Musica: ‘Storia Di Un Minuto’ e ‘Per Un Amico’

PREMIATA FORNERIA MARCONI (PFM)

Storia Di Un Minuto – Per Un Amico

Anno: 1972

Genere: Rock Progressive 
Etichetta: Numero Uno
Nazione: Italia

  • Storia di un Minuto – Lato A
    • Introduzione – 1:09 (Mussida) 
    • Impressioni di settembre – 5:44 (Mussida, Mogol, Pagani)
    • È festa – 4:52 (Mussida, Pagani)
    • Dove… quando… (parte I) – 4:10 (Mussida, Pagani)
  • Storia di un Minuto – Lato B
    • Dove… quando… (parte II) – 6:01 (Mussida, Pagani)
    • La carrozza di Hans – 6:46 (Mussida, Pagani)
    • Grazie davvero – 5:51 (Mussida, Pagani)
  • Per un Amico – Lato A
    • Appena un po’ – 7:38 (Pagani, Mussida, Premoli)
    • Generale – 4:13 (Mussida, Premoli)
    • Per un amico – 5:20 (Pagani, Mussida, Premoli)
  • Per un Amico – Lato B
    • Il banchetto – 8:34 (Pagani, Mussida, Premoli)
    • Geranio – 8:10 (Pagani, Mussida, Premoli)

Band:

  • Franco Mussida – chitarra acustica, chitarra a 12 corde, chitarra elettrica, mandoloncello e voce solista
  • Flavio Premoli – pianoforte, organo Hammond, clavicembalo, spinetta, mellotron, campane e voce
  • Mauro Pagani – flauto, flauto contralto, piccolo, violino e voce
  • Giorgio Piazza – basso e voce
  • Franz Di Cioccio – batteria, percussioni e voce

VALUTAZIONE: la PFM è, insieme al Banco, la più importante band di rock progressive nostrana, l’unica ad aver varcato i confini nazionali e ad aver raccolto anche lusinghieri consensi all’estero, senza aver nulla da invidiare ai gruppi più affermati della scena inglese. I primi due album sono usciti entrambi lo stesso anno e sono pietre miliari del genere d’appartenenza sia dal punto di vista compositivo che per la qualità tecnica dei musicisti.

Penso di non scrivere un’eresia dicendo che un gruppo di quel livello, nel genere ‘progressive‘, non si era ancora visto in Italia prima del 1972 ed i due album, i primi della loro ampia discografia, usciti a distanza solo di qualche mese uno dall’altro, si possono considerare in realtà alla stregua di un unicum. Come se fossero il lato ‘A’ e quello ‘B’ di un solo album quindi, anziché due distinti.

PFM - Storia di un minuto 15Mi ricordo che quando vidi per la prima volta la PFM in concerto (lasciamo perdere l’anno… allora si chiamava ancora nella forma estesa di Premiata Forneria Marconi) dentro il teatro Monteverdi di La Spezia (oggi purtroppo scomparso, aveva un’acustica fantastica e si trovava nella piazza che sale alla vicina stazione ferroviaria), mi fecero un’enorme impressione per la straordinaria precisione, l’affiatamento ed il virtuosismo di tutti i componenti, ma anche e soprattutto per la qualità dei loro brani e la cura degli arrangiamenti.

PFM - Storia di un minuto 12Era evidente che avevano tratto ispirazione dalla lezione di gruppi di riferimento di allora, come King Crimson; Emerson, Lake & Palmer; Gentle Giant; YES e Jethro Tull, ma erano riusciti ad aggiungere una vena tradizionale e classica nei loro brani, che li rendeva originali ed anche immediatamente riconoscibili, creando al tempo stesso un tessuto musicale particolare all’interno del genere ‘progressive‘ di riferimento.

PFM - Storia di un minuto 11L’unico appunto che forse si poteva muovere alla PFM (l’acronimo è nato per rendere più facile all’estero la pronuncia del nome della band ed a seguire uso il verbo al passato riferendomi ai due album oggetto di questa recensione), ma proprio a voler trovare il famigerato pelo nell’uovo, era che gli mancava una voce solista di grande timbrica o estensione vocale (alla Greg Lake o Jon Anderson, per intenderci). Da Mussida, a Premoli, a Di Cioccio non sfiguravano come voci, ma mentre erano straordinari nel comporre ed arrangiare i loro brani e tecnicamente ineccepibili con i rispettivi strumenti, gli mancava qualcosa per eccellere anche nella parte cantata

PFM - Storia di un minuto 16Neppure Di Cioccio, in seguito diviso fra lo stare dietro ai tamburi ed ai piatti o davanti al microfono come vocal leader, è riuscito a riempire davvero questo piccolo buco, nonostante la sua notevole carica scenica ed una voce che non è da buttare via, sia chiaro. E stiamo parlando di un batterista che quando gli YES persero Bill Bruford, pensarono proprio a lui per sostituirlo, anche se poi non se ne fece nulla, pare per scelta di Di Cioccio stesso.

PFM - Storia di un minuto 02Il gruppo di supporto, per quella persona che ancora non lo sapesse, si esibisce prima della star, singola o band, per la quale il pubblico ha pagato il biglietto del concerto. Il suo scopo è essenzialmente quello di ‘scaldare’ l’ambiente per chi entrerà subito dopo e far crescere quindi la temperatura, per così dire. Nei casi migliori, il gruppo di supporto ha anche l’occasione di promuoversi davanti al grande pubblico e farsi notare, specie quando ancora non c’era la vetrina mediatica di Youtube ed Internet in generale…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

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