Foto: ‘ a Lerici e dintorni, ‘carpe diem’ fra i colori del giorno e della sera… ‘

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che le ho dato, per informazione sul luogo o semplicemente per dare sfogo alla mia fantasia. Buona visione…

Quante volte avrò scattato foto a Lerici e dintorni, dove sono nato e torno quando mi è possibile? Non saprei neanche dire un numero… ogni volta però, vuoi per caratteristiche proprie della fotografia stessa, che è sinonimo di… ‘cogliere l’attimo’; vuoi perché c’è sempre modo di vedere uno scorcio in maniera diversa dalle precedenti, ci si stupisce di trovare nuove prospettive a vedute, seppure ci si è già trovati di fronte innumerevoli volte.

Tutte le foto, eccetto quella di notte del castello con la luna, ripresa da casa mia, le ho scattate con lo smartphone, quindi chiedo venia per la qualità delle stesse. Ho pensato, per una volta, di dividerle in due gallerie: quelle scattate di giorno, fra le quali ne ho lasciata persino una sbagliata, nella quale il vero soggetto, il castello, è sfocato e posto sullo sfondo, ma è curiosa quindi l’ho lasciata volentieri ugualmente…

…e quelle invece riprese al tramonto o subito dopo, con l’immutabile piacere di rivedere certi posti di Lerici e dintorni, seppure già ampiamente immortalati anche fra le foto che ho scattato in passato ed alle quali ho dedicato una specifica galleria visibile (clicca su questo link se ti va di vederle). Eppure ogni volta è come se cambiassero d’abito, per così dire, arricchendosi di colori e sfumature differenti. Sarà un giudizio di parte, non lo nego, ma è uno spettacolo che non mi stanca mai e che perciò mi ostino a riproporre…

 

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Video: ‘I Nidi e la nuova vita sul fiume Adda’

Non è il primo video in assoluto, da me realizzato, che posto in questo sito, ma è sicuramente il più lungo (una decina di minuti) e che ho cercato di curare al meglio possibile con i miei mezzi, richiedendo quindi del tempo in fase di montaggio. L’ho girato lungo la sponda che scende dal Traghetto di Leonardo da Vinci ad Imbersago sino al ponte di Paderno d’Adda, nel tratto che divide la provincia di Lecco da quella di Bergamo.

Il momento forse più interessante e per alcuni probabilmente sarà anche il più emozionante, è quello che vede i cinque neonati cigni vicino alla loro mamma. Nei giorni scorsi stava ancora covando, protetta da vicino dal maschio e padre in divenire. Un uovo è ancora chiuso e forse non si aprirà mai, lo vedremo nei prossimi giorni, ma credo che la coppia dei genitori possa ritenersi soddisfatta già così per la numerosa nidiata.

In fase di editing, utilizzando ancora il vecchio ma funzionale Movie Maker di Microsoft, ho lasciato volutamente dei momenti nei quali si sente l’audio dal vivo, con il vociare dei volatili ed il rumore del vento, visto che nel corso del pomeriggio il tempo è volto al peggio ed è persino piovuto ad un certo punto. Il resto del video, per coprire i rumori di fondo delle persone che passavano lungo l’argine oppure i commenti alla vista dei neonati cigni, ho inserito alcune musiche d’ambiente che mi auguro risultino gradite. Quindi suggerisco di ascoltare anche l’audio e non limitarsi a guardare le immagini.

Sono inserite nel video, fra i numerosi volatili, sia le classiche paperelle multicolore, che le folaghe dalle piume nere e la fronte bianca con i loro piccoli in addestramento e gli svassi dal lungo becco appuntito. Insomma un ambiente davvero ricco di vita, impreziosito dai numerosi nidi e dai tanti nuovi nati.

La qualità del video risente purtroppo della compressione necessaria per salvarlo e poi per caricarlo e pubblicarlo su Youtube. Mi auguro che risulti piacevole ugualmente.

 

 

Foto: ‘La Nuova Vita Lungo l’Adda’

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e poi scorrerle una dietro l’altra, in avanti ed indietro, usando i tasti freccia del PC. Buona visione…

Maggio è il mese della nuova vita lungo le sponde del fiume Adda, qui al confine fra la provincia di Lecco e quella di Bergamo, nel tratto che corre fra Imbersago e Paderno d’Adda. I nidi di folaghe, di cigni ed altri volatili sono numerosi e per quasi tutti oramai la schiusa delle uova è già avvenuta. I pulcini sono arzilli, gioiosi e scapestrati come tutti i piccoli, inseguiti e redarguiti a versi e nell’indicare loro dalle mamme ed in modo spiccio le vie di fuