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Film: ‘La Vita di Adéle’

LA VITA DI ADELE

la-vita-di-adele-capitolo-1-2Titolo Originale: La Vie d’Adèle – Chapitres 1 & 2

 Nazione: Francia, Belgio, Spagna

Anno:  2013

Genere:  Drammatico, Erotico

Durata: 180’ Regia: Abdellatif Kechiche

Cast: Adèle Exarchopoulos (Adèle), Léa Seydoux (Emma), Salim Kechiouche (Samir), Aurélien Recoing (padre di Adèle), Catherine Salée (madre di Adèle), Benjamin Siksou (Antoine), Mona Walravens (Lise), Jérémie Laheurte (Thomas), Alma Jodorowsky (Béatrice), Sandor Funtek  (Valentin), Maelys Cabezon  (Laetitia), Fanny Maurin (Amélie)  

TRAMA: Adéle frequenta le scuole superiori e studia letteratura ma il suo sogno è quello d’insegnare ai bambini. Il romanzo ‘La Vita di Marianna’ di Pierre de Marivaux che il prof fa leggere in classe parla dei primi amori e ne descrive le emozioni, incluso il classico ‘colpo di fulmine’. Adéle ama la lettura, il cinema americano e soprattutto le piace esplorare i sentimenti, ma è anche turbata dalla sessualità che sta esplodendo nel suo corpo. Thomas, un ragazzo che frequenta il liceo scientifico e suona musica hard-metal, a detta delle compagne di Adéle lancia continue occhiate verso di lei e la spingono a corrisponderlo. E difatti, complice un incontro in pullman mentre vanno a scuola, iniziano a frequentarsi ed in breve dalle parole passano ai fatti. Il rapporto sessuale che ha con lui però non soddisfa completamente Adéle, che si sarebbe aspettata di provare sensazioni ben più profonde, vicine a quelle descritte da Marivaux. E lo dice a Valentin, un compagno di classe gay suo confidente, temendo che ci sia in lei qualcosa che non va. Nel frattempo incrocia per strada una ragazza dai capelli dipinti di blu, abbracciata in maniera inequivocabile ad un’altra e ne resta come incantata. Una sua compagna di classe, durante una pausa a scuola, la riempie di apprezzamenti sulla sua bellezza facendola arrossire e poi la bacia. Adéle non si ritrae ed anzi rimane piacevolmente colpita. Di notte sogna la ragazza dai capelli blu e si eccita. Quando è lei però ad avvicinarsi alla compagna di classe, quest’ultima si ritrae dicendole che ha equivocato, in quanto quel bacio è stato solo un gioco. Adéle decide di lasciare Thomas ed a margine di un corteo studentesco accompagna Valentin in un bar gay dove però ci sono solo uomini. Poco distante ce n’è però un altro dedicato a sole donne e Adéle ci entra con curiosità. Nella confusione scorge anche la ragazza dai capelli blu che la nota a sua volta, risponde ai suoi sguardi e la raggiunge, spacciandosi per una cugina, per toglierla dall’imbarazzo di una donna che si era già approcciata a lei. Emma, questo il suo nome, ha qualche anno in più di Adéle e frequenta il quarto anno di Belle Arti. Dopo qualche convenevole fra loro scocca un feeling che va oltre la casualità dell’incontro, della quale Emma sostiene l’inesistenza. Adéle le lascia il numero di telefono, Emma la chiama a casa per assicurarsi che sia quello giusto ed il giorno dopo l’aspetta all’uscita di scuola, fra lo stupore delle sue compagne di classe. Sedute su una panchina dei giardini pubblici, Emma esegue uno schizzo a matita del volto di Adéle, si scambiano occhiate e si confrontano su vari argomenti. E’ l’inizio di un rapporto che suscita la gelosia delle compagne di Adéle le quali perciò l’accusano di essere lesbica. Lei nega ma la discussione con una delle compagne finisce in rissa. Valentin la difende, ma Adéle il giorno dopo a scuola non riesce a concentrarsi. Accompagna quindi Emma ad una mostra incentrata su una serie di calchi e dipinti che ritraggono solo donne nude, quindi tornano ai giardini dove, eccetto alcune differenze sui gusti nei cibi, emerge anche una grande intesa ed attrazione che sfocia in un bacio, preludio di un passionale rapporto che consumano poco dopo a casa di Emma. E’ l’inizio di una travolgente storia d’amore che si conclude però amaramente. Oppure è solo uno dei modi di leggere il finale?  

