Libro e Film: ‘Colazione da Tiffany’

COLAZIONE DA TIFFANY

Di Truman Capote

Anno Edizione 1959

Pagine 199

Costo € 8,42

Ed. Garzanti (collana ‘Libri Vintage’)

TRAMA: Lo scrittore Paul Varjak, prendendo a pretesto la foto scattata in Africa di un viso scolpito su legno che sembra la copia esatta del ritratto di Holly Golightly, sua particolarissima vicina di casa, ne racconta la storia. Holly abitava l’appartamento sotto il suo. Era molto giovane, sulla cassetta della posta aveva scritto ‘in transito’ ma era molto sicura di sé, seppure soltanto dentro la gioielleria Tiffany si sentiva veramente in pace con se stessa. Nel frattempo conduceva una vita equivoca nei locali notturni di New York dove frequentava uomini molto più anziani, ma anche benestanti, che la mantenevano. Esclusa la camera da letto, il suo appartamento, che condivideva con un gatto rosso senza nome, era disseminato di scatoloni, come se fosse sul punto di trasferirsi altrove. Holly rientrava sempre a notte fonda ed incurante delle chiavi del portone, suonava all’inquilino del terzo piano, un fotografo di origine giapponese, il quale ovviamente reagiva protestando, ma lei lo chetava promettendogli di ricambiare il disturbo facendosi scattare alcune foto, che lui ambiva da tempo. Tutti i giovedì si recava a Sing Sing per trovare un vecchio mafioso, Sally Tomato, del quale si era fatta passare per nipote e che tramite il suo avvocato le passava ogni volta un centone in cambio di alcune sibilline previsioni sul tempo. Una notte aveva suonato a Paul e da allora erano diventati confidenti, specie dopo quella volta che Holly, passando dalle scale di sicurezza, si era introdotta nel suo appartamento, svegliandolo di soprassalto, per sfuggire ad un amante ubriaco con il quale era rientrata a casa. La loro amicizia, priva d’implicazioni sessuali, s’alimentava di reciproche confidenze, complicità ed anche di alti e bassi. Lei lo chiamava come il fratello Fred, al quale Paul somigliava e che era stato chiamato nell’esercito per assolvere gli obblighi di leva. Sinché un giorno, un uomo piuttosto avanti con l’età si era presentato a Paul dopo averlo pedinato, identificandosi come il veterinario Doc Colightly, marito di Holly, dal quale lei era fuggita e che anni addietro l’aveva adottata assieme al fratello Fred. I due giovani avevano perso i genitori ed erano stati affidati dai servizi sociali ad una famiglia dalla quale erano fuggiti a causa dei maltrattamenti subiti. Doc aveva cercato invano di convincere Holly a tornare a casa con lui. Lei però aveva altri obiettivi e dopo una fallita relazione con il miliardario Rusty Tawler, anche i rapporti con Paul avevano subito una rottura a seguito di un litigio. La notizia della morte di Fred in un malaugurato incidente aveva sconvolto Holly e Paul si era riavvicinato a lei per consolarla. La ragazza in seguito si era legata ad un ricco diplomatico brasiliano dal quale era rimasta incinta e contava di trasferirsi in Brasile per sposarlo. Il giorno del compleanno di Paul, lei lo aveva invitato ad una cavalcata in Central Park ma per salvarlo dal cavallo, che era stato imbizzarrito da alcuni maldestri ragazzini, Holly aveva perso il bambino. Al ritorno dall’ospedale però era stata arrestata dalla polizia, la quale aveva scoperto che Tomato dal carcere riusciva comunque a gestire i suoi traffici, grazie proprio a quei messaggi in codice sulle previsioni del tempo che passava a Holly. Il diplomatico brasiliano per evitare pubblicità negativa aveva rotto immediatamente con lei, ma nonostante ciò era intenzionata ad andare ugualmente in Brasile per cambiare vita. Paul era riuscito a farla liberare dietro cauzione, pagata da un facoltoso uomo d’affari con il quale la ragazza aveva avuto dei trascorsi e che le era rimasta simpatica. Paul aveva quindi cercato di dissuaderla dal fuggire per evitare guai peggiori con la giustizia. Mentre la stava accompagnando in taxi all’aeroporto sotto una fitta pioggia, Holly aveva fatto fermare l’auto e scendendo aveva abbandonato il gatto, al quale era legata da tempo, in una via di periferia, lasciandolo fradicio ma soprattutto libero, a suo dire, così come si era sempre sentita anche lei.

COLAZIONE DA TIFFANY

Titolo Originale: Breakfast at Tiffany’s

 Nazione: Italia

Anno:  1961

Genere: Commedia

Durata: 115’ Regia: Blake Edwards

Cast: Audrey Hepburn (Holly Golightly), George Peppard (Paul Varjak), Martin Balsam (O.J. Berman), Patricia Neal (Liz Failenson), Buddy Ebsen (‘Doc’ Golightly), Mickey Rooney (Sig. Yunioshi), Dorothy Whitney (Mag Wildwood), José Luis de Vilallonga (José De Silva), Stanley Adams (Rusty Trawler), John McGiver (commesso di Tiffany), Alan Reed (Sally Tomato), Claude Stroud (Sid Arbuck), Robert Patten (Sig. O’Shaughnessy)

