Serie TV: ‘One Strange Rock – Pianeta Terra’

ONE STRANGE ROCK – PIANETA TERRA

Titolo Originale: One Strange Rock

 Nazione: USA

Anno:  2017

Genere: Documentario

Durata: 10 episodi da 60’ circa cad.

Regia: Autori Vari (Graham Booth, Nat Sharman, Nic Stacey, Nicholas Jordan, Christopher Riley, Alice Jones) con la supervisione di Darren Aronofsky

Commento Parlato: Will Smith

VALUTAZIONE: Un esaltante viaggio lungo in dieci puntate sulla genesi, sviluppo, sconvolgimenti, sopravvivenza, sulla storia insomma dello straordinario pianeta nel quale viviamo, raccontato con simpatia e brillantemente da Will Smith, affiancato dalle testimonianze di otto astronauti americani che hanno effettuato innumerevoli foto e riprese dalla loro particolare e suggrestiva prospettiva, nel corso di numerose missioni spaziali. Immagini mozzafiato con la supervisione del regista premio Oscar Darren Aronofsky contribuiscono a rendere questa serie imperdibile.

Sinora non ho mai commentato un documentario, o per meglio dire, una Serie TV di dieci puntate legate fra loro da un comune denominatore di stampo naturalistico e scientifico, nonostante sia un genere che amo molto. E’ una scelta dovuta alla mancanza di tempo e quindi per non allargare ulteriormente le tematiche di questo sito, già abbastanza numerose e complicate da seguire ed alimentare.

Voglio fare un’eccezione però, perché si tratta di qualcosa di straordinario che merita di essere segnalato, nonostante sinora sia stata messa in onda solo poco più della metà degli episodi previsti. Mo confido sul fatto che i rimanenti siano altrettanto all’altezza.

Si tratta di un’opera alla quale la definizione e il genere ‘documentario’ sta decisamente un po’ stretto, non solo perché alle spalle c’è un regista di grande spessore come Darren Aronofsky, già di per sé una garanzia (‘Il Cigno Nero‘ e ‘The Wrestler‘ per citare un paio di suoi film) ma perché il soggetto attorno al quale è costruita, cioè il pianeta Terra, è osservato ed approfondito da molteplici punti di vista, non solo quello strettamente paesaggistico e scientifico. ‘Vi racconterò la storia del posto più incredibile che esista. Il posto più strano di tutto l’universo. Pieno di roccia liquida, caverne di cristallo e paesaggi alieni. E sapete una cosa? Ci camminate sopra…‘.

A parlare è l’attore Will Smith, sulle immagini di apertura della prima puntata, intitolata ‘Il Respiro della Terra‘, visibile interamente anche nel link qui sopra proposto, così come gli episodi successivi, quasi in contemporanea a Sky che sta trasmettendo settimanalmente una puntata dietro l’altra ed al momento siamo arrivati alla sesta. ‘Otto astronauti con un totale di oltre mille giorni vissuti nello spazio, ci racconteranno come andare lassù li abbia aiutati a comprendere davvero tutto quello che accade quaggiù. Le strane connessioni, i disastri mancati, i colpi di fortuna che hanno creato il nostro incredibile mondo. Il posto più strano di tutto l’universo potrebbe proprio essere questo…‘.

La prima considerazione che pone il noto narratore ripreso in primo piano è quindi legata ad un’azione, se così possiamo definirla, che per abitudine e senza che ciò ci stupisca in alcun modo, spesso diamo per scontata appunto, mentre non la è affatto. Respirare infatti è un meccanismo naturale ed obbligatorio per mantenerci in vita. Lo facciamo senza sosta, lungo tutto l’arco della stessa, dal momento della nascita sino a quando sopraggiunge la morte, senza che il processo continuo di inspirare ed espirare aria ci appaia perlomeno curioso, ma nel caso ci venisse a mancare questa preziosa miscela, costituita per la gran parte da ossigeno ed azoto, non avremmo scampo……(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)  Continua a leggere…

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Serie TV: ‘Le Bureau – Sotto Copertura (Prime Tre Stagioni)’

LE BUREAU – SOTTO COPERTURA

Titolo Originale: Le Bureau des Légendes

 Nazione: Francia

Anno:  2017

Genere: Spionaggio, Drammatico

Durata: 30 episodi da 50′ cad. suddivisi in tre Stagioni

Regia: Autori Vari (Hélier Cisterne, Laïla Marrakchi, Eric Rochant, Mathieu Demy, Jean-Marc Moutout, Samuel Collardey, Elie Wajeman)

Cast: Mathieu Kassovitz (Guillaume Debailly), Sara Giraudeau (Marina Loiseau), Jean-Pierre Darroussin (Henri Duflot), Léa Drucker (Dottoressa Balmes), Zineb Triki (Nadia El Mansour), Gilles Cohen (Marc Lauré), Florence Loiret Caille (Marie-Jeanne Duthilleul), Patrick Ligardes (Marcel Gaingouin), Jonathan Zaccaï (Raymond Sisteron), Alexandre Brasseur (Mémé), Michaël Abiteboul (Pépé), Alba Gaïa Bellugi (Prune Debailly), Stéphane Debac (Jérome), Alice Belaïdi (Sabrina Boumaza), Fares Helou (Hachem Al-Khatib), Ziad Bakri (Nadim), Pauline Etienne (Céline Delorme, stagione 2)

