Libro: ‘La Verità Sul Caso Harry Quebert’

LA VERITA’ SUL CASO HARRY QUEBERT

Di Joel Dicker

Anno Edizione 2013

Pagine 779

Costo € 10,20

Traduzione di Vincenzo Vega

Ed. Bompiani (collana ‘Narratori Stranieri’)

TRAMA: Marcus Goldman vive a New York ed è uno scrittore. Nel 2008 ha riscosso successo e lauti guadagni dal primo romanzo che ha pubblicato, ma ora sta vivendo un lungo momento di crisi creativa che gli impedisce di scriverne un altro. Poiché il suo editore lo sta pressando, per ricevere qualche utile suggerimento, Marcus contatta il suo mentore Harry Quebert, scrittore di fama ed a sua volta autore di un romanzo epistolare di grandissimo successo intitolato ‘Le origini del male’, pubblicato nel 1976. Harry lo invita a raggiungerlo nella sua villa di Aurora, nel New Hampshire dove vive da tempo. Marcus scopre qualche giorno dopo, curiosando in casa, che Harry nel 1975 ha avuto una storia travolgente con una quindicenne, Nola Kellergan. La quale all’epoca aveva la metà dei suoi anni ed era improvvisamente scomparsa senza lasciare tracce dietro di sé, se si esclude un’anziana donna che aveva chiamato la polizia dicendo di aver visto una ragazza inseguita nel bosco, ma non aveva fatto in tempo ad aggiungere altro perché era stata uccisa prima che fosse raggiunta dalle forze dell’ordine. Tornato a New York senza aver risolto la crisi creativa, poco tempo dopo Marcus viene raggiunto dalla notizia della scoperta del cadavere di Nola, o quel che ne resta, sepolto nel giardino della villa di Harry, assieme al manoscritto originale del romanzo che lo ha reso famoso. Quebert viene accusato di omicidio, incarcerato e rischia la pena di morte. Marcus non crede possibile che il suo mentore sia arrivato a tanto e decide pertanto d’indagare per scagionarlo, tornando ad Aurora dove trova però un clima ostile, nonostante la collaborazione con un poliziotto antipatico ma ligio al dovere come il sergente Gahalowood. Nel frattempo Quebert in carcere vive una profonda depressione ma rivela a Goldman che il giorno della scomparsa di Nola avrebbe dovuto raggiungerlo in un motel della zona dal quale fuggire assieme per vivere liberamente il loro amore, che altrimenti sarebbe stato considerato inappropriato data la differenza d’età. Gli indizi in mano alla polizia però convergono tutti contro Harry, nonostante Marcus scopra che Nola aveva avuto problemi familiari e qualcuno al di fuori della stessa l’aveva usata. L’editore intanto minaccia Marcus di rovinarlo per mancato rispetto del contratto e lo spinge ad utilizzare questa scabrosa vicenda come trama della sua prossima opera. Molte sorprese e sviluppi però attendono ancora Goldman ed il lettore.          

VALUTAZIONE: un’opera strutturalmente autobiografica che è diventata un clamoroso best sellers. I pochi difetti del romanzo sono ampiamente compensati da un racconto travolgente negli sviluppi che non concede un attimo di tregua al lettore. I numerosi spunti che contiene sul processo creativo di uno scrittore, rappresentano al tempo stesso un vademecum per chi intendesse provarci a sua volta ed una traccia per tutti gli altri che meglio possono comprendere la delicatezza del compito oltre le facili apparenze. 

..Le parole sono importanti, Marcus. Ma non scrivere per farti leggere: scrivi per farti capire…‘. Come mi piace questa affermazione! E’ esattamente quello che dovrebbero proporsi tutti quelli che scrivono rivolgendosi ad un pubblico ed è il risultato che cerco di raggiungere anch’io, nel mio piccolo, quando commento un libro, un film oppure, nell’ultima categoria inserita di recente, un’opera musicale.

La verità sul caso Harry Quebert 01E’ la prima volta invece che scrivo di un romanzo che ho letto tre mesi fa, mentre ero in vacanza al mare. In quel periodo però, forse distratto da un piatto di spaghetti allo scoglio oppure più genericamente ancora, in assenza della necessaria concentrazione, non avevo trovato l’ispirazione giusta per esprimere la mia opinione. Curiosamente l’opera di Joel Dicker parla anche, se non specificatamente, di questo indispensabile ingrediente della creatività. Nel caso del protagonista narrante del romanzo però, scrittore a sua volta, la crisi che lo angustia ovviamente è di gran lunga più seria ed importante della mia presunta pigrizia di allora.

La verità sul caso Harry Quebert 11Nonostante il mentore di Marcus Goldman, il famoso scrittore Harry Quebert, gli suggerisce che ‘…devi scrivere perché è l’unico modo per trasformare in un’esperienza giusta e gratificante questa minuscola, insignificante cosa che chiamiamo vita…‘, Marcus si trova invece in una sorta d’impasse creativa. Dopo aver scritto e pubblicato il romanzo d’esordio che ha ottenuto uno strepitoso successo, rendendolo famoso e garantendogli al tempo stesso un cospicuo conto in banca, Goldman vive il disagio, che ben presto si trasforma in ansia ed infine in una vera e propria paura, di non riuscire più a trovare il bandolo del processo creativo. Giornate e giornate passate a bighellonare in casa senza riuscire a cavare un ragno dal buco, o per meglio dire, uno straccio di riga utile ad avviare l’opera seconda.

La verità sul caso Harry Quebert 15E si sa come funziona il sistema editoriale, non diversamente da altri settori, come quello musicale ad esempio, o cinematografico e persino il mondo del lavoro. Laddove insomma è indispensabile trovare un’idea, un’ispirazione che non nasce a comando ed a tempi prestabiliti, ma semmai dovrebbe scoccare spontaneamente, per essere credibile innanzitutto e nel caso dello scrittore, anche artisticamente illuminata. Invece le spietate leggi del mercato richiedono esattamente il contrario. Intendiamoci, Marcus stesso ha accettato le regole del gioco, firmando un contratto che gli garantisce ritorni economici non indifferenti ed in cambio egli deve sfornare un certo numero di opere, scaglionate in prefissati tempi tecnici, affinché il pubblico abbia modo di consumarne una dello stesso autore, abbastanza a lungo da arrivare a desiderare la successiva.

La verità sul caso Harry Quebert 03Qualcosa che Joel Dicker non ha vissuto di persona evidentemente, ma che in qualche modo deve aver già provato, magari per interposta persona o semplicemente per sentito dire. Sta di fatto che nella finzione del suo racconto egli non solo anticipa, come se fosse un veggente, il successo planetario che poi ha ottenuto realmente con ‘La verità sul caso Harry Quebert’, ma ha previsto o almeno temuto di ritrovarsi nella condizione di sterilità creativa che attanaglia il suo alter ego Marcus Goldman quando deve farsi venire l’intuizione, indispensabile appunto per ripetersi…(‘leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

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Libro: ‘Origin’

ORIGIN

Di Dan Brown

Anno Edizione 2017

Pagine 560

Costo € 25,00

Traduttori: Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli

Ed. Mondadori (collana ‘Omnibus’)

TRAMA: Edmond Kirsch è un futurologo miliardario, ex brillante allievo di Robert Langdon, professore ad Harvard in simbologia e iconologia. Edmond ha invitato Robert ad assistere ad una sua presentazione, organizzata presso l’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao, diretto dall’affascinante Ambra Vidal, fidanzata e promessa sposa di Julian, l’erede al trono di Spagna. Kirsch è noto anche per alcune sue straordinarie invenzioni high-tech ed è quindi considerato un guru dai suoi ammiratori, ma al tempo stesso è anche un dichiarato ateista. L’annuncio, che verrà dato ad una selezionatissima cerchia di invitati al museo ed a milioni di persone connesse via Internet, è però sconvolgente. Kirsch infatti svelerà una scoperta scientifica che rivoluzionerà il destino della razza umana ed avrà un profondo impatto sui credenti di tutto il mondo, rispondendo a due fondamentali quesiti: da dove veniamo e soprattutto dove andiamo. Sorprendentemente però ed in gran segreto, qualche giorno prima Kirsch ha incontrato al Monastero di Montserrat tre eminenze delle rispettive e più importanti religioni: il cardinale Valdospino, fra l’altro amico fidato e consigliere del re; il rabbino Yehuda Koves e l’allamah Syed al-Fadl. Kirsch ha mostrato loro, attraverso il suo avveniristico smartphone, una demo di ciò che ha deciso di rivelare al mondo intero fra un mese ed i tre religiosi sono rimasti basiti e sgomenti da quello che hanno assistito. Valdospino ha quindi chiesto insistentemente a Kirsch di soprassedere nella divulgazione della sua scoperta, ma per tutta risposta il futurologo ne ha addirittura anticipato i tempi. Prima che ciò avvenga però, sia il rabbino che l’amallah, i quali avevano intenzione di svelare in anticipo le conclusioni di Edmond per attutirne gli effetti sulle masse, vengono assassinati. Kirsch stesso viene ucciso in diretta TV, sotto gli occhi di Robert, Ambra e le innumerevoli persone che stanno assistendo alla sua rivelazione in formato multimediale, da un colpo di pistola sparato da Luis Avila, ammiraglio della Marina Militare, il quale è stato inserito all’ultimo momento, grazie ad una richiesta che sembra provenire dal Palazzo Reale, nella lista degli invitati al museo, per compiere il delitto seguendo gli ordini di un fantomatico ‘Reggente’. Avila ha perso moglie e figlio anni prima durante un attentato terroristico in chiesa e da allora ha vissuto senza scopo e sfiorato addirittura il suicidio, trovando nuova linfa vitale solo nell’intransigenza religiosa verso tutto ciò che esula dalla tradizione, che si aggiunge ad un odio profondo nei confronti dell’ateismo. Nella confusione generata dal clamoroso assassinio, Robert ed Ambra sono testimoni di una serie di strane coincidenze che lasciano supporre ci sia stata una regia occulta, gestita da persone ed istituzioni insospettabili, finalizzata ad evitare a tutti i costi che la scoperta di Edmond fosse divulgata e perciò hanno deciso di fuggire assieme dal museo per portarla alla luce. Grazie al prezioso supporto del super computer Winston, inventato dallo stesso Kirsch, l’improvvisata coppia dovrà smentire i sospetti che qualcuno ha lasciato trasparire addirittura di un suo presunto coinvolgimento, confermato dall’inspiegabile fuga ed a cercare al tempo stesso di completare l’opera del celebre futurologo ed amico. Per riuscirci è indispensabile però trasmettere la sua presentazione sino in fondo, essendo stata interrotta proprio sul più bello e renderla quindi visibile a tutti con i suoi clamorosi contenuti.

VALUTAZIONE: il nuovo romanzo del celebre scrittore americano abbina la nota ed apprezzata abilità del suo stile ad un paio di domande fra le più intriganti che l’uomo si pone da sempre. A differenza di quello che si potrebbe supporre, Brown fornisce le risposte. La prosa è sempre piacevole ed i colpi di scena si susseguono di continuo nel solito collaudato sistema di procedere parallelamente su più piani narrativi sino a convergere in un finale risolutivo.

A dar retta a Dan Brown, per rispondere ai due quesiti più importanti che l’uomo si pone da sempre e cioè, ‘da dove veniamo?’ e ‘dove andiamo?’, sembra che sia più facile dare una risposta convincente su quest’ultimo piuttosto che sul primo. Il che significa conseguentemente possedere una più chiara percezione del futuro, piuttosto che del passato, nonostante ciò possa apparire come una curiosa contraddizione. 

Origin 24‘Origin’ è un romanzo di fantasia, non un saggio cosmologico, ma è ovvio che l’annuncio del futurologo ed esperto di high-tech Edmond Kirsch, …l’era della religione sta tramontando, e sta per sorgere l’era della scienza…‘, come parte di un insieme di rivelazioni ancora più sconvolgenti, traslato nel mondo reale, sembra un’affermazione che va in senso opposto rispetto al dato di fatto che vede il nostro pianeta tuttora percorso da guerre di religione. La quale rappresenta, nei casi più estremi naturalmente, il brodo di coltura, prima ancora di ragioni economiche, culturali e di egemonia territoriale, del terrorismo internazionale, come purtroppo ed ahimè ben sappiamo da avvenimenti anche molto recenti.

CZECH-US-LITERATURE-DAN BROWNIl professor Robert Langdon, alter ego di Dan Brown e protagonista principale di alcuni dei suoi romanzi di maggiore successo (come ‘Angeli e demoni’ e ‘Il codice da Vinci’, per citare solo i primi due) parte comunque dalle origini, in ossequio al titolo, riferendosi alla fede, che nasce assieme all’uomo ed è perciò ben posteriore al momento della creazione dell’universo in senso assoluto e persino alla comparsa della vita sul nostro pianeta.

Origin 25Nel confermare le posizioni sul tema del suo ex allievo ed amico, Robert sostiene infatti che: ‘…i primi esseri umani avevano un rapporto di meraviglia con il loro universo, specie con quei fenomeni che non riuscivano a comprendere razionalmente. Per risolvere questi misteri, crearono un vasto pantheon di divinità con cui spiegavano tutto quello che andava oltre la loro comprensione: tuoni, maree, terremoti, vulcani, infertilità, epidemie, e persino l’amore…’. Ed aggiunge subito dopo: ‘…le convinzioni religiose ci vengono impresse profondamente nella psiche da piccoli per mano delle persone che più amiamo e di cui ci fidiamo: i nostri genitori, i nostri insegnanti, le nostre guide religiose. Pertanto ogni cambiamento religioso avviene nel corso di generazioni e non senza grande angoscia e, spesso, spargimenti di sangue…‘. Per concludere affermando: ‘…i seguaci di Zeus erano così contrari a rinunciare al loro dio che nel cristianesimo, la fede vincente… il volto barbuto di Zeus si trasformò in quello del dio cristiano dipinto da Michelangelo nella Creazione di Adamo sulla volta della Cappella Sistina…‘.

Origin 07Ma questa, come dicevo, è solo una delle considerazioni che consegue la scoperta del noto futurologo di fantasia e che sta per pronunciare al mondo intero. Se andassimo ancora più indietro nel tempo poi, a sentir lui: ‘…esistono soltanto due scuole di pensiero sull’origine dell’uomo: il concetto religioso secondo cui Dio ha creato gli uomini pienamente formati, e il modello darwiniano secondo cui siamo usciti dal limo primordiale e ci siamo evoluti in esseri umani…‘…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Libro e Film: ‘Presunto Innocente’

PRESUNTO INNOCENTE (romanzo)

Di Scott Turow

Anno Edizione 1987 (ed. italiana 1991)

Pagine 448

Costo € 7,99

Traduzione di Roberta Rambelli

Ed. Mondadori (collana ‘Oscar Bestsellers’)

 PRESUNTO INNOCENTE (film)

Titolo Originale: Presumed Innocent

 Nazione: USA, Anno:  1990

Genere:  Drammatico, Giallo-Thriller

Durata: 128’ Regia: Alan J. Pakula

Cast: Harrison Ford (Rusty Sabich), Greta Scacchi (Carolyn Polhemus), Brian Dennehy (Raymond Horgan), Raul Julia (Sandy Stern), Bonnie Bedelia (Barbara Sabich), Paul Winfield (Larren Lyttle), John Spencer (Detective Lipranzer), Joe Grifasi (Tommy Molto), Tom Mardirosian (Nico Della Guardia), Sab Shimono (Medico legale Kumabai), Bradley Whitford (Jamie Kemp), Leland Gantt (Leon Wells)

TRAMA: nell’ipotetica contea di Kindle, nel South End di Chicago, si stanno per svolgere le elezioni per il procuratore distrettuale, ruolo occupato da Raymond Horgan, il quale stavolta rischia seriamente di non essere rieletto, incalzato dal suo rivale Nico Della Guardia. Rusty Sabich è il vice di Raymond. Nel pieno della campagna elettorale la procuratrice Carolyn Polhemus viene assassinata brutalmente e legata, forse anche violentata, nel suo appartamento. Carolyn era brava, bella, sensuale ma anche molto ambiziosa. Per favorire la sua carriera perciò non ha esitato a relazionarsi sessualmente con chi nel suo ambiente poteva spianarle la strada. Horgan affida il caso a Sabich, confidando nella sua bravura per risolvere il caso in tempo utile ad ottenere un ribaltamento dei sondaggi a lui sfavorevoli. Rusty però è stato amante di Carolyn, seppure per un breve periodo ed il loro rapporto si è concluso bruscamente per volontà della donna, lasciando Sabich nello sconcerto e molto più coinvolto di quello che avrebbe mai potuto presumere. Non ha nascosto la sua relazione neppure alla moglie Barbara, dalla quale ha avuto un figlio cui è affezionatissimo e che non ha mai inteso lasciare, nonostante la fatale infatuazione. Sorprendentemente però Sabich viene accusato poco dopo da Della Guardia e dal suo fido braccio destro Tommy Molto di essere l’autore dell’omicidio, avendo trovato sul luogo del delitto alcune prove schiaccianti della sua colpevolezza. Rusty si trova così ben presto a passare dal ruolo di inquirente a quello di presunto colpevole, abbandonato dal suo stesso capo e mentore. Una situazione paradossale che mina pesantemente la sua reputazione e lo costringe ad indebitarsi per assumere a sua difesa un avvocato di grido, che lui individua in Sandy Stern, suo contraddittorio in alcuni processi. Attraverso una serie di testimonianze e contro interrogatori, cavilli legali abilmente cercati e colpi di scena, anche insperati ed inaspettati, Sabich riuscirà a dimostrare la sua innocenza, non più soltanto presunta quindi, anche se la verità che infine emergerà sarà comunque per lui amara.   

VALUTAZIONE: il confronto fra film e romanzo dal quale è tratto evidenzia in questo caso ancor più del solito le differenze, che riguardano in particolare l’approfondimento delle descrizioni psicologiche e ambientali ed il complesso e/o corrotto ambiente della procura distrettuale dentro il quale avviene il caso giudiziario al centro dell’opera. Come capita frequentemente nel genere di appartenenza, alcuni particolari narrativi risultano discutibili. Nonostante ciò il romanzo è riuscito, specie nei lunghi dibattimenti in aula, giocati quasi sempre sul filo delle singole parole e delle speciose regole processuali. Il film a sua volta, pur risultando al lettore del romanzo un po’ arrangiato e compresso, ha il pregio di presentare un set d’interpreti azzeccati con una Greta Scacchi, la cui dirompente sensualità, ancor più che nella descrizione scritta, spiega le ragioni per cui molti uomini hanno perso la testa per Carolyn, bruciandosi. 

Il dubbio è un classico: è meglio vedere un film prima di leggere il romanzo dal quale è tratto oppure il contrario? Molti si tolgono il pensiero (ammesso che ne esista uno in proposito) guardando solo il film o leggendo soltanto il romanzo, opera d’esordio di Scott Turow. Magari gli stessi non sanno neppure che esiste uno o l’altro.

Presunto InnocenteChi decidesse però in questo caso di affrontare entrambi in sequenza, come il sottoscritto, partendo dal tomo per poi andare a recuperare, soprattutto per curiosità, questa oramai datata versione cinematografica diretta da un signor regista come Alan J. Pakula (noto ai più per film d’indagine come ‘Tutti gli uomini del presidente’, ‘Perché un assassinio’ e ‘Una squillo per l’ispettore Klute’) ed interpretata da nomi del calibro di Harrison Ford, Greta Scacchi ed il compianto Raul Julia, noterà che il confronto si ripropone puntualmente anche stavolta ed è quasi sempre a sfavore del film.

Presunto Innocente 03‘Presunto Innocente’ non fa eccezione nonostante l’adattamento cinematografico si possa assolutamente definire riuscito. Sono quasi certo che chiunque abbia visto solo il film non esiterà a definirlo in termini ancora più lusinghieri e difatti alcuni lo considerano addirittura, nel genere di competenza, uno dei migliori degli anni novanta.

Presunto Innocente 04Scott Turow ha scritto il suo primo romanzo nel 1987 ed è stato immediatamente un grande successo. Qualcuno sostiene che sia anche il capostipite di un genere letterario definito ‘legal thriller’ o ‘thriller giudiziario’, cui devono il loro successo autori fra gli altri come John Grisham, Michael Connelly e Richard North Patterson. Ventitrè anni dopo, lo stesso personaggio protagonista, Rusty Sabich, invecchiato in egual misura, è stato riproposto da Turow in un sequel intitolato ‘Innocente’, senza neppure la presunzione quindi. Anche di quest’opera, come di quasi tutte quelle che lo scrittore americano ha pubblicato nel frattempo, ne è seguito un adattamento per lo schermo, seppure in quest’ultimo caso solo per la TV.

