Serie TV: ‘Big Little Lies – Piccole Grandi Bugie’

BIG LITTLE LIES – PICCOLE GRANDI BUGIE  (Serie TV)

Titolo Originale: Big Little Lies

Nazione: USA

Anno: 2017

Genere: Commedia, Drammatico, Thriller

Durata: 60′ circa per ogni puntata (8 nella Prima Stagione)

Regia: Jean-Marc Vallée

Cast: Reese Witherspoon (Madeline Martha Mackenzie), Nicole Kidman (Celeste Wright), Shailene Woodley (Jane Chapman), Alexander Skarsgård (Perry Wright), Laura Dern (Renata Klein), Adam Scott (Ed Mackenzie), Zoë Kravitz (Bonnie Carlson), James Tupper (Nathan Carlson), Darby Camp (Chloe Mackenzie), Jeffrey Nordling (Gordon Klein), Kelen Coleman (Harper Stimson), Larry Sullivan (Oren), Iain Armitage (Ziggy Chapman), Kathryn Newton (Abigail Carlson), Chloe Coleman (Skye Carlson), Cameron Crovetti (Josh Wright), Nicholas Crovetti (Max Wright), Ivy George (Amabella Klein), Santiago Cabrera (Joseph Bachman), Kathryn Kavari (Samantha), Merrin Dungey (Detective Adrienne Quinlan)

TRAMA: Madeline, Celeste, Jane, Renata e Bonnie, accompagnano i loro figli per la prima volta a scuola a Monterey, rinomata cittadina della California. In buona parte vivono in ville lussuose sulla spiaggia o poste un po’ più in alto nella costa prospiciente il mare. Fra alcune di loro c’è competizione, sia in ambito privato che all’interno della comunità ed istituzioni locali. Jane è l’ultima arrivata, con il figlio Ziggy, nato da uno stupro, avvenuto nel corso di una notte nella stanza di un motel da parte di un uomo che si è rivelato un mostro, anziché concludere un rapporto sessuale consenziente e poi si è dileguato. Jane offre un passaggio a Madeline, che ha avuto uno spiacevole imprevisto lungo la strada e grazie a lei conosce anche Celeste ed altre mamme di quella comunità. All’uscita dei bimbi, a conclusione della prima giornata di scuola, Ziggy viene però accusato da Amabella, figlia di Renata, di averla aggredita. Ziggy nega e sua madre lo difende, mentre Renata sostiene l’accusa della figlia e gli altri bimbi non si pronunciano. Si crea in tal modo una spaccatura fra chi parteggia per Madeline, che prende le parti di Jane e chi per Renata, già rivali a prescindere da questo episodio, avendo entrambe caratteri molto forti, mentre altre mamme si mantengono per il momento equidistanti, in attesa di sviluppi e chiarimenti. Le stesse insegnanti e dirigenti scolastici tentano di andare a fondo dell’accaduto e costringono Jane ad accettare di affidare Ziggy alle valutazioni di una psicologa che però lo considera un bimbo dolce, intelligente e persino più maturo della sua età. Mentre fra Madeline, Celeste e Jane cresce l’amicizia e si ritrovano spesso nel bar di Oren al porticciolo di Monterey. Jane rivela loro la violenza subita, che l’angoscia ancora e per la quale vorrebbe vendicarsi, ma Renata non l’ha mandata giù e per mettere in difficoltà Madeline, cerca di convincere il sindaco a non concederle il visto per una rappresentazione teatrale da lei prodotta per la scuola, perché contiene alcuni espliciti riferimenti sessuali. I rapporti fra queste donne ed i rispettivi partner non sono a loro volta idilliaci. Se Renata si sente incompresa dal marito Gordon e vive con crescente rabbia ed apprensione lo spiacevole episodio accaduto alla figlia; Celeste subisce le voglie sessuali del marito Perry, che si eccita soprattutto quando la prende con violenza dopo un litigio ed è per giunta gelosissimo, sino al punto di aggredirla con banali pretesti. Madeline infine è separata dal marito Nathan e vive con Ed, che è un brav’uomo e con il quale va d’accordo ma senza particolare entusiasmo. Dal matrimonio con Nathan è nata Abigail che oramai è più che adolescente e con la quale Madeline litiga di frequente, al punto che la figlia decide di andare a vivere con il padre e Bonnie, suscitando la gelosia della madre. Celeste convince Perry ad andare assieme da una psicologa ma durante la seduta entrambi non si aprono e minimizzano i conflitti fra loro. La psicologa intuisce ugualmente la realtà e suggerisce a Celeste, in separata sede ed approfittando dei continui viaggi di lavoro di Perry, di prepararsi ad una separazione, affittando un appartamento dove rifugiarsi con i due figli. Nel frattempo la verità viene fuori e Ziggy rivela alla madre, venendo meno ad una promessa, che l’autore delle aggressioni ad Amabella è Max, uno dei due gemelli di Celeste, che evidentemente imita in tal modo il padre. Mentre Madeline si lascia andare ad un rigurgito di una passata liaison con Joseph, il regista dello spettacolo, della quale si è già pentita ed ha scoperto, navigando in Internet, la probabile identità dell’aggressore di Jane che quest’ultima intende quindi incontrare per vendicarsi, Celeste si convince che è arrivato il momento di lasciare Perry. Il quale però ha scoperto le sue intenzioni e l’aggredisce violentemente un’altra volta. Pochi giorni prima Celeste, che prima di seguire Perry era un promettente avvocato, ha aiutato in modo decisivo Madeline a convincere il sindaco a dare il visto per lo spettacolo teatrale. Alla rappresentazione però spiccano i posti rimasti vuoti per Celeste ed il marito. Subito dopo segue la festa notturna della scuola che vede la presenza di tutti i genitori. Celeste non ha potuto partecipare a causa della violenza subita da Perry, ma fugge dall’auto nella quale quest’ultimo cercava di convincerla per l’ennesima volta sul pfroposito di cambiare atteggiamento, pur di salvare il loro matrimonio e raggiunge a piedi il luogo della riunione, seguita però a poca distanza dal marito medesimo, evidentemente alterato. Nella confusione, Bonnie nota l’atteggiamento aggressivo di Perry verso Celeste e quindi lo segue mentre quest’ultima sta raggiungendo Jane, Madeline e Renata che si erano precedentemente appartate nel giardino dove si svolge la manifestazione. Fra di loro è in atto una sorta di ‘coming out’, un attimo prima di una sorprendente rivelazione e che avvenga l’evento drammatico anticipato da una serie di testimonianze flash succedute nel corso di tutte le precedenti puntate, conclusosi con la morte di una persona sulla quale sta indagando la polizia. Una storia che è stata perciò un lungo flashback prima del tragico finale.

VALUTAZIONE: girata fra scenari naturali di grande fascino e suggestione, ‘Big Little Lies‘ è una Serie TV che esplora in profondità la psicologia di alcune donne appartenenti in gran parte alla ‘upper class‘ di Monterey in California. Le quali sono coinvolte, seppure ognuna in maniera diversa, in problematiche relazionali che degenerano in qualche caso in risvolti drammatici. Le bugie, piccole o grandi che siano, sono una prassi per loro, grazie alle quali cercano di negare o minimizzare le frustrazioni, che sono di origine familiare oppure sociale. A volte si tratta di banalità, di semplice desiderio di affermazione, altre invece di ben più grave violenza psicologica e fisica che le costringe a fare i conti con la verità e la cruda realtà. Il regista Jean-Marc Vellée, già apprezzato nella successiva Serie TV ‘Sharp Object‘, riesce anche in questo caso ad evitare la deriva nella retorica tipica degli uomini che parlano delle donne. La storia inizia come una commedia, poi volge al dramma ed infine vira sul thriller, con un finale concluso. I premi ricevuti hanno però suggerito agli autori di girare anche una seconda stagione, ancora inedita in Italia e pare addirittura stiano pensando ad una terza.   

Era apparso chiaramente durante la recente visione della Serie TV ‘Sharp Object‘ (clicca sul titolo di diverso colore se vuoi leggere il mio commento), che il regista Jean-Marc Vallée ha del talento e soprattutto una particolare predilezione per l’analisi in profondità della psicologia femminile sulla quale, ancora più che nell’opera successiva, questa trasposizione del romanzo scritto da Liane Moriarty gli ha permesso d’indagare, perlomeno nella limitata ma significativa comunità di questa storia, ambientata a Monterey in California, che può diventare a sua volta metafora di un più vasto campione.

Devo però confessare in tutta onestà che avevo provato tempo fa ad iniziare ‘Big Little Lies‘ ma forse non era la serata giusta e la prima mezzora della puntata iniziale mi aveva fatto un’impressione molto diversa, come se si trattasse di una stucchevole soap-opera fra casalinghe ricche, annoiate e frustrate, troppo benestanti e snob per appassionarmi e quindi avevo lasciato perdere. Una sottovalutazione indubbiamente superficiale, determinata anche dal fatto che, e lo dico solo a parziale scusante, analogamente all’opera successiva, anche questa comincia prendendola un po’ alla larga, per così dire, come una commedia apparentemente un po’ frivola. La quale vira però poco dopo su toni più intensi e drammatici che scivolano infine persino sul genere thriller, inserendo nel frattempo interessanti tematiche di natura relazionale e sociologica. In particolare quella particolarmente attuale e sentita della violenza sulle donne, in varie ma comunque sempre subdole e brutali forme.

