Libro: ‘Amber’ e Film: ‘Ambra’

AMBER

Di Kathleen Winsor

Scritto nel 1944

Anno di Edizione 2015; Pagine 880

Costo € 6,90

Ed. BEAT (collana ‘Best BEAT’)

Traduttrice: Luciana Agnoli Zucchini

AMBRA

Titolo Originale: Forever Amber

 Nazione: Irlanda, Francia, Olanda, GBR

Anno:  1947

Genere: Commedia, Dramma in Costume

Durata: 100’ Regia: Otto Preminger

Cast: Linda Darnell (Ambra St. Clare), Cornel Wilde (Bruce Carlton), George Sanders (Carlo II d’Inghilterra), Jessica Tandy (Nan Britton), Richard Greene (lord Almsbury), Glenn Langan (capitano Rex Morgan), Richard Haydn (conte di Radcliffe), John Russell (Black Jack Mallard), Jane Ball (Corinne Carlton), Leo G. Carroll (Matt Goodgrome), Anne Revere (Red Cap), Robert Coote (sir Thomas Dudley), Natalie Draper (Barbara, contessa di Castelmaine), Margaret Wycherly (signora Spong), Alma Kruger (lady Redmond), Edmond Breon (lord Redmond), Alan Napier (Landale)

TRAMA: Amber Mainwaring è nata nella casa di una coppia di contadini, Sarah e Matthew Goodegroome, presso la quale si era rifugiata la madre Judith, una nobile che era morta mettendola al mondo. Judith era stata promessa in sposa a John St. Clare, figlio di un altro nobile. Le loro casate però si erano ritrovate su opposti schieramenti nella lotta fra i fedeli al re Carlo I ed i puritani del Parlamento di Oliver Cromwell e quindi avevano rotto il patto. Nonostante ciò, Judith e John intanto si erano innamorati ed in seguito ad un furtivo ultimo incontro, prima della partenza del giovane per la guerra civile, era rimasta incinta. Non potendo confessarlo ai genitori e volendo comunque sposare John, d’accordo con lui aveva deciso di partire e raggiungere il villaggio di Marygreen dove vive Sarah, la quale l’aveva accolta, seguendo le istruzioni di John ed in attesa del suo ritorno, convinta che la coppia si fosse sposata nel frattempo. John però non era tornato ed era stata Sarah a crescere Amber come se fosse figlia sua. Nel 1660, sedici anni dopo, Amber è diventata una bellissima ragazza ed un giorno nel villaggio arriva un gruppo di sei cavalieri che si ferma nella locale locanda durante un viaggio di trasferimento a Londra. Per Amber la vista del loro capo, Bruce Carlton, è un colpo di fulmine. Il giorno dopo, durante l’usuale fiera paesana, lo incontra nuovamente e nonostante Bruce si comporti da galantuomo, lo convince ad appartarsi con lei e gli chiede poi di portarla con sé a Londra, non volendo rassegnarsi a sposare un contadino e adattarsi ad una umile esistenza. Bruce cerca di convincerla a rinunciare ma poi cede di fronte alla sua risolutezza, chiarendo subito però che non l’avrebbe mai sposata. I due convivono per un po’ ed Amber scopre di essere incinta. Bruce però è un corsaro, che intercetta e depreda le navi spagnole, con il beneplacito ed il finanziamento del re d’Inghilterra Carlo II, che nel frattempo è tornato dall’esilio in Francia, acclamato dal popolo quando Cromwell è stato deposto e con lui le regole oppressive e castigate che aveva imposto. Bruce non resta a lungo a Londra, non sopportando l’ozio e gli intrighi della vita di corte e Amber è disperata quando decide di partire per compiere nuove scorribande con la sua nave, lasciandole però una ricca dote per mantenere lei ed il prossimo nascituro, assieme ad alcuni suggerimenti pratici per sopravvivere in una città piena di trappole e uomini cinici e spietati. Il conte Almsbury, nonostante l’amicizia con Bruce, ha già provato a sedurre Amber, ma con il tempo diventa per lei un prezioso alleato ed accompagnatore per accedere a Whitehall, dove la nobiltà vive nel lusso e le dame competono fra loro per apparire ed essere ammirate. Nonostante la giovane età, Amber è molto ambiziosa ma la gravidanza, non ancora evidente ma prossima, diventa un ostacolo che è indispensabile superare prima che sia troppo tardi. Dopo aver familiarizzato con Sally Goodman, una donna che abita vicino a lei, sposa suo nipote Luke Channell, sperando che creda suo il figlio che porta in grembo, accorgendosi troppo tardi che si trattava di un raggiro architettato da entrambi per impossessarsi dei soldi che le aveva lasciato Bruce e che Amber stoltamente non aveva messo al sicuro come le aveva vivamente suggerito. Coperta dai debiti del marito, nel frattempo fuggito assieme alla zia con il bottino, viene condannata ed incarcerata a Newgate. E’ solo l’inizio di una lunga sequenza di eventi. Riesce infatti a fuggire da quel carcere, dove regnano sovrane corruzione e crudeltà, assieme ad un bandito di nome Black Jack Mallard, del quale accetta di diventare l’amante, dopo aver partorito il figlio di Bruce, per poi fargli da esca per i nobili che intende rapinare. Sinché Black Jack viene tradito, catturato ed impiccato e lei si ritrova di nuovo sola e senza denaro. Con coraggio e determinazione, oltreché immutabile fiducia in se stessa e sul suo fascino, Amber trascorre i successivi dieci anni attraversando varie vicissitudini, salendo e scendendo più volte i gradini della scala sociale sino a diventare, accettando di buon grado anche un altro paio di maternità, persino l’amante del re. Il che la porta a rivaleggiare senza tirarsi indietro con la bellissima e temuta Barbara, contessa di Castelmaine ed altre favorite di Carlo II. Amber però è sempre stata innamorata soltanto di Bruce e quando egli torna a più riprese dalle sue scorribande navali, non riesce a farne a meno, complice anche il figlio che porta il suo stesso nome. A nulla serve che lei assista l’amato, rischiando a sua volta di morire, quando scoppia la peste a Londra e Bruce ne resta contagiato, scampando miracolosamente alla morte, soltanto grazie alla sua dedizione. Per nulla rassegnata, Amber si sposa più volte, durante le lunghe assenze di Bruce, rimanendo vedova in circostanze anche drammatiche, sino ad ottenere quel titolo nobiliare cui ambiva da sempre con l’intento di convincere finalmente Bruce a sposarla. Ma il destino le riserva, dopo essersi tolta molte soddisfazioni ed aver agito per ciò cui desiderava, anche una brutta sorpresa che non riesce proprio ad accettare.       

