Libro, Film e Serie TV: ‘Picnic A Hanging Rock’

PICNIC A HANGING ROCK (Libro)

Di Joan Lindsay

Anno Edizione 1967

Pagine 296

Costo € 10,20

Ed. Sellerio Editore Palermo (collana ‘La Memoria’)

Traduttrice: Maria Vittoria Malvano

 PICNIC AD HANGING ROCK (Film)

Titolo Originale: Picnic At Hanging Rock

 Nazione: Australia

Anno:  1975

Genere: Drammatico, Giallo

Durata: 115’ Regia: Peter Weir

Cast: Rachel Roberts (Mrs. Appleyard), Vivean Gray (Miss McCraw), Helen Morse (Mlle. de Poitiers), Kirsty Child (Miss Lumley), Anne Louise Lambert (Miranda), Karen Robson (Irma), Jane Vallis (Marion), Margaret Nelson (Sara), Christine Schuler (Edith Horton), Dominic Guard (Michael Fitzhubert), John Jarrett (Albert Crundall), Frank Gunnell (Mr. Whitehead), Jacki Weaver (Minnie), Tony Llewellyn-Jones (Tom), Olga Dickie (Mrs. Fitzhubert), Peter Collingwood (Colonello Fitzhubert), Ingrid Mason (Rosamund), Martin Vaughan (Ben Hussey)

  PICNIC A HANGING ROCK (Serie TV)

Titolo Originale: Picnic At Hanging Rock

 Nazione: Australia

Anno:  2018

Genere: Drammatico, Giallo

Durata: 360’ in 6 puntate

Regia: Michael Rymer, Larysa Kondracki, Amanda Brotchie

Cast: Natalie Dormer (Hester Appleyard), Lily Sullivan (Miranda Reid), Samara Weaving (Irma Leopold), Madeleine Madden (Marion Quade), Inez Currò (Sara Waybourne), Ruby Rees (Edith Horton), Lola Bessis (Dianne de Poitiers), Harrison Gilbertson (Michael Fitzhubert), James Hoare (Albert Crundall), Yael Stone (Dora Lumley), Mark Coles Smith (Tom), Jonny Pasvolsky (Sergente Bumpher), Anna McGahan (Miss Greta McCraw), Don Hany (Dott. Mackenzie), Nicholas Hope (Colonnello Fitzhubert), John Flaus (Sig. Whitehead), Emily Gruhl (Minnie), Mayah Fredes (Rosamund Swift), Philip Quast (Arthur Appleyard), Marcus Graham (Tomasetti), Kate Box (Signora Bumpher), Roslyn Gentle (Signora Fitzhubert)

TRAMA: Il 14 febbraio dell’anno 1900 in Australia, giorno di San Valentino si festeggia anche nell’esclusivo collegio Appleyard. Nonostante sia composto di sole studentesse, esse si scambiano ugualmente biglietti e piccoli regali per simpatia, amicizia o infatuazione. Nel pomeriggio è prevista una gita presso la celebre collina di Hanging Rock, una formazione rocciosa che si erge maestosa dalla pianura intorno, posta ad una settantina di chilometri da Melbourne. La severissima direttrice del collegio, dalla quale lo stesso prende il nome, ha affidato le allieve alle cure del cocchiere Ben Hussey ed alle insegnanti ed educatrici Dianne de Poitiers e Miss Greta McCraw, con la raccomandazione di tornare al collegio entro le ore venti. Nel gruppo, composto da una ventina di ragazze di diversa età, le più grandi sono un punto di riferimento ed oggetto di ammirazione ma anche d’invidia, in certe occasioni, per le più giovani. Le più in vista sono Miranda Reid, dalla spiccata personalità ribelle, cui si è particolarmente affezionata la giovanissima Sara Waybourne, un’orfana adottata da un benestante tutore che però spesso è in viaggio per lavoro; Irma Leopold, forse la più bella del collegio ed erede della ricchissima casata dei Rothschild; e Marion Quade, completa il terzetto, con la quale le altre due hanno raggiunto nel frattempo una solida intesa. Arrivata la carovana a Hanging Rock, alla cui base c’è una fitta vegetazione ed un laghetto sulle cui sponde si soggiorna piacevolmente, la giornata si svolge in un’atmosfera rilassata, sinché Miranda, Irma e Marion chiedono il permesso di fare una breve escursione, cui chiede di unirsi, seppure non richiesta, la giovane Edith Horton. Mademoiselle Dianne vorrebbe trattenerle, rispettando gli ordini di Madame Appleyard, ma infine acconsente. Le quattro ragazze si avviano con la promessa di tornare in breve tempo e durante il percorso si ritrovano ad essere osservate da lontano dal giovane nobile inglese Michael Fitzhubert e Albert, lo stalliere di suo zio che lo accompagna. Michael è affascinato dalla loro grazia e stupito di vederle sole in quel posto, per cui segue le ragazze per un breve tratto, sinché le vede sparire fra le rocce. Giunte su un pianoro le quattro giovani sono stanche ed assalite da un sonno irresistibile. Quando si svegliano, come se seguissero un richiamo irresistibile, Miranda, Irma e Marion riprendono la marcia in salita fra le rocce, lasciando Edith sola. La quale, travolta dalla paura, torna indietro precipitosamente sino all’accampamento delle altre compagne, urlando a squarciagola e spaventandole a loro volta. Ben Hussey infatti aveva già da tempo preparato la carrozza per tornare al collegio e Mademoiselle Dianne preoccupata per il protrarsi dell’assenza delle tre ragazze, non sapeva più che fare, anche perché Miss Greta McCraw, prima ancora che tornasse Edith, aveva deciso di andare incontro alle altre assenti, ma quando oramai è imminente l’imbrunire, non è più tornata a sua volta. Il ritorno al collegio Appleyard avviene in un clima di confusione e stordimento, quando oramai è buio pesto. Le ricerche da parte della polizia e volontari fra la popolazione civile iniziano immediatamente la mattina dopo e proseguono nei giorni a venire, senza però trovare traccia delle ragazze e dell’insegnante scomparsa. Neppure Edith può essere d’aiuto perché, forse a causa dello choc, non ricorda nulla. L’unico che non demorde è Michael, il quale decide autonomamente di tornare a Hanging Rock accompagnato da Albert, ma dopo una giornata infruttuosa a cercare le studentesse, decide di dormire sul posto per continuare il mattino seguente, nonostante Albert cerchi di farlo desistere e tornando indietro deve giustificare con una scusa l’assenza di Michael a suo zio. All’alba Albert torna e sale ancora verso Hanging Rock dove trova Michael semi incosciente, ma ancora in grado almeno di fargli intendere che deve risalire le rocce, dove infatti Albert trova Irma, giacente a terra, ma ancora miracolosamente viva. Nei giorni seguenti però anche lei sostiene di non ricordare nulla e quindi di non poter dare informazioni utili per trovare le altre due compagne e l’insegnante che risultano ancora irreperibili. Il mistero è perciò ancora lontano dalla sua soluzione e molto altro deve ancora accadere prima della conclusione.