TRAMA: Guillaume Debailly, alias Paul Lefebvre, è una spia. Per meglio dire è un infiltrato in Siria della DGSE e sotto copertura veste i panni di un professore di francese. Separato e padre di Prune, una studentessa che rivede al suo ritorno a Parigi dopo sei anni di missione, Guillaume/Paul ha conosciuto a Damasco la bella Nadia el Mansour, insegnante presso l’università ed esperta di storia del suo paese. La loro liaison si è interrotta quando Paul è stato richiamato in patria per assumere l’incarico di vice direttore, riportando ad Henri Duflot. Nonostante Guillaume non avesse taciuto la relazione alla sua referente Marie-Jeanne, ha però evitato di ammettere la profonda intensità del loro rapporto. Nel frattempo ad Algeri l’infiltrato ‘Cyclone’ è stato arrestato dopo essere stato fermato in stato di ubriachezza, perlomeno inconsueto per un musulmano, quando era al volante della sua auto ma poi è misteriosamente sparito dalla locale sede della polizia. Tornato a Parigi e contrariamente alle regole della DGSE, Guillaume non ha riconsegnato con una scusa la carta d’identità di Paul, che egli nasconde e continua ad utilizzare in varie occasioni per sfuggire ad un paio di agenti della stessa DGSE che lo seguono di continuo. La coppia segue gli ordini e la prassi, per verificare se la sua copertura in Medio Oriente è rimasta intatta, ma Guillaume li semina regolarmente con abilità. Il primo incarico che gli è stato assegnato al ritorno è quello di addestrare Marina Loiseau, la quale dovrebbe sostituirlo nell’incarico in Medio Oriente, convincendo ad assumerla il responsabile dell’ente iraniano che si occupa di sismologia per rilevare i siti più sicuri dove installare centrali nucleari. Quest’ultimo infatti ogni anno si reca a Parigi, in un accordo di collaborazione fra le due nazioni, per scegliere un collaboratore francese da inserire nel suo team a Damasco. La crisi ad Algeri, che fa temere ‘Cyclone’ possa essere prestato al doppio gioco, oppure costretto a forza a rivelare il suo ruolo e le informazioni che ha ricevuto nel frattempo, spingono Duflot a coinvolgere nelle indagini Guillaume, per la sua riconosciuta qualità e competenza. Le sommosse che intanto avvengono a Damasco da parte dei ribelli contrari a Beshar el Assad, inducono però Guillaume/Paul a mettere da parte la prudenza e contattare Nadia per scoprire con sorpresa che si trova a sua volta a Parigi, con un falso incarico. In realtà è al seguito di una delegazione governativa che con il beneplacito dei russi sta effettuando in gran segreto trattative con i ribelli. Gli incontri clandestini che seguono fra Paul e Nadia in un hotel, di nascosto dai rispettivi referenti, generano però il sospetto di Duflot, il quale teme che Guillaume sia affetto dalla sindrome dell’infiltrato e quindi non sia ancora uscito completamente dal personaggio Paul che interpretava in Siria. Ma anche le guardie al seguito del nipote di Assad ed adibite alla sicurezza ed alla riservatezza delle trattative in corso, temono che Nadia sia caduta in una trappola dei servizi segreti francesi attraverso la figura di Paul. D’altronde sia quest’ultimo che Nadia non conoscono ancora i loro rispettivi e reali ruoli. Le guardie del corpo siriane iniziano quindi a seguire Paul per smascherarne gli obiettivi. In alcune sequenze che si sovrappongono, Guillaume/Paul appare però sotto interrogatorio di una macchina della verità, gestita dalla CIA ed alla presenza di un’altra figura inaspettata, come se ciò che è accaduto sinora sia solo parte di un racconto di sintesi e la verità sia molto più complessa, multiforme ed inquietante. Nel frattempo, seguendo una prassi piuttosto cruda ma efficace, sia il referente di ‘Cyclone’ ad Algeri, che Marina a Parigi, vengono sottoposti dalla DGSE ed a loro insaputa, ad improvvisi e finti rapimenti, con conseguenti interrogatori intimidatori, per saggiarne la resistenza nel caso dovessero essere arrestati dal controspionaggio dei paesi nei quali operano o dovranno a breve infiltrarsi. Gli sviluppi di tutto il complicato quadro operativo è denso di colpi di scena e per molti aspetti sorprendente.

VALUTAZIONE: di produzione francese, è una serie TV coinvolgente ed intrigante. Lo spettatore viene calato nel misterioso e complesso mondo dei servizi segreti, senza però spettacolarizzazioni alla 007 e neppure scene particolarmente cruente, in un contesto intessuto però d’intrighi e sospetti. Con base in Francia, le vicende si spostano di volta in volta in paesi ad altro rischio come Siria, Giordania, Iran e Algeria. Il coinvolgimento dell’ISIS e dello spionaggio e controspionaggio di nazioni che sono persino alleate fra loro, completano il quadro operativo. I retroscena che riguardano le implicazioni politiche a volte risultano un po’ tortuosi. A rompere le rigide regole sono i sentimenti, nonostante la natura dei personaggi è inevitabilmente soggetta ad ambiguità. Ogni errore, anche il più banale, può però diventare fatale.   

Raccontare anche solo una sintesi dei trenta episodi suddivisi in tre stagioni, trasmesse su Sky, l’ultima delle quali si è appena conclusa, è una missione praticamente impossibile, fosse pure per sommi capi, appunto. La trama che ho riportato qui sopra non copre neanche per intero la prima stagione ma fornisce, spero, un’idea del quadro narrativo che è assolutamente originale ed intrigante, denso di sviluppi ed implicazioni di varia natura, in un contesto narrativo caratterizzato da una notevole tensione e colpi di scena. Nonostante ciò, l’azione vera e propria non è l’elemento peculiare di questa Serie TV francese.

Il malinteso nel quale si può più facilmente incorrere infatti, prima di addentrarsi nei meandri, anche tortuosi a volte a dirla tutta, delle vicende che vedono coinvolti più nazioni al tempo stesso, è quello di assimilare il termine di ‘infiltrato‘ a quello di ‘agente segreto‘. Una figura quest’ultima esaltata, tanto per citare un nome, dallo scrittore Andrew Fleming con il suo James Bond, il noto agente 007, immortalato al cinema da numerosi film che le TV ripropongono a ciclo continuo, con canali addirittura dedicati ed interpreti come Sean Connery, Roger Moore ed altri, sino all’ultimo in ordine di tempo, cioè Daniel Craig.

Sarà forse lo stile compassato che è tipico del cinema europeo e nello specifico anche di questa fiction d’oltralpe, decisamente più riflessivo a confronto di analoghe produzioni di origine statunitense, ma la narrazione è volta a tutt’altro versante rispetto al rituale abituale del genere di appartenenza. Ciò però non la rende né lenta, né ripetitiva, anche se spesso la scena si svolge dentro gli uffici, attrezzatissimi ovviamente dal punto di vista tecnologico, della DGSE.

Per comprendere al meglio il contesto comunque, bisogna chiarire il ruolo dell’infiltrato. Guillaume (il suo vero nome) o Paul (quello da infiltrato appunto) lo spiega molto bene nell’inedito ruolo di ‘coach’ di Marina Loiseau, prossima a infiltrarsi in Iran, quando le fissa un appuntamento conoscitivo in un ristorante e la sottopone ad un test immediato, che lei supera comunque brillantemente in pochi minuti. Si trattava di ottenere in meno di quindici minuti le informazioni personali dettagliate di un paio di casuali clienti in piedi davanti al bancone del bar, inventandosi una scusa qualsiasi. Al suo ritorno al tavolo, orgogliosa del risultato ottenuto, Guillaume le fa notare però l’errore di base nel quale è incappata e che non deve invece assolutamente ripetere (‘…deve imparare a mantenere una certa distanza con le persone: né lontana per conoscere più cose possibili, né vicina per non influenzare l’obiettivo. La nostra missione è quella di conoscere gli altri senza farsi notare. Non siamo agenti ma infiltrati. Noi non ricordiamo, descriviamo…’). 

Bisogna assumere perciò, che il loro mestiere richiede toni esattamente opposti al protagonismo ed alla spettacolarizzazione. Quelli invece che sono specifici del cinema per il genere di appartenenza ed il profilo dell’agente segreto, che tanto successo ha riscosso e riscuote ancora nel pubblico. Si può essere portati a concludere perciò, prima di decidere di affrontare la visione di questa Serie TV, che si tratta di una storia compassata, a sfondo psicologico, alquanto complicata e forse anche introversa, carente insomma di azione e di colpi di scena, quanto semmai di lunghe dissertazioni politiche, sociologiche e comportamentali, riguardo ad esempio agli effetti che l’uso prolungato di una differente identità in paesi lontani può provocare negli infiltrati quando poi devono tornare alla vita normale.

Uno scenario tipico, se vogliamo, di un certo stile europeo e francese in particolare in questo caso, basato essenzialmente sui dialoghi e magari costellato di situazioni non esenti da spunti grotteschi. Beh, così non è, seppure tutti questi elementi mescolati fra loro non mancano comunque e l’aspetto psicologico, politico e comportamentale riveste un ruolo fondamentale. Fra l’altro, si parla di Siria, della figura di Assad, dell’ISIS, degli equilibri fra alcune delle potenze mondiali in Medio Oriente: temi quanto mai attuali, come purtroppo ben sappiamo.

Le Bureau‘, che in francese significa genericamente ‘Ufficio‘, è la sede della DGSE, un acronimo che sta per ‘Direction Générale de la Sécurité Extérieure‘, alle dirette dipendenze del Ministero della Difesa francese. Le sue finalità, Wikipedia le riassume così: ‘…responsabile di esplorare e sfruttare le informazioni riguardanti la sicurezza della Francia, e di rilevare e impedire al di fuori del territorio nazionale, le attività di spionaggio dirette contro gli interessi francesi, al fine di prevenire le conseguenze…‘…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’ Continua a leggere…

Serie TV: ‘Babylon Berlin’ – 1^ e 2^ Stagione

BABYLON BERLIN

Titolo Originale: idem

 Nazione: Germania

Anno:  2017

Genere: Drammatico, Giallo, Storico

Ideatori e Registi: Henk Handloegten, Tom Tykwer, Achim von Borries

Durata: 16 episodi di circa 45’ cad. Regia: Autori Vari

Cast: Volker Bruch (Gereon Rath), Liv Lisa Fries (Charlotte Ritter), Peter Kurth (Bruno Wolter), Matthias Brandt (August Benda), Leonie Benesch (Greta), Severija Janušauskaitė (Swetlana), Ivan Shvedoff (Alexej Kardakow), Lars Eidinger (Alfred Nyssen), Anton von Lucke (Stephan Jänicke), Fritzi Haberlandt (Elisabeth Behnke)

