito per Castellamare. La moglie Silvia, ancor più condizionata di lui dai pregiudizi nei confronti del sud, dei quali si era dovuta ricredere quando era andata a verificare di persona le condizioni ‘disumane’ nelle quali Alberto sosteneva di vivere (mentre invece non solo s’era ben integrato, ma addirittura sperava di potersi godere piBenvenuti al Nord 11ù a lungo quel clima, quei posti, la libertà personale e la simpatia della gente con la quale aveva ben presto familiarizzato), ora che è tornata al nord è ossessionata dall’inquinamento. Mattia Volpe (Alessandro Siani) è riuscito a sposare la bella Maria Flagello (Valentina Ludovini) ed hanno avuto pure un figlio, ma convivendo con la madre, la quale lo tratta ancora come se fosse un bambino, è regredito a quando, nel primo episodio, Maria lo respingeva considerandolo privo di spina dorsale. Alberto Colombo, a sua volta succube della moglie, deve fare pure i conti con il direttore Palmisan (Paolo Rossi) il quale, dopo averlo sbertucciato davanti a tutti i colleghi capetti di filiale, ne ha tessuto al contempo le lodi portandolo ad esempio per come è riuscito a far diventare l’ufficio postale di Castellamare come il più produttivo dell’anno, nonostante le difficoltà d’ambientamento. Il caso della piccola località del Cilento, secondo Palmisan, rappresenta una sorta di modello il cui successo deve essere ripetuto in tutti gli uffici postali d’Italia e chi sceglie pertanto come responsabile del progetto dal nome inquietante E.R.P.E.S. (da diffondere in tutto il paese, dice pure, come se non bastasse…)? Ma sì, proprio Alberto Colombo, il quale la sera stessa tornando a casa scopre da Silvia che lei tutti i weekend intende passarli in montagna in sua compagni e del figlioletto Chicco, per respirare l’aria salubre che manca a Milano e nei dintorni,  Usmate compresa. Piccola nota stonata: quei pantaloni di Bisio, bagnati d’acqua minerale poco prima, che all’uscita della sala riunioni appaiono completamente asciutti, rappresentano un errorino di scena che si sarebbe potuto evitare.

Benvenuti al Nord 12Il risultato è che sia Mattia, ospitato nel frattempo da Silvia ed Alberto una volta giunto a Milano, che quest’ultimo si ritrovano in breve tempo separati dalle rispettive metà, in una situazione di sbando esistenziale nel quale sembra reagire con più equilibrio Mattia, nonostante tutto, piuttosto che Alberto. A partire da questo momento ‘Benvenuti al Nord’ perde però aderenza con la concretezza, per quanto sempre virata sul burlesque, che era riuscito a conservare sin lì; la lucidità, pur inquinata da inevitabili banalità e retorica tipiche dell’annosa querelle fra nord e sud, viene stemperata in alcune soluzioni narrative decisamente improbabili. Come, ad esempio, lo scambio di ruoli al lavoro fra Mattia ed Alberto e la spedizione al nord di tutta la comunità che abbiamo imparato a conoscere a Castellamare per smontare la presunta messa in scena che vede coinvolto Mattia in prima persona. Da umile e timido postino catapultato nella ‘foresta’ milanese, egli ora veste, non solo metaforicamente, i panni di un capo progetto in grado di arringare dallo scranno di una sala conferenze tutta una platea, rinnegando per giunta la sua indolenza innata.

Benvenuti al Nord 08La differenza in questo caso, fra la simulazione che era stata messa in atto a suo tempo per convincere Silvia a tornarsene a casa, è che la pantomima di allora in ‘Benvenuti al Nord’ è invece realtà, ma per assurdo era più credibile quella di questa. Ancor meno plausibile è il finale in montagna nel mezzo di una festa alpina, nella quale si ritrovano, come se capitassero lì per caso, tutti i protagonisti per il canonico lieto fine.

Benvenuti al Nord 02Ora, è chiaro che per una casa cinematografica, se il riscontro al botteghino si mantiene soddisfacente nel tempo, come in questi due episodi, sarebbe un pò strano rinunciare ad un guadagno garantito e potrebbe girarne tanti altri di episodi quante sono le punte della rosa dei venti (la quale può arrivare a contarne la bellezza di trentadue), ma la stanchezza creativa che mostra già ‘Benvenuti al Nord’ suggerirebbe di piantarla qui dal punto di vista qualitativo, a meno di non voler scivolare poi inevitabilmente nel patetico. Ho i miei dubbi però Benvenuti al Nord 04che questo suggerimento di puro stampo cinefilo possa essere preso in considerazione, per cui prepariamoci al peggio, cioè il prossimo capitolo: ‘Benvenuti ad Est’.

Detto di Angela Finocchiaro, sono una sicurezza anche Claudio Bisio ed Alessandro Siani (il quale, sia fisicamente che nel modo di esprimersi, ricorda un pò il povero Massimo Troisi), una coppia ben assortita per rappresentare il contrasto, anche dal punto di vista somatico, linguistico e gestuale, fra il nord ed il sud. Bellissima, ma anche brava nella parte, Valentina Ludovini la quale non ha nulla da invidiare a dive ben più affermate di lei, anche solo dal punto di vista esteriore. L’unico personaggio novità di questo episodio è perciò Paolo Rossi nel ruolo dell’ambizioso ed anche un pò patetico direttore delle Poste: una comparsata senza infamia e senza lode. Fra le parti di contorno da segnalare ‘la Dodi’, ovvero Ippolita Baldini che interpreta con efficacia il ruolo della milanese moderna un pò snob che è solita esprimersi così, riferendosi alle ingenuità di Mattia: ‘…ma questo è fuori…‘. In definitiva un film campione d’incassi che si può considerare alla stregua di un cine-panettone, comunque inferiore al precedente episodio. 

 

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4 pensieri su “Film: ‘Benvenuti Al Nord’

    • Un pò ‘colorito’ il tuo commento, non sono così drastico, ma certo questi prodotti in serie, a parte qualche risata, alla fin fine lasciano il tempo che trovano, soprattutto per la ripetitività.

      • D’altronde tutto il film poggia su temi impregnati di spicciola retorica e gioca sul concetto di ‘volemose bene’, quindi incluso ‘quanto è bella l’Italia anche al nord’ dopo aver ironizzato e giocato a lungo sulle differenze fra nord e sud. Ma non lo prenderei troppo sul serio dal punto di vista sociologico, mira al bersaglio grosso: far ridere il più possibile, grazie ad alcuni noti ed apprezzabili interpreti ed incassare ancor di più, non certo ad essere citato fra i film memorabili della storia del cinema.

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