VALUTAZIONE: Tre ore che passano però in scioltezza e raccontano con estrema efficacia, priva però di volgarità anche nelle scene più ‘bollenti’, una storia di amore lesbico. Straordinaria interpretazione delle due attrici, dirette con puntiglio maniacale da Abdellatif Kechiche. Gli insistiti e frequenti primi piani, accompagnano lo spettatore per mano in un viaggio che mostra tutte le gioie e le amarezze di un rapporto travolgente.                                                                                                                                           

Il racconto della trama qui sopra, riferito più o meno al Capitolo 1 (Chapitre in francese), che appare solo nel titolo originale del film ed appena riassunto in estrema sintesi riguardo invece alla seconda metà, non dipende dall’obiettivo di lasciare allo spettatore, come forse si potrebbe pensare, il piacere di scoprire da sé gli sviluppi di una storia del tutto particolare. Anzi, per commentare questa sorprendente opera senza sottintesi, specie riguardo alle dinamiche dei sentimenti che smuove e scuote in lungo ed in largo, è necessario fare riferimento assolutamente allo svolgimento del Capitolo 2 (seppure sia l’uno che l’altro non sono mai citati nel corso della visione) sino alla conclusione, che oltretutto è soggetta a più d’una interpretazione.

la-vita-di-adele-01Il tema dell’omosessualità, dell’amore saffico o lesbico che dir si voglia è sempre estremamente delicato da affrontare ed è a forte rischio di fraintendimento, nonostante i cambiamenti socio-etico-culturali avvenuti nel corso degli anni, specie se ad approcciarlo è un eterosessuale. Non potendo però neppure eluderlo, affronto l’argomento dal punto di vista maschile naturalmente,  presumendo che sia applicabile a parti invertite anche per quello femminile.

la-vita-di-adele-04Spesso due donne che fanno all’amore non corrispondono nella visione di un eterosessuale alla stessa scena fra due uomini. Sarà che forse l’omosessualità è più disturbante per un maschio etero perché si confronta con la sua intimità, il suo corpo (fra l’altro sicuramente molto meno aggraziato di quello femminile) e l’imbarazzo e/o il disgusto che prova alla sola idea di toccare o essere toccato intimamente da chi appartiene allo stesso sesso. Figuriamoci poi la penetrazione e tutte le varianti del caso.


la-vita-di-adele-40Il corpo femminile invece, così come andando anche oltre, l’intero universo che riguarda la donna, per l’uomo resta sempre qualcosa di misterioso, nonostante tutto, così come l’orgasmo femminile che in un dialogo nel corso dello stesso film viene definito come magico, mentre per l’uomo generalmente è un momento, per quanto intenso, decisamente più sbrigativo. Chi lo afferma nel corso del film, curiosamente è un bisessuale per sua stessa ammissione, il quale porta a sostegno della sua tesi il mito di Tiresia il quale aveva provato ad essere sia uomo che donna ed interpellato in seguito da Zeus, in quale dei due corpi avesse provato più piacere, aveva risposto che il rapporto fra uomo e donna è di uno a nove. Si può quindi forse dire che l’orgasmo femminile è interiore, perciò molto più complesso e profondo mentre quello maschile è esteriore, non fosse altro che per una questione puramente meccanica. Per la somma di tutte queste ragioni e forse anche altre, osservare due donne in atteggiamenti amorosi, per molti uomini etero è comunque molto diverso dal vedere una coppia di uomini nella medesima condizione. 

la-vita-di-adele-41Detto ciò, non vorrei che passasse l’impressione che ‘La Vita di Adele’ è un film hard oppure che tratta esclusivamente argomenti intimi da suscitare, a seconda dei casi, disagio o viceversa un incitamento al voyeurismo nello spettatore. L’opera ultima del regista tunisino naturalizzato francese Abdellatif Kechiche, più che un viaggio nel mondo saffico è in realtà una sorta di esplorazione dell’Amore Travolgente (le due maiuscole non sono casuali). Il quale ultimo nasce a volte, in questo caso sicuramente, dal cosiddetto colpo di fulmine cui si riferisce anche lo scrittore Pierre de Marivaux, la cui opera ‘La Vita di Marianna’ (la similitudine del titolo del film naturalmente anche stavolta non è casuale) viene letta in classe da Adéle e dai suoi compagni ed il fatto che capiti fra un uomo e una donna, oppure fra due persone dello stesso sesso, in qualche modo, se non del tutto ovviamente, è la stessa cosa.

la-vita-di-adele-03In fondo se questa storia di totale imbambolamento sessuale, prima ancora che di sentimenti, anziché Adéle e Emma riguardasse Adèle e Thomas o comunque una ragazza ed un ragazzo (che poi seppure per un breve momento c’è pure un abbozzo in tal senso), dal punto di vista emotivo e delle considerazioni che ne conseguono cambierebbe poco o nulla, mentre per quanto riguarda le chiacchiere che inevitabilmente ha scatenato questo film, il fatto che si soffermi lungamente sulla sfera intima di due donne, riprese più volte in insistiti e prolungati primi piani ed in sguardi quasi insostenibili per la loro intensità, cui s’aggiungono momenti di passionale trasporto, ha avuto una risonanza ben superiore e critiche conseguenti…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)

la-vita-di-adele-42‘La Vita di Adèle’ ha vinto il massimo premio al Festival di Cannes del 2013 ed il presidente della giuria, Steven Spielberg, ha insistito perché in maniera del tutto anomala rispetto alla storia della rinomata manifestazione fossero premiate con la Palma d’Oro anche le due protagoniste del film, Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux. La loro prova in effetti è straordinaria, sia dal punto di vista della spontaneità: Adèle in particolare sembra che stia vivendo questa vicenda proprio nella realtà, piuttosto che nella finzione davanti alla macchina da presa; che da quello della loro intesa, oltre al fatto che fisicamente e caratterialmente rappresentano due facce della stessa medaglia, per così dire, del mondo femminile. Pare inoltre che Kechiche abbia preteso una totale compenetrazione nel ruolo da parte delle due protagoniste, al limite della dedizione, specie con Adèle la quale difatti si chiama allo stesso modo nel personaggio che interpreta così come nella vita reale.

la-vita-di-adele-43 Léa Seydoux (vista recentemente nel ruolo di Bond-Girl in ‘Spectre’, l’ultimo della serie 007 ed in precedenza anche nei panni di Charlotte, la giovane figlia di LaPadite che versa il latte al colonnello Landa ne ‘Bastardi Senza Gloria’ di Quentin Tarantino) non è da meno comunque, seppure nel gioco delle parti le è toccata quella che è, comunque coinvolta profondamente ma, vuoi per la maggiore età ed esperienza pregressa e/o per caratteristiche caratteriali, più controllata e calcolatrice di Adéle. Insomma, se volessimo estremizzare, si potrebbe dire che Emma fa la parte del ‘maschio’ nel gioco della coppia.

la-vita-di-adele-44Forse non suona esattamente come un complimento per noi uomini ma il riferimento più che al sesso in sé, è rivolto ai rispettivi ruoli di dominanza e sudditanza, i quali, esclusi i casi particolari e le solite immancabili ipocrisie, puntualmente si verificano in qualsiasi coppia. E.L. James, nella sua saga sulle ‘50 sfumatore di vari colori‘, ci ha speculato alla grande su questo confronto. Che poi spesso si traduca, rispetto alle apparenze ed alle premesse, in una inversione delle parti, è tutto un altro discorso che però non rientra negli sviluppi del film in oggetto.

la-vita-di-adele-20‘La vita di Adéle’ dura tre ore, che è un tempo anomalo rispetto alla media ed in genere quando si supera il limite delle due ore, per non tediare lo spettatore e mantenere alta la sua soglia di attenzione, gli autori tendono a spettacolarizzare la storia, a puntare sull’azione, sui continui colpi di scena. Tutto ciò avviene in misura molto ridotta nell’opera di Kechiche, eppure sorprendentemente non stanca affatto. Il merito particolare del regista infatti è quello di essere riuscito, in una storia che è fondamentalmente introspettiva, a coinvolgere lo spettatore sin quasi a dargli l’illusione di essere proprio dentro di essa, grazie ad un uso della macchina da presa che privilegia i primi ed i primissimi piani delle protagoniste. Kechiche le segue continuamente da distanza ravvicinata, con un effetto realismo in molte delle situazioni che riprende (alcune sono più che altro consuetudini di vita quotidiana), sulle quali il cinema frequentemente sorvola e che in questo caso invece sono volutamente reiterate, per rendere al tempo stesso ancora più credibili e riconoscibili i personaggi.