TRAMA: Gereon Rath è un commissario della Buoncostume di Colonia in missione a Berlino per rintracciare e distruggere una pellicola pornografica che compromette il borgomastro della sua città, amico di famiglia. Da quando è stata costituita la Repubblica di Weimar, Berlino è una Babilonia, appunto, di artisti, di attivisti politici, di libertà d’ogni genere, anche di natura sessuale, di scontri sociali, di locali notturni sfavillanti di luci e suoni, di vicoli rischiosi e bui, di pochi, molto ricchi e di tanti, molto poveri. Insomma, un coacervo di contraddizioni stridenti. Rath è rimasto traumatizzato al fronte durante la Prima Guerra Mondiale; si è salvato per un pelo senza prestare soccorso a suo fratello ferito sul campo, che non è più tornato. Da allora, per superare un tremore epilettico che lo attanaglia nei momenti di tensione, assume un potente calmante, probabilmente una droga che porta sempre con  alla bisogna. Il rebus della pellicola comunque si rivela molto più complesso di quello che poteva supporre, anche se riesce a risolverlo, perché dietro quel ricatto pare si nascondano interessi molto più grandi. Rath infatti si trova ben presto in mezzo a complessi e pericolosi schieramenti contrapposti che coinvolgono, fra le altre, istituzioni a difesa dello stato ed altre deviate; generali che operano autonomamente per la rinascita della grande Germania uscita distrutta dalla Prima Guerra Mondiale; un misterioso treno che vede trotzkisti e stalinisti in lotta fra loro e che interessa particolarmente agli stessi vertici militari tedeschi, e persino strane figure che operano in campo medico. Molti di questi ambigui personaggi gravitano al Moka Efti, un locale notturno dove, fra fiumi di champagne, musiche e balli sfrenati, sesso a pagamento, si prostituisce anche Charlotte, una giovane spigliata ed ambiziosa che con i guadagni in quell’ambiente lussuoso e decadente ci mantiene la numerosa famiglia a casa. Di certo il contrasto è acuto fra l’opulenza e l’ostentazione di quel locale ed altri simili con la tristezza e miseria dell’appartamento dove ritorna spesso solo all’alba e che condivide con alcuni parenti parassiti. A Charlotte però interessa solo proteggere Toni, la sorella minore, ancora una bambina, per quanto sveglia, ma già oggetto delle scabrose attenzioni del cognato, peraltro un fannullone. Una situazione d’indigenza comunque che è comune a tante altre famiglie nella Berlino nel 1929. Charlotte in realtà ha una naturale predisposizione all’investigazione e sogna di essere la prima donna ad entrare nella sezione omicidi della polizia. Riesce quindi a farsi assumere in quella sede per un temporaneo lavoro di archiviazione, in combinazione con quello più sicuro e remunerativo nel locale notturno e dopo aver conosciuto Rath in circostanze particolari, si offre di aiutarlo nelle indagini che vanno ben oltre la pellicola, nonostante lui inizialmente non la prenda sul serio. La curiosa ed intraprendente Charlotte vuole però dimostrare a tutti i costi di valere quel ruolo. Un percorso lungo e pieno d’insidie nel corso del quale comunque Rath deve fare i conti con il suo passato.      

VALUTAZIONE: una delle più eleganti ed intriganti Serie TV, di grande impegno economico ma di altrettanto e sicuro impatto visivo ed emotivo, che trasporta lo spettatore in una sorta di fantasmagorico viaggio a Berlino al tempo della Repubblica di Weimar, dentro la quale convivono lusso, miseria, trasgressione, speranze e contrasti sociali e politici, per i quali non è difficile cogliere inquietanti analogie con la realtà di oggi

‘Babylon Berlin’ è una Serie TV costata quasi 40 milioni di euro,  è in assoluto la produzione più onerosa mai prodotta in Germania ed ha richiesto 180 giorni di lavorazione, 300 location, 5000 comparse e 8000 mq. di set a Babelberg.

Babylon Berlin 10Bisogna ammettere che sono stati soldi spesi egregiamente, specie nella ricostruzione in studio, quasi maniacale (se non son bravi i tedeschi in queste cose…), della celebre Aleksanderplatz ed altri luoghi storici della città, come il ristorante-club Moka Efti, così come gli arredi, i costumi e l‘oggettistica in generale del periodo intorno al 1929, anno nel quale è ambientata questa produzione. 

Babylon Berlin 02La storia è tratta dal romanzo ‘Der Nasse Fisch‘ (‘Il Pesce Bagnato‘) dello scrittore tedesco Volker Kutscher e parte dalle indagini sul ricatto di un importante personaggio politico di Colonia e poi si allarga in una serie di eventi, sia in sviluppo parallelo che in conseguenza gli uni degli altri. Il tutto avviene durante la breve stagione della Repubblica di Weimar, durata soltanto tredici anni, cioè sino all’avvento della dittatura di Hitler, la quale repubblica prese il nome dal luogo nel quale venne redatta la Costituzione.

Babylon Berlin 01E’ indispensabile contestualizzare gli eventi al loro periodo storico ed alla città nella quale avvengono, per comprenderne appieno le implicazioni e le diramazioni, i cui contenuti vanno quindi ben oltre una banale e semplice ‘crime-story‘, seppure anche da questo punto di vista ‘Babylon Berlin‘ funziona eccome. Una Serie TV semmai più eccentrica e curiosa di tante altre.

Babylon Berlin 33La legge ‘Groß-Berlin‘, così come la Repubblica di Weimar, nacquero nel 1920 dalle ceneri della Germania uscita distrutta, non solo economicamente, dalla Grande Guerra. La prima fu redatta in base alla ricostruzione delle infrastrutture rimaste gravemente danneggiate. Alla città di origine vennero infatti aggiunte altre località limitrofe, suddivise poi in venti distretti, che portarono la Grande Berlino ad avere una popolazione di 3,8 milioni. Una delle prime cinque città più popolose del mondo nel 1920. La Repubblica invece voleva rappresentare il tentativo di smarcarsi dalla rovinosa monarchia del Kaiser Guglielmo II, per creare una democrazia parlamentare. La più evoluta forse del tempo che includeva, fra l’altro, il voto alle donne, l’elezione diretta del presidente e la responsabilità del governo di fronte al parlamento.   