Presunto Innocente 06Scott Turow, prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, è stato un avvocato. Le cronache, probabilmente aggiustate ad arte, raccontano che ‘Presunto Innocente’ l’abbia scritto sui mezzi di trasporto mentre si recava allo studio di avvocatura presso il quale lavorava. Il particolare non è solo di stampo puramente informativo perché scorrendo il tomo non ci vuole molto a capire il livello di competenza e di puntigliosità con le quali l’autore descrive e tratta le varie fasi processuali ed i rapporti fra avvocati e giudice. Non solo, ma anche i rituali politici e di potere e ahimè di corruzione che girano attorno all’ambiente della procura distrettuale, incluso il gioco delle parti, denso di sfumature e di finezze legali fra accusa e difesa, dalle quali però dipende la sorte dello sfortunato innocente che si trovasse, come in questo caso, ad essere accusato di omicidio a fronte di prove apparentemente schiaccianti…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Libro: ‘La Ballata di Adam Henry’

LA BALLATA DI ADAM HENRY

la-ballata-di-adam-henryDi Ian McEwan

Anno Edizione 2014

Pagine 202

Costo € 10,20

Traduzione di Susanna Basso

Ed. Einaudi (collana ‘Supercoralli’) 

TRAMA: Fiona May è un giudice della Sezione Famiglia dell’Alta Corte di Londra che si occupa di gestire gli interessi dei minori nelle cause fra genitori. Fiona è una donna che ha superato la cinquantina, stimata ed in odore di promozione per incarichi ancora più prestigiosi. Il marito è un insegnante sessantenne e con il quale è felicemente sposata da trentacinque anni. Fiona ha sacrificato la maternità alla carriera. La sorpresa è totale quando il marito le confessa che sta per concedersi una storia puramente fisica con una donna molto più giovane. La sua sincerità punta ad avere il consenso della moglie con la quale i rapporti sessuali sono da tempo assenti. A suo dire, si tratta dell’ultima occasione utile prima di rassegnarsi allo scorrere ineluttabile del tempo. La reazione di Fiona è veemente, al punto che sembra inevitabile la completa rottura dei loro rapporti. Nonostante la crisi coniugale, continua a svolgere con scrupolo il suo lavoro. Nel bel mezzo di una discussione con il marito riceve una telefonata del suo cancelliere Pauling il quale la informa che il legale dell’ospedale di Wandsworth chiede il suo consenso all’intervento di trasfusione di un ragazzo di diciassette anni e mezzo, non ancora maggiorenne quindi per decidere in autonomia, affetto da una rara forma di leucemia. I suoi genitori e il ragazzo sono Testimoni di Geova fra i cui principi c’è quello di rifiutare le trasfusioni che ‘inquinano’ il sangue originale della persona, ma nel caso di Adam Henry, questo il nome del giovane, è l’unica possibilità rimasta per salvargli la vita. Fiona, nonostante debba gestire più cause al tempo stesso, ognuna delle quali ha caratteristiche specifiche di delicatezza, prende a cuore questa vicenda e per meglio chiarirsi i termini della questione decide di andare a far visita in ospedale al ragazzo. Il quale si rivela molto più maturo della sua età anagrafica, ma anche condizionato dall’atteggiamento intransigente dei suoi genitori, che pure gli vogliono bene e dei rappresentanti anziani della loro dottrina religiosa. Fiona infine decide di avvalersi dei suoi poteri ed impone che siano somministrate le cure del caso al ragazzo che è già arrivato ad un limite oltre il quale le speranze di salvarlo sarebbero nulle. Adam guarisce dalla leucemia ed all’uscita dall’ospedale rifiuta i dettami dei genitori e dei Testimoni di Geova, ma al tempo stesso sente fortissimo il legame che si è creato con il giudice, grazie anche alla comune passione per la musica e la poesia. Fiona nel frattempo sta faticosamente riallacciando i rapporti con il marito e rifiuta la richiesta di Adam di andare a vivere con loro, che a suo dire potrebbero considerarlo come se fosse un figlio adottivo. Le conseguenze della decisione di non accettare questa possibilità da parte di Fiona e di non cogliere il senso di una poesia che il ragazzo le ha spedito, sono però drammatiche.       

VALUTAZIONE: un romanzo ispirato ad una storia vera che pone una serie di interrogativi sul rispetto delle scelte personali in condizioni estreme di vita e di morte ed i condizionamenti delle dottrine religiose più intransigenti. Mc Ewan compie una interessante analisi in tale senso con una prosa efficace, puntigliosa ma piacevole e super partes. Il tema dell’infedeltà coniugale fra il giudice Fiona May ed il marito Jack che apre il racconto e procede parallelamente a quello del giovane Adam Henry, appare però sostanzialmente pretestuosa e distaccata, come se fosse una storia nella storia.                                                                                                                                                                             

Togliamoci subito il ‘dente’, per così dire. Il giudizio sull’organizzazione e sulle norme comportamentali dei Testimoni di Geova lo lascio a chi si occupa di storia delle religioni e delle dottrine che nel tempo sono sorte in disaccordo o addirittura in opposizione alle cinque considerate generalmente come principali (Cristianesimo, Ebraismo, Islamismo, Buddhismo e Induismo).

la-ballata-di-adam-henry-10La questione che pone il romanzo di Ian McEwan è in fondo molto semplice nella forma quanto complicata nella sostanza. E’ accettabile che i principi religiosi impongano regole tali da impedire ad una persona di guarire da una grave malattia, anche quando la scienza sarebbe in grado di salvarla? E se questa persona è minorenne, è comprensibile che a decidere per lui/lei siano i genitori oppure una Corte di Giustizia? Nel caso in oggetto l’età di Adam Henry, il giovane protagonista della storia, è persino al limite, avendo egli 17 anni e 9 mesi al momento dei fatti.

la-ballata-di-adam-henry-03Non si tratta di una vicenda che nasce dalla fantasia pur fervida di un autore come il raffinato scrittore inglese. L’idea di scrivere questo romanzo, come ha svelato lo stesso McEwan in un’intervista, gli è venuta nel corso di una cena con dei magistrati, uno dei quali al termine gli aveva mostrato un volume nel quale erano raccolte alcune delle cause che aveva gestito nel corso della sua carriera, sicché sfogliandone le pagine lo scrittore si era imbattuto in un caso analogo, incluso il drammatico finale. Non gli restava che cambiare i nomi ed il gioco era fatto.