VALUTAZIONE: mettere a confronto un romanzo scritto nel 1967, con la sua trasposizione cinematografica del 1975, divenuta un classico nel suo genere e quindi con la riproposizione della stessa storia in una serie TV realizzata nell’anno corrente, è una bella sfida. Palese è infatti la differenza di stile, non solo dipendente dagli anni trascorsi, ma anche da numerosi aggiustamenti che gli autori, specie nella serie TV, hanno apportato alla trama rispetto alla versione originale, mentre il film di Peter Weir del 1975 è sostanzialmente fedele al romanzo ma ancora più indirizzato su atmosfere enigmatiche. La vicenda al centro della storia è infatti molto particolare, sin dalla suggestiva ambientazione e soprattutto il caso della sparizione di tre studentesse ad Hanging Rock durante un picnic. I personaggi sono ben delineati in tutte e tre le versioni. Il finale, oggetto di molte interpretazioni, è stato in parte chiarito alcuni anni dopo con la pubblicazione di un ultimo capitolo che l’editore aveva deciso di tagliare dall’opera di Joan Lindsay.

Il romanzo non lo avevo ancora letto sinora. Il film di Peter Weir dal quale è tratto, uscito nel 1975, l’avevo invece già visto anni fa ed è stato quello che ha rivelato il regista australiano, divenuto ancora più noto in seguito, grazie ad opere di grande successo e qualità come ‘Witness – Il Testimone‘, ‘L’attimo Fuggente‘ e ‘The Truman Show‘ (clicca sul titolo di ognuno di essi se vuoi leggere la mia recensione, ndr.), giusto per citare forse quelle più note. Sia la storia narrata che lo stile utilizzato dal regista australiano, poetico ed oscuro al tempo stesso nel trasporre l’opera letteraria di Joan Lindsay, hanno fatto in modo che diventasse in breve una sorta di ‘cult‘ fra gli appassionati cinefili. 

La curiosità di leggere il romanzo mi è venuta però soprattutto dopo aver visto la miniserie di sei puntate dedicata a questa stessa storia, realizzata nell’anno corrente da FremantleMedia Australia, a distanza quindi di oltre cinquantanni dall’uscita del libro e quarantatré dal film di Weir. Nel ruolo di Mrs. Hester Appleyard, in quest’ultimo caso è stata scelta Natalie Dormer, già vista nella parte del personaggio di Margaery Tyrell nella famosissima serie TV ‘Il Trono di spade‘, la cui età ed aspetto fisico tracciano già una significativa differenza, sia con il romanzo che con il film precedente, essendo molto più giovane ed avvenente, e con una complessa vicenda personale alle spalle che non esiste nelle altre versioni.

Ovviamente, se ci si trova di fronte a tre opere incentrate sulla stessa storia, è inevitabile che sorga la curiosità di confrontarle ed evidenziarne i pregi, i difetti e le differenze. Se c’è qualcosa comunque che, indipendentemente dalla versione, colpisce particolarmente in questo caso, non è la vicenda, anche se intrigante, della scomparsa di tre studentesse e di una loro insegnante, delle quali solo una poi viene ritrovata viva, nonostante l’impiego d’ingenti forze dell’ordine e volontari che per giorni e giorni le hanno cercate, battendo e risalendo i meandri rocciosi, scoscesi ed inquietanti di Hanging Rock in Australia, un posto che di per sé evoca atmosfere tenebrose e surreali. E’ il finale la parte più curiosa ed anche ambigua, perché non chiarisce quasi nulla, dopo aver lungamente seminato dubbi e congetture, contrariamente a quello che avviene di solito in racconti analoghi nei quali il mistero viene trascinato a lungo ma infine in qualche modo risolto.

Molte interpretazioni sono state date a tal riguardo a suo tempo, sia per il romanzo che per il film dal quale è tratto, a proposito di questa incredibile vicenda: dalla fuga, al rapimento, alla violenza, al suicidio e sono state fatte anche ipotesi di natura trascendentale, ma pare che l’editore abbia voluto eliminare il capitolo finale dell’opera letteraria proprio per lasciare aleggiare questa sensazione di mistero e d’irrisolto che alimentava a suo dire ancor di più la curiosità del lettore.

Sorprendentemente, molto se non tutto si è chiarito, in maniera ancora una volta inconsueta, soltanto ventidue anni dopo la pubblicazione dell’opera, quando la stessa scrittrice Joan Lindsay era già morta da tre anni (e quindi quando il film omonimo era già stato realizzato), in un’appendice postuma intitolata ‘The Secret of Hanging Rock‘. La quale è composta di sole cinquantotto pagine, dodici delle quali costituiscono il diciottesimo capitolo mancante al romanzo. Soltanto alla fine di questo commento però riporterò qualche indicazione al riguardo che ho letto in Internet, giusto per mantenere un po’ di suspense nel lettore, ma anche con l’intenzione di non rendere superfluo quello che le precede e che comunque contiene indicazioni che ritengo sia utile conoscere per avere un quadro più completo dell’opera, evitando al contempo di seguire l’ermetico ed un po’ sadico esempio dell’editore all’uscita del romanzo della Lindsay.

Avendo deciso in questa occasione di andare oltre l’ordinario e di scrivere addirittura un unico commento che mette a confronto tre fonti diverse della stessa storia, risulta evidente innanzitutto che l’ultima versione, quella relativa alla serie TV, è piuttosto liberamente tratta dal romanzo e rispetto anche al film di Peter Weir. Riguardo il personaggio della direttrice del collegio dal quale prende il nome, cioè Appleyard, ad esempio, le sceneggiatrici Beatrix Christian e Alice Addison l’hanno pensato iniziando dalla trattativa d’acquisto fra l’imperscrutabile donna e l’agente che cura la vendita della sede e relativi giardini, il che è una novità rispetto alle precedenti versioni. Anche il personaggio interpretato da Natalie Dormer ha un nome proprio, Hester, che nel romanzo non viene mai menzionato ed oltretutto viene da un passato tenebroso dal quale in qualche modo sta fuggendo, che è un’altra libera interpretazione della serie TV…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

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Serie TV: ‘One Strange Rock – Pianeta Terra’

ONE STRANGE ROCK – PIANETA TERRA

Titolo Originale: One Strange Rock

 Nazione: USA

Anno:  2017

Genere: Documentario

Durata: 10 episodi da 60’ circa cad.

Regia: Autori Vari (Graham Booth, Nat Sharman, Nic Stacey, Nicholas Jordan, Christopher Riley, Alice Jones) con la supervisione di Darren Aronofsky

Commento Parlato: Will Smith

VALUTAZIONE: Un esaltante viaggio lungo in dieci puntate sulla genesi, sviluppo, sconvolgimenti, sopravvivenza, sulla storia insomma dello straordinario pianeta nel quale viviamo, raccontato con simpatia e brillantemente da Will Smith, affiancato dalle testimonianze di otto astronauti americani che hanno effettuato innumerevoli foto e riprese dalla loro particolare e suggrestiva prospettiva, nel corso di numerose missioni spaziali. Immagini mozzafiato con la supervisione del regista premio Oscar Darren Aronofsky contribuiscono a rendere questa serie imperdibile.

Sinora non ho mai commentato un documentario, o per meglio dire, una Serie TV di dieci puntate legate fra loro da un comune denominatore di stampo naturalistico e scientifico, nonostante sia un genere che amo molto. E’ una scelta dovuta alla mancanza di tempo e quindi per non allargare ulteriormente le tematiche di questo sito, già abbastanza numerose e complicate da seguire ed alimentare.

Voglio fare un’eccezione però, perché si tratta di qualcosa di straordinario che merita di essere segnalato, nonostante sinora sia stata messa in onda solo poco più della metà degli episodi previsti. Mo confido sul fatto che i rimanenti siano altrettanto all’altezza.

Si tratta di un’opera alla quale la definizione e il genere ‘documentario’ sta decisamente un po’ stretto, non solo perché alle spalle c’è un regista di grande spessore come Darren Aronofsky, già di per sé una garanzia (‘Il Cigno Nero‘ e ‘The Wrestler‘ per citare un paio di suoi film) ma perché il soggetto attorno al quale è costruita, cioè il pianeta Terra, è osservato ed approfondito da molteplici punti di vista, non solo quello strettamente paesaggistico e scientifico. ‘Vi racconterò la storia del posto più incredibile che esista. Il posto più strano di tutto l’universo. Pieno di roccia liquida, caverne di cristallo e paesaggi alieni. E sapete una cosa? Ci camminate sopra…‘.

A parlare è l’attore Will Smith, sulle immagini di apertura della prima puntata, intitolata ‘Il Respiro della Terra‘, visibile interamente anche nel link qui sopra proposto, così come gli episodi successivi, quasi in contemporanea a Sky che sta trasmettendo settimanalmente una puntata dietro l’altra ed al momento siamo arrivati alla sesta. ‘Otto astronauti con un totale di oltre mille giorni vissuti nello spazio, ci racconteranno come andare lassù li abbia aiutati a comprendere davvero tutto quello che accade quaggiù. Le strane connessioni, i disastri mancati, i colpi di fortuna che hanno creato il nostro incredibile mondo. Il posto più strano di tutto l’universo potrebbe proprio essere questo…‘.

La prima considerazione che pone il noto narratore ripreso in primo piano è quindi legata ad un’azione, se così possiamo definirla, che per abitudine e senza che ciò ci stupisca in alcun modo, spesso diamo per scontata appunto, mentre non la è affatto. Respirare infatti è un meccanismo naturale ed obbligatorio per mantenerci in vita. Lo facciamo senza sosta, lungo tutto l’arco della stessa, dal momento della nascita sino a quando sopraggiunge la morte, senza che il processo continuo di inspirare ed espirare aria ci appaia perlomeno curioso, ma nel caso ci venisse a mancare questa preziosa miscela, costituita per la gran parte da ossigeno ed azoto, non avremmo scampo……(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)  Continua a leggere…

Serie TV: ‘Le Bureau – Sotto Copertura (Prime Tre Stagioni)’

LE BUREAU – SOTTO COPERTURA

Titolo Originale: Le Bureau des Légendes

 Nazione: Francia

Anno:  2017

Genere: Spionaggio, Drammatico

Durata: 30 episodi da 50′ cad. suddivisi in tre Stagioni

Regia: Autori Vari (Hélier Cisterne, Laïla Marrakchi, Eric Rochant, Mathieu Demy, Jean-Marc Moutout, Samuel Collardey, Elie Wajeman)

Cast: Mathieu Kassovitz (Guillaume Debailly), Sara Giraudeau (Marina Loiseau), Jean-Pierre Darroussin (Henri Duflot), Léa Drucker (Dottoressa Balmes), Zineb Triki (Nadia El Mansour), Gilles Cohen (Marc Lauré), Florence Loiret Caille (Marie-Jeanne Duthilleul), Patrick Ligardes (Marcel Gaingouin), Jonathan Zaccaï (Raymond Sisteron), Alexandre Brasseur (Mémé), Michaël Abiteboul (Pépé), Alba Gaïa Bellugi (Prune Debailly), Stéphane Debac (Jérome), Alice Belaïdi (Sabrina Boumaza), Fares Helou (Hachem Al-Khatib), Ziad Bakri (Nadim), Pauline Etienne (Céline Delorme, stagione 2)