Babylon Berlin 17Nel 1929 a Berlino, divenuta quindi nel frattempo una metropoli, convivevano grandi fermenti sociali ed artistici, insolite libertà dei costumi rispetto ad altre città d’Europa, eccessi smodati di lusso ma anche di miseria e malcontento, in un persistente clima d’incertezza politica e governativa e stridenti contraddizioni sociali. Nei locali notturni scorrevano fiumi di champagne; le danze erano sfrenate; le ballerine seminude; i travestiti che si esibivano sul palcoscenico non facevano scandalo ed anzi in alcuni casi erano persino osannati; il cibo in quei luoghi di puro e solo divertimento era di prima qualità, così come il sesso, venduto nel piano sotterraneo del Moka Efti, costituiva un’altra voce del business gestito da un elegante ma anche pericoloso personaggio di origine russa legato alla criminalità organizzata…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Serie TV: Il Trono Di Spade – prime cinque Stagioni

IL TRONO DI SPADE

Serie TV - Il Trono di SpadeTitolo Originale: Game of Thrones

 Nazione: USA

Anno:  2011-2016

Genere:  Fantastico, Drammatico, Storico, Avventure

Durata: 50’ ad episodio

Regia: Tim Van Patten, Brian Kirk, Daniel Minahan, Alan Taylor, Alik Sakharov, David Petrarca, David Nutter, Neil Marshall, David Benioff, Alex Graves, Michelle McLaren, D.B.Weiss, Michael Slovis, Mark Mylod, Jeremy Podeswa, Miguel Sapochnik, Daniel Sackheim, Jack Bender

Cast:  Peter Dinklage (Tyron Lannister), Lena Headley (Cersei Lannister), Emilia Clarke (Daenerys Targaryen), Kit Harington (Jon Snow), Iain Glen (Jorah Mormont), Maisie Williams (Arya Stark), Sophie Turner (Sansa Stark), Nikolaj Coster-Waldau (Jaime Lannister), John Bradley (Samwell Tarly), Alfie Allen (Theon Greyjoy), Charles Dance (Tywin Lannister), Aidan Gillen (Petyr Baelish), Conleth Hill (Varys), Michelle Fairley (Catelyn Stark), Sean Bein (Eddard Stark), Mark Addy (Robert Baratheon), Ian McElhinney (Barristan Selmy), Jack Gleeson (Joffrey Baratheon), Gwendoline Christie (Brienne di Tarth), Julian Glover (Grand Maester Pycelle), Rory McCann (Sandor Clegane), Jerome Flynn (Bronn), Stephen Dillane (Stannis Baratheon), Kristian Nairn (Odor), Isaac Hempstead-Wright (Bran Stark), Liam Cunningham (Ser Davos Seaworth), Nathalie Emmanuel (Missandei), Richard Madden (Robb Stark), Oona Chaplin (Talisa Maegyr), Ben Crompton (Eddison Tollett), Natalie Dormer (Margaery Tyrell), Flinn Jones (Loras Tyrell), Sibel Kekilli (Shae), Daniel Portman (Podrick Payne), Carice van Houten (Melisandre), Mark Stanley (Grenn), Michael McElhaton (Lord Roose Bolton), Rose Leslie (Ygritte), Hannah Murray (Gilly), Harry Lloyd (Viserys Targaryen), Kristofer Hivju (Tormund Giantbane), Joseph Dempsie (Gendry), Jacob Anderson (Grey Worm), Iwan Rheon (Ramsay Snow), Ian Beattle (Meryn Trant), Natalia Tena (Osha), Donald Sumpter (Maester Luwin), Esmé Bianco (Ros), Tom Wlaschiha (Jaqen H’ghar), Art Parkinson (Rickon Stark), Owen Teale (Alliser Thorne), Ron Donache (Rodrk Cassel), Eugene Simon (Lancel Lannister), Amrita Acharia (Irri) 

TRAMA: In epoca medievale alcune immaginarie dinastie sono in lotta per la conquista del trono dei Sette Regni. Stark, Lannister, Baratheon, Targaryen e Tyrell sono i nomi  delle principali casate che se lo contendono, cui s’affiancano ad una o all’altra, secondo interessi ed opportunità, alcuni alleati minori. Il trono dei Sette Regni è ad Approdo del Re nel continente occidentale di Westeros, contrapposto al continente orientale di Essos, dal quale risale la dinastia dei Targaryen, il cui sovrano è stato infine definito pazzo, dopo un lungo periodo di dominio ed è stato ucciso dai Baratheon, alleati dei Lannister da quando il nuovo re Robert ha sposato Cersei, figlia di Tywin Lannister. Gli Stark regnano più a nord in una roccaforte che si chiama Grande Inverno ed i Tyrell invece controllano la zona sud di Westeros dal castello di Alto Giardino. A nord di Grande Inverno c’è la Barriera che divide il continente controllato dai popoli liberi dell’Eterno Inverno, i Bruti, ma la più grande minaccia proviene, ancora più a nord, dagli Estranei, esseri con poteri sovrannaturali che sembrano provenire dall’oltretomba. Gli unici due figli rimasti dei Targaryen, Viserys e Daenerys, si sono rifugiati a Essos. Viserys, per poter sperare di riprendersi il trono si è alleato con i Dothraki, un popolo di guerrieri selvaggi, costringendo la sorella Daenerys a sposare il loro capo, Khal Drogo. Re Robert Baratheon si reca a Grande Inverno per incontrare Eddard Stark e nominarlo Primo Cavaliere, poco prima di morire infilzato da un cinghiale durante una banale battuta di caccia. Gli subentra il giovanissimo Joffrey, nato però da una relazione segreta ed incestuosa fra Cersei Lannister, moglie di Robert ed il fratello Jaime. Il loro terzo fratello Tyron è un nano dedito alla bella vita ma dall’acutissima perspicacia politica. Per cementare l’alleanza fra Stark e Lannister, Eddard offre in sposa la figlia Sansa, ma Joffrey si rivela ben presto un re sadico e privo di scrupoli, che la stessa madre Cersei non riesce più a controllare. Accortasi però che Eddard ha scoperto il suo inconfessabile segreto, agisce perché sia accusato di tradimento e lo stesso Jeffrey lo fa decapitare davanti agli occhi inorriditi della figlia. Da Grande Inverno si muove quindi il giovane Robb Stark per vendicare il padre con il suo esercito. Daenerys dopo un inizio difficile con il selvaggio Khal Drogo, è riuscita a conquistarlo e ricondurlo a più buone maniere nei suoi confronti, ottenendo anche il rispetto del suo popolo. Viserys, sentendosi escluso, reclama il potere che gli era stato promesso, ma la sua arroganza viene punita da Khal Drogo con la morte, sotto gli occhi indifferenti della sorella. Una ferita infetta provoca in seguito anche la morte di quest’ultimo, così che Daenerys, supportata da alcuni fedelissimi, assume la guida  di quello che oramai è il suo popolo, complice anche il miracolo di essere uscita indenne dal rogo, nel quale è stato immolato il cadavere di Drogo, assieme a tre piccoli draghi nati dalle uova ricevute in dono il giorno del matrimonio, i quali la considerano quindi la loro madre. Daenerys si prodiga allora per organizzare un grande esercito, bandendo la schiavitù dalle città che incontra lungo il suo cammino evitando inutili spargimenti di sangue, al fine di tornare a Westeros e conquistare il trono dei Sette Regni. È solo l’inizio di una saga che riserva sorprese e capovolgimenti di fronte praticamente nel corso di ogni puntata.