la-ballata-di-adam-henry-24‘La Ballata di Adam Henry’ in realtà inizia con un tema che nulla ha a che vedere con tutto ciò e che riguarda, più banalmente, i rapporti di coppia. Una storia nella storia si potrebbe dire, che procede parallela ed a seconda dei momenti si sovrappone all’altra, seppure aleggia di continuo come un tormentone nei pensieri del giudice Fiona May che ne è coinvolta in prima persona. Una storia di tutti i giorni, si può dire, per parafrasare il titolo di una nota canzone di qualche tempo fa (Riccardo Fogli) e che quindi non ha nulla di eccezionale in fondo, se non che a sua volta pone una serie di interrogativi destinati a dividere non solo gli interlocutori interessati ma anche e soprattutto i lettori, al di là della battuta a doppio senso che si può leggere nell’immagine  qui di fianco.

la-ballata-di-adam-henry-21Scendendo dal generale al particolare, Jack confessa candidamente alla moglie Fiona di essere fortemente tentato d’iniziare una relazione fondata esclusivamente sul sesso con una donna molto più giovane. ‘…Ho cinquantanove anni. È la mia ultima occasione. Sull’aldilà non ho ancora raccolto prove inconfutabili…‘ ammette, sperando con ciò di ottenere la comprensione ed il tacito consenso dalla moglie per sciacquare i suoi rimorsi. I rapporti sessuali con la consorte d’altra parte, tutta presa dalla carriera e per comprensibili ragioni di consuetudine dopo trentacinque anni di matrimonio, non sono più quelli d’un tempo, quando li animava la passione, durata a lungo, pur senza aver generato dei figli ed il feeling fra loro era totale…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Libro: ‘Il Potere Del Cane’

IL POTERE DEL CANE

Il Potere Del CaneDi Don Winslow

Anno Edizione 2009

Pagine 714

Costo € 22,00

Traduzione di Giuseppe Costigliola

Ed. Einaudi (collana ‘Stile Libero Big’) 

TRAMA: confine fra Messico e USA, dove si combatte il narcotraffico, in un periodo che va dal 1975 al 2004. I rispettivi governi sono impegnati a gestire questa lotta continua e senza esclusione di colpi, ma oltre agli interessi economici non meno importanti sono quelli politici. Negli anni della ‘guerra fredda’, l’ossessione della Casa Bianca e di Nixon nello specifico, è quella di stroncare in America Latina qualsiasi deviazione in senso comunista, avendo già la spina nel fianco di Cuba. Art Keller, già veterano del controspionaggio americano in Vietnam ed ora poliziotto della DEA (l’agenzia antidroga degli Stati Uniti) è un individualista, critico verso il suo stesso governo ma determinato a distruggere il cartello messicano della droga, specie dopo che ne è rimasto vittima il suo amico Ernie. Don Miguel Angel Barrera, detto ‘Tio’ collabora con la DEA ma in realtà fa il doppio gioco, addestrando al tempo stesso il nipote Adàn e suo fratello Raul, allo scopo di eliminare tutti i concorrenti ed avere campo libero per ricreare una nuova organizzazione, la ‘Federaciòn’, ancora più potente e ramificata. L’irlandese Sean Callan è diventato uno spietato killer della mafia italiana, dopo aver reagito con freddezza e cinismo di fronte ad un sopruso subito dal suo amico O-Bop da parte di un taglieggiatore locale, ma possiede anche una vena romantica che manifesta nei confronti di Siobhan prima e di Nora Hayden poi. Qust’ultima è di una bellezza mozzafiato sin da giovanissima, destinata però a sfiorire presto se restasse vicina ad un padre drogato che la sfrutta ed una madre assente, ma grazie ad un’abile ‘imprenditrice del sesso’, diventa una prostituta di lusso, elegante, istruita, irresistibile e che impara presto ad ‘usare il pene dei suoi clienti come un guinzaglio’. Ironia vuole che incontri, subito dopo un terremoto distruttivo dal quale si è salvata fortunosamente, uno strano prete come Juan Ocampo Parada, destinato a scalare le gerarchie ecclesiastiche sino a diventare cardinale, nonostante le sue idee siano tutt’altro che allineate ai dogmi del Vaticano. Nora lo aiuta nel prestare i soccorsi ed instaura con lui un profondo rapporto d’amicizia ed affetto. Fra servizi segreti deviati, corruzione politica, atroci vendette fra famiglie rivali che mirano al comando del cartello della droga e ciniche strategie ideologiche di alcuni apparati della DEA, un gruppo di personaggi intrecciano le loro storie personali. Art Keller è inizialmente al fianco dei Barrera per poi diventarne l’acerrimo ed instancabile nemico quando si rende conto di essere stato usato per i suoi obiettivi criminali. Nora diventa per caso l’amante di Adàn, ma alla morte violenta di Parada la sua nuova missione è smascherarne gli assassini. Callan dopo essere precipitato in un baratro di violenza e solitudine al soldo della mafia e del fanatico e corrotto ex colonnello Sal Scachi, deve decidere infine in pochi attimi da che parte stare e se vale ancora la pena di riscattare la sua vita al fianco della donna che ama. Il finale coinvolge questi cinque personaggi, ma molti altri s’incontrano nel corso della lunga e tormentata vicenda e molti di essi cadono vittime di una guerra di potere dagli oscuri e subdoli risvolti.     

VALUTAZIONE: potente romanzo che l’autore è riuscito brillantemente a condurre nel corso di oltre 700 pagine, nonostante la complessità della trama ed il numero dei personaggi coinvolti, con una padronanza e lucidità narrativa fuori dal comune. Winslow non solo riesce a spiegare con chiarezza le problematiche legate al narcotraffico fra Messico e USA, ma ha messo a punto una storia, in alcuni momenti molto dura, di grande fascino e respiro, senza concedere tregua al lettore. Da non perdere insomma.                                                                                                                                                                                                                                     

Nel Vecchio Testamento, “il potere del cane” si riferisce alla capacità e alla volontà dei ricchi e potenti di opprimere i poveri e quelli che non hanno potere‘. L’affermazione è tratta da un’intervista allo stesso scrittore Don Winslow.

Il Potere del Cane 06La parola ‘potere’ può assumere quindi molti significati e persino sfumature. Quando la si usa a proposito dello stato, ad esempio, viene associata ad una serie di organi o istituzioni fra esse collegate che hanno il compito ed il potere, appunto, di gestire la cosa pubblica. Ammesso che poi le persone che le rappresentano non escano dai binari del ruolo loro assegnato per sfruttarne i privilegi ed ottenere vantaggi personali a scapito della comunità. 

Se è invece un dittatore ad esercitare il potere, lo stesso termine assume inevitabilmente connotati inquietanti, perché significa che la democrazia e l’opposizione interna sono state soffocate per sostituirle con un sistema totalitario. Andando più indietro nel tempo il potere era gestito da re ed imperatori, legittimati per linea ereditaria o che si auto legittimavano brandendo la spada.

In tempi più vicini a noi si può parlare anche di potere finanziario, che non significa banalmente l’acquisto di un bene da parte del singolo e di una organizzazione, ma è costituito dalle lobby, spesso trasversali e sovranazionali, che condizionano dalla loro influente posizione i governi degli stati ed il destino economico dei loro popoli. Ma questo è un discorso che, se volessimo svilupparlo più approfonditamente, ci porterebbe molto più lontano rispetto ai temi stessi che l’opera di Winslow comunque propone.