la-vita-di-adele-28Si veda a tal proposito la figura di Adéle, una ragazza qualsiasi, una studentessa curiosa ed intelligente, alla quale piace leggere, il cinema americano e ragionare sulle cose, specie sulla profondità e natura dei sentimenti. Uno scrittore come de Marivaux da questo punto di vista corrisponde in pieno alle sue aspettative. In contemporanea la vediamo ripresa mentre è seduta a tavola con i suoi genitori e mangia disordinatamente gli spaghetti alla bolognese, con la bocca sporca ed aperta quando mastica, oppure mentre consuma un kebab quasi ingozzandosi assieme agli amici al bar. E non esita neppure a mettersi le dita in bocca con gesti che sembrano più consoni ad una bambina che ad un’adolescente vicina alla maturità. I capelli sono spesso scompigliati, non si trucca per nulla, quando dorme ha sovente la bocca socchiusa ed anche nel vestirsi non va oltre l’ordinario. Ha però un viso estremamente espressivo, con delle pieghe che si formano agli angoli della bocca quando ride che le donano un’espressione a mezza strada fra timidezza, ingenuità e malizia. In realtà il tutto nasconde, ancora per poco, un corpo già perfetto di donna che si nota ancora però soltanto mentre dorme supina ed indossa un pigiama aderente. 

la-vita-di-adele-15Adéle Exarchopoulos (di chiara origine greca da parte del padre) è straordinaria nel raffigurare questa adolescente ancora piena d’incertezze ma sul punto di sbocciare completamente in una donna. La sua recitazione è quanto di più naturale e spontaneo si possa pretendere da un’attrice ed anche questo aspetto, esaltato dai primi piani di Kechiche, rendono il film ancora più originale, realistico e coinvolgente. Sessualmente non ha ancora le idee chiare: non sa se dar retta alle compagne ed agli sguardi affettuosi e sottintesi dei genitori quando la scorgono pensierosa e farsi come le altre coetanee un ragazzo, o passare da uno ad un altro, visto che oltretutto è carina ed attira gli sguardi di molti. Oppure rispondere alle sollecitazioni, che la sorprendono e la spaventano, affioranti dal suo corpo, specie dopo aver incontrato per strada quella ragazza dai capelli colorati di blu (come nel fumetto ‘Le bleu est une couleur chaude’ di Julie Maroh che ha fatto da spunto per il regista naturalizzato francese, senza rispettarne poi però né la trama né lo stile) e della quale in seguito s’innamora perdutamente.   

la-vita-di-adele-09C’è una differenza di cinque o sei anni fra Adèle e Emma, ancora più vistosa dal punto di vista dell’esperienza e della classe sociale. La famiglia di Adéle è umile e tradizionalista ed è facile presumere che sia il padre che la madre s’aspettino da lei prima o poi che si presenti con un fidanzato, si sposi e faccia dei figli, e prima ancora che gli studi la conducano verso un posto di lavoro il più possibile concreto e sicuro dal punto di vista economico. Un contesto familiare perciò che non contempla di certo la possibilità che la figlia, unica per giunta, possa essere lesbica o alla meno peggio bisessuale. Forse anche per questa ragione e per la prevenzione sull’argomento che mostrano le sue compagne di scuola, la scoperta prima e la consapevolezza poi delle sue tendenze sessuali fuori dai canoni è vista da Adéle inizialmente con sgomento, quasi come se ci fosse qualcosa che non va in lei.

la-vita-di-adele-06Ed esprime questa sua ansia (‘…ho l’impressione di fare finta, di fare finta su tutto!…) all’amico  e confidente Valentin, a sua volta gay e con il quale quindi non possono sorgere malintesi, dopo aver provato, più per l’insistenza delle compagne che per convinzione propria, un rapporto sessuale con un coetaneo (Jérémie Laheurte nei panni di Thomas, suo compagno nella vita reale) che da tempo la fissava di continuo, evidentemente interessato a lei. Le sensazioni che ha provato, ben al di sotto delle aspettative, durante quel rapporto hanno alimentato ancora di più i dubbi di Adéle (ma lei, al suo partner, non lo ha lasciato trasparire un po’ per delicatezza, un po’ per salvare le apparenze e quando le ha chiesto un po’ perplesso se le è piaciuto, ha risposto di sì e poi ha aggiunto un secondo dopo, mentendo anche a se stessa: ‘…forse anche troppo…‘).

