Film: ‘Come Un Gatto In Tangenziale’

COME UN GATTO IN TANGENZIALE

Titolo Originale: Omonimo

 Nazione: Italia

Anno:  2017

Genere: Commedia

Durata: 98’ Regia: Riccardo Milani

Cast: Paola Cortellesi (Monica), Antonio Albanese (Giovanni), Sonia Bergamasco (Luce), Luca Angeletti (Giulio), Antonio D’Ausilio (Francesco), Alice Maselli (Agnese), Simone de Bianchi (Alessio), Alessandra  e Valentina Giudicessa (le gemelle Pamela e Suellen), Claudio Amendola (Sergio), Franca Leosini (sé stessa)

TRAMA: Monica è una borgatara di Bastogi, che molti considerano la periferia più degradata di Roma. Giovanni dirige il suo team ‘Think Tank’ che lavora per la Comunità Europea elaborando statistiche sociologiche. Sono lontanissimi fra loro per esperienze di vita, per cultura e per classe sociale ma s’incontrano casualmente in mezzo al traffico caotico di Roma, dove Giovanni compie una manovra che Monica non gradisce. Così lo segue sino al semaforo successivo, scende e con una mazza da baseball gli frantuma il parabrezza della sua costosa auto ibrida. Agnese è la figlia di Antonio, che ha avuto dalla moglie Luce, dalla quale è separato. Qust’ultima vive in Provenza, dove esperimenta nuove essenze in un ambito stile ‘new age’. Agnese è una bella tredicenne, cresciuta sui valori di tolleranza e di assenza di pregiudizi. Quando però presenta al padre un coetaneo di Bastogi, di nome Alessio, dentro Antonio si accendono immediatamente le spie d’allarme e mettendo da parte i suoi impegni di lavoro, segue la figlia con l’auto sino alla casa del ragazzino, che vive in un palazzo dall’aspetto inquietante, privo di servizi ed abitato da varie etnie. Raggiunta non senza difficoltà la porta dell’appartamento, Antonio si trova però di fronte ancora a Monica, più preoccupata di lui per il filarino del figlio, a suo dire destinato a durare come un gatto in tangenziale. Nel seguire, nei giorni successivi e separatamente i rispettivi figli, preoccupati che possano compiere qualche sciocchezza, anche se loro invece reagiscono con indifferenza agli assillanti controlli, Monica e Antonio devono gioco forza confrontarsi ed un po’ alla volta hanno modo di smussare le loro enormi differenze, riuscendo infine e pur con molta fatica a fidarsi una dell’altro. Un pranzo a casa di Monica, presente anche Luce, curiosa di conoscere la madre di Alessio e quello che ritiene essere il suo pittoresco ambiente familiare, diventa invece un’occasione di scontro, anche perché il padre di Alessio, rilasciato dal carcere di Rebibbia grazie all’indulto, piomba in casa e si comporta secondo sua natura, mettendo in luce con la sua grettezza i pregiudizi di Antonio e Luce, che a suo modo di vedere sono solo degli snob incapaci di calarsi, al di là delle apparenze, in quella realtà, mentre Antonio reagisce accusandolo di essere soltanto uno scansafatiche al quale fa comodo sfruttare le contraddizioni della società. Mentre nei giorni a seguire Agnese e Alessio non si frequentano già più e si divertono lo stesso con altri ragazzi, rispettivamente nelle spiagge di Capalbio e di Coccio di Morto, Monica e Antonio sentono invece insopportabile lo strappo seguito a quell’ultimo incontro. Entrambi hanno imparato molto dalla forzata frequentazione e non hanno intenzione di perdere l’occasione per dare un senso compiuto alla loro vita, anche se poi dovessero durare pure loro come un gatto in tangenziale.    

VALUTAZIONE: una commedia molto divertente ed anche pungente, che vede protagonista l’oramai collaudata coppia Cortellesi/Albanese. Una storia che con il sorriso sulle labbra, ironizza sulle contraddizioni e sulla distanza che separa le istituzioni dalle periferie degradate delle grandi città e viceversa

L’espressione ‘dura come un gatto in tangenziale‘ riferita ovviamente a quelle strade di grande comunicazione e traffico che di solito girano intorno alle grandi metropoli, è una metafora per dire in sostanza che il soggetto al quale è rivolta è destinato a campare (o durare) poco.