VALUTAZIONE: forse la serie TV di maggiore successo, giunta oramai alla sesta stagione. Intrighi, alleanze e tradimenti, epici scenari e mirabolanti effetti speciali, ma soprattutto una galleria d’intriganti personaggi i cui volti non erano particolarmente noti in precedenza al grande pubblico. I colpi di scena sono continui ed ogni volta che un personaggio sembra ergersi a protagonista, poco dopo viene sostituito da un altro. Difficile non perdersi dietro la miriade di figure e situazioni di questa storia a mezza via fra fantasia e realtà, che mostra un ampio ventaglio dei vizi privati e pubbliche virtù dei quali è capace la natura umana, immutabile nei secoli, sia nel bene che nel male.                                                                                                                                                                      

Le serie TV non si possono più definire un fenomeno transitorio. Il livello qualitativo ed il gradimento da parte del pubblico sono cresciuti enormemente nel frattempo e le differenze con il cinema, non solo a livello d’investimenti economici, ma anche di mezzi tecnici a disposizione e di pubblicità sui media si sono praticamente azzerate. ‘Il Trono di Spade’, adattamento televisivo della saga creata e pubblicata dallo scrittore americano George R. R. Martin nota come ‘Cronache del ghiaccio e del fuoco’, ne è forse l’esempio più lampante, già a partire dai numeri e dalle curiosità ad essi legate che sono impressionanti.

Il Trono di Spade 04Siamo arrivati alla sesta stagione, già di per sé testimonianza non solo di continuità ma anche di popolarità, ognuna delle quali è costituita da dieci episodi o puntate. Nel frattempo negli USA il nome Arya, relativo al personaggio di una ragazzina piuttosto intraprendente e coraggiosa, peraltro attrice esordiente davanti alla macchina da presa, sembra sia il più diffuso fra le neonate e quello di Khaleesi, nella lingua Dothraki sinonimo di regina, è stato dato a più di centocinquanta bambine. A proposito di questa lingua, composta da circa duemila parole, che Daenerys Targaryan, la Khaleesi del popolo Dothraki ha dovuto imparare e usare in molte scene, dopo essere stata ceduta senza scrupoli dal fratello Vyseris e andata in sposa al loro capo Khal Drogo, è stata addirittura inventata appositamente per questa Serie TV dalla Language Creation Society ed in particolare dal linguista David Peterson.

Il Trono di Spade 44Nei primi quattro anni di programmazione, ‘il Trono di Spade’ pare si sia aggiudicato oltre sessantacinque premi, fra i quali l’Emmy di Angus Wall per le ricostruzioni 3D dei paesaggi ed ha ricevuto oltre centoventi nomination in manifestazioni varie. Le location dove sono state girate le sequenze più spettacolari, hanno visto un sostanzioso incremento del turismo, generando quindi business su business.

Il Trono di Spade 19Le stesse location spaziano dalla Plaza de Toros de Osuna a Siviglia, alla città di Dubrovnik in Croazia, divenuta Approdo del Re, dove risiede il Trono di Spade ed i contigui giardini sono in realtà quelli dell’Arboreto di Trsteno. Dai suggestivi paesaggi dell’Islanda, in particolare il parco di Thingvellir, patrimonio dell’Unesco, oppure Dimmuborgir (il cui significato è Fortezza Oscura), dove sono presenti molte formazioni laviche dall’aspetto sinistro, per proseguire con il ghiacciaio Vatnajokull, dove sono state girate molte sequenze sulla neve incluse quelle relative Il Trono di Spade 40alla Barriera di ghiaccio, all’Irlanda sede del Ward Castle, utilizzato per Grande Inverno. Da Azure Window a Malta, dove si celebra il matrimonio di Khal Drogo e Daenerys Targaryen, ai giardini dell’Alcazar di Siviglia, teatro dell’altrettanto immaginaria Dorne. Dal ponte romano di Cordoba che conduce, sempre nella finzione, alla città di Volantis nel continente orientale di Essos, sino al Marocco, dove sono ambientate le riprese delle città fantastiche di Yunkai, Pentos, Astapor e Meereen. In realtà sono state usate le città di AIt Ben-Haddou (già nota al cinema grazie a ‘Lawrence d’Arabia’ e ‘Prince of Persia’) ed Essaouira. Il budget stanziato per le riprese della sola prima stagione è ammontato a circa sessanta milioni di dollari. Insomma numeri da colossal, non certamente da modesta serie TV, come sarebbe stata soltanto qualche anno fa.