TRAMA: Guillaume Debailly, alias Paul Lefebvre, è una spia. Per meglio dire è un infiltrato in Siria della DGSE e sotto copertura veste i panni di un professore di francese. Separato e padre di Prune, una studentessa che rivede al suo ritorno a Parigi dopo sei anni di missione, Guillaume/Paul ha conosciuto a Damasco la bella Nadia el Mansour, insegnante presso l’università ed esperta di storia del suo paese. La loro liaison si è interrotta quando Paul è stato richiamato in patria per assumere l’incarico di vice direttore, riportando ad Henri Duflot. Nonostante Guillaume non avesse taciuto la relazione alla sua referente Marie-Jeanne, ha però evitato di ammettere la profonda intensità del loro rapporto. Nel frattempo ad Algeri l’infiltrato ‘Cyclone’ è stato arrestato dopo essere stato fermato in stato di ubriachezza, perlomeno inconsueto per un musulmano, quando era al volante della sua auto ma poi è misteriosamente sparito dalla locale sede della polizia. Tornato a Parigi e contrariamente alle regole della DGSE, Guillaume non ha riconsegnato con una scusa la carta d’identità di Paul, che egli nasconde e continua ad utilizzare in varie occasioni per sfuggire ad un paio di agenti della stessa DGSE che lo seguono di continuo. La coppia segue gli ordini e la prassi, per verificare se la sua copertura in Medio Oriente è rimasta intatta, ma Guillaume li semina regolarmente con abilità. Il primo incarico che gli è stato assegnato al ritorno è quello di addestrare Marina Loiseau, la quale dovrebbe sostituirlo nell’incarico in Medio Oriente, convincendo ad assumerla il responsabile dell’ente iraniano che si occupa di sismologia per rilevare i siti più sicuri dove installare centrali nucleari. Quest’ultimo infatti ogni anno si reca a Parigi, in un accordo di collaborazione fra le due nazioni, per scegliere un collaboratore francese da inserire nel suo team a Damasco. La crisi ad Algeri, che fa temere ‘Cyclone’ possa essere prestato al doppio gioco, oppure costretto a forza a rivelare il suo ruolo e le informazioni che ha ricevuto nel frattempo, spingono Duflot a coinvolgere nelle indagini Guillaume, per la sua riconosciuta qualità e competenza. Le sommosse che intanto avvengono a Damasco da parte dei ribelli contrari a Beshar el Assad, inducono però Guillaume/Paul a mettere da parte la prudenza e contattare Nadia per scoprire con sorpresa che si trova a sua volta a Parigi, con un falso incarico. In realtà è al seguito di una delegazione governativa che con il beneplacito dei russi sta effettuando in gran segreto trattative con i ribelli. Gli incontri clandestini che seguono fra Paul e Nadia in un hotel, di nascosto dai rispettivi referenti, generano però il sospetto di Duflot, il quale teme che Guillaume sia affetto dalla sindrome dell’infiltrato e quindi non sia ancora uscito completamente dal personaggio Paul che interpretava in Siria. Ma anche le guardie al seguito del nipote di Assad ed adibite alla sicurezza ed alla riservatezza delle trattative in corso, temono che Nadia sia caduta in una trappola dei servizi segreti francesi attraverso la figura di Paul. D’altronde sia quest’ultimo che Nadia non conoscono ancora i loro rispettivi e reali ruoli. Le guardie del corpo siriane iniziano quindi a seguire Paul per smascherarne gli obiettivi. In alcune sequenze che si sovrappongono, Guillaume/Paul appare però sotto interrogatorio di una macchina della verità, gestita dalla CIA ed alla presenza di un’altra figura inaspettata, come se ciò che è accaduto sinora sia solo parte di un racconto di sintesi e la verità sia molto più complessa, multiforme ed inquietante. Nel frattempo, seguendo una prassi piuttosto cruda ma efficace, sia il referente di ‘Cyclone’ ad Algeri, che Marina a Parigi, vengono sottoposti dalla DGSE ed a loro insaputa, ad improvvisi e finti rapimenti, con conseguenti interrogatori intimidatori, per saggiarne la resistenza nel caso dovessero essere arrestati dal controspionaggio dei paesi nei quali operano o dovranno a breve infiltrarsi. Gli sviluppi di tutto il complicato quadro operativo è denso di colpi di scena e per molti aspetti sorprendente.

VALUTAZIONE: di produzione francese, è una serie TV coinvolgente ed intrigante. Lo spettatore viene calato nel misterioso e complesso mondo dei servizi segreti, senza però spettacolarizzazioni alla 007 e neppure scene particolarmente cruente, in un contesto intessuto però d’intrighi e sospetti. Con base in Francia, le vicende si spostano di volta in volta in paesi ad altro rischio come Siria, Giordania, Iran e Algeria. Il coinvolgimento dell’ISIS e dello spionaggio e controspionaggio di nazioni che sono persino alleate fra loro, completano il quadro operativo. I retroscena che riguardano le implicazioni politiche a volte risultano un po’ tortuosi. A rompere le rigide regole sono i sentimenti, nonostante la natura dei personaggi è inevitabilmente soggetta ad ambiguità. Ogni errore, anche il più banale, può però diventare fatale.   

Raccontare anche solo una sintesi dei trenta episodi suddivisi in tre stagioni, trasmesse su Sky, l’ultima delle quali si è appena conclusa, è una missione praticamente impossibile, fosse pure per sommi capi, appunto. La trama che ho riportato qui sopra non copre neanche per intero la prima stagione ma fornisce, spero, un’idea del quadro narrativo che è assolutamente originale ed intrigante, denso di sviluppi ed implicazioni di varia natura, in un contesto narrativo caratterizzato da una notevole tensione e colpi di scena. Nonostante ciò, l’azione vera e propria non è l’elemento peculiare di questa Serie TV francese.