Come un Gatto in Tangenziale 01Il titolo del film di Riccardo Milani, che a distanza di un solo anno ripropone la coppia Paola Cortellesi e Giuseppe Albanese, con risultati, diciamolo subito, decisamente più lusinghieri, è quanto mai simpatico ed espressivo al tempo stesso e si riferisce alla storiella nata fra Alessio e la coetanea tredicenne Agnese.

Come un Gatto in Tangenziale 19Curiosità vuole che a pronunciarla sia Monica, una borgatara di Bastogi, fatiscente periferia di Roma e, per renderne l’idea, qualcuno dice che ‘…a confronto, Scampia è un centro benessere!…‘. Suo marito Sergio è in carcere a Rebibbia, dove sconta una pena per aver accoltellato per futili motivi un tizio che ha perso la milza. Il palazzo dove abita è un crogiolo di etnie che si scontrano quotidianamente fra vari nauseabondi odori di cibo, rumori, musiche e programmi televisivi satellitari ad alto volume provenienti da innumerevoli paesi sparsi per il mondo, in stridente contrasto fra loro.

Come un Gatto in Tangenziale 18Il citofono del palazzo è un groviglio di cavi inutilizzati; il vano ascensore è vuoto; per salire le scale bisogna aprire un cancello simile a quello di un carcere e fra un piano e l’altro c’è persino qualcuno steso su una brandina che dorme russando durante la classica pennichella e per superare il quale bisogna scavalcarlo, stando bene attenti a non svegliarlo. Se s’incrocia qualcuno all’ingresso, dall’aspetto inquietante e dallo sguardo truce è istintivo equivocare il suo gesto di tirare fuori dalla tasca l’immancabile smartphone, con qualcosa di molto peggio.

Come un Gatto in Tangenziale 08Nel lungo pianerottolo di Monica c’è un mastino che ringhia a qualsiasi malcapitato e che qualcuno, fuori campo, immancabilmente richiama poco dopo. Il suono del campanello alla porta dell’appartamento di Monica è una canzone di Renato Zero ed al suo interno ci vivono anche due sorelle gemelle, Pamela e Suellen dedite al furto compulsivo, già più volte prese con le mani nel sacco. Avendo compromessa la fedina penale, non possono neppure essere assunte per qualche lavoro regolare, che peraltro non cercano assolutamente.

Come un Gatto in Tangenziale 12Monica invece, pur essendo una donna cresciuta ed avvezza a districarsi in quella sorta di terra di nessuno, tenta in qualche modo di smarcarsene e lavora presso la mensa di una casa di riposo, dove è rispettata e persino adorata da alcuni anziani ospiti. A qualcuno di loro schiaccia persino l’occhio per suggerirgli di evitare di richiedere un primo piatto che ha visto giorni migliori. Spesso si porta a casa gli avanzi per risparmiare sul tempo e sulle spese. Alessio è l’unico figlio che ha e non solo vuole evitare che faccia la fine del padre ma anche che subisca qualche contraccolpo negativo, nel filare con Agnese, che sarà pure tanto carina ma appartiene ad un mondo completamente diverso dal suo…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)

Come un Gatto in Tangenziale 16Agnese è figlia di Antonio, un esperto di statistiche sociali che lavora per la Comunità Europea, alla quale periodicamente fornisce relazioni proprio sulla contaminazione fra le diverse etnie che vivono nelle aree periferiche delle grandi città. Numeri, trend, proiezioni e grafici che illustra alla commissione competente, i cui componenti faticano però a comprendere dalla traduzione in tempo reale un’espressione italiana neanche tanto difficile, usata da Antonio, come ‘a mano a mano‘. Figuriamoci quindi il resto.

Come un Gatto in Tangenziale 05Antonio naturalmente vive in un lussuoso appartamento del centro e quando ha fretta e non ha tempo di andare al ristorante, si serve da una rosticceria. E’ separato dalla moglie Luce, una snob che ha vissuto con goliardia l’epoca della contestazione studentesca ricordandone e rimpiangendone più che altro l’età e che si è trasferita in Provenza dove, fra i campi di lavanda, si occupa di realizzare nuove essenze per profumi esclusivi.