VALUTAZIONE: quasi 900 pagine sono impegnative per chiunque, ma Kathleen Winsor riesce a renderle estremamente fluide e ricche di avvenimenti e colpi di scena da farle scorrere via che è un piacere. Nel mentre racconta la vita pericolosa ed anticonformista di Amber, l’immaginaria protagonista, inserendola nella storia d’Inghilterra del XVII secolo, descrive ambienti e vicende di grande rilievo di quel tempo con la minuzia e la competenza che possono appartenere solo ad una appassionata studiosa. Un notevole romanzo insomma, che alla data di prima pubblicazione suscitò grande scandalo e fu addirittura proibito in alcuni stati per gli argomenti ritenuti troppo osé che racconta, ma che possiede la rara virtù di convincere sia il lettore più semplice che quello più esigente. Il film di Otto Preminger è una trasposizione parziale e semplicistica, con molti elementi narrativi importanti che sono stati sorvolati ed un finale persino antecedente a quello del romanzo. Un film che può apprezzare, forse, soltanto chi non ha letto l’opera della scrittrice americana.   

Aldilà dell’altezza di cinque centimetri del tomo e le sue ottocentottanta pagine, che comprensibilmente possono indurre chiunque, alla sola vista, a desistere dall’iniziare a leggerlo, una volta accettata la sfida e scorsi i primi capitoli, l’impressione che se ne trae per prima, ovviamente parziale e riduttiva, è quella di una storia melodrammatica, ambientata nel XVII secolo, che vede protagonista la giovane contadina del titolo, la quale s’innamora follemente e per tutta la vita di un cavaliere di ventura, dal momento in cui, casualmente, gli appare di fronte per la prima volta, di passaggio dal villaggio di Marygreen nella contea dell’Essex, che si trova nell’Inghilterra orientale (‘…non aveva mai visto nessuno come lui prima nella sua vita. Gli abiti che indossava, il suono della sua voce, l’espressione nei suoi occhi, la facevano sentire come se avesse avuto una visione momentanea in un altro mondo – e desiderava ardentemente vederla di nuovo, anche se solo per un breve periodo…).

Il quale invece glielo dice subito che non vuole saperne di legarsi a lei in maniera duratura, men che meno in seguito in prospettiva di un matrimonio. Amber pensa che la causa siano le sue origini popolane, mentre in seguito scoprirà una verità ancora più dura da mandar giù. Comunque il bel tenebroso, per dirla senza giri di parole, l’ha sverginata poche ore dopo averla conosciuta quando aveva solo sedici anni, l’ha messa incinta e non si è posto alcun problema a godere a più riprese della sua compagnia, per così dire, ogni volta che è tornato dai suoi viaggi a bordo delle navi corsare, sempre più ricco, dopo aver assaltato e depredato le imbarcazioni commerciali spagnole, con il beneplacito ed il finanziamento del re Carlo II.