Tutte le puntate iniziano mostrando il ponte Bixby Bridge, detto anche il Golden Gate del Big Sur, lungo la strada panoramica Highway 1 o Pacific Coast Highway, nella zona della Baia di Monterey, fra San Francisco e Loas Angeles, molto frequentata e fotografata dai turisti che la percorrono. E proprio a Monterey e dintorni, nota per i suoi edifici storici in stile coloniale, la riserva marina ed il circuito automobilistico e motociclistico di Laguna Seca, è ambientata la Serie TV ‘Big Little Lies‘ con l’aggiunta, come suffisso, del titolo nostrano tradotto in ‘Piccole Grandi Bugie‘ nel quale i due aggettivi sono stranamente invertiti rispetto all’originale. Eppure, ad essere pignoli ma anche ad onore del vero, dire ‘Grandi Piccole Bugie‘, non è esattamente equivalente a ‘Piccole Grandi Bugie‘ perché, in un caso sembra quasi che le bugie da grandi diventino piccole e nell’altro invece esattamente il contrario.

Comunque sia, la Serie TV è incentrata sulle figure di tre + due donne, per ragioni di feeling fra loro e di reciproca solidarietà: cioè Madeline, Celeste e Jane, più Renata e Bonnie, anche se ognuna di loro, eccetto Jane, è sposata o convive con il corrispondente partner maschile. A parte però il violento Perry, marito di Celeste, nessuno di loro si dimostra caratterialmente in grado di competere con la sua compagna in quanto a personalità e determinazione: perciò o si fanno da parte per quieto vivere, oppure perché sottovalutano o ritengono esagerate le reazioni, a volte anche scomposte, delle loro donne; altrimenti perché proprio non riescono a stare al loro passo ed assumono perciò atteggiamenti passivi, almeno sinché il loro coinvolgimento diventa inevitabile.

Perry è un caso a parte perché, pur ammettendo lui stesso di non ritenersi all’altezza della moglie Celeste (ed in effetti è proprio così, nonostante lui sia un banchiere e lei un ex avvocato che si è adattata a fare la casalinga), per colmare la distanza la mette sul piano fisico e della gelosia, entrambi però in modo esasperato. Poco conta quindi che egli sia un uomo di successo sul lavoro che vive in una società evoluta e matura dal punto di vista culturale e dei costumi, perché evidentemente non riesce a controllare i suoi peggiori e primitivi istinti. E’ facile concludere che Perry soffre di qualche patologia psicologica perché seppure sia sposato con una donna molto avvenente (interpretata da un’ancora splendida Nicole Kidman) ed abbiano avuto due gemelli, non riesce a conciliare il sesso se non è alimentato dalla supremazia fisica che tende sempre più spesso a sfociare in violenza vera e propria.

Madeline è un po’ la figura attorno alla quale ruotano tutte le altre. E’ una donna piena di energia ed iniziativa, solo apparentemente forte e sicura in se stessa, ma che in realtà è preda continuamente di dubbi ed incertezze, nonostante agli occhi degli altri sembra una figura energica, carismatica  e persino temibile all’interno della sua comunità. Si è separata dal marito Nathan, ma con il suo nuovo compagno Ed, che pure stravede per lei, riesce a far sesso soltanto raramente. Lei dice perché è stanca essendo presa da innumerevoli impegni. In realtà perché non prova per lui lo stesso coinvolgimento fisico che le suscitava prima Nathan. Ha dell’affetto nei confronti di Ed, ma nulla di più, tant’è che cede persino a Joseph, l’intraprendente regista dello spettacolo teatrale che ha organizzato per la scuola, pur pentendosene poi. Con la figlia Abigail i rapporti non sono migliori: c’è il tipico contrasto e rivalità fra madre e figlia che sta per diventare donna. Anche nei confronti di Bonnie, la nuova compagna di Nathan, nutre del risentimento, specie quando Abigail decide di andare a vivere con lei ed il padre e Madeline si sente perciò come espropriata del suo ruolo di madre. La rivalità che prova nei confronti della coppia Nathan/Bonnie si riflette anche su Ed, il quale si ritrova a sua volta in competizione con Nathan, ritenendo che non si mai del tutto concluso il rapporto e l’ex moglie perché lei si sente ancora attratta...(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

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Serie TV: ‘The Affair – Una Relazione Pericolosa’ (Prime Quattro Stagioni)

THE AFFAIR – UNA RELAZIONE PERICOLOSA  (Serie TV)

Titolo Originale: The Affair

Nazione: USA

Anno: 2014-18

Genere: Drammatico, Giallo, Sentimentale

Durata: 55′ circa per ogni puntata (42 in totale sinora)

Regia: Jeffrey Reiner (16 ep. 2015-17), John Dahl (5 ep. 2015-17), Ryan Fleck (4 ep. 2014-15), Carl Franklin (2 ep. 2015, Anna Boden (2 ep. 2015), Laura Innes (2 ep. 2015), Mark Mylod (1 ep. 2014), Scott Vinant e Michael Slovis,  (1 ep. 2015), Agnieszka Holland (1 ep. 2017) su un’idea di Sarah Treem e Hagai Levi

Cast: Dominic West (Noah Solloway), Ruth Wilson (Alison Lockhart), Maura Tierney (Helen Solloway), Joshua Jackson (Cole Lockhart), Catalina Sandino Moreno (Luisa Lèon), Omar Metwally (Vic Ullah), Emily Browning (Sierra), Irène Jacob (Juliette Le Gall), Sanaa Lathan (Janelle Wilson), Julia Goldani Telles (Whitney Solloway), Jake Siciliano (Martin Solloway), Jadon Sand (Trevor Solloway), Josh Stamberg (Max Cadman), Colin Donnell (Scotty Lockhart), Ramon Rodriguez (Ben Cruz), Mare Winningham (Cherry Lockhart), Kathleen Chalfant (Margaret), Leya Catlett (Stacey Solloway – solo stagione 1-2), Abigail Dylan Harrison (Stacey Solloway – solo stagioni 3 e 4)

TRAMA: Noah è un insegnante e scrittore di New York, sposato con Helen ed hanno quattro figli. Sono in vacanza a Montauk, vicino a Long Island, dove abitano i genitori di lei ed il suocero è a sua volta uno scrittore di successo nei confronti del quale il genero sente però un complesso d’inferiorità. Quest’ultimo sta cercando l’ispirazione per il suo secondo romanzo quando conosce Alison, una cameriera di un ristorante della zona, verso la quale prova un’immediata e ricambiata attrazione. Noah sente il bisogno di nuova energia vitale e lo stesso vale per Alison, che è sposata con Cole, ma dopo la morte del loro bambino per annegamento, i rapporti fra loro si sono raffreddati: lei è tormentata dal rimorso e lui si è immerso nella gestione del ranch di famiglia assieme alla madre ed ai fratelli, ma per via dei debiti trafficano anche in droga. Noah e Alison diventano amanti e quando lui torna a New York con la famiglia non vede l’ora di rivederla. La situazione si complica ulteriormente quando Whitney, la prima figlia di Helen e Noah, a seguito di una relazione con Scotty, il fratello balordo di Cole, resta incinta ed è costretta ad abortire. Il matrimonio con Helen, già complicato, subisce un colpo durissimo dalla relazione fra Noah ed Alison, che difatti vanno a vivere assieme. Il loro rapporto sembra andare a gonfie vele e Noah intanto ha trovato l’ispirazione per il nuovo romanzo prendendo spunto proprio dalla sua personale vicenda. Alison però un giorno ne legge alcune pagine mentre Noah non è in casa e ne trae la convinzione che in realtà quest’ultimo la stia usando e non abbia intenzioni serie nei suoi riguardi, nonostante l’istanza di divorzio da Helen sia in corso, ma con la quale comunque continua a mantenere buoni rapporti. Alison allora per una notte torna fra le braccia di Cole come se fossero due nuovi amanti e resta incinta di Joanie, ma a Noah non dice nulla e la bimba nasce come se fosse sua figlia. Intanto il libro di Noah viene pubblicato con il titolo ‘La Discesa’ e diventa un successo editoriale che allontana ancora di più quest’ultimo dalla sua partner, tutto preso da interviste e presentazioni della sua opera. Helen, dopo una fugace relazione con Max, trova un nuovo e più stabile compagno nel chirurgo Vic Ullah. Cole invece, dopo la vendita del ranch, fa il tassista ed ha trovato consolazione fra le braccia di Luisa, una bella sudamericana immigrata irregolarmente negli USA, che ha concluso una relazione con il fratello Scotty e si è messa con lui. Cole però è ancora innamorato di Alison ed il rapporto con Luisa ne risente. Il fugace tradimento fa quindi parte di questa sua indecisione, nonostante tenga sinceramente a Luisa che gli sta trasmettendo ottimismo e voglia di ricominciare. Tant’è che le chiede infine di sposarlo, dopo aver maturato la decisione di acquistare, in compartecipazione con Alison, un locale da ristrutturare, il Lobster Roll. Alla festa di matrimonio sono invitati anche Helen e Noah come se tutti facessero parte di una famiglia allargata. Scotty si ubriaca mentre Alison confessa a Noah che la figlia Joanie in realtà è di Cole. Noah, che è rimasto colpito dalla rivelazione non se la sente di guidare al ritorno dalla cerimonia e lascia il volante a Helen. Lungo la strada buia Alison sta camminando da sola lungo il ciglio quando viene aggredita da Scotty. La sua reazione però lo spinge sulla strada mentre sta sopraggiungendo l’auto guidata da Helen che lo investe ed uccide. Al processo si mette male per la moglie ed allora Noah, si assume la colpa e viene condannato ed incarcerato, dove subisce anche le angherie di un secondino… Molti eventi si susseguono, anche dopo l’uscita di Noah dal carcere. Helen prova rimorso nei suoi confronti e questo si riflette nel rapporto con Vic, per il resto riuscito. Alison rivela a Cole la sua paternità riguardo Joanie e gliela affida dovendo curarsi un esaurimento nervoso. Noah soffre di manie di persecuzioni e quella che sembrava un’aggressione con un taglio alla gola si rivela invece un atto contro se stesso. Emergono anche particolari inquietanti riguardo la morte assistita di sua madre che sarebbero all’origine delle sue paranoie. Alison lotta con Cole e Luisa per riottenere la custodia congiunta di Joanie ma la sua speranza di tornare assieme all’ex marito fallisce, così come i tentativi di Noah di riavvicinarsi a lei. Mentre quest’ultimo intreccia un paio di relazioni, prima con una collega insegnante di origine francese e poi con una preside di colore e madre di un allievo turbolento della sua classe cui Noah si era affezionato prima ancora di sapere chi fosse sua madre, Vic scopre di essere gravemente malato e di non avere speranze di sopravvivenza. Alison invece è stata contattata dal padre che non aveva mai conosciuto ed ha scoperto che è nata a seguito di una violenza sulla madre ed ora il padre vorrebbe che lei gli donasse un rene in cambio di denaro essendo in pericolo di vita. Intanto intreccia una relazione con il compagno di un corso, Ben Cruz, ex marine ed ex alcolista. Cole è però ancora innamorato di Alison e per chiarirsi le idee compie lo stesso viaggio che suo padre aveva fatto molti anni addietro e così conosce la sua amante di allora, scoprendo ulteriori retroscena. Alison però risulta scomparsa ed allora Cole, Noah e l’allievo figlio della preside sua amante, si uniscono per trovarla, ma l’esito è drammatico.    