Il Potere del Cane 15C’è poi un’altra forma di potere, che agisce fuori da ogni regola e legge, seminando violenza e paura, la quale agisce in antitesi alle istituzioni, puntando nel tempo ad insinuarsi ed a confondersi all’interno delle medesime. L’allusione è ovviamente rivolta a mafia, ‘ndrangheta e camorra.

Al confine fra Messico e Stati Uniti ad imporre ‘il potere del cane’ è il Cartello della ‘Federaciòn’, che gestisce il traffico della droga fra i due paesi. Il romanzo dello scrittore americano è quindi ambientato in un quadro di aberrante brutalità, sopraffazione, regolamento di conti, corruzione delle istituzioni e complicità fra le organizzazioni criminali e gli stessi apparati dello stato che avrebbero invece il compito di combatterle e distruggerle.

Il Potere del Cane 07Per Art Keller, uno dei protagonisti di questa storia, la questione è innanzitutto di natura sociologica per gli effetti che il traffico della droga provoca sulle vittime, cui si aggiungono problemi di natura etica e politica: ‘…soltanto un decimo dei fondi stanziati viene speso in campagne di informazione e programmi di cura, contro i nove decimi destinati alle attività di repressione? E come se non bastasse, nessuno ha mai investito abbastanza per risolvere il problema alla radice. Spendiamo miliardi per tenere in prigione i colpevoli di reati connessi alla droga, e le carceri si riempiono a tal punto che siamo costretti a liberare degli assassini. Per non parlare del fatto che in America i due terzi dei crimini «non connessi alla droga» vengono compiuti da persone che si trovano sotto l’effetto degli stupefacenti o dell’alcol. E le nostre soluzioni sono le solite, inutili non-soluzioni: costruire nuove prigioni, assumere più poliziotti, spendere altri miliardi di dollari per non curare i sintomi ed evitare a tutti i costi di studiare la malattia. Nel quartiere dove abito, la maggior parte di quelli che vorrebbero disintossicarsi non possono nemmeno permettersi di entrare in terapia: le polizze sanitarie che rimborsano quel genere di interventi costano una fortuna, e sono in pochi ad averle…‘….(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Libro: ‘L’Amante Di Lady Chatterley’

L’AMANTE DI LADY CHATTERLEY

L'Amante di Lady ChatterleyDi David Herbert Lawrence

Anno Edizione 1928

Pagine 377

Costo € 8,50

Traduzione di Sandro Melani

Ed. Garzanti Libri (collana ‘I Grandi Libri’)

 

TRAMA: Constance Reid e la sorella Hilde, figlie di Sir Malcolm, hanno trascorso un’adolescenza piacevole e tollerante, divise fra arte e politica. A Dresda, dove sono state mandate a studiare musica, hanno goduto notevole libertà, discutendo ed amoreggiando con altri studenti. Il padre, uomo di mondo, l’ha capito subito al loro ritorno a casa a Kensington per le vacanze estive, ma non se n’è fatto un cruccio. Poco prima dello scoppio della guerra nel 1914 la loro madre è morta e le due sorelle sono tornate precipitosamente a casa. I loro giovani spasimanti tedeschi nel frattempo sono deceduti al fronte. Hilda s’è consolata sposando quasi subito un uomo parecchio più anziano di lei, ma benestante; Constance invece ha conosciuto Clifford Chatterley nel circolo culturale che frequentavano a Cambridge. Un giovane aristocratico, figlio di Sir Geoffrey, proprietario della grande tenuta di Wragby nei Midlands che domina le miniere di carbone circostanti. Poco prima che Clifford partisse per la guerra, Constance l’ha sposato. Al suo ritorno però, gravemente ferito, Clifford non è più quello di prima, essendo rimasto paralizzato dalla cintola in giù. Anche il fratello maggiore è morto e poco dopo anche il padre, che non ha retto al dolore. Clifford è diventato perciò il signore di Wragby, seppure non può più generare eredi. Nonostante ciò, Constance lo accudisce amorevolmente. Clifford, anche se i mezzi economici gli consentirebbero di risiedere a Londra, preferisce rimanere a Wragby, incurante del fatto che la gente del posto, di differente classe sociale, mal sopporta lui ed anche la moglie. Dopo qualche tempo egli inizia a scrivere racconti, trascorrendo intere serate a discuterne con Constance. Il loro rapporto è ancora solido quindi, non condizionato sino a quel momento dalla menomazione fisica subita. Constance riempie il suo tempo occupandosi anche della gestione della casa. Clifford però pensa soprattutto a se stesso senza considerare il sacrificio della moglie ed è talmente lusingato dal successo dei suoi racconti pubblicati nel frattempo che diventa persino ospitale, invitando spesso nella sua dimora alcuni giovani intellettuali della zona. Constance ascolta i discorsi fra uomini e si preoccupa di gestirne l’andirivieni. Come l’irlandese Michaelis, uno scrittore di commedie che ha avuto fortuna in USA ed inizialmente anche nel Regno Unito, sinché il suo sarcasmo non è stato interpretato come irriverente dagli stessi nobili che le leggevano e quindi è stato emarginato. Non da Clifford comunque. Con il passare del tempo però Constance si sente soffocare in quella esistenza isolata e routinaria. Il padre stesso, in visita a Wragby, trovandola deperita le suggerisce di farsi un amante. Constance quindi non si ritrae di fronte alle avance di Michaelis, ma è una storia che dura poco. Lo stesso Clifford, da sempre poco attratto dal sesso, ipotizza la possibilità che possa partorire un figlio non suo, così da risolvere il problema dell’erede Constance nel frattempo ha conosciuto il guardacaccia Oliver Mellors, figlio di un minatore, che è stato soldato in India dove era attendente di un ufficiale ed ha alle spalle un matrimonio fallito. Mellors è un tipo solitario e scontroso ma di animo sensibile, che passa gran parte del suo tempo nella tenuta di Wragby, in compagnia del solo cane fedele, a costruire gabbie per i fagiani. Constance è attratta dalla sua riservatezza al limite della scontrosità. Mellors infatti sembra volerla evitare ma i contatti fra loro, per volontà della donna, diventano sempre più frequenti sinché scoppia una travolgente passione. Per la prima volta Lady Chatterley si lascia trasportare dall’istinto e dai sensi, piuttosto che dalla ragione e per la prima volta si sente anche una donna libera e completa. Gli incontri amorosi con Mellors diventano sempre più attesi ed ardenti, mentre Clifford, oramai da un pezzo ha per governante la vedova Mrs. Bolton che lo accudisce nei suoi bisogni fondamentali ed oltre alla scrittura si è appassionato all’ingegneria di alcuni nuovi macchinari da utilizzare in miniera. Durante una vacanza a Venezia con la sorella ed il padre, Constance scrive a Clifford l’intenzione di lasciarlo, mentre la moglie di Mellors dopo molto tempo torna a farsi viva e venuta a conoscenza della sua storia con Lady Chatterley, cerca di trarne un vantaggio economico. Le speranze dei due amanti sono messe perciò a dura prova dalle difficoltà oggettive che le regole della società e delle convenzioni impongono loro.    