Un comportamento certamente deprecabile, quello di Bruce Carlton, ma al netto di qualche attenuante ed una franchezza, sin dal principio, che Amber non ha inteso in alcun modo di voler ascoltare e prenderne atto. La sua correttezza si ferma al garantire ad Amber ed a suo figlio, prima di lasciarli e partire per un lungo periodo in mare, una generosa somma ed al ritorno di amarla ancora con passione, perché fra loro sicuramente c’è una forte componente chimica, ma senza considerarla mai la donna della sua vita, tanto meno da sposare. D’altra parte, come tirarsi indietro di fronte ad una creatura così compiutamente descritta dall’autrice: ‘…i capelli biondi le scendevano morbidi ed ondulati sulle spalle e, mentre fissava il bel cavaliere, i suoi occhi limpidi, screziati d’ambra, sembravano farsi più grandi. Le sopracciglia nere erano arcuate e le ciglia folte e scure. Dalla sua figura emanava una sorta di rigogliosa esuberanza, una promessa di piacere che subito si comunicava agli uomini, della quale, pur non dipendendo dalla sua volontà, lei era acutamente consapevole. Era questo indefinibile potere, più che la sua bellezza, a suscitare la gelosia e la rabbia delle compagne…‘.

Solo un po’ per volta, andando avanti nella lettura, ci si rende conto però quanto sia stata abile invece Kathleen Winsor a scrivere una corposa storia di fantasia, che neppure per un momento risulta noiosa, inserendola in avvenimenti realmente accaduti e personaggi storici veramente esistiti, come se fosse venuta a conoscenza, lei sola, di aneddoti e protagonisti che per qualche strana ragione sono sfuggiti agli storici di quel tempo. Ancora più sorprendente è il fatto che la scrittrice è di nazionalità americana, ma ciò non le ha impedito di appassionarsi così tanto e diventare talmente competente riguardo il periodo storico della cosiddetta ‘restaurazione’ della monarchia da parte di Carlo II d’Inghilterra, che la sua opera, in originale intitolata ‘Forever Amber‘, viene tuttora considerata anche un vero e proprio documento storico. Non soltanto quindi, e questa è anche un’altra chiave di lettura del romanzo, la vicenda di una donna che per soddisfare la sua ambizione e la voglia di riscatto dalle umili origini (che poi lei non sa neppure che sono nobili invece), non teme nessuno e non si ferma davanti a nulla, pagando i suoi errori in prima persona senza guardarsi mai indietro. Eccezion fatta per l’unico uomo che lei ha sempre amato veramente sin dalla prima volta che l’ha visto e di fronte al quale è inerme.

Nel corso della trama alcuni eventi tristemente noti, come la peste a Londra del 1665, che causò dai 75 ai 100.000 morti e il grande incendio dell’anno seguente, che da un lato pose finalmente fine alla terribile epidemia, ma dall’altro distrusse la città per due terzi e con essa oltre una decina di migliaia di case e persino la cattedrale di Saint Paul, sono descritti con dovizia di dettagli sparsi in numerose pagine che testimoniano la loro causa, gravità ed entità. Risulta perciò ancora più stridente la contrapposizione con la sfrenata ricchezza e la vita dissoluta di corte, davvero un altro mondo, dopo il ritorno di Carlo II d’Inghilterra, che seguì il puritanesimo parlamentare di Oliver Cromwell (rimasto curiosamente l’unico governo repubblicano della storia britannica), diventato insopportabile per lo stesso popolo e non soltanto per l’aristocrazia, a causa delle proibizioni e del clima di malcontento, oppressione e terrore che aveva instaurato.

La reazione infatti fu di segno opposto e seguì un lungo periodo di divertimenti dai più bassi strati sociali ai più alti livelli, nei quali ultimi poi gli sprechi abbondarono, unitamente a storie passionali sullo sfondo di vicende politiche e conflitti fra stati come Inghilterra, Olanda e Francia che nonostante la loro drammaticità sembravano quasi in second’ordine rispetto alle sfarzose feste di corte, agli spettacoli teatrali con le prostitute in sala che distribuivano arance ed alle liaison che riguardavano in special modo il re Carlo II, inclusa Amber che pure ne diventerà l’amante, al culmine di una irresistibile ascesa sociale. La scrittrice descrive questo passaggio storico senza lesinare curiosi aneddoti sulle implicazioni ed i particolari, con autorevolezza ed un linguaggio spigliato ed accattivante (merito pure della traduttrice Luciana Agnoli Zucchini), mettendo in risalto anche l’aspetto architettonico ed artistico delle vie, delle case di Londra e della residenza reale di Whitehall…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)  Continua a leggere…

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