Il malinteso nel quale si può più facilmente incorrere infatti, prima di addentrarsi nei meandri, anche tortuosi a volte a dirla tutta, delle vicende che vedono coinvolti più nazioni al tempo stesso, è quello di assimilare il termine di ‘infiltrato‘ a quello di ‘agente segreto‘. Una figura quest’ultima esaltata, tanto per citare un nome, dallo scrittore Andrew Fleming con il suo James Bond, il noto agente 007, immortalato al cinema da numerosi film che le TV ripropongono a ciclo continuo, con canali addirittura dedicati ed interpreti come Sean Connery, Roger Moore ed altri, sino all’ultimo in ordine di tempo, cioè Daniel Craig.

Sarà forse lo stile compassato che è tipico del cinema europeo e nello specifico anche di questa fiction d’oltralpe, decisamente più riflessivo a confronto di analoghe produzioni di origine statunitense, ma la narrazione è volta a tutt’altro versante rispetto al rituale abituale del genere di appartenenza. Ciò però non la rende né lenta, né ripetitiva, anche se spesso la scena si svolge dentro gli uffici, attrezzatissimi ovviamente dal punto di vista tecnologico, della DGSE.

Per comprendere al meglio il contesto comunque, bisogna chiarire il ruolo dell’infiltrato. Guillaume (il suo vero nome) o Paul (quello da infiltrato appunto) lo spiega molto bene nell’inedito ruolo di ‘coach’ di Marina Loiseau, prossima a infiltrarsi in Iran, quando le fissa un appuntamento conoscitivo in un ristorante e la sottopone ad un test immediato, che lei supera comunque brillantemente in pochi minuti. Si trattava di ottenere in meno di quindici minuti le informazioni personali dettagliate di un paio di casuali clienti in piedi davanti al bancone del bar, inventandosi una scusa qualsiasi. Al suo ritorno al tavolo, orgogliosa del risultato ottenuto, Guillaume le fa notare però l’errore di base nel quale è incappata e che non deve invece assolutamente ripetere (‘…deve imparare a mantenere una certa distanza con le persone: né lontana per conoscere più cose possibili, né vicina per non influenzare l’obiettivo. La nostra missione è quella di conoscere gli altri senza farsi notare. Non siamo agenti ma infiltrati. Noi non ricordiamo, descriviamo…’). 

Bisogna assumere perciò, che il loro mestiere richiede toni esattamente opposti al protagonismo ed alla spettacolarizzazione. Quelli invece che sono specifici del cinema per il genere di appartenenza ed il profilo dell’agente segreto, che tanto successo ha riscosso e riscuote ancora nel pubblico. Si può essere portati a concludere perciò, prima di decidere di affrontare la visione di questa Serie TV, che si tratta di una storia compassata, a sfondo psicologico, alquanto complicata e forse anche introversa, carente insomma di azione e di colpi di scena, quanto semmai di lunghe dissertazioni politiche, sociologiche e comportamentali, riguardo ad esempio agli effetti che l’uso prolungato di una differente identità in paesi lontani può provocare negli infiltrati quando poi devono tornare alla vita normale.

Uno scenario tipico, se vogliamo, di un certo stile europeo e francese in particolare in questo caso, basato essenzialmente sui dialoghi e magari costellato di situazioni non esenti da spunti grotteschi. Beh, così non è, seppure tutti questi elementi mescolati fra loro non mancano comunque e l’aspetto psicologico, politico e comportamentale riveste un ruolo fondamentale. Fra l’altro, si parla di Siria, della figura di Assad, dell’ISIS, degli equilibri fra alcune delle potenze mondiali in Medio Oriente: temi quanto mai attuali, come purtroppo ben sappiamo.

Le Bureau‘, che in francese significa genericamente ‘Ufficio‘, è la sede della DGSE, un acronimo che sta per ‘Direction Générale de la Sécurité Extérieure‘, alle dirette dipendenze del Ministero della Difesa francese. Le sue finalità, Wikipedia le riassume così: ‘…responsabile di esplorare e sfruttare le informazioni riguardanti la sicurezza della Francia, e di rilevare e impedire al di fuori del territorio nazionale, le attività di spionaggio dirette contro gli interessi francesi, al fine di prevenire le conseguenze…‘…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’ Continua a leggere…

Serie TV: ‘Babylon Berlin’ – 1^ e 2^ Stagione

BABYLON BERLIN

Titolo Originale: idem

 Nazione: Germania

Anno:  2017

Genere: Drammatico, Giallo, Storico

Ideatori e Registi: Henk Handloegten, Tom Tykwer, Achim von Borries

Durata: 16 episodi di circa 45’ cad. Regia: Autori Vari

Cast: Volker Bruch (Gereon Rath), Liv Lisa Fries (Charlotte Ritter), Peter Kurth (Bruno Wolter), Matthias Brandt (August Benda), Leonie Benesch (Greta), Severija Janušauskaitė (Swetlana), Ivan Shvedoff (Alexej Kardakow), Lars Eidinger (Alfred Nyssen), Anton von Lucke (Stephan Jänicke), Fritzi Haberlandt (Elisabeth Behnke)