la-vita-di-adele-18Adéle vuole molto di più e non può essere un ragazzo, tutto sommato dolce e remissivo come Thomas, che può darglielo. In una sequenza che è stata tagliata dalla versione finale ma che è possibile trovare su Youtube (questo è il link https://www.youtube.com/watch?v=gaKQATyDRhg), c’è un dialogo fra Valentin e lei, mentre sono seduti ad un tavolino e consumano un kebab, che è molto disinibito ed esplicito nel linguaggio a proposito dell’esperienza che sta vivendo da alcuni giorni con Emma. Forse Kechiche non l’ha inserita infine nel montaggio finale proprio per la spregiudicatezza con la quale Adéle la racconta e che contrasta con l’immagine insicura e riservata di lei che invece sembra trasparire nel film.

la-vita-di-adele-19Emma invece ha già superato la fase del coming out, come si usa dire in proposito. E’ una donna dalle idee chiare, che non ha dubbi sulla sua natura sessuale e nemmeno difficoltà di tipo relazionale o di immagine verso gli altri. I suoi genitori (in realtà il compagno della madre è il suo patrigno) sono al corrente delle sue preferenze e non hanno nulla da obiettare, neppure riguardo le sue ambizioni di lavoro, pur avendo scelto la facoltà di Belle Arti, non priva d’incognite per gli sbocchi futuri. Emma ha un carattere poco incline a scendere a patti (ne avrà una riprova durissima in seguito anche Adéle) sulla necessità di mediare il suo stile pittorico con le richieste del mercato, nella fattispecie i galleristi che dovrebbero esporre le sue opere e che lei accusa di interessarsi solo del business, non di rispettare la libertà creativa dell’artista.

la-vita-di-adele-02Emma ha un carattere forte ed almeno inizialmente adotta nei confronti di Adéle l’atteggiamento sornione del gatto col topo, che osserva con curiosità prima e attende con pazienza poi la sua preda, quasi incredula che sia così facile da catturare. Perché fra le due, non c’è dubbio che sia Adéle a cercare Emma e non viceversa. Nonostante ciò, la spontanea esuberanza, la disarmante disponibilità e la dedizione nei suoi confronti di Adéle la colpiscono ed in breve tempo coinvolgono Emma profondamente ed a lungo, ben più di quello che avrebbe potuto supporre e forse anche desiderato in un primo momento.   

la-vita-di-adele-14Ci sono alcuni momenti precedenti (e successivi), quando Adéle ed Emma stanno per diventare una coppia fissa, che hanno un evidente valore simbolico. Adéle, anche dopo aver già avuto rapporti sessuali con Emma, nega a lungo di essere lesbica, non solo nascondendo la cosa ai genitori, ma anche di fronte alle amiche che l’attaccano verbalmente e poi anche fisicamente dopo aver mangiato la foglia, come si suol dire e (ecco il simbolismo) rappresentano allegoricamente la sentenza di condanna della società conservatrice e conformista.

Significativa in tal senso è anche la sequenza del malinteso con la compagna di scuola che prima la ricopre di complimenti, facendola arrossire, poi la bacia e successivamente si sottrae ad un tentativo di Adéle di ricambiare il bacio nella toilette della scuola e la mortifica dicendole che per lei è stato solo un momento di curiosità. Ancora più ipocrita è quando le dice per rassicurarla che terrà la bocca chiusa sull’episodio, come a sancire una condotta riprovevole conseguente ad un atto di trasgressione dal quale poi però bisogna prendere immediatamente le distanze. 

la-vita-di-adele-13Anche in senso allegorico va interpretata la sequenza delle ostriche nella cena a casa dei genitori di Emma che nell’immaginario di quest’ultima (glielo ha detto al parco, quando si confrontavano sui gusti alimentari) ricordano per aspetto e consistenza l’organo sessuale femminile. Non sono mai piaciute ad Adéle ma spinta da Emma, la quale le dice che sono buone da mangiare solo se sono ancora vive, ne prova una e poi ne prende anche un’altra, dopo aver apprezzato per la prima volta il loro sapore, ma in realtà è come se avesse appena compreso il doppio senso che allude al piacere erotico che sta imparando nel frattempo proprio grazie ad Emma. A proposito, si parla spesso di cibo in questo film perché a sua volta, il gusto, è uno dei sensi più intriganti, anche in senso trasgressivo.

la-vita-di-adele-25E veniamo ai momenti per i quali il film di Kechiche ha sollevato un polverone di critiche, anche nel nostro paese, specie dopo essere stato programmato in prima serata su un canale in chiaro il gennaio scorso, con il ‘solo’ suggerimento di divieto ai minori di 14 anni. Prima però facciamo ancora un passo indietro, al punto nel quale Adéle e Emma scoprono e sviluppano la loro attrazione, in altre parole la loro infatuazione, nonostante le evidenti differenze che le separano, non solo d’età. Cioè il prodotto della chimica che scocca fra due persone, spesso impossibile da spiegare razionalmente e che qualcuno ha definito appunto come il classico ‘colpo di fulmine’.