Come un Gatto in Tangenziale 03Agnese è cresciuta perciò in un ambiente agiato ed ovattato, nel quale la madre ed il padre le hanno comunque trasmesso valori di tolleranza e rifiuto dei pregiudizi, ovviamente senza averli mai direttamente sperimentati nella pratica. Così quando ha conosciuto Alessio non si è posta alcun problema sul fatto che vive a Bastogi, neppure quando l’ha invitata a casa sua. Non conoscendo quella realtà, per lei conta solo l’amicizia e la simpatia di Alessio, anche se agli occhi di Antonio il ragazzino non ha di certo un aspetto rassicurante, quando la figlia glielo presenta.

Come un Gatto in Tangenziale 13A dire il vero neppure Antonio sa cosa sia Bastogi, almeno sino a quando, subito dopo, un suo collaboratore glielo spiega. Mollare immediatamente tutti gli impegni ed inseguire in auto il bus nel quale Agnese e Alessio sono saliti, è perciò un effetto immediato. Certo non può sapere che Monica da par suo sta facendo la stessa cosa. E quando Antonio compie un sorpasso azzardato tagliando la strada a Monica per non perdere d’occhio il bus, quest’ultima prima lo apostrofa malamente e poi scende dall’auto alla prima occasione utile e gli sfascia il parabrezza con una mazza da baseball. Perché per lei è naturale non farsi mettere i piedi in testa da nessuno e difendersi in quel modo, che si tratti di Bastogi o del centro di Roma.

Come un Gatto in Tangenziale 06Arrivato a destinazione, nonostante il vistoso buco sul parabrezza, Antonio si trova di fronte a quella periferia che è solito analizzare sociologicamente con il suo team ‘Think Tank‘ per la Commissione Europea, ma che vista con i suoi occhi da vicino fa tutta un’altra impressione e non certamente in meglio. Un conto infatti è ragionare sui numeri e sugli algoritmi statistici, un altro è trovarsi di fronte alla realtà. Vallo poi a spiegare in quella sede asettica di Brussels che la persona autrice del danno alla sua auto è anche la madre del ragazzo che proprio in quel momento potrebbe approfittarsi della figlia, ancora troppo ingenua ed innocente.

Come un Gatto in Tangenziale 23Il fatto è che Monica pensa che a rischiare di più fra i due sia invece suo figlio Alessio, andando dietro ad un’adolescente che proviene da un ambiente sociale completamente diverso dal suo e dal quale potrebbe uscirne solo con una cocente delusione o come il gatto del titolo.

Come un Gatto in Tangenziale 17Su questa lunga premessa descrittiva, si muove il film di Riccardo Milani che rispetto al precedente ‘Mamma e Papà‘, girato con gli stessi protagonisti Paola Cortellesi e Antonio Albanese, dimostra di avere idee più chiare non solo dal punto di vista dei contenuti ma anche dei tempi comici, e soprattutto di avere messo a punto quei meccanismi di mixaggio fra commedia e satira di natura sociale che in quest’opera funzionano a dovere.

Come un Gatto in Tangenziale 10Si ride molto quindi, ma al tempo stesso ci si ritrova a riflettere sulle distorsioni e sulle contraddizioni che nascono da alcune scomode problematiche sociali o da quelle stesse istituzioni che per prime dovrebbero comprenderle, correggerle o almeno limitarne il disagio, se non proprio risolverlo. Il riferimento è ai principi di tolleranza, di comprensione o come li definisce lo stesso Antonio, di ‘contaminazione‘, sui quali spesso molti si sciacquano la bocca sinché non li sperimentano personalmente, salvo poi tirarsi indietro, come Luce ed anche Antonio, nonostante i buoni propositi teorici, per trincerarsi dietro quegli stessi steccati eretti da altri prima di loro, naturalmente.

Come un Gatto in Tangenziale 14Non di meno il film, nelle parole dello stesso Antonio, sottolinea quegli atteggiamenti vittimistici di comodo che alcune di quelle presunte vittime di questo Far West periferico utilizzano come paravento per giustificare i loro atteggiamenti egoistici e menefreghisti, finalizzati soltanto a lasciare le cose come sono, immutate nel tempo, contando sull’interessata protezione e complicità di chi ne fa utile strumento di speculazione per obiettivi personali o politici.