VALUTAZIONE: quattro stagioni ed una quinta (ed ultima, pare) in produzione, per una Serie TV che appassiona e conquista non soltanto per la complessità dell’intreccio psicologico-relazionale fra i vari personaggi coinvolti, ma anche per l’originalità della rappresentazione. Ogni puntata è divisa in due parti speculari, che raccontano il rispettivo punto di vista di due fra i protagonisti, sempre in alternanza uomo-donna. Un modo curioso ed interessante per scoprire, attraverso le differenti personalità, due diverse prospettive di vedere le stesse vicende. Sia la Serie TV che Ruth Wilson (Alison) e Maura Tierney (Helen) sono stata premiate con il Golden Globe, queste ultime rispettivamente come protagonista e non protagonista. Per gli appassionati delle tortuose e profonde storie relazionali, uno spettacolo da non perdere. 

The Affair‘ è una Serie TV che scava nel cuore, nell’intimità e nelle sfumature delle relazioni sentimentali ed analizza da molteplici punti di vista la fedeltà ed il tradimento all’interno della vita di coppia. Pur essendo ambientata negli Stati Uniti, in contesti familiari e sociali diversi dai nostri, ciò nondimeno riesce ad apparirci verosimile ed a farci immedesimare nelle vicende dei protagonisti, al di là della distanza che normalmente si frappone fra ciò che accade sullo schermo e lo spettatore seduto sul divano di casa propria.

A differenza di quanto scrivevo recentemente a proposito della Serie TV ‘Poldark‘ (clicca sul titolo di diverso colore se vuoi leggere il mio commento), i personaggi della quale al confronto sono tagliati con l’accetta e nettamente distinti fra buoni e cattivi, in quest’opera invece, nata da un’idea di Sarah Treem e Hagai Levi (gli stessi di ‘In Treatment‘), per la gran parte di loro i caratteri e le psicologie sono molteplici, cangianti e spesso contraddittorie.

Una differenza che non è soltanto dovuta all’ambientazione ed alla collocazione storica, poiché ‘The Affair‘ si svolge ai giorni nostri ed il romanzo scritto da Winston Graham invece si riferisce ad un paio di secoli prima, ma in quest’ultima Serie TV si può assistere anche ad un campionario significativo delle nevrosi che minano i rapporti di coppia nella società odierna; della difficoltà di trovare realizzazione ed appagamento per ciò che si è costruito nel corso degli anni, con l’inevitabile coinvolgimento, quasi sempre, di altre persone che ne subiscono direttamente o indirettamente le conseguenze.

The Affair‘ perciò ripropone uno dei ritornelli classici del nostro tempo: l’interiore insoddisfazione per non riuscire ad accettarsi per ciò che si è e quindi sentire il continuo bisogno di mutamenti nella propria vita, il che però spesso si abbina anche ad una fuga dalle responsabilità. Come nel caso di Noah e Helen, che pure hanno costruito una famiglia, generato ben quattro figli e non si può certo dire che soffrano difficoltà economiche, di salute o di altra natura. Sembra quasi, nel caso di Noah in particolare, che il benessere raggiunto diventa ad un certo punto una routine così pesante da sopportare che trovare una scappatoia alla normalità e consuetudine costituisce un passo obbligato ed un’esigenza imprescindibile. Che ciò sia dovuto, per lui, alla cosiddetta crisi del quarantenne oppure perché non si accontenta più del ruolo d’insegnante ed aspira alla fama, letteraria nel suo caso, sta di fatto che ad un certo punto si sente come chiuso in gabbia e cercare l’evasione diventa una priorità, come l’aria per respirare.

Poi ci sono persone come Alison, con una famiglia serena, assieme a Cole ed il loro bambino, ma a causa di una fatale distrazione quest’ultimo è annegato e da allora anche il suo rapporto con il marito, da ideale, non solo affettivamente ma anche sessualmente, si è arenato e raffreddato, mentre in lei è subentrata una continua angoscia nel ricordo di quei terribili momenti e delle colpe che si addossa per non essere riuscita ad evitare la tragedia. Alison non si può dire che sia una bellezza particolarmente evidente, di quelle per intenderci che fanno girare gli uomini per strada mentre passano, ma possiede una dote che la rende ancora più attraente, cioè la sensualità e quindi nell’incontrare Noah è come se nel grande puzzle dell’umanità, tasselli che sino a quel momento erano rimasti confusi in mezzo a tanti altri, improvvisamente s’incrociassero ed incastrassero perfettamente fra loro. A quel punto il passo che manca è breve per passare dalla fedeltà al tradimento dei rispettivi partner. 

Sia Noah che Alison sentono forte il bisogno di un cambiamento, di un nuovo entusiasmo, sia fisico che mentale e come se fosse possibile riavvolgere il nastro del tempo, buttano alle spalle passato e presente, amandosi in maniera travolgente. E’ una situazione illusoria e transitoria però perché non poggia su radici profonde bensì su un’opportunità colta al volo che però provoca, non soltanto nella loro vita, trasformazioni profonde. ‘…Lei era sesso, la vera e propria definizione di ciò. Era il motivo per cui il mondo era stato inventato… Nessun matrimonio, per quanto solido, avrebbe potuto sopravviverle…’, scriveva in seguito nel suo romanzo Noah, descrivendo la protagonista, con evidente riferimento ad Alison, la quale però leggendolo e riconoscendosi non l’ha presa bene, sentendosi usata e non sinceramente amata…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’). Continua a leggere…

Serie TV: ‘Poldark’ (Prime Tre Stagioni)

POLDARK (Serie TV)

Titolo Originale: Poldark

Nazione: Regno Unito

Anno: 2015

Genere: Costume, Sentimentale, Storico

Durata: 60′ circa per ogni puntata (35 nelle quattro stagioni, l’ultima ancora inedita)

Regia: Edward Bazalgette, Will McGregor

Cast: Aidan Turner (Ross Poldark), Eleanor Tomlinson (Demelza Carne Poldark), Heida Reed (Elizabeth Poldark Warleggan), Jack Farthing (George Warleggan), Caroline Blakiston (zia Agatha), Luke Norris (dott. Dwight Enys), Gabriella Wilde (Caroline Penvenen Enys), Warren Clarke (Charles Poldark), Kyle Soller (Francis Poldark), Ruby Bentall (Verity Poldark Blamey), Phil Davis (Jud Paynter), Beatie Edney (Prudie Paynter), John Nettles (Ray Penvenen), Harry Richarson (Drake), Ellise Chappel (Morwenna), Tom York (Sam), Christian Brassington (Ossie Whitworth), Josh Whitehouse (Hugh Armitage)