la-vita-di-adele-21In realtà questo capita soprattutto a Adéle, mentre Emma è come se fosse travolta da un fiume in piena di sensualità e di devozione nei suoi confronti. La curiosità, semmai, è ciò che spinge Emma inizialmente ad approfondire la conoscenza di Adéle. Sembrano i soggetti di un dipinto espressionista quando sono sedute nella panchina ai giardini di fianco al grande platano ed Emma disegna a matita uno schizzo del volto di Adéle. In quel foglio, quando Emma infine glielo mostra e lei dice che un po’ le assomiglia ed un po’ no, c’è la metafora del loro rapporto in divenire. Qualcosa che sta nascendo ma è ancora a livello dell’abbozzo. E difatti Emma nel congedarsi da Adéle non la bacia sulle labbra come lei vorrebbe e si aspetterebbe a quel punto ma solo su una guancia, come se le stesse offrendo una scappatoia, alle stregua di quando l’aveva accolta nel bar per sole donne con un: ‘…che ci fai qui, piccina…‘.

la-vita-di-adele-27E’ nei loro sguardi interrogativi e profondi, nei sorrisi muti ma con gli occhi chela-vita-di-adele-26 parlano e penetrano l’una nell’altra (e che chiunque desidererebbe ritrovare nel proprio partner) che si concretizza la loro intesa ai giardini e che poi trova la consacrazione nella gioia della comunione dei loro corpi nella casa di Emma. Non c’è dubbio che si tratta di una scena emotivamente forte, sia per la durata che per ciò che mostra esplicitamente, ma non c’è volgarità in essa, a meno di non voler considerare con lo stesso metro i dipinti, considerati artistici, di autori come Klimt e Schiele dei quali Emma discute animatamente con i suoi amici un po’ snob nel corso di una serata a casa sua. I corpi s’avvinghiano, si esplorano, le posizioni s’invertono e s’avverte chiaramente lo spasimo del godimento, non solo sospirato o mugolato da entrambe, in un crescendo che sembra non aver mai fine.

la-vita-di-adele-24Non molto tempo fa questa scena sarebbe stata sicuramente censurata, a maggior ragione trattandosi di due donne, mentre Kechiche nel riprendere le due protagoniste è come se le accarezzasse e volesse mostrare l’estasi del loro totale coinvolgimento, non la parte brutale o animale che dir si voglia (e quindi ‘sporca’ come direbbe qualche bacchettone) di un rapporto sessuale. L’autore rimane sempre ben saldo sul bordo interno del filo del rasoio che divide la rappresentazione creativa dalla pornografia insomma. Siamo mille anni luce lontani dalla sensazione di forzatura, umiliazione, mestiere ed in certi casi anche depravazione tipica dei film hard, per intenderci ulteriormente.

la-vita-di-adele-39Sarà per le plastiche posizioni dei corpi depilati, per il contrasto delle loro pelli, diverse come tonalità una dall’altra, ma ancor di più in contrapposizione cromatica con il blu (decisamente il colore simbolo del film) delle lenzuola, che in questo caso da freddo diventa insolitamente caldissimo, ma tutta la scena finisce per assomigliare ad una danza dei corpi che esaltano la bellezza del nudo e l’appagamento sessuale piuttosto che la sua mortificazione. Non c’è ostentazione delle parti più intime (a tal proposito leggevo che alle due attrici sono state applicate delle opportune protesi in lattice) e quando dicevo in precedenza che se al posto loro ci fossero stati due uomini tutta la sequenza avrebbe assunto un significato estetico completamente diverso, dipende naturalmente anche dal fatto che sarebbe stato impossibile nascondere le corrispondenti parti intime di due maschi che perciò avrebbero reso inevitabilmente molto più cruda la scena. Se poi qualcuno questi momenti, specie il primo, decisamente il più lungo, li trova comunque morbosi e fastidiosi, che dirgli, ha tutta la comprensione, ma il lato giusto dal quale osservarle ed eventualmente giudicarle è un altro e Kechiche l’ha centrato in pieno.