VALUTAZIONE: un mix di tradizione, trasgressione e passione ad alto grado di erotismo, che non stupisce se ha suscitato così tanto scandalo all’inizio del secolo scorso. David Herbert Lawrence ha scritto infatti un romanzo che esalta la femminilità, l’eros ed il diritto delle donne a vivere un’esistenza piena, non subalterna e sacrificata, come imponevano le regole dell’epoca. Grazie anche all’elegante traduzione di Sandro Melani, la prosa delle scrittore inglese è fluida ed inaspettatamente moderna, mai banale e superficiale. I temi relativi al ruolo travolgente dell’istinto sulla ragione in ambito sentimentale, il peso oppressivo delle convenzioni e le barriere imposte dalle differenti classi sociali risaltano in modo costruttivamente provocatorio.                                                                                                                                                                                                                      

Più ancora degli aspetti trasgressivi di stampo sessuale che contiene questa famosa opera i quali, mi si creda o no, non conoscevo neppure prima d’iniziare a leggerla, quello che mi ha spinto a farlo è stata innanzitutto una motivazione di tipo campanilistico, essendo incappato per caso recentemente nel passo che segue.

Lady Chatterley 26…. Se vuoi conoscere un posto dove riposare in Italia, ti dico Lerici, ma vieni e stai qui con noi a Fiascherino’ . Così lo scrittore inglese David H. Lawrence, autore di ‘Lady Chatterley’, scriveva a Edward Garnett il 6 ottobre del 1913, durante il suo soggiorno a Fiascherino, dove visse dal 1913 al 1914 con la sua compagna, la rossa Frieda, sorella del Barone Rosso, leggendario aviere tedesco. E non solo le bellezze del paesaggio hanno attratto questi personaggi, ma anche i profumi e i sapori della cucina. ‘Il nostro villaggio è Tellaro. Sorge a picco sulle rocce del mare, un covo di pirati di duecento anime. La chiesa è sull’acqua. C’è una leggenda che dice che una notte la campana della chiesa suonò e continuò a suonare. La gente si svegliò terrorizzata, la campana suonava misteriosamente. Si scoprì che la corda della campana era caduta sulla punta di uno scoglio e un polpo ne aveva afferrato la cima e la stava tirando. Mi sembra impossibile. Gli uomini vanno a pescare il polpo con esca bianca e una lunga fiocina. Ne prendono di grossi talvolta di sei o sette libbre, e tu non hai mai visto niente di così diabolicamente brutto. Ma sono buoni da mangiare….‘.

Lady Chatterley 07Essendo nato a Lerici, dove sto scrivendo anche questo commento mentre trascorro uno dei periodi dell’anno nei quali il lavoro e le esigenze familiari a Milano ed in Brianza mi consentono di tornarci, mai più mi sarei aspettato, non solo di trovarmi di fronte ad un romanzo che per stile di prosa ed anche per le tematiche che affronta non sembra proprio che sia stato scritto oltre cento anni fa (seppure questo fatto capita spesso con gli autori classici di qualità), ma che descrive in maniera esplicita alcuni episodi erotici fra i protagonisti da far arrossire, e non passi per una battuta, l’autrice di ‘Cinquanta Sfumature di Grigio’. Di certo con una intensità e profondità sensuale che quest’ultima opera, al confronto, non sfiora neppure ed evito di addentrarmi ulteriormente in un paragone comunque improponibile ed inutile, anche perché dare soltanto la patina di romanzo erotico a ‘L’Amante di Lady Chatterley’ sarebbe riduttivo ed ingiusto.

Lady Chatterley 16D.H. Lawrence sapeva bene comunque cosa stava scrivendo e quali tasti sensibili per i costumi di quell’epoca stava toccando, non solo in termini erotici (‘…quella notte, nella sua strana e fragile nudità da ragazzino, (Mellors) fu un amante più eccitato. Per Connie fu impossibile raggiungere l’orgasmo prima che lui avesse finito col suo. E lui, con la sua nudità e morbidezza da ragazzino, risvegliò in Connie una certa intensa passione; lei dovette continuare dopo che lui ebbe finito, in un selvaggio e tumultuoso alzarsi ed abbassarsi dei lombi, mentre lui si teneva eroicamente eretto, e presente dentro di lei, con tutta la sua volontà, offrendosi a lei, finché lei non raggiunse l’acme con piccole, strane grida…), ma anche dal punto di vista delle convenzioni sociali, descrivendo e legittimando un’intensa storia d’amore fra due persone già sposate, le quali nel venire meno agli impegni assunti con i rispettivi partner, hanno a loro discolpa e differenti e comprensibili ragioni: il marito di Lady Chatterley è impotente, mentre la moglie di Oliver Mellors è scappata con un altro uomo, dopo averlo tradito ripetutamente con altri; ma ancora meno sopportabile e scandaloso, per la mentalità del tempo, è la loro appartenenza a due classi sociali differenti…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Libro: ‘Sul Lettino di Freud’

SUL LETTINO DI FREUD

Sul Lettino di FreudDi Irvin D. Yalom

Anno Edizione 2015

Pagine 493

Costo € 18,00

Traduzione di Serena Prina

Ed. Neri Pozza (collana ‘I Narratori delle Tavole’) 