TRAMA: di ritorno in Cornovaglia dalla Guerra d’Indipendenza Americana, dove è stato ferito e sfregiato in volto, Ross Poldark è convinto che il peggio sia passato e ad attenderlo a casa ci siano il padre, un sostanzioso patrimonio e la bella fidanzata Elizabeth. La delusione è forte quando scopre invece che nel frattempo il padre è morto, lasciando soltanto debiti e la fidanzata, credendolo deceduto a sua volta, si è promessa sposa nel frattempo a Francis Poldark, cugino di Ross. Superato il duro colpo, quest’ultimo, con quello che gli è rimasto, cioè una modesta casa di campagna, la tenuta di Nampara ed una vecchia miniera, la Wheal Leisure, si presta con nobiltà d’animo a non far mancare il lavoro alle povere famiglie dei dintorni, che possono sopravvivere soltanto grazie al modesto seppure pericoloso sostegno dato dall’estrazione del rame, con il quale però anche le finanze di Ross potrebbero risollevarsi. Il quale coltiva anche un altro obiettivo, cioè recuperare il rispetto per il nome dei Poldark, messo a dura prova dal padre. Per coltivare i campi e svolgere le faccende di casa però non basta una coppia di vecchi ubriaconi, così assume come domestica una giovane donna, Demelza, salvandola da un pestaggio. A rendere ancora più complicati i suoi sforzi, Ross si trova però a fare i conti con George Warleggan, un banchiere altezzoso, arrogante e cinico, che mira ad acquisire il monopolio delle attività minerarie della zona. L’incompatibilità fra loro è evidente sin dal primo approccio e Warleggan non esita quindi ad intraprendere qualsiasi azione utile e spietata pur di mettere in difficoltà Ross. Elizabeth per contro non ha dimenticato il suo ex fidanzato e nonostante sia andata in sposa a Francis ed abbia avuto un figlio da lui, i suoi sentimenti per Ross sono rimasti forti e difficili da nascondere. La vecchia zia Agata non esita, con le sue battute e l’innato sarcasmo, a rimarcarne l’evidenza. Comunque Demelza, non soltanto si rivela preziosa e capace in casa, ma la sua dolcezza e ragionevolezza colpiscono Ross che s’innamora di lei. Il rapporto conflittuale fra Warleggan e Ross s’inasprisce ulteriormente quando il primo riesce con uno stratagemma finanziario ad assumere il possesso della miniera Wheal Leisure. Poldark però non si dà per vinto e con l’aiuto del cugino Francis mette in funzione la vecchia ed abbandonata miniera di Wheal Grace, dalla quale oltre al meno pregiato stagno cerca di estrarre il più prezioso rame, scavando a fondo per trovarne un vecchio filone. Quindi sposa Demelza e nasce una figlia che però muore presto per un’infezione. Francis a sua volta resta intrappolato nella miniera ed Elizabeth, rimasta vedova, nonostante sia ancora innamorata di Ross e lui senta ancora forte l’attrazione per lei, pur amando al tempo stesso Demelza, accetta di diventare moglie di Warleggan che le assicura, così come non era riuscito a Francis, un futuro di agiatezza. Questo legame rappresenta per Warleggan anche un’ulteriore provocazione nei confronti di Ross. Nella vicenda mano a mano entrano personaggi che assumono importanza narrativa come il dottor Dwight Enys, amico di Ross e la ricca ereditiera Caroline che diventerà sua moglie. Più avanti ancora, alla morte del padre di Demelza che l’aveva ripudiata per aver disobbedito ai suoi ordini sposando Ross, i due fratelli di lei si trasferiscono a Nampara. Il più giovane, Drake, s’innamora, ricambiato, di Morwenna, cugina di Elizabeth, nonostante Warleggan invece se ne voglia servire per maritarla ad un prete sessualmente disturbato che appartiene però ad una famiglia altolocata che può assicurargli potere e cariche sempre più prestigiose. La ‘Guerra dei Sette Anni’ che vede fra i contendenti gli inglesi ed i francesi nel frattempo minaccia anche le coste della Cornovaglia, con Ross che rischia la vita oltre Manica per salvare Dwight, rimasto prigioniero dei francesi, dopo essersi imbarcato come medico militare non solo per obbligo morale nei confronti della patria. I rapporti sempre più tesi fra Warleggan e Ross, anche per via di Elizabeth, che ingelosisce a sua volta Demelza, rappresentano ulteriori momenti di rilievo di una trama che si svolge fra continui colpi di scena e si presume che nella quarta stagione possa riservare ancora molti sviluppi, piacevoli e meno…  

VALUTAZIONE: una serie TV ambientata nei magnifici scenari naturali della Cornovaglia fra il XVIII ed il XIX secolo, che racconta una vicenda di fantasia ma in un contesto storico almeno in parte veritiero e ben rappresentato. I caratteri dei personaggi sono un po’ tagliati con l’accetta, per così dire e chiaramente suddivisi in buoni e cattivi. Grandi sentimenti, carisma e nobiltà d’animo di alcuni; spietatezza, cinismo ed arrivismo di altri; la miseria del popolo affamato e spesso persino bersagliato dalla sfortuna, costituiscono un mix ideale che, nonostante le contraddizioni, comunque coinvolge ed affascina. Tratta dalla saga scritta da Graham Winston, questa Serie TV si distingue e si fa apprezzare anche per i dialoghi spesso brillanti e narrativamente efficaci. ‘Poldark’ perciò non delude le aspettative, anche perché i personaggi principali sono rappresentati in maniera ineccepibile da attori assolutamente all’altezza del ruolo.  

‘La F’ (Effe) è un canale prodotto dal gruppo Feltrinelli e da un po’ di tempo fa parte della piattaforma satellitare Sky, attraverso la quale sta proponendo alcune serie TV realizzate originariamente dalla BBC (poi ritrasmesse su canali in chiaro come Cielo e Canale 5), che sono la riduzione o la trasposizione di alcuni grandi romanzi come ‘Guerra e Pace‘ di Lev Tolstoj, ‘Casa Howard‘ di di Edward Morgan Forster ed alcune delle opere più note della scrittrice Jane Austen, come ‘Orgoglio e Pregiudizio‘ e ‘Ragione e Sentimento‘, senza dimenticare quella dedicata a ‘Victoria‘ la celebre regina del Regno Unito. Tutte opere che meritano la visione anche se per noi trattano eventi legati essenzialmente alla storia anglosassone, se si eccettua forse la prima citata. Il comune denominatore fra loro è che sono realizzate con grande professionalità e senza lesinare nelle spese, mettendo in luce interpreti che grazie ad esse hanno ricevuto una spinta considerevole per la loro carriera attoriale. ‘Poldark’ dal punto di vista autoriale è forse l’opera meno nota, scritta da Graham Winston, che non è un autore molto noto ma non da sottovalutare e dalla cui penna è uscito un romanzo come ‘Marnie‘, la cui trasposizione sul grande schermo porta la firma niente meno che di Alfred Hitchcock.

Raccontare una Serie TV, riferita in questo caso e differentemente da molte altre, anziché ad un singolo romanzo, suddiviso in più annate per lo schermo, ad una vera e propria saga che nasce nel 1945 e si conclude nel 2002 (l’autore è deceduto l’anno seguente) e che conta quindi ben quattordici titoli, seppure fra i primi quattro e gli altri c’è un buco di venti anni, non è certo facile, se non altro dal punto di vista della sintesi. Non fosse altro quindi per riassumerne anche solo il contesto e gli eventi che si susseguono di puntata in puntata con continui capovolgimenti ma sviluppi in buona parte prevedibili in un contesto storico però molto movimentato.

I primi tomi sono dedicati singolarmente ai personaggi principali della saga, in particolare il primo, il secondo ed il quarto, rispettivamente a Ross Poldark (Aidan Turner), la moglie Demelza (Eleanor Tomlinson) e l’odioso loro nemico Warleggan (Jack Farthing). Il terzo capitolo è dedicato dallo scrittore inglese a Jeremiah Poldark, figlio di Ross e Demelza, un personaggio che nella Serie TV non ha avuto sinora praticamente alcun ruolo di rilievo, a differenza invece di Elizabeth (Heida Reed) attorno alla quale e lungamente s’intrecciano i rapporti fra i tre citati in precedenza. Forse allora possiamo considerare ‘Poldark’ un caso del tutto anomalo nel panorama delle Serie TV, seppure ancora da verificare nel tempo, se consideriamo che il numero dei tomi dai quali è tratto potrebbe dovesse risultare alla fine in numero superiore rispetto alle stagioni trasposte sullo schermo. Di sicuro, nel momento in cui ne sto scrivendo questo commento, siamo arrivati alla fine della terza stagione, che conta di suo nove episodi, dei trentacinque previsti includendo anche la quarta stagione, attualmente ancora inedita in Italia.

E allora seguiamo pure la traccia indicata dallo scrittore Graham Winston incentrata sui personaggi più importanti della sua opera, unitamente alla mirabile ambientazione, sullo sfondo di vicende storiche a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo. Iniziamo perciò da Ross Poldark, l’eroe maschile, per così dire, tanto testardo, quanto generoso; tanto tenebroso, quanto in fondo è vulnerabile nei confronti delle donne che ama, cioè Elizabeth e Demelza. Ross è fedele ai suoi principi da pagarne le conseguenze, che siano dipendenti dalle angherie di George Warleggan, tutte improntate ad uno sfrenato egoismo, arrivismo e sete di potere, oppure dal non volersi sporcare le mani con il potere stesso, se ciò significa scendere a compromessi con i suoi principi, anche nell’accettare di assumere cariche che in fondo potrebbero rappresentare una svolta per il bene della sua comunità, anziché per il proprio, come molti altri sono d’uso fare. Tanto è rispettoso del sentimento puro e forte dell’amicizia, sia che la conceda o che la riceva, quanto è invece confuso fra il restare fedele alla donna che ama e rappresenta l’essenza della ragionevolezza oppure a rischiare la sua credibilità per quella che personifica il cosiddetto ‘amour fou‘, perchè se Corneille diceva ‘…ti amo perché te lo meriti…‘, Racine obiettava che l’amore è una sorta di malattia e non si può decidere quando prenderla o guarirne…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’). Continua a leggere…

Serie TV: ‘Sharp Objects’

SHARP OBJECTS (Serie TV)

Titolo Originale: Sharp Objects

 Nazione: USA

Anno:  2017

Genere: Thriller, Psicologico

Durata: 400’ circa in 8 puntate

Regia: Jean-Marc Vallée

Cast: Amy Adams (Camille Preaker), Patricia Clarkson (Adora Crellin), Chris Messina (Detective Richard Willis), Eliza Scanlen (Amma Crellin), Matt Craven (Capo della Polizia Bill Vickery), Henry Czerny (Alan Crellin), Elizabeth Perkins (Jackie O’Neill), Taylor John Smith (John Keene), Madison Davenport (Ashley Wheeler), Miguel Sandoval (Frank Curry), Sophia Lillis (Camille da giovane), Lulu Wilson (Marian Crellin)