la-vita-di-adele-16Come tutte le cose belle e sconvolgenti, nella natura umana c’è spesso una vena di autodistruzione, anche questa storia subisce l’effetto ciclico sistemico che purtroppo ed inevitabilmente non solo coinvolge i cicli borsistici ma anche i rapporti fra le persone. Adéle va a convivere con Emma (del suo distacco dai genitori, della loro immaginabile reazione, non c’è traccia ed è a tutti gli effetti un buco di sceneggiatura) ma dopo l’iniziale entusiasmo si amplificano anche le loro differenze. Adéle non si sente all’altezza della sua compagna, né a quella dei suoi amici e finisce un po’ per diventare la cameriera che cucina e serve alle cene organizzate dalla sua partner. Emma vorrebbe che Adéle scrivesse, riconoscendole doti in tal senso e la considera sprecata per il mestiere d’insegnante dei bambini che invece lei intende svolgere (probabilmente la considera troppo poco ambiziosa in confronto a lei), mentre Adéle si trova perfettamente a suo agio di fronte alla spontaneità e immediatezza dei più piccoli, perché in fondo è così lei stessa e per il resto ripete ad Emma: ‘…io sono felice… sono felice con te, sono felice come sto. È questa la mia maniera di essere felice…‘.

la-vita-di-adele-10Quando infine Adéle, sentendosi trascurata, cerca consolazione nella corte insistita di un collega, al quale si era negata più volte e senza esitare in precedenza, forse anche con la curiosità di rimettersi alla prova, non essendo ancora del tutto sicura evidentemente delle sue reali preferenze in termini di sesso e viene scoperta da Emma, quest’ultima le fa una scenata estremamente violenta nelle parole ma anche nei gesti e la caccia letteralmente di casa, considerando chiusa definitivamente la loro storia. La determinazione di Emma è così dura e senza possibilità d’appello da apparire sospetta, cioè l’occasione giunta al momento opportuno, per quanto dolorosa per il suo orgoglio e giustificata dalla sua intransigenza, per porre fine ad una storia che con il tempo forse riteneva fosse diventata troppo stretta, se non addirittura scomoda.

la-vita-di-adele-22La disperazione di Adéle è commovente, non solo perché vaga per la strada come se fosse rimasta sola al mondo, ma anche per la credibilità con la quale manifesta questo strappo lancinante che le appare ingiusto, ma al tempo stesso anche meritato, di certo estremamente doloroso. Le lacrime che le escono a fiotti sul viso, improvvisamente abbruttito e persino il muco che le scende dal naso rendono il suo dramma personale ancora più realistico. Una volta di più Kechiche sorvola su come l’hanno accolta i suoi genitori, le amicizie di un tempo ed anche il collega con il quale ha tradito Emma, sparito di scena nel frattempo. Adéle trova parziale sollievo nella scuola dove insegna ma si ritrova a piangere spesso da sola. Le vacanze che trascorre al mare come accompagnatrice dei bambini la distraggono solo parzialmente dalla tristezza nella quale è sprofondata.

la-vita-di-adele-46In seguito ritroviamo Adéle che insegna ai bambini più grandi ed è cambiata, anche esteriormente, per un paio di occhiali che le danno un’aria un po’ più adulta. E’ già passato nel frattempo parecchio tempo da quella terribile notte e Adéle si ritrova con Emma dentro un bar, una di fronte all’altra (anche in questo caso il regista tunisino si astiene dallo spiegare come). E’ un’altra sequenza che da sola, si diceva un tempo, vale il prezzo del biglietto ed anche la pena (è proprio il caso di dirlo) di raccontarla per intero, per la rara intensità e tensione emotiva che sprigiona, con le le due interpreti impegnate in una gara di bravura. Impossibile dire chi è la migliore.