TRAMA: Gereon Rath è un commissario della Buoncostume di Colonia in missione a Berlino per rintracciare e distruggere una pellicola pornografica che compromette il borgomastro della sua città, amico di famiglia. Da quando è stata costituita la Repubblica di Weimar, Berlino è una Babilonia, appunto, di artisti, di attivisti politici, di libertà d’ogni genere, anche di natura sessuale, di scontri sociali, di locali notturni sfavillanti di luci e suoni, di vicoli rischiosi e bui, di pochi, molto ricchi e di tanti, molto poveri. Insomma, un coacervo di contraddizioni stridenti. Rath è rimasto traumatizzato al fronte durante la Prima Guerra Mondiale; si è salvato per un pelo senza prestare soccorso a suo fratello ferito sul campo, che non è più tornato. Da allora, per superare un tremore epilettico che lo attanaglia nei momenti di tensione, assume un potente calmante, probabilmente una droga che porta sempre con  alla bisogna. Il rebus della pellicola comunque si rivela molto più complesso di quello che poteva supporre, anche se riesce a risolverlo, perché dietro quel ricatto pare si nascondano interessi molto più grandi. Rath infatti si trova ben presto in mezzo a complessi e pericolosi schieramenti contrapposti che coinvolgono, fra le altre, istituzioni a difesa dello stato ed altre deviate; generali che operano autonomamente per la rinascita della grande Germania uscita distrutta dalla Prima Guerra Mondiale; un misterioso treno che vede trotzkisti e stalinisti in lotta fra loro e che interessa particolarmente agli stessi vertici militari tedeschi, e persino strane figure che operano in campo medico. Molti di questi ambigui personaggi gravitano al Moka Efti, un locale notturno dove, fra fiumi di champagne, musiche e balli sfrenati, sesso a pagamento, si prostituisce anche Charlotte, una giovane spigliata ed ambiziosa che con i guadagni in quell’ambiente lussuoso e decadente ci mantiene la numerosa famiglia a casa. Di certo il contrasto è acuto fra l’opulenza e l’ostentazione di quel locale ed altri simili con la tristezza e miseria dell’appartamento dove ritorna spesso solo all’alba e che condivide con alcuni parenti parassiti. A Charlotte però interessa solo proteggere Toni, la sorella minore, ancora una bambina, per quanto sveglia, ma già oggetto delle scabrose attenzioni del cognato, peraltro un fannullone. Una situazione d’indigenza comunque che è comune a tante altre famiglie nella Berlino nel 1929. Charlotte in realtà ha una naturale predisposizione all’investigazione e sogna di essere la prima donna ad entrare nella sezione omicidi della polizia. Riesce quindi a farsi assumere in quella sede per un temporaneo lavoro di archiviazione, in combinazione con quello più sicuro e remunerativo nel locale notturno e dopo aver conosciuto Rath in circostanze particolari, si offre di aiutarlo nelle indagini che vanno ben oltre la pellicola, nonostante lui inizialmente non la prenda sul serio. La curiosa ed intraprendente Charlotte vuole però dimostrare a tutti i costi di valere quel ruolo. Un percorso lungo e pieno d’insidie nel corso del quale comunque Rath deve fare i conti con il suo passato.      

VALUTAZIONE: una delle più eleganti ed intriganti Serie TV, di grande impegno economico ma di altrettanto e sicuro impatto visivo ed emotivo, che trasporta lo spettatore in una sorta di fantasmagorico viaggio a Berlino al tempo della Repubblica di Weimar, dentro la quale convivono lusso, miseria, trasgressione, speranze e contrasti sociali e politici, per i quali non è difficile cogliere inquietanti analogie con la realtà di oggi

‘Babylon Berlin’ è una Serie TV costata quasi 40 milioni di euro,  è in assoluto la produzione più onerosa mai prodotta in Germania ed ha richiesto 180 giorni di lavorazione, 300 location, 5000 comparse e 8000 mq. di set a Babelberg.

Babylon Berlin 10Bisogna ammettere che sono stati soldi spesi egregiamente, specie nella ricostruzione in studio, quasi maniacale (se non son bravi i tedeschi in queste cose…), della celebre Aleksanderplatz ed altri luoghi storici della città, come il ristorante-club Moka Efti, così come gli arredi, i costumi e l‘oggettistica in generale del periodo intorno al 1929, anno nel quale è ambientata questa produzione. 

Babylon Berlin 02La storia è tratta dal romanzo ‘Der Nasse Fisch‘ (‘Il Pesce Bagnato‘) dello scrittore tedesco Volker Kutscher e parte dalle indagini sul ricatto di un importante personaggio politico di Colonia e poi si allarga in una serie di eventi, sia in sviluppo parallelo che in conseguenza gli uni degli altri. Il tutto avviene durante la breve stagione della Repubblica di Weimar, durata soltanto tredici anni, cioè sino all’avvento della dittatura di Hitler, la quale repubblica prese il nome dal luogo nel quale venne redatta la Costituzione.

Babylon Berlin 01E’ indispensabile contestualizzare gli eventi al loro periodo storico ed alla città nella quale avvengono, per comprenderne appieno le implicazioni e le diramazioni, i cui contenuti vanno quindi ben oltre una banale e semplice ‘crime-story‘, seppure anche da questo punto di vista ‘Babylon Berlin‘ funziona eccome. Una Serie TV semmai più eccentrica e curiosa di tante altre.

Babylon Berlin 33La legge ‘Groß-Berlin‘, così come la Repubblica di Weimar, nacquero nel 1920 dalle ceneri della Germania uscita distrutta, non solo economicamente, dalla Grande Guerra. La prima fu redatta in base alla ricostruzione delle infrastrutture rimaste gravemente danneggiate. Alla città di origine vennero infatti aggiunte altre località limitrofe, suddivise poi in venti distretti, che portarono la Grande Berlino ad avere una popolazione di 3,8 milioni. Una delle prime cinque città più popolose del mondo nel 1920. La Repubblica invece voleva rappresentare il tentativo di smarcarsi dalla rovinosa monarchia del Kaiser Guglielmo II, per creare una democrazia parlamentare. La più evoluta forse del tempo che includeva, fra l’altro, il voto alle donne, l’elezione diretta del presidente e la responsabilità del governo di fronte al parlamento.   