TRAMA: La trama del film si differenzia nei fatti dal romanzo per alcune sequenze e particolari che però non sono di poco conto. Fra i più significativi, la figura del barista John Bell, innamorato segretamente di Holly e grazie al quale comincia il romanzo, nel film è quasi del tutto ignorata. Paul è uno scrittore che non ha mai combinato nulla di buono: ha scritto un solo libro, che non ha letto quasi nessuno e si fa mantenere da un’amante sposata che lascia soltanto quando s’innamora di Holly. Paul, dopo aver lasciato l’amante, essendo innamorato di Holly, la cerca a casa e per strada, confondendola con altre donne, sinché la trova per caso in biblioteca, ma il suo entusiasmo viene soffocato da Holly che lo bistratta sinché Paul la lascia dopo una scenata. La sequenza dentro Tiffany con il simpatico e pazientissimo commesso, nel romanzo non esiste e neppure la cavalcata a Central Park, anche perché Holly non aspetta alcun figlio dal diplomatico brasiliano. Il finale poi è completamente diverso nel film: il gatto abbandonato da Holly viene in questo caso recuperato da lei medesima che, pentita, torna a riprenderlo poco dopo ed infine si abbandona nelle braccia di Paul in un classico lieto fine che nel libro di Truman Capote non c’è. 

VALUTAZIONE: Due modi diversi di raccontare una storia non solo per quanto riguarda il finale, ma anche nella caratterizzazione dei protagonisti, che nella versione cinematografica sono decisamente edulcorati rispetto al romanzo di Truman Capote. Il libro infatti racconta una storia piuttosto trasgressiva rispetto alla consuetudine del tempo mentre il film ne sorvola gli aspetti più provocatori. L’interpretazione di Audrey Hepburn ha contribuito non poco al successo della pellicola che è considerata fra i ‘cult’ del genere di appartenenza.

…È stato questo lo sbaglio di Doc. Si portava sempre a casa qualche bestiola selvatica. Un falco con un’ala spezzata. E una volta un gatto selvatico adulto con una zampa rotta. Ma non si può dare il proprio cuore a una creatura selvatica; più le si vuol bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi. O da volare su un albero. Poi su un albero più alto. Poi in cielo. E sarà questa la vostra fine, signor Bell, se vi concederete il lusso di amare una creatura selvatica. Finirete per guardare il cielo…‘.

Colazione da Tiffany 30Doc è una figura piuttosto controversa che appare sia nel libro che nel film (a proposito, il colore alternato del testo è voluto, essendo una recensione riferita contemporaneamente ad un film ed un libro). E’ il marito di Holly e su ciò non ci sarebbe nulla di strano, se non si guarda alle rispettive età ed alle vicende che hanno portato alle nozze, così come sul fatto che va a cercarla a New York, dopo un po’ di tempo che lei se n’è andata da casa senza più tornare, per lui senza ragione.

Colazione da Tiffany 14Mentre Holly (che Doc chiama con il suo vero nome di Lula Mae) nel romanzo spiega il suo comportamento a John Bell, un personaggio che nel film non c’è, in quest’ultimo rivolge la stessa frase qui sopra riportata direttamente a Doc: una metafora rivolta a se stessa ed alla sua natura di ‘bestiola selvatica‘.

Colazione da Tiffany 10Non sembra quindi che dietro la sua decisione di andarsene di casa ci fosse una condizione di maltrattamento, d’indigenza o di conflitto, anche perché Doc, il quale era rimasto vedovo ed aveva già quattro figli suoi, si era lasciato commuovere dai due bambini spauriti e deperiti che aveva trovato affamati a rubacchiare qualcosa da mangiare nella fattoria di sua proprietà ed aveva adottato sia Holly che il fratello Fred, trattandoli in seguito come se fossero figli suoi. Quando Holly aveva compiuto quindici anni però, Doc le aveva chiesto se accettasse di sposarlo e lei l’aveva fatto (‘…ci sposeremo naturalmente…  non sono mai stata sposata prima!…) come se fosse una cosa naturale sulla quale non valeva neppure la pena di riflettere più di tanto.

Colazione da Tiffany 40Ciò nonostante, si trattava pur sempre di un matrimonio fra un uomo decisamente maturo ed una minorenne che oltretutto dal punto di vista figurativo, se non geneticamente in questo caso, si potrebbe addirittura configurare come una sorta d’incesto. Ricordiamoci sempre, a tal proposito, che stiamo parlando di un film del 1961 tratto da un romanzo scritto soltanto due anni prima, quando certi temi di costume e di morale, specie al cinema, non erano così facilmente trattabili. Soprattutto se la produzione, come in questo caso, puntava a realizzare un film di largo consenso popolare, come in effetti poi è avvenuto.

Colazione da Tiffany 27La questione etica e sessuale in quest’opera è quindi molto presente, anche se la trasposizione cinematografica di Blake Edwards tende opportunamente a stemperarla per non urtare, appunto, la sensibilità del gran pubblico benpensante. Che difatti l’ha accettata senza creare attorno ad essa ed in alcun modo uno scandalo, decretandone al contrario un successo strepitoso. Nel 2012 l’opera è stata aggiunta al National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America, un riconoscimento riservato solo a quelle destinate ad essere considerate, o che sono già diventate, dei ‘cult‘…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

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Foto: ‘Gocce di Brianza’

Durante una passeggiata e nel corso di una bella giornata, è difficile resistere allo scatto compulsivo, anche se i soggetti non sono delle novità. Ogni foto comunque è una storia a sé, perché basta una nuvola che si riflette con una certa angolatura, oppure il sole posto un po’ più in là della volta precedente, per dare un aspetto diverso ad ogni inquadratura. Insomma dove ci sono sole, luci ed ombre, acqua, nuvole, prati e colline, come in Brianza, scattare foto, anche soltanto con uno smartphone come in questo caso, diventa un riflesso naturale, se non addirittura un obbligo.

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che, per informazione o pura fantasia, le ho dato. Buona visione…