TRAMA: Camille Preaker vive a St. Louis, nello stato del Missouri ed è una giornalista con un traumatico passato alle spalle ed un presente ancora denso di problematiche e fantasmi, a causa dei quali ha sviluppato una forte dipendenza dall’alcol. E’ uscita da poco da una clinica psichiatrica perché a suo dire, per sentirsi meglio, si è a lungo praticata dei tagli sulla pelle, che hanno lasciato molteplici cicatrici, disseminate in quasi tutto il corpo in forma di scritte che riguardano se stessa, la sua condizione psicologica ed il lutto mai superato per aver perso la sorella Marian, cui era molto affezionata. Per giunta una sua compagna di stanza durante il ricovero, molto più giovane ed affetta dallo stesso autolesionismo, si è infine suicidata. Il capo redattore del giornale e la sua compagna si sono molto affezionati a Camille e quando a Wind Gap, suo paese di origine, sparisce improvvisamente la giovane Natalie Keen, le chiede di tornarci, vincendo la sua ritrosia, per scrivere un articolo su una vicenda che potrebbe essere opera di un serial killer, visto che l’anno prima era stata ritrovata cadavere un’altra adolescente. A Wind Gap, un paesino di confine fra lo stato del Missouri ed il Tennessee, vivono ancora la madre Adora, il suo patrigno Alan e Amma, la sorellastra minore. Lo sceriffo Bill Vickey non vede di buon occhio il ritorno di Camille ed ancor meno l’arrivo del detective Richard Willis, inviato dai federali per affiancarlo nelle indagini. Sia uno che l’altra potrebbero mettere in cattiva luce quello che è sempre stato un luogo pacifico e tranquillo. Camille un tempo era stata una reginetta di bellezza a Wind Gap ma il suo carattere ribelle si è sempre scontrato con quello possessivo della madre, la quale infatti non l’accoglie a braccia aperte al suo improvviso arrivo. La stessa Amma è un’estranea per Camille e se a casa si comporta con ubbidienza e sudditanza nei confronti dei genitori, in strada è una leader fra le sue compagne, trasgressiva e ribelle a sua volta. Amma però si comporta con la sorellastra come se volesse approfittare del momento per riempire il vuoto della loro lontananza. Quest’ultima cerca di raccogliere informazioni utili per scrivere l’articolo per il suo giornale dallo sceriffo e dal detective Willlis ma senza grande successo. Il paesino viene però sconvolto dal ritrovamento di Natalie, brutalmente uccisa. Qualcuno le ha pure strappato gli incisivi dalla bocca. I sospetti ben presto si indirizzano su John, il fratello maggiore della vittima, un tipo schivo e ambiguo nel comportamento. Lo stesso padre della ragazzina uccisa l’anno prima, Anne Nash, è convinto che sia proprio lui il colpevole e coltiva da tempo del risentimento nei suoi confronti. Camille è stretta fra la manifesta ostilità della madre Adora, la quale a Wind Gap non solo è considerata un punto di riferimento per la sua spiccata personalità ma è anche la proprietaria del grande allevamento di maiali che rappresenta la principale fonte di reddito e di lavoro della zona ed un irrisolto spirito autodistruttivo che si materializza in continue visioni di episodi e protagonisti del suo drammatico passato. Non l’aiuta lo scostante rapporto con lo sceriffo e quello contraddittorio con Richard che pure potrebbe assumere una inaspettata evoluzione sentimentale. La tormenta infine il senso di protezione che le ispira Amma, nella quale in parte si riconosce e che vorrebbe liberare dalla melliflua e morbosa influenza della madre. Le prove raccolte nei confronti di John sembrano andare nel senso sperato da molti, incluso lo sceriffo che non vede l’ora di chiudere lo spinoso ed insolito caso per tornare alla banale gestione di sempre, ma per Richard e Camille troppi particolari non tornano e la strada per scoprire la verità è ancora lunga e lastricata di amarezza ed atrocità.   

VALUTAZIONE: una serie TV molto ben condotta da Jean-Marc Vallée nell’arco di otto puntate che si conclude senza lasciare irrisolto il caso al centro della trama, ma senza precludere una successiva stagione. Un format già utilizzato con successo, ad esempio, dalla serie TV ‘Fargo’. ‘Sharp Objects’ scava dentro le meschinità e le ipocrisie di un piccolo paese di provincia, dove tutti si conoscono e diventa destabilizzante l’ipotesi che un serial killer possa nascondersi nel suo stesso seno. Al tempo stesso tratta con serietà, quindi senza indulgere nel compiacimento, la patologia dell’autolesionismo conseguente spesso a traumi infantili. Un thriller psicologico, spesso claustrofobico, che parte in sordina e si sviluppa in crescendo sino ad un finale sconvolgente. Il cast è perfettamente assortito, specie nelle interpreti femminili, che poi sono le vere star di questa riuscita serie TV e delle quali analizza a fondo la personalità.

Il romanzo omonimo dal quale è tratta questa Serie TV, scritto da Gillian Flynn, uscito nel 2008 con il titolo ‘Sulla Pelle‘ (clicca sul titolo di diverso colore se vuoi leggere il commento che avevo scritto al riguardo a suo tempo), è stato prontamente ristampato con il titolo originale e mostra la stessa cover della Serie TV. Non è il primo caso e non sarà neppure l’ultimo. Poco male, se non per quell’ignaro lettore che avesse acquistato entrambi i tomi e si fosse ritrovato con la stessa storia, a fronte di due diversi titoli ed immagini di copertina.

A guadagnarci invece è lo spettatore della Serie TV ‘Sharp Objects‘, che magari non avrà neppure letto il romanzo di riferimento ed ha l’opportunità di godersi uno spettacolo di alto livello. Per quello che ricordo, persino superiore al racconto scritto, che già di per sé è un gran bel merito. Una Serie TV che utilizza il format che personalmente ritengo ideale: una storia suddivisa in otto puntate, che inizia e chiude il cerchio di un tesissimo thriller, anche se il finale lascia aperto uno spiraglio per ulteriori sviluppi da proporre semmai in una successiva stagione, tutta ancora da scrivere però, per quanto ne sappia.

Una caratteristica di molte Serie TV infatti, che nasce ovviamente da scelte commerciali della produzione e degli autori, raramente invece per necessità artistiche, è quello di spalmare la trama su più stagioni. Esaurita quest’ultima, se il prodotto ‘tira’ ancora, gli sceneggiatori spesso s’inventano nuovi sviluppi, trascinandola alle lunghe il più possibile, sinché i dati di visione ed ascolto consentono di generare ulteriore business. Trovo molto più appropriata e condivisibile invece la scelta dei fratelli Coen, produttori della Serie TV ‘Fargo‘ che hanno girato già tre stagioni ambientate negli stessi luoghi, conservando il legame con le precedenti solo attraverso alcuni personaggi e particolari narrativi, inseriti però in storie autonome e chiaramente distinte fra loro. Chissà se il regista canadese Jean-Marc Vallée ha intenzione di seguire la stessa traccia. Vedremo…

Di certo, l’autore della Serie TV ‘Big Little Lies – Piccole grandi bugie‘, che non ho avuto l’opportunità di vedere sinora e che a questo punto spero di poter recuperare, ha centrato il bersaglio con un’opera che impreziosisce il genere di appartenenza, grazie anche ad alcuni interpreti d’altissimo livello che raffigurano al meglio i loro personaggi. Da Amy Adams (già apprezzata di recente nell’intenso e complesso ‘The Arrival‘ di Denis Villeneuve), la quale fra l’altro porta egregiamente i suoi 44 anni, anche se interpreta la giornalista Camille che presumibilmente ne ha alcuni di meno e pur essendo una bella donna questo aspetto non le serve per apparire seducente, bensì perché il ruolo richiede grande impegno recitativo che lei svolge egregiamente. La Adams è anche produttrice della serie TV, oltreché attrice protagonista.

La palma della migliore però spetta sicuramente a Patricia Clarkson nei panni di Adora, il personaggio dominante ed ambiguo di una madre che mira a schiacciare subdolamente chiunque le stia intorno, che si tratti del marito, delle figlie o degli stessi concittadini di Wind Gap che ne subiscono la subdola personalità ed ai quali magnanimamente ogni anno concede spazio e mezzi per organizzare la festa rievocativa del Calhoun Day. La sorpresa invece è Eliza Scanlen nel ruolo di Amma, la quale ricopre una triplice veste: quella remissiva in casa di fronte alla dominante madre ed affettuosa adolescente nei confronti del padre; quella della spiccata leader con le coetanee ma anche quella della provocante Lolita con gli uomini adulti, ben oltre quello che compete alla sua giovanissima età. Non che Chris Messina e Matt Craven, rispettivamente il detective e lo sceriffo, incaricati dalle autorità di dipanare il caso delle giovani improvvisamente scomparse e poi ritrovate cadavere, non siano all’altezza. Tanto meno Taylor John Smith nell’interpretare il fragile e controverso John Keene. E’ proprio la struttura portante della sceneggiatura che privilegia decisamente le tre figure femminili citate precedentemente.