Come un Gatto in Tangenziale 11Da tutto ciò si può comprendere come questo film sia tutt’altro che una banale e semplice commedia natalizia, pur essendo uscito in coincidenza con le Festività. Curiosamente, senza mancare di rispetto a Riccardo Milani, sembra un po’ l’opera di Checco Zalone che è mancata all’appello nell’occasione, con quella comicità che scava dentro l’attualità e alcune problematiche imbarazzanti e scomode, se vogliamo, per riderci su ovviamente, ma senza perdere l’occasione di punzecchiare le coscienze, evitando le trappole della facile retorica o le grasse ma anche sterili risate della platea più superficiale.

Come un Gatto in Tangenziale 22Come un Gatto in Tangenziale‘ si pone equidistante fra Bastogi e Brussels e la sua rappresentazione satirica riguarda sia chi va alla spiaggia di Coccia di Morto (un nome davvero emblematico), dove la calca dei bagnanti ignora completamente i divieti di balneazione e si può finire accoltellati in fila al bar per acquistare due ghiaccioli; oppure i ‘radical chic‘ che vanno al mare a Capalbio e dopo aver percorso un paio di chilometri in pineta sotto il solleone, si compiacciono della raggiunta solitudine in una spiaggia immensa, perché non amano mescolarsi fra la gente, specie quella comune. Semmai poi si ritrovano in ambienti esclusivi, dove si cammina scalzi per casa per tre mesi e per sentirsi più liberi, mentre qualcuno sproloquia di artisti alternativi e noti soltanto a loro ed altri criticano, con eleganza e garbo ovviamente, le scelte naturalmente banali, della prossima Biennale di Venezia.

Come un Gatto in Tangenziale 02L’idea del film, scritto a otto mani da Furio Andreotti, Giulia Calenda, Paola Cortellesi ed il regista Riccardo Milani, pare sia nata da un’esperienza personale di quest’ultimo, la cui figlia si era invaghita proprio di un ragazzo di Bastogi. La coppia Cortellesi e Albanese funziona benissimo perché entrambi sono credibili ed esilaranti nei rispettivi ruoli, pure dal punto di vista del ‘physique du rôle’. Ma anche Sonia Bergamasco nel ruolo di Luce e le due gemelle Alessandra e Valentina Giudicessa, così come i due giovanissimi Alice Maselli e Simone de Bianchi e per la breve apparizione, Claudio Amendola nella parte del becero parrucchiere che entra ed esce continuamente di galera, completano l’azzeccato cast.

Come un Gatto in Tangenziale 15Sono parecchi i momenti divertenti e godibili del film che gioca molto, come dicevo, sul contrasto fra l’ambiente degradato di Bastogi, del quale ovviamente sono rappresentati soltanto gli elementi più coloriti e stravaganti, e quello in stile ‘upper class‘ nel quale invece vive e lavora Antonio, inclusa la commissione della Comunità Europea alla quale non viene risparmiato il sarcasmo sugli aspetti più contraddittori di straniamento rispetto alla realtà. Mentre Antonio si prepara con pubblicazioni che spiegano il metodo più efficace per convincere la figlia a dargli ragione senza darle l’impressione di rinnegare i valori che le ha insegnato in precedenza, Monica essendo una persona spiccia, cerca d’imporre per gli stessi motivi la sua autorità al figlio. Il risultato è che Agnese e Alessio fanno comunque a modo loro ed i genitori sono costretti ad inseguirli per impedire che accada ciò che temono entrambi, ma ai danni della propria creatura, non dell’altra.  