Babylon Berlin 17Nel 1929 a Berlino, divenuta quindi nel frattempo una metropoli, convivevano grandi fermenti sociali ed artistici, insolite libertà dei costumi rispetto ad altre città d’Europa, eccessi smodati di lusso ma anche di miseria e malcontento, in un persistente clima d’incertezza politica e governativa e stridenti contraddizioni sociali. Nei locali notturni scorrevano fiumi di champagne; le danze erano sfrenate; le ballerine seminude; i travestiti che si esibivano sul palcoscenico non facevano scandalo ed anzi in alcuni casi erano persino osannati; il cibo in quei luoghi di puro e solo divertimento era di prima qualità, così come il sesso, venduto nel piano sotterraneo del Moka Efti, costituiva un’altra voce del business gestito da un elegante ma anche pericoloso personaggio di origine russa legato alla criminalità organizzata…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Serie TV: Il Trono Di Spade – prime cinque Stagioni

IL TRONO DI SPADE

Serie TV - Il Trono di SpadeTitolo Originale: Game of Thrones

 Nazione: USA

Anno:  2011-2016

Genere:  Fantastico, Drammatico, Storico, Avventure

Durata: 50’ ad episodio

Regia: Tim Van Patten, Brian Kirk, Daniel Minahan, Alan Taylor, Alik Sakharov, David Petrarca, David Nutter, Neil Marshall, David Benioff, Alex Graves, Michelle McLaren, D.B.Weiss, Michael Slovis, Mark Mylod, Jeremy Podeswa, Miguel Sapochnik, Daniel Sackheim, Jack Bender

Cast:  Peter Dinklage (Tyron Lannister), Lena Headley (Cersei Lannister), Emilia Clarke (Daenerys Targaryen), Kit Harington (Jon Snow), Iain Glen (Jorah Mormont), Maisie Williams (Arya Stark), Sophie Turner (Sansa Stark), Nikolaj Coster-Waldau (Jaime Lannister), John Bradley (Samwell Tarly), Alfie Allen (Theon Greyjoy), Charles Dance (Tywin Lannister), Aidan Gillen (Petyr Baelish), Conleth Hill (Varys), Michelle Fairley (Catelyn Stark), Sean Bein (Eddard Stark), Mark Addy (Robert Baratheon), Ian McElhinney (Barristan Selmy), Jack Gleeson (Joffrey Baratheon), Gwendoline Christie (Brienne di Tarth), Julian Glover (Grand Maester Pycelle), Rory McCann (Sandor Clegane), Jerome Flynn (Bronn), Stephen Dillane (Stannis Baratheon), Kristian Nairn (Odor), Isaac Hempstead-Wright (Bran Stark), Liam Cunningham (Ser Davos Seaworth), Nathalie Emmanuel (Missandei), Richard Madden (Robb Stark), Oona Chaplin (Talisa Maegyr), Ben Crompton (Eddison Tollett), Natalie Dormer (Margaery Tyrell), Flinn Jones (Loras Tyrell), Sibel Kekilli (Shae), Daniel Portman (Podrick Payne), Carice van Houten (Melisandre), Mark Stanley (Grenn), Michael McElhaton (Lord Roose Bolton), Rose Leslie (Ygritte), Hannah Murray (Gilly), Harry Lloyd (Viserys Targaryen), Kristofer Hivju (Tormund Giantbane), Joseph Dempsie (Gendry), Jacob Anderson (Grey Worm), Iwan Rheon (Ramsay Snow), Ian Beattle (Meryn Trant), Natalia Tena (Osha), Donald Sumpter (Maester Luwin), Esmé Bianco (Ros), Tom Wlaschiha (Jaqen H’ghar), Art Parkinson (Rickon Stark), Owen Teale (Alliser Thorne), Ron Donache (Rodrk Cassel), Eugene Simon (Lancel Lannister), Amrita Acharia (Irri) 

TRAMA: In epoca medievale alcune immaginarie dinastie sono in lotta per la conquista del trono dei Sette Regni. Stark, Lannister, Baratheon, Targaryen e Tyrell sono i nomi  delle principali casate che se lo contendono, cui s’affiancano ad una o all’altra, secondo interessi ed opportunità, alcuni alleati minori. Il trono dei Sette Regni è ad Approdo del Re nel continente occidentale di Westeros, contrapposto al continente orientale di Essos, dal quale risale la dinastia dei Targaryen, il cui sovrano è stato infine definito pazzo, dopo un lungo periodo di dominio ed è stato ucciso dai Baratheon, alleati dei Lannister da quando il nuovo re Robert ha sposato Cersei, figlia di Tywin Lannister. Gli Stark regnano più a nord in una roccaforte che si chiama Grande Inverno ed i Tyrell invece controllano la zona sud di Westeros dal castello di Alto Giardino. A nord di Grande Inverno c’è la Barriera che divide il continente controllato dai popoli liberi dell’Eterno Inverno, i Bruti, ma la più grande minaccia proviene, ancora più a nord, dagli Estranei, esseri con poteri sovrannaturali che sembrano provenire dall’oltretomba. Gli unici due figli rimasti dei Targaryen, Viserys e Daenerys, si sono rifugiati a Essos. Viserys, per poter sperare di riprendersi il trono si è alleato con i Dothraki, un popolo di guerrieri selvaggi, costringendo la sorella Daenerys a sposare il loro capo, Khal Drogo. Re Robert Baratheon si reca a Grande Inverno per incontrare Eddard Stark e nominarlo Primo Cavaliere, poco prima di morire infilzato da un cinghiale durante una banale battuta di caccia. Gli subentra il giovanissimo Joffrey, nato però da una relazione segreta ed incestuosa fra Cersei Lannister, moglie di Robert ed il fratello Jaime. Il loro terzo fratello Tyron è un nano dedito alla bella vita ma dall’acutissima perspicacia politica. Per cementare l’alleanza fra Stark e Lannister, Eddard offre in sposa la figlia Sansa, ma Joffrey si rivela ben presto un re sadico e privo di scrupoli, che la stessa madre Cersei non riesce più a controllare. Accortasi però che Eddard ha scoperto il suo inconfessabile segreto, agisce perché sia accusato di tradimento e lo stesso Jeffrey lo fa decapitare davanti agli occhi inorriditi della figlia. Da Grande Inverno si muove quindi il giovane Robb Stark per vendicare il padre con il suo esercito. Daenerys dopo un inizio difficile con il selvaggio Khal Drogo, è riuscita a conquistarlo e ricondurlo a più buone maniere nei suoi confronti, ottenendo anche il rispetto del suo popolo. Viserys, sentendosi escluso, reclama il potere che gli era stato promesso, ma la sua arroganza viene punita da Khal Drogo con la morte, sotto gli occhi indifferenti della sorella. Una ferita infetta provoca in seguito anche la morte di quest’ultimo, così che Daenerys, supportata da alcuni fedelissimi, assume la guida  di quello che oramai è il suo popolo, complice anche il miracolo di essere uscita indenne dal rogo, nel quale è stato immolato il cadavere di Drogo, assieme a tre piccoli draghi nati dalle uova ricevute in dono il giorno del matrimonio, i quali la considerano quindi la loro madre. Daenerys si prodiga allora per organizzare un grande esercito, bandendo la schiavitù dalle città che incontra lungo il suo cammino evitando inutili spargimenti di sangue, al fine di tornare a Westeros e conquistare il trono dei Sette Regni. È solo l’inizio di una saga che riserva sorprese e capovolgimenti di fronte praticamente nel corso di ogni puntata.