La scrittrice Gillian Flynn, parlando della sua opera, dice che: ‘…il motivo per cui ha scritto il romanzo è per descrivere come si esprimono la violenza e l’odio femminile. Quanto sia pericoloso quando vengono repressi o ignorati…‘. Il regista Jean-Marc Vallée, ne rafforza i toni quando afferma: ‘…Gillian Flynn ha scritto un romanzo così cupo e tuttavia così bello. C’è bellezza nell’oscurità ed in questo personaggio. Camille non sa fare le sue scelte, non sa quello che è giusto per lei, ma è così onesta nel modo in cui parla di  e delle sue ferite. Il modo in cui queste donne si feriscono a vicenda, i loro abusi, è una cosa che spezza il cuore. Non sanno come volersi bene…‘. La stessa Amy Adams, nel descrivere il suo personaggio sostiene che: ‘…nasconde dentro di sé tutto il suo dolore. Ma nonostante tutti i suoi vizi e le sue zone d’ombra non si arrende e continua a cercare di essere diversa…‘, oppure, riferendosi allo stesso regista, da lei fortemente voluto, ne elogia la sua sensibilità: ‘…a Jean-Marc Vallée sembra che piaccia molto esplorare la profondità della psiche femminile, in una maniera onesta che accetta tutti i loro difetti. Non è interessato a farci sembrare perfette, ed è una cosa che adoro. Vuole solo mostrare la verità…‘. Tutto ciò insomma sembra confermare un impianto narrativo volto decisamente al femminile…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’).Continua a leggere…

Libro, Film e Serie TV: ‘Picnic A Hanging Rock’

PICNIC A HANGING ROCK (Libro)

Di Joan Lindsay

Anno Edizione 1967

Pagine 296

Costo € 10,20

Ed. Sellerio Editore Palermo (collana ‘La Memoria’)

Traduttrice: Maria Vittoria Malvano

 PICNIC AD HANGING ROCK (Film)

Titolo Originale: Picnic At Hanging Rock

 Nazione: Australia

Anno:  1975

Genere: Drammatico, Giallo

Durata: 115’ Regia: Peter Weir

Cast: Rachel Roberts (Mrs. Appleyard), Vivean Gray (Miss McCraw), Helen Morse (Mlle. de Poitiers), Kirsty Child (Miss Lumley), Anne Louise Lambert (Miranda), Karen Robson (Irma), Jane Vallis (Marion), Margaret Nelson (Sara), Christine Schuler (Edith Horton), Dominic Guard (Michael Fitzhubert), John Jarrett (Albert Crundall), Frank Gunnell (Mr. Whitehead), Jacki Weaver (Minnie), Tony Llewellyn-Jones (Tom), Olga Dickie (Mrs. Fitzhubert), Peter Collingwood (Colonello Fitzhubert), Ingrid Mason (Rosamund), Martin Vaughan (Ben Hussey)

  PICNIC A HANGING ROCK (Serie TV)

Titolo Originale: Picnic At Hanging Rock

 Nazione: Australia

Anno:  2018

Genere: Drammatico, Giallo

Durata: 360’ in 6 puntate

Regia: Michael Rymer, Larysa Kondracki, Amanda Brotchie

Cast: Natalie Dormer (Hester Appleyard), Lily Sullivan (Miranda Reid), Samara Weaving (Irma Leopold), Madeleine Madden (Marion Quade), Inez Currò (Sara Waybourne), Ruby Rees (Edith Horton), Lola Bessis (Dianne de Poitiers), Harrison Gilbertson (Michael Fitzhubert), James Hoare (Albert Crundall), Yael Stone (Dora Lumley), Mark Coles Smith (Tom), Jonny Pasvolsky (Sergente Bumpher), Anna McGahan (Miss Greta McCraw), Don Hany (Dott. Mackenzie), Nicholas Hope (Colonnello Fitzhubert), John Flaus (Sig. Whitehead), Emily Gruhl (Minnie), Mayah Fredes (Rosamund Swift), Philip Quast (Arthur Appleyard), Marcus Graham (Tomasetti), Kate Box (Signora Bumpher), Roslyn Gentle (Signora Fitzhubert)

TRAMA: Il 14 febbraio dell’anno 1900 in Australia, giorno di San Valentino si festeggia anche nell’esclusivo collegio Appleyard. Nonostante sia composto di sole studentesse, esse si scambiano ugualmente biglietti e piccoli regali per simpatia, amicizia o infatuazione. Nel pomeriggio è prevista una gita presso la celebre collina di Hanging Rock, una formazione rocciosa che si erge maestosa dalla pianura intorno, posta ad una settantina di chilometri da Melbourne. La severissima direttrice del collegio, dalla quale lo stesso prende il nome, ha affidato le allieve alle cure del cocchiere Ben Hussey ed alle insegnanti ed educatrici Dianne de Poitiers e Miss Greta McCraw, con la raccomandazione di tornare al collegio entro le ore venti. Nel gruppo, composto da una ventina di ragazze di diversa età, le più grandi sono un punto di riferimento ed oggetto di ammirazione ma anche d’invidia, in certe occasioni, per le più giovani. Le più in vista sono Miranda Reid, dalla spiccata personalità ribelle, cui si è particolarmente affezionata la giovanissima Sara Waybourne, un’orfana adottata da un benestante tutore che però spesso è in viaggio per lavoro; Irma Leopold, forse la più bella del collegio ed erede della ricchissima casata dei Rothschild; e Marion Quade, completa il terzetto, con la quale le altre due hanno raggiunto nel frattempo una solida intesa. Arrivata la carovana a Hanging Rock, alla cui base c’è una fitta vegetazione ed un laghetto sulle cui sponde si soggiorna piacevolmente, la giornata si svolge in un’atmosfera rilassata, sinché Miranda, Irma e Marion chiedono il permesso di fare una breve escursione, cui chiede di unirsi, seppure non richiesta, la giovane Edith Horton. Mademoiselle Dianne vorrebbe trattenerle, rispettando gli ordini di Madame Appleyard, ma infine acconsente. Le quattro ragazze si avviano con la promessa di tornare in breve tempo e durante il percorso si ritrovano ad essere osservate da lontano dal giovane nobile inglese Michael Fitzhubert e Albert, lo stalliere di suo zio che lo accompagna. Michael è affascinato dalla loro grazia e stupito di vederle sole in quel posto, per cui segue le ragazze per un breve tratto, sinché le vede sparire fra le rocce. Giunte su un pianoro le quattro giovani sono stanche ed assalite da un sonno irresistibile. Quando si svegliano, come se seguissero un richiamo irresistibile, Miranda, Irma e Marion riprendono la marcia in salita fra le rocce, lasciando Edith sola. La quale, travolta dalla paura, torna indietro precipitosamente sino all’accampamento delle altre compagne, urlando a squarciagola e spaventandole a loro volta. Ben Hussey infatti aveva già da tempo preparato la carrozza per tornare al collegio e Mademoiselle Dianne preoccupata per il protrarsi dell’assenza delle tre ragazze, non sapeva più che fare, anche perché Miss Greta McCraw, prima ancora che tornasse Edith, aveva deciso di andare incontro alle altre assenti, ma quando oramai è imminente l’imbrunire, non è più tornata a sua volta. Il ritorno al collegio Appleyard avviene in un clima di confusione e stordimento, quando oramai è buio pesto. Le ricerche da parte della polizia e volontari fra la popolazione civile iniziano immediatamente la mattina dopo e proseguono nei giorni a venire, senza però trovare traccia delle ragazze e dell’insegnante scomparsa. Neppure Edith può essere d’aiuto perché, forse a causa dello choc, non ricorda nulla. L’unico che non demorde è Michael, il quale decide autonomamente di tornare a Hanging Rock accompagnato da Albert, ma dopo una giornata infruttuosa a cercare le studentesse, decide di dormire sul posto per continuare il mattino seguente, nonostante Albert cerchi di farlo desistere e tornando indietro deve giustificare con una scusa l’assenza di Michael a suo zio. All’alba Albert torna e sale ancora verso Hanging Rock dove trova Michael semi incosciente, ma ancora in grado almeno di fargli intendere che deve risalire le rocce, dove infatti Albert trova Irma, giacente a terra, ma ancora miracolosamente viva. Nei giorni seguenti però anche lei sostiene di non ricordare nulla e quindi di non poter dare informazioni utili per trovare le altre due compagne e l’insegnante che risultano ancora irreperibili. Il mistero è perciò ancora lontano dalla sua soluzione e molto altro deve ancora accadere prima della conclusione.

VALUTAZIONE: mettere a confronto un romanzo scritto nel 1967, con la sua trasposizione cinematografica del 1975, divenuta un classico nel suo genere e quindi con la riproposizione della stessa storia in una serie TV realizzata nell’anno corrente, è una bella sfida. Palese è infatti la differenza di stile, non solo dipendente dagli anni trascorsi, ma anche da numerosi aggiustamenti che gli autori, specie nella serie TV, hanno apportato alla trama rispetto alla versione originale, mentre il film di Peter Weir del 1975 è sostanzialmente fedele al romanzo ma ancora più indirizzato su atmosfere enigmatiche. La vicenda al centro della storia è infatti molto particolare, sin dalla suggestiva ambientazione e soprattutto il caso della sparizione di tre studentesse ad Hanging Rock durante un picnic. I personaggi sono ben delineati in tutte e tre le versioni. Il finale, oggetto di molte interpretazioni, è stato in parte chiarito alcuni anni dopo con la pubblicazione di un ultimo capitolo che l’editore aveva deciso di tagliare dall’opera di Joan Lindsay.

Il romanzo non lo avevo ancora letto sinora. Il film di Peter Weir dal quale è tratto, uscito nel 1975, l’avevo invece già visto anni fa ed è stato quello che ha rivelato il regista australiano, divenuto ancora più noto in seguito, grazie ad opere di grande successo e qualità come ‘Witness – Il Testimone‘, ‘L’attimo Fuggente‘ e ‘The Truman Show‘ (clicca sul titolo di ognuno di essi se vuoi leggere la mia recensione, ndr.), giusto per citare forse quelle più note. Sia la storia narrata che lo stile utilizzato dal regista australiano, poetico ed oscuro al tempo stesso nel trasporre l’opera letteraria di Joan Lindsay, hanno fatto in modo che diventasse in breve una sorta di ‘cult‘ fra gli appassionati cinefili. 