Il Trono di Spade 41Due episodi storici pare che abbiano ispirato lo scrittore George R.R. Martin a creare i romanzi dai quali è tratta la serie de ‘Il Trono di Spade’. La prima è stata conseguente ad una visita che egli ha fatto al cosiddetto Vallo di Adriano, un’imponente fortificazione che l’imperatore Adriano fece costruire in Britannia nel secondo secolo dopo Cristo per separarla dalla Scozia, allora chiamata Caledonia, dalla quale è nata l’idea della Barriera, eretta a difesa dei Sette Regni dall’assalto del popolo libero dei Bruti ed ancora di più da quello dei misteriosi ed orribili esseri, chiamati Estranei, provenienti dall’oltretomba e dotati di forza sovrannaturale, i quali stanno scendendo da ancora più a nord per distruggere sia Westeros che Essos…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Serie TV: ‘In Treatment – 1^ e 2^ Stagione’

IN TREATMENT

In TreatmentTitolo Originale: idem

 Nazione: Italia

Anno:  2013

Genere:  Drammatico, Giallo

Durata: 25’ ad episodio Regia: Saverio Costanzo

Cast:  Sergio Castellitto (Giovanni Mari), Barbora Bobuľová  (Lea), Adriano Giannini (Pietro), Licia Maglietta (Anna), Kasia Smutniak (Sara), Guido Caprino (Dario), Irene Casagrande (Alice), Maya Sansa (Irene), Michele Placido (Guido), Greta Scarano (Elisa), Valeria Golino (Eleonora), Valeria Bruni Tedeschi (Irene, madre di Alice), Pier Giorgio Bellocchio (Sergio, padre di Alice), Rodolfo Bianchi (Vittorio, padre di Dario), Alba Rohrwacher (figlia di Guido), Isabella Ferrari (Mara) 

TRAMA: Lo psicoterapeuta Giovanni Mari riceve dal lunedì al giovedì nel suo studio i pazienti. Uno di essi è Dario, un carabiniere delle forze speciali infiltrato nella ‘ndrangheta che opera in Germania ed è in terapia perché ha dovuto partecipare attivamente, come prova di fedeltà, ad una esecuzione nel corso della quale sono stati barbaramente uccisi due bambini ed il loro padre, con il quale Dario aveva un rapporto di fiducia ed amicizia. I sensi di colpa ne hanno destabilizzato l’equilibrio psichico. Alice invece è un’adolescente che è stata vittima di un incidente con il motorino. La dinamica dello stesso però ha lasciato spazio a qualche sospetto di tentato suicidio. Il rapporto conflittuale con la madre, l’assenza del padre ed una storia con il suo maestro di danza finita male, sono i temi che la giovane affronta negli incontri con Mari. Il caso di Elisa, una studentessa affetta da un terribile segreto sulla sua salute che riesce a confidare a Giovanni solo scrivendolo su un biglietto, è oltremodo coinvolgente per lo psicoterapeuta, perché la ragazza rifiuta le cure mediche non volendo ammettere a se stessa la gravità del suo stato, che non vuole rivelare per giunta neppure alla madre. Pietro, Lea ed in seguito il loro figlio Mattia, hanno invece deciso per una terapia familiare.  Lea è incinta ma, al contrario di Pietro, non vuole tenere il figlio per non rinunciare alla sua carriera professionale. Mattia è sovrappeso, mammone, apatico e solitario. Il contrario di ciò che vorrebbe che fosse Pietro, che anche per questo è in disaccordo con Lea. Sara è un’anestesista in crisi con il suo fidanzato, ma in realtà vive un transfert erotico nei confronti di Giovanni Mari che tenta di sedurre in tutti i modi. Guido infine è l’amministratore delegato di una società, ma da un po’ di tempo soffre di crisi di panico. La figlia, nei confronti della quale ha sempre avuto un atteggiamento eccessivamente protettivo, se n’è andata in India per smarcarsi dal suo controllo ed ha iniziato da poco una relazione con un’amica. Guido l’ha raggiunta, nel maldestro tentativo di recuperarla, finendo per perdere pure il lavoro e con esso le sue sicurezze. Sara, per ingelosire Giovanni non esita ad intrecciare una breve relazione con Dario, che ha incontrato per caso al termine di una seduta. Giovanni non è insensibile alla bellezza della donna ed alla sua insistenza per andare oltre il rapporto professionale e ciò lo porta alla rottura del rapporto con la moglie Eleonora che si sente da tempo trascurata. Dario però di lì a poco muore, ucciso dalla ‘ndrangheta in Calabria dove pare si fosse in pratica consegnato. Il padre di quest’ultimo accusa apertamente Giovanni di essere responsabile di questa fine e lo denuncia. Nel rivolgersi ad uno studio di avvocati, Giovanni si trova di fronte a Irene, una sua ex paziente di oltre vent’anni fa, che gli confessa di non aver avuto alcun giovamento dalla terapia di allora, ma nonostante ciò dopo qualche giorno, riprendendo il filo interrotto allora, gli chiede di riprenderla. Mari è confuso ed ha smarrito nel frattempo le giuste coordinate per svolgere serenamente il suo lavoro. E’ in crisi di autostima, perciò si mette in contatto con Anna, con la quale aveva svolto a suo tempo il tirocinio e che considera un’amica. Anna, dopo averlo ascoltato, ritiene necessario iniziare una terapia con Giovanni, che vede al centro dei loro dialoghi la figura di Sara, divenuta ossessiva per lo psicoterapeuta. Il quale cerca di coinvolgere invano anche Eleonora, nel tentativo estremo di salvare il suo matrimonio, ma fra i pazienti di Anna c’è anche Mara, la sua prima fidanzata…