VALUTAZIONE: forse la serie TV di maggiore successo, giunta oramai alla sesta stagione. Intrighi, alleanze e tradimenti, epici scenari e mirabolanti effetti speciali, ma soprattutto una galleria d’intriganti personaggi i cui volti non erano particolarmente noti in precedenza al grande pubblico. I colpi di scena sono continui ed ogni volta che un personaggio sembra ergersi a protagonista, poco dopo viene sostituito da un altro. Difficile non perdersi dietro la miriade di figure e situazioni di questa storia a mezza via fra fantasia e realtà, che mostra un ampio ventaglio dei vizi privati e pubbliche virtù dei quali è capace la natura umana, immutabile nei secoli, sia nel bene che nel male.                                                                                                                                                                      

Le serie TV non si possono più definire un fenomeno transitorio. Il livello qualitativo ed il gradimento da parte del pubblico sono cresciuti enormemente nel frattempo e le differenze con il cinema, non solo a livello d’investimenti economici, ma anche di mezzi tecnici a disposizione e di pubblicità sui media si sono praticamente azzerate. ‘Il Trono di Spade’, adattamento televisivo della saga creata e pubblicata dallo scrittore americano George R. R. Martin nota come ‘Cronache del ghiaccio e del fuoco’, ne è forse l’esempio più lampante, già a partire dai numeri e dalle curiosità ad essi legate che sono impressionanti.

Il Trono di Spade 04Siamo arrivati alla sesta stagione, già di per sé testimonianza non solo di continuità ma anche di popolarità, ognuna delle quali è costituita da dieci episodi o puntate. Nel frattempo negli USA il nome Arya, relativo al personaggio di una ragazzina piuttosto intraprendente e coraggiosa, peraltro attrice esordiente davanti alla macchina da presa, sembra sia il più diffuso fra le neonate e quello di Khaleesi, nella lingua Dothraki sinonimo di regina, è stato dato a più di centocinquanta bambine. A proposito di questa lingua, composta da circa duemila parole, che Daenerys Targaryan, la Khaleesi del popolo Dothraki ha dovuto imparare e usare in molte scene, dopo essere stata ceduta senza scrupoli dal fratello Vyseris e andata in sposa al loro capo Khal Drogo, è stata addirittura inventata appositamente per questa Serie TV dalla Language Creation Society ed in particolare dal linguista David Peterson.

Il Trono di Spade 44Nei primi quattro anni di programmazione, ‘il Trono di Spade’ pare si sia aggiudicato oltre sessantacinque premi, fra i quali l’Emmy di Angus Wall per le ricostruzioni 3D dei paesaggi ed ha ricevuto oltre centoventi nomination in manifestazioni varie. Le location dove sono state girate le sequenze più spettacolari, hanno visto un sostanzioso incremento del turismo, generando quindi business su business.

Il Trono di Spade 19Le stesse location spaziano dalla Plaza de Toros de Osuna a Siviglia, alla città di Dubrovnik in Croazia, divenuta Approdo del Re, dove risiede il Trono di Spade ed i contigui giardini sono in realtà quelli dell’Arboreto di Trsteno. Dai suggestivi paesaggi dell’Islanda, in particolare il parco di Thingvellir, patrimonio dell’Unesco, oppure Dimmuborgir (il cui significato è Fortezza Oscura), dove sono presenti molte formazioni laviche dall’aspetto sinistro, per proseguire con il ghiacciaio Vatnajokull, dove sono state girate molte sequenze sulla neve incluse quelle relative Il Trono di Spade 40alla Barriera di ghiaccio, all’Irlanda sede del Ward Castle, utilizzato per Grande Inverno. Da Azure Window a Malta, dove si celebra il matrimonio di Khal Drogo e Daenerys Targaryen, ai giardini dell’Alcazar di Siviglia, teatro dell’altrettanto immaginaria Dorne. Dal ponte romano di Cordoba che conduce, sempre nella finzione, alla città di Volantis nel continente orientale di Essos, sino al Marocco, dove sono ambientate le riprese delle città fantastiche di Yunkai, Pentos, Astapor e Meereen. In realtà sono state usate le città di AIt Ben-Haddou (già nota al cinema grazie a ‘Lawrence d’Arabia’ e ‘Prince of Persia’) ed Essaouira. Il budget stanziato per le riprese della sola prima stagione è ammontato a circa sessanta milioni di dollari. Insomma numeri da colossal, non certamente da modesta serie TV, come sarebbe stata soltanto qualche anno fa.

Il Trono di Spade 41Due episodi storici pare che abbiano ispirato lo scrittore George R.R. Martin a creare i romanzi dai quali è tratta la serie de ‘Il Trono di Spade’. La prima è stata conseguente ad una visita che egli ha fatto al cosiddetto Vallo di Adriano, un’imponente fortificazione che l’imperatore Adriano fece costruire in Britannia nel secondo secolo dopo Cristo per separarla dalla Scozia, allora chiamata Caledonia, dalla quale è nata l’idea della Barriera, eretta a difesa dei Sette Regni dall’assalto del popolo libero dei Bruti ed ancora di più da quello dei misteriosi ed orribili esseri, chiamati Estranei, provenienti dall’oltretomba e dotati di forza sovrannaturale, i quali stanno scendendo da ancora più a nord per distruggere sia Westeros che Essos…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…