La curiosità di leggere il romanzo mi è venuta però soprattutto dopo aver visto la miniserie di sei puntate dedicata a questa stessa storia, realizzata nell’anno corrente da FremantleMedia Australia, a distanza quindi di oltre cinquantanni dall’uscita del libro e quarantatré dal film di Weir. Nel ruolo di Mrs. Hester Appleyard, in quest’ultimo caso è stata scelta Natalie Dormer, già vista nella parte del personaggio di Margaery Tyrell nella famosissima serie TV ‘Il Trono di spade‘, la cui età ed aspetto fisico tracciano già una significativa differenza, sia con il romanzo che con il film precedente, essendo molto più giovane ed avvenente, e con una complessa vicenda personale alle spalle che non esiste nelle altre versioni.

Ovviamente, se ci si trova di fronte a tre opere incentrate sulla stessa storia, è inevitabile che sorga la curiosità di confrontarle ed evidenziarne i pregi, i difetti e le differenze. Se c’è qualcosa comunque che, indipendentemente dalla versione, colpisce particolarmente in questo caso, non è la vicenda, anche se intrigante, della scomparsa di tre studentesse e di una loro insegnante, delle quali solo una poi viene ritrovata viva, nonostante l’impiego d’ingenti forze dell’ordine e volontari che per giorni e giorni le hanno cercate, battendo e risalendo i meandri rocciosi, scoscesi ed inquietanti di Hanging Rock in Australia, un posto che di per sé evoca atmosfere tenebrose e surreali. E’ il finale la parte più curiosa ed anche ambigua, perché non chiarisce quasi nulla, dopo aver lungamente seminato dubbi e congetture, contrariamente a quello che avviene di solito in racconti analoghi nei quali il mistero viene trascinato a lungo ma infine in qualche modo risolto.

Molte interpretazioni sono state date a tal riguardo a suo tempo, sia per il romanzo che per il film dal quale è tratto, a proposito di questa incredibile vicenda: dalla fuga, al rapimento, alla violenza, al suicidio e sono state fatte anche ipotesi di natura trascendentale, ma pare che l’editore abbia voluto eliminare il capitolo finale dell’opera letteraria proprio per lasciare aleggiare questa sensazione di mistero e d’irrisolto che alimentava a suo dire ancor di più la curiosità del lettore.

Sorprendentemente, molto se non tutto si è chiarito, in maniera ancora una volta inconsueta, soltanto ventidue anni dopo la pubblicazione dell’opera, quando la stessa scrittrice Joan Lindsay era già morta da tre anni (e quindi quando il film omonimo era già stato realizzato), in un’appendice postuma intitolata ‘The Secret of Hanging Rock‘. La quale è composta di sole cinquantotto pagine, dodici delle quali costituiscono il diciottesimo capitolo mancante al romanzo. Soltanto alla fine di questo commento però riporterò qualche indicazione al riguardo che ho letto in Internet, giusto per mantenere un po’ di suspense nel lettore, ma anche con l’intenzione di non rendere superfluo quello che le precede e che comunque contiene indicazioni che ritengo sia utile conoscere per avere un quadro più completo dell’opera, evitando al contempo di seguire l’ermetico ed un po’ sadico esempio dell’editore all’uscita del romanzo della Lindsay.

Avendo deciso in questa occasione di andare oltre l’ordinario e di scrivere addirittura un unico commento che mette a confronto tre fonti diverse della stessa storia, risulta evidente innanzitutto che l’ultima versione, quella relativa alla serie TV, è piuttosto liberamente tratta dal romanzo e rispetto anche al film di Peter Weir. Riguardo il personaggio della direttrice del collegio dal quale prende il nome, cioè Appleyard, ad esempio, le sceneggiatrici Beatrix Christian e Alice Addison l’hanno pensato iniziando dalla trattativa d’acquisto fra l’imperscrutabile donna e l’agente che cura la vendita della sede e relativi giardini, il che è una novità rispetto alle precedenti versioni. Anche il personaggio interpretato da Natalie Dormer ha un nome proprio, Hester, che nel romanzo non viene mai menzionato ed oltretutto viene da un passato tenebroso dal quale in qualche modo sta fuggendo, che è un’altra libera interpretazione della serie TV…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Serie TV: ‘One Strange Rock – Pianeta Terra’

ONE STRANGE ROCK – PIANETA TERRA

Titolo Originale: One Strange Rock

 Nazione: USA

Anno:  2017

Genere: Documentario

Durata: 10 episodi da 60’ circa cad.

Regia: Autori Vari (Graham Booth, Nat Sharman, Nic Stacey, Nicholas Jordan, Christopher Riley, Alice Jones) con la supervisione di Darren Aronofsky

Commento Parlato: Will Smith

VALUTAZIONE: Un esaltante viaggio lungo in dieci puntate sulla genesi, sviluppo, sconvolgimenti, sopravvivenza, sulla storia insomma dello straordinario pianeta nel quale viviamo, raccontato con simpatia e brillantemente da Will Smith, affiancato dalle testimonianze di otto astronauti americani che hanno effettuato innumerevoli foto e riprese dalla loro particolare e suggestiva prospettiva, nel corso di numerose missioni spaziali. Immagini mozzafiato con la supervisione del regista premio Oscar Darren Aronofsky contribuiscono a rendere questa serie imperdibile.

Sinora non ho mai commentato un documentario, o per meglio dire, una Serie TV di dieci puntate legate fra loro da un comune denominatore di stampo naturalistico e scientifico, nonostante sia un genere che amo molto. E’ una scelta dovuta alla mancanza di tempo e quindi per non allargare ulteriormente le tematiche di questo sito, già abbastanza numerose e complicate da seguire ed alimentare.

Voglio fare un’eccezione però, perché si tratta di qualcosa di straordinario che merita di essere segnalato, nonostante sinora sia stata messa in onda solo poco più della metà degli episodi previsti. Mo confido sul fatto che i rimanenti siano altrettanto all’altezza.

Si tratta di un’opera alla quale la definizione e il genere ‘documentario’ sta decisamente un po’ stretto, non solo perché alle spalle c’è un regista di grande spessore come Darren Aronofsky, già di per sé una garanzia (‘Il Cigno Nero‘ e ‘The Wrestler‘ per citare un paio di suoi film) ma perché il soggetto attorno al quale è costruita, cioè il pianeta Terra, è osservato ed approfondito da molteplici punti di vista, non solo quello strettamente paesaggistico e scientifico. ‘Vi racconterò la storia del posto più incredibile che esista. Il posto più strano di tutto l’universo. Pieno di roccia liquida, caverne di cristallo e paesaggi alieni. E sapete una cosa? Ci camminate sopra…‘.

A parlare è l’attore Will Smith, sulle immagini di apertura della prima puntata, intitolata ‘Il Respiro della Terra‘, visibile interamente anche nel link qui sopra proposto, così come gli episodi successivi, quasi in contemporanea a Sky che sta trasmettendo settimanalmente una puntata dietro l’altra ed al momento siamo arrivati alla sesta. ‘Otto astronauti con un totale di oltre mille giorni vissuti nello spazio, ci racconteranno come andare lassù li abbia aiutati a comprendere davvero tutto quello che accade quaggiù. Le strane connessioni, i disastri mancati, i colpi di fortuna che hanno creato il nostro incredibile mondo. Il posto più strano di tutto l’universo potrebbe proprio essere questo…‘.

La prima considerazione che pone il noto narratore ripreso in primo piano è quindi legata ad un’azione, se così possiamo definirla, che per abitudine e senza che ciò ci stupisca in alcun modo, spesso diamo per scontata appunto, mentre non la è affatto. Respirare infatti è un meccanismo naturale ed obbligatorio per mantenerci in vita. Lo facciamo senza sosta, lungo tutto l’arco della stessa, dal momento della nascita sino a quando sopraggiunge la morte, senza che il processo continuo di inspirare ed espirare aria ci appaia perlomeno curioso, ma nel caso ci venisse a mancare questa preziosa miscela, costituita per la gran parte da ossigeno ed azoto, non avremmo scampo……(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)  Continua a leggere…

Serie TV: ‘Le Bureau – Sotto Copertura (Prime Tre Stagioni)’

LE BUREAU – SOTTO COPERTURA

Titolo Originale: Le Bureau des Légendes

 Nazione: Francia

Anno:  2017

Genere: Spionaggio, Drammatico

Durata: 30 episodi da 50′ cad. suddivisi in tre Stagioni

Regia: Autori Vari (Hélier Cisterne, Laïla Marrakchi, Eric Rochant, Mathieu Demy, Jean-Marc Moutout, Samuel Collardey, Elie Wajeman)

Cast: Mathieu Kassovitz (Guillaume Debailly), Sara Giraudeau (Marina Loiseau), Jean-Pierre Darroussin (Henri Duflot), Léa Drucker (Dottoressa Balmes), Zineb Triki (Nadia El Mansour), Gilles Cohen (Marc Lauré), Florence Loiret Caille (Marie-Jeanne Duthilleul), Patrick Ligardes (Marcel Gaingouin), Jonathan Zaccaï (Raymond Sisteron), Alexandre Brasseur (Mémé), Michaël Abiteboul (Pépé), Alba Gaïa Bellugi (Prune Debailly), Stéphane Debac (Jérome), Alice Belaïdi (Sabrina Boumaza), Fares Helou (Hachem Al-Khatib), Ziad Bakri (Nadim), Pauline Etienne (Céline Delorme, stagione 2)