Come un Gatto in Tangenziale 09Fra gli episodi più significativi, dopo quello della mazza da baseball di Monica che distrugge il parabrezza dell’auto di Antonio, assolutamente irresistibile è quello dell’arrivo di quest’ultimo a Bastogi e la sorta di percorso di sopravvivenza che compie prima di giungere alla porta d’ingresso dell’appartamento dentro il quale si trova la figlia Agnese. L’uscita al mare di Coccia di Morto e poi di Capalbio sono altre opportunità per mettere in risalto le distorsioni di due modi estremi di concepire il rispetto delle regole e di socializzazione, pur fra italiani. I furti compulsivi delle due gemelle Pamela e Suellen (evidentemente il loro padre era un fan dalla soap opera ‘Dallas’) ed i tentativi vani di Monica di evitarli o perlomeno di limitarli, testimoniano come non sia nemmeno una questione di necessità o di povertà ad innescare certe manie.

Come un Gatto in Tangenziale 20La serata al cinema d’essai, dove Antonio invita Monica per ingannare il tempo nell’attesa dei figli invitati ad una festa in una zona rispettabile di Roma, nel corso della quale però ad entrambi rubano gli smartphone, è un altro momento di spasso. L’incomprensibile film di un regista ermetico armeno, come una sorta di liberazione, giunge al termine fra la commozione dei pochi spettatori sparsi nella sala. Monica si alza per uscire e Antonio invece, imbarazzato, la invita a rimanere seduta durante lo scorrimento dei titoli di coda che riportano i nomi dei vari collaboratori, per rispetto, a sentir lui. Monica invece lo liquida così: ‘…ma chi li conosce…‘.

Come un Gatto in Tangenziale 04Tutt’altro ambiente invece quello del cinema di periferia, dove sia Monica che Antonio si ritrovano nel seguire ancora le tracce dei loro figli e dove gli spettatori sembrano impegnati a fare di tutto tranne che vedere il film stesso. Il pranzo infine a casa di Monica che dovrebbe sancire l’incontro pacifico e tollerante di due culture molto distanti fra loro, superando i reciproci pregiudizi, complice la partecipazione di Luce, con l’arrivo inaspettato ed improvviso di Sergio dal carcere, diventa invece lo scenario di una litigata proprio sullo scopo di quella tavolata. Luce, già turbata all’arrivo dallo scenario che le si è presentato davanti, ben diverso da quello pittoresco che immaginava, resta scioccata dai modi da burino di Sergio che ironizza sulla sua presunta ‘vacanza’ e taglia l’anguria come se fosse la testa di qualcuno che gli sta antipatico. Dal canto suo Antonio, prendendo le difese della moglie, coglie l’occasione per lanciare una sorta di filippica contro chi, come Sergio e tanti altri borgatari come lui, non fa nulla per cambiare la sua condizione ed anzi al contrario si vanta pure dei suoi crimini.

Come un Gatto in Tangenziale 07Insomma si potrebbe continuare a lungo, ma è sicuramente meglio andarselo a vedere questo film, incluso il finale che naturalmente è a lieto fine, almeno contando sulla resistenza ed abilità dell’oramai famoso gatto in tangenziale. Sennò che commedia sarebbe se si concludesse in modo drammatico o anche soltanto amaro. Nonostante ciò, diciamo che il sapore resta infine agrodolce perché al di là delle battute, delle situazioni divertenti, della bravura degli interpreti e della piacevole ora e mezza trascorsa, resta purtroppo viva la sensazione che i temi di natura sociale che propone, sia a Bastogi, che a Roma, o a Brussels appartengono comunque a mondi ancora tanto, ma tanto lontani fra loro. 

 

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2 pensieri su “Film: ‘Come Un Gatto In Tangenziale’

  1. Un film divertente, esilarante, con diversi spunti di riflessione. Grazie alla conoscenza di Antonio, Monica riuscirà a realizzare il sogno di aprire un’attività, ricorrendo agli aiuti europei e riscattandosi così da una vita di stenti. Due personaggi autentici, lontani dall’ipocrisia e dalla sfiducia di certi ambienti. Un ottimo film!

    • Sono d’accordo Maria Enrica, è stato una bella sorpresa natalizia, diversa dal solito cliché, anche perché non è affatto un film buonista. Con il sorriso sulle labbra mena fendenti sia alla Comunità Europea che a chi s’aspetta sempre e comunque la solidarietà delle istituzioni, o si sente per questo più furbo degli altri. Il sogno in positivo cui accenni tu giustamente, è proprio in questo senso. Monica ci prova comunque a riscattarsi da una vita di stenti.

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