VALUTAZIONE: una serie completamente diversa dalle altre, per impostazione e contenuti. Totalmente impostata sui dialoghi fra lo psicoterapeuta ed i suoi pazienti, in una continua alternanza di primi piani. Un’immersione nella psiche umana che avvolge lo spettatore rendendo palese il ruolo fondamentale della parola per interpretare fatti e sentimenti che vanno ben aldilà delle apparenze. Un’opera inevitabilmente sgradita a chi predilige l’azione, è assolutamente indicata invece per chi è interessato all’introspezione ed alle innumerevoli sfaccettature dell’animo, magari per riconoscersi in qualcuno dei personaggi.                                                                                                                                                                                                                             

Sull’onda del successo della serie TV originale omonima, realizzata in USA, che vede Gabriel Byrne nei panni dello psicoterapeuta, la trasposizione italiana è quasi letterale e conta sulla partecipazione, oltreché di Sergio Castellitto, di alcune attrici ed attori fra più in vista nella categoria degli emergenti e degli affermati in Italia.

In Treatment 16Una serie che è arrivata alla seconda stagione, per trentacinque puntate in totale, inferiori alla mezzora cadauna. La prima cosa che colpisce, sin dal primo episodio, è l’originalità del format. In pratica lo spettatore si trova al centro di una sequenza di sedute che lo psicoterapeuta Giovanni Mari svolge con i suoi pazienti, un campione fra quelli che presumibilmente frequentano il suo studio. Ogni seduta (è proprio il caso di dirlo, visto che psicoterapeuta e paziente sono seduti appunto uno di fronte all’altro) è parte di una terapia che si snoda lungo un percorso che, nel nostro caso, è costituito da sette/otto appuntamenti settimanali.

In Treatment 07I personaggi coinvolti, o per meglio dire le sessioni prese in esame, sono sette. Solo in un caso la terapia riguarda un nucleo familiare. In tutti gli altri invece si tratta di singole persone, d’ambo i sessi. Per alcuni di loro s’aggiunge in un secondo momento un parente stretto (la madre e il padre di Alice, ad esempio; la figlia di Guido; il padre di Dario). Alcuni degli interpreti più noti al pubblico, come Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Alba Rohrwacher e Isabella Ferrari, curiosamente ricoprono ruoli secondari. 

In Treatment 05La figura dello psicoterapeuta, così familiare nei paesi anglosassoni, specie in USA, è considerata tuttora da molti nel nostro paese con un po’ di diffidenza, forse perché viene generalmente associata ad una malattia della psiche, per sua natura imbarazzante da ammettere persino a se stessi ed ancor di più da mettere in piazza, per così dire, se riguarda un componente della propria cerchia di affetti ed amicizie. E’ un atteggiamento distorto, come vedremo in seguito, ma prima di proseguire sull’argomento, credo sia necessario intendersi su alcuni termini al fine d’evitare malintesi e confusioni. Ad esempio, che differenza c’è fra uno psicologo ed uno psicoterapeuta? E cos’è il transfert fra paziente e psicoterapeuta? Se chi mi legge non lo sapesse, non si preoccupi, non è grave, si tratta di classificazioni e finezze terminologiche che riguardano infatti una materia specialistica. Io stesso ho dovuto documentarmi in merito e riassumo per comodità quello che ho inteso.

In Treatment 21Riguardo la prima domanda e cercando come sempre di semplificare al massimo, non essendo questo il contesto adatto per ulteriori approfondimenti su tale argomento, lo psicologo è colui che attraverso una serie di test è in grado di aiutare il paziente a comprendere meglio se stesso o la natura di un disagio o malessere interiore. E’ quello che si può definire una sorta di medico di base per la salute psicologica del paziente. Lo psicoterapeuta invece è uno psicologo che è andato oltre negli studi, specializzandosi in psicoterapia, grazie alla quale è in grado di diagnosticare e curare le problematiche psicologiche. Non a caso il curriculum scolastico che quest’ultimo ha completato prima di specializzarsi può provenire dalla facoltà di psicologia o da quella di medicina. Lo psicoterapeuta è anche autorizzato perciò a somministrare medicinali, nel caso dovesse ritenerli necessari per la cura. Giovanni Mari è uno psicoterapeuta, per intenderci.

In Treatment 04Transfert e contro transfert sono due termini che in ‘In Treatment’ si sentono pronunciare spesso, quindi vanno compresi anch’essi, almeno a grandi linee. La paziente Sara si dice che ha sviluppato un transfert erotico nei confronti di Giovanni, un rischio classico se vogliamo fra paziente e psicoterapeuta. In pratica, nel corso della terapia s’è innamorata di lui e vorrebbe fisicamente concretizzare questo suo sentimento. Il contro transfert è quello che ha subito Giovanni nei riguardi di Sara, quando da figura neutrale nel procedimento di analisi, da ‘schermo’ sul quale la paziente dovrebbe proiettare le sue problematiche interiori, si è fatto un po’ alla volta direttamente coinvolgere, sino a corrispondere gli stessi sentimenti d’attrazione ed innamoramento. Nonostante la deontologia della sua professione escluda che una tale evoluzione debba mai avvenire fra psicoterapeuta e paziente. A maggior ragione per un professionista esperto come lui che conosce benissimo i meccanismi che possono condurre ad una tale eventualità. Essendo esseri umani, ovviamente anche gli psicoterapeuti non sono immuni da tali coinvolgimenti, ma in tal caso la terapia dovrebbe essere immediatamente interrotta ed il paziente dovrebbe essere indirizzato verso un altro collega che ristabilisca la distanza necessaria dei rispettivi ruoli. Cosa che lo stesso Mari tenta di fare con Sara, pur non riuscendoci….(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…