TRAMA: Guillaume Debailly, alias Paul Lefebvre, è una spia. Per meglio dire è un infiltrato in Siria della DGSE e sotto copertura veste i panni di un professore di francese. Separato e padre di Prune, una studentessa che rivede al suo ritorno a Parigi dopo sei anni di missione, Guillaume/Paul ha conosciuto a Damasco la bella Nadia el Mansour, insegnante presso l’università ed esperta di storia del suo paese. La loro liaison si è interrotta quando Paul è stato richiamato in patria per assumere l’incarico di vice direttore, riportando ad Henri Duflot. Nonostante Guillaume non avesse taciuto la relazione alla sua referente Marie-Jeanne, ha però evitato di ammettere la profonda intensità del loro rapporto. Nel frattempo ad Algeri l’infiltrato ‘Cyclone’ è stato arrestato dopo essere stato fermato in stato di ubriachezza, perlomeno inconsueto per un musulmano, quando era al volante della sua auto ma poi è misteriosamente sparito dalla locale sede della polizia. Tornato a Parigi e contrariamente alle regole della DGSE, Guillaume non ha riconsegnato con una scusa la carta d’identità di Paul, che egli nasconde e continua ad utilizzare in varie occasioni per sfuggire ad un paio di agenti della stessa DGSE che lo seguono di continuo. La coppia segue gli ordini e la prassi, per verificare se la sua copertura in Medio Oriente è rimasta intatta, ma Guillaume li semina regolarmente con abilità. Il primo incarico che gli è stato assegnato al ritorno è quello di addestrare Marina Loiseau, la quale dovrebbe sostituirlo nell’incarico in Medio Oriente, convincendo ad assumerla il responsabile dell’ente iraniano che si occupa di sismologia per rilevare i siti più sicuri dove installare centrali nucleari. Quest’ultimo infatti ogni anno si reca a Parigi, in un accordo di collaborazione fra le due nazioni, per scegliere un collaboratore francese da inserire nel suo team a Damasco. La crisi ad Algeri, che fa temere ‘Cyclone’ possa essere prestato al doppio gioco, oppure costretto a forza a rivelare il suo ruolo e le informazioni che ha ricevuto nel frattempo, spingono Duflot a coinvolgere nelle indagini Guillaume, per la sua riconosciuta qualità e competenza. Le sommosse che intanto avvengono a Damasco da parte dei ribelli contrari a Beshar el Assad, inducono però Guillaume/Paul a mettere da parte la prudenza e contattare Nadia per scoprire con sorpresa che si trova a sua volta a Parigi, con un falso incarico. In realtà è al seguito di una delegazione governativa che con il beneplacito dei russi sta effettuando in gran segreto trattative con i ribelli. Gli incontri clandestini che seguono fra Paul e Nadia in un hotel, di nascosto dai rispettivi referenti, generano però il sospetto di Duflot, il quale teme che Guillaume sia affetto dalla sindrome dell’infiltrato e quindi non sia ancora uscito completamente dal personaggio Paul che interpretava in Siria. Ma anche le guardie al seguito del nipote di Assad ed adibite alla sicurezza ed alla riservatezza delle trattative in corso, temono che Nadia sia caduta in una trappola dei servizi segreti francesi attraverso la figura di Paul. D’altronde sia quest’ultimo che Nadia non conoscono ancora i loro rispettivi e reali ruoli. Le guardie del corpo siriane iniziano quindi a seguire Paul per smascherarne gli obiettivi. In alcune sequenze che si sovrappongono, Guillaume/Paul appare però sotto interrogatorio di una macchina della verità, gestita dalla CIA ed alla presenza di un’altra figura inaspettata, come se ciò che è accaduto sinora sia solo parte di un racconto di sintesi e la verità sia molto più complessa, multiforme ed inquietante. Nel frattempo, seguendo una prassi piuttosto cruda ma efficace, sia il referente di ‘Cyclone’ ad Algeri, che Marina a Parigi, vengono sottoposti dalla DGSE ed a loro insaputa, ad improvvisi e finti rapimenti, con conseguenti interrogatori intimidatori, per saggiarne la resistenza nel caso dovessero essere arrestati dal controspionaggio dei paesi nei quali operano o dovranno a breve infiltrarsi. Gli sviluppi di tutto il complicato quadro operativo è denso di colpi di scena e per molti aspetti sorprendente.

VALUTAZIONE: di produzione francese, è una serie TV coinvolgente ed intrigante. Lo spettatore viene calato nel misterioso e complesso mondo dei servizi segreti, senza però spettacolarizzazioni alla 007 e neppure scene particolarmente cruente, in un contesto intessuto però d’intrighi e sospetti. Con base in Francia, le vicende si spostano di volta in volta in paesi ad altro rischio come Siria, Giordania, Iran e Algeria. Il coinvolgimento dell’ISIS e dello spionaggio e controspionaggio di nazioni che sono persino alleate fra loro, completano il quadro operativo. I retroscena che riguardano le implicazioni politiche a volte risultano un po’ tortuosi. A rompere le rigide regole sono i sentimenti, nonostante la natura dei personaggi è inevitabilmente soggetta ad ambiguità. Ogni errore, anche il più banale, può però diventare fatale.   

Raccontare anche solo una sintesi dei trenta episodi suddivisi in tre stagioni, trasmesse su Sky, l’ultima delle quali si è appena conclusa, è una missione praticamente impossibile, fosse pure per sommi capi, appunto. La trama che ho riportato qui sopra non copre neanche per intero la prima stagione ma fornisce, spero, un’idea del quadro narrativo che è assolutamente originale ed intrigante, denso di sviluppi ed implicazioni di varia natura, in un contesto narrativo caratterizzato da una notevole tensione e colpi di scena. Nonostante ciò, l’azione vera e propria non è l’elemento peculiare di questa Serie TV francese.

Il malinteso nel quale si può più facilmente incorrere infatti, prima di addentrarsi nei meandri, anche tortuosi a volte a dirla tutta, delle vicende che vedono coinvolti più nazioni al tempo stesso, è quello di assimilare il termine di ‘infiltrato‘ a quello di ‘agente segreto‘. Una figura quest’ultima esaltata, tanto per citare un nome, dallo scrittore Andrew Fleming con il suo James Bond, il noto agente 007, immortalato al cinema da numerosi film che le TV ripropongono a ciclo continuo, con canali addirittura dedicati ed interpreti come Sean Connery, Roger Moore ed altri, sino all’ultimo in ordine di tempo, cioè Daniel Craig.

Sarà forse lo stile compassato che è tipico del cinema europeo e nello specifico anche di questa fiction d’oltralpe, decisamente più riflessivo a confronto di analoghe produzioni di origine statunitense, ma la narrazione è volta a tutt’altro versante rispetto al rituale abituale del genere di appartenenza. Ciò però non la rende né lenta, né ripetitiva, anche se spesso la scena si svolge dentro gli uffici, attrezzatissimi ovviamente dal punto di vista tecnologico, della DGSE.

Per comprendere al meglio il contesto comunque, bisogna chiarire il ruolo dell’infiltrato. Guillaume (il suo vero nome) o Paul (quello da infiltrato appunto) lo spiega molto bene nell’inedito ruolo di ‘coach’ di Marina Loiseau, prossima a infiltrarsi in Iran, quando le fissa un appuntamento conoscitivo in un ristorante e la sottopone ad un test immediato, che lei supera comunque brillantemente in pochi minuti. Si trattava di ottenere in meno di quindici minuti le informazioni personali dettagliate di un paio di casuali clienti in piedi davanti al bancone del bar, inventandosi una scusa qualsiasi. Al suo ritorno al tavolo, orgogliosa del risultato ottenuto, Guillaume le fa notare però l’errore di base nel quale è incappata e che non deve invece assolutamente ripetere (‘…deve imparare a mantenere una certa distanza con le persone: né lontana per conoscere più cose possibili, né vicina per non influenzare l’obiettivo. La nostra missione è quella di conoscere gli altri senza farsi notare. Non siamo agenti ma infiltrati. Noi non ricordiamo, descriviamo…’). 

Bisogna assumere perciò, che il loro mestiere richiede toni esattamente opposti al protagonismo ed alla spettacolarizzazione. Quelli invece che sono specifici del cinema per il genere di appartenenza ed il profilo dell’agente segreto, che tanto successo ha riscosso e riscuote ancora nel pubblico. Si può essere portati a concludere perciò, prima di decidere di affrontare la visione di questa Serie TV, che si tratta di una storia compassata, a sfondo psicologico, alquanto complicata e forse anche introversa, carente insomma di azione e di colpi di scena, quanto semmai di lunghe dissertazioni politiche, sociologiche e comportamentali, riguardo ad esempio agli effetti che l’uso prolungato di una differente identità in paesi lontani può provocare negli infiltrati quando poi devono tornare alla vita normale.

Uno scenario tipico, se vogliamo, di un certo stile europeo e francese in particolare in questo caso, basato essenzialmente sui dialoghi e magari costellato di situazioni non esenti da spunti grotteschi. Beh, così non è, seppure tutti questi elementi mescolati fra loro non mancano comunque e l’aspetto psicologico, politico e comportamentale riveste un ruolo fondamentale. Fra l’altro, si parla di Siria, della figura di Assad, dell’ISIS, degli equilibri fra alcune delle potenze mondiali in Medio Oriente: temi quanto mai attuali, come purtroppo ben sappiamo.

Le Bureau‘, che in francese significa genericamente ‘Ufficio‘, è la sede della DGSE, un acronimo che sta per ‘Direction Générale de la Sécurité Extérieure‘, alle dirette dipendenze del Ministero della Difesa francese. Le sue finalità, Wikipedia le riassume così: ‘…responsabile di esplorare e sfruttare le informazioni riguardanti la sicurezza della Francia, e di rilevare e impedire al di fuori del territorio nazionale, le attività di spionaggio dirette contro gli interessi francesi, al fine di prevenire le conseguenze…‘…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’ Continua a leggere…