la-vita-di-adele-51Adéle ed Emma si salutano cordialmente. Emma sembra serena, Adéle dice che è passato troppo tempo. Si guardano un po’ timorose, quasi timide, si raccontano un po’ di loro. Adele ha una nuova pettinatura e Emma non ha più i capelli color blu e vive con Lisa, sua nuova compagna e la sua bambina. Espone le sue opere. Adéle si complimenta con lei perché le vede sul sito internet di Emma. Sila-vita-di-adele-47 propone di acquistarne una ed Emma le risponde che gliela regalerà. Adéle le propone di pagare in natura e poi di fronte all’imbarazzo di Emma, si corregge dicendo che era stata solo una battuta di cattivo gusto. Parla quindi dei bambini, del lavoro che svolge con un gruppo di sostegno e dice che è gratificante vedere i loro progressi. Aggiunge che esce poco, ma spesso torna da sola perché non le riesce di legarsi. Emma dice che è felice ma ammette su richiesta di Adéle che sessualmente fra loro era tutta un’altra cosa. Adéle le confida che le manca, si toccano le mani, le confessa che ha voglia di la-vita-di-adele-48lei continuamente. Inizia a leccarle la mano. Emma sembra sul punto di cedere, ma poi si ritrae. Si baciano, si toccano, tutto sembra tornare come prima, ma poi Emma si blocca, piange ed afferma convinta che non può farlo. Adele si scusa dicendo che è più forte di lei. Emma la vuole rassicurare sul fatto che l’ha perdonata ma comunque non l’ama più. Piangono entrambe, poi Emma conferma che ha un’altra ma prova una grandissima la-vita-di-adele-49tenerezza per lei, la proverà sempre, per tutta la vita. Adéle si scusa ancora perché sta piangendo, le capita spesso e ridono di questa sua debolezza. Adéle s’impegna a non scocciarla più ed Emma risponde con tenerezza che non l’ha mai fatto; si baciano come due amiche quindi si salutano e Emma se ne va. Adele resta ancora un po’, piange e due donne sedute ad un tavolino poco più in là la guardano con pena e curiosità quando lei si volta verso di loro.

la-vita-di-adele-31Il finale è stato oggetto di varie interpretazioni. Adéle è stata invitata da Emma a partecipare come ospite ad una sua mostra. Incuriosita, ma forse ancora con una flebile speranza, lei ci va indossando uno splendido abito, ovviamente di colore blu ed appena entrata scorge Emma che le va incontro. Non ha più i capelli blu. Il significato di ciò è che Adéle vuole dimostrare ostentando quel colore che è rimasta fedele al suo passato, al contrario di Emma. Alcuni quadri esposti raccontano la loro storia, sin nell’intimità. Nessuno può comprenderne l’intima essenza, tranne le due protagoniste. Emma si discosta per rispondere alle domande dei possibili clienti. Adéle sta per andarsene quando incontra il ragazzo che aveva conosciuto ad una cena a casa con Emma, quello che faceva la comparsa nei film hollywoodiani e che era l’unico con il quale aveva familiarizzato perché più affine a lei e la faceva sentire a suo agio. Anche lui però deve lasciarla seppure di malavoglia poco dopo, coinvolto da un partecipante alla mostra e Adéle quindi esce, gira l’angolo e se ne va camminando verso il suo futuro, chissà se più definito o meno dopo aver vissuto questa storia. Il ragazzo esce a cercarla ma sbaglia lato della strada e non la trova più.

la-vita-di-adele-52Come va interpretato quindi questo finale? E’ una sconfitta per Adéle costretta ad incassare amaramente la prima grande delusione amorosa, oppure è un’esperienza che le sarà utile come processo di crescita personale e di chiarimento riguardo la sua stessa sessualità? E’ il destino inevitabile al quale va incontro chi punta al massimo delle sensazioni ed a forzare le convenzioni? Comunque la si veda, chi osasse affermare che questo film è soltanto la storia scandalosa di due lesbiche, significherebbe che non ne ha proprio inteso il significato. Si tratta semmai di una grande storia d’amore che può capitare a chiunque, indipendentemente dal sesso. Una grande opera che mi sento di consigliare a chi nel cinema non cerca soltanto l’adrenalina di qualche avventura ai limiti del possibile o anche oltre.

la-vita-di-adele-11Se l’origine del nome Adéle è germanica e significa ‘figlia nobile’ (ma in un dialogo con Emma, Adèle dice che proviene dalla lingua araba e significa ‘giustizia’), le riflessioni che muove questo film dovrebbero spingere molti ad evitare le ironie e quel darsi di gomito, cui più o meno in tanti siamo incorsi in passato o anche nel presente, nei riguardi di chi ha gusti sessuali diversi, e forse cadranno anche i pregiudizi, assieme alle foglie del platano che annunciano l’autunno sul corpo disteso ed appisolato di Adéle, quando torna su quella panchina dei giardini dove ha condiviso i primi giorni felici con Emma ed ha sperato ancora di vederla riapparire.

Curiosità vuole che questo film ha vinto la Palma d’Oro del Festival di Cannes del 2013, lo stesso anno in cui era in concorso ‘La Grande Bellezza’ di Paolo Sorrentino, che invece è stato praticamente ignorato dalla giuria. Esattamente il contrario di ciò che è avvenuto alla premiazione del miglior film straniero agli Oscar dell’anno seguente.

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20/02/2017 - Posted by | 1. CINEMA | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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