TRAMA: Ernest Lash è un assistente universitario della facoltà di psichiatria quando gli viene affidato l’incarico di valutare la posizione di Seymour Trotter, un anziano e noto psichiatra accusato di aver avuto rapporti non consoni alla deontologia professionale con una sua paziente molto più giovane e bella, di nome e di fatto. Poco importa che Belle avesse tratto notevole giovamento dalla ‘alleanza terapeutica’ instaurata con Seymour, superando una deriva autolesionistica dalla quale non sembrava più in grado di riprendersi; Seymour sarà comunque processato dalla stessa istituzione che ha a suo tempo presieduto. Ernest, che è a sua volta supervisionato da Marshal Streider, resta a tal punto impressionato dal colloquio con Trotter da decidere di specializzarsi e con notevole successo proprio in psicoterapia. Nell’utilizzare il metodo bipersonale di Seymour, che coinvolge pariteticamente nella terapia sia il paziente che lo psicoterapeuta, Lash teme di essersi spinto troppo in là con Justin Astrid, quando quest’ultimo gli comunica di punto in bianco di aver lasciato la moglie, dopo cinque anni di dubbi ed indecisioni e di non aver più bisogno di lui, avendo trovato nella nuova e giovane compagna Laura, tutto il conforto necessario. Carol, moglie di Justin ed avvocato presso uno affermato studio, reagisce con rabbia alla decisione di Justin e trae ispirazione da un consulto con due amiche, Norma e Heather, per addossare la colpa a Ernest Lash, nei confronti del quale decide quindi di rivolgere la sua personale vendetta, presentandosi nel suo studio sotto falso nome per iniziare una terapia allo scopo di sedurlo e rovinargli la carriera. Il marito di Norma è Shelly, con il vizietto del poker, che gli ha fatto perdere un sacco di soldi, specie con gli amici più benestanti e soprattutto più abili di lui nel gioco. Nel tentativo di farlo smettere minacciando il divorzio, Norma gli suggerisce di rivolgersi allo psicoterapeuta Seth Pande che aveva curato in passato un suo stato depressivo. La terapia non ha l’esito sperato ma quando Shelly viene a sapere che Pande, oramai vecchio ed ammalato di cancro, è stato accusato dall’Istituto Psicanalitico Golden Gate di San Francisco di aver assunto atteggiamenti contrari all’etica dello stesso, dannosi per i suoi stessi pazienti, trova l’appiglio per dissuadere la moglie dai suoi propositi. Shelly accetta la proposta dell’Istituto di sottoporsi gratuitamente ad una terapia di recupero da svolgere presso lo studio di Marshal Streider. In realtà nel corso della stessa egli si rende conto di poter acquisire informazioni utili sulle sue reazioni e sui segnali che fornisce, senza rendersene conto, ai suoi avversari mentre gioca a poker. Nel frattempo Carol ha iniziato la terapia con Ernest Lash e sta attuando, seppure con scarso successo ed una tempistica maggiore rispetto al previsto, le tattiche utili a sedurlo. Nello studio di Marshal Streider si è presentato anche Peter Macondo, uno strano e ricco filantropo, con problemi di gestione dei rapporti con la ex moglie ed i figli avuti da lei, da quando si è fidanzato con un’altra donna, Adriana. Peter è molto generoso e Marshal è molto sensibile al lato economico, tant’è che non perde giorno senza calcolare i guadagni dei suoi investimenti in borsa, pur trattandosi comunque di cifre relativamente modeste. Macondo per ringraziarlo dei risultati raggiunti con la terapia, invita Marshal a partecipare ad un affare apparentemente sicuro che si rivela invece un raggiro, facendogli perdere una grossa parte dei suoi risparmi. Quest’ultimo si rivolge quindi ad uno studio di avvocati e capita che sia proprio Carol ad assisterlo. Si chiude quindi il cerchio dei personaggi coinvolti nella storia, ovviamente ignari delle relazioni trasversali che li riguardano e che li porteranno in qualche modo a ribaltare il gioco delle parti ed a rivedere posizioni che ritenevano consolidate.

VALUTAZIONE: Un romanzo scritto dieci anni fa e pubblicato solo nel 2015, precedente quindi a quelli su Nietzsche, Schopenhauer e Spinoza grazie ai quali Yalom ha attirato l’attenzione di critica e pubblico. In questi però è molto più presente la figura del filosofo citato nel titolo di quanto lo sia invece nell’opera in oggetto. Che è incentrata sulla figura dello psicoterapeuta, vista attraverso tre professionisti molto diversi fra loro, sullo sfondo di vicende nelle quali non mancano ingredienti come sesso, potere, inganno e denaro. Il racconto parte bene, s’inceppa un po’ a metà, ma si conclude in un crescendo che lo rende comunque appassionante e piacevole.                                                                                                                                                                                                                                   

…Ha mai pensato al fatto che è più facile formulare una diagnosi la prima volta che si vede un paziente, e diventa invece più difficile quando lo si conosce meglio? Lo chieda a un qualsiasi terapeuta esperto, in privato, e tutti le diranno la stessa cosa! In altre parole, la certezza è inversamente proporzionale alla conoscenza. Niente male come scienza, eh?…‘.

Sul Lettino di Freud 05Come spesso capita, ma ciò non avviene solo in ambito letterario naturalmente, quando un autore raggiunge il successo spesso gli editori (in questo caso), vanno tempestivamente a scavare nelle sue opere precedenti e sfruttando il momento spacciano per novità anche ciò che invece è antecedente alla fama acquisita, con pieno merito fra l’altro, a proposito di Irvin D. Yalom.

Sul Lettino di Freud 04Si veda il caso di ‘Sul Lettino di Freud’, scritto nel 1996 con il titolo originale di ‘Lying on the Couch’, più o meno traducibile in ‘Giacendo sul divano’, che nel 2015 diventa opportunamente il quarto capitolo di una serie, forse ancora aperta, che l’autore ebraico americano sta dedicando ad alcune delle figure più importanti della filosofia. Mentre negli altri suoi romanzi: Le Lacrime di Nietzsche, ad esempio, l’illustre personaggio è al centro di una storia di stampo biografico; La Cura Schopenhauer vede il noto filosofo alle prese con una vicenda ed una cura che ha come protagonista impersonale ‘il senso della vita’ ed infine Il Problema Spinoza è il pretesto per narrare un’ossessione che riguarda da vicino uno dei maggiori teorici del nazismo, in quest’ultimo episodio la presenza nel titolo di Freud appare decisamente forzata.

Quante volte abbiamo sentito o usato un’espressione come ‘lapsus freudiano‘ e perché la cito di proposito? La ragione sta nel fatto che se ci fermassimo al significato che le viene dato di solito e che trae origine dalla filosofia e dal pensiero del famoso personaggio, probabilmente potremmo abusare del suo nome in gran parte dei tomi posti nelle vetrine e sugli scaffali delle librerie.

Sul Lettino di Freud 02Già nel 1901 infatti Sigmund Freud affrontava quella che più banalmente si può definire una sbadataggine, cioè confondere una parola o il nome di una persona con un altro nel corso di una conversazione o anche solo di un pensiero. Secondo il noto filosofo invece essa è tutt’altro che un malinteso involontario, bensì il prodotto dell’inconscio, di quell’area misteriosa della nostra psiche dove si confondono e mescolano realtà e fantasia, passato e presente, verità ed illusione, causa ed effetto. Un crogiolo dal quale ognuno di noi può far riemergere episodi sepolti nella memoria sin dalla prima infanzia, significati reconditi ad azioni, desideri e frustrazioni, anche scelte fatte nel corso degli anni, che possono essere all’origine proprio di quel ‘lapsus freudiano‘. Non è questo però il nocciolo del romanzo di Yalom, pur non potendo escludere nessuna delle contrapposizioni testé citate a proposito dell’inconscio nell’ambito del suo stesso racconto.

‘Sul Lettino di Freud’ racconta infatti le vicende di tre psicoterapeuti, evidenziando nel particolare le loro marcate diversità di carattere e gestione del loro lavoro e più in generale la complessità di una professione che si svolge a stretto contatto con i pazienti, nei confronti dei quali c’è un’etica da rispettare come un dogma, nonostante la fragilità insita nell’essere comunque, anche nello svolgimento delle funzioni psicoterapeutiche, persone come tutte le altre, dotate di sensibilità, sentimenti e quindi anche di debolezze…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’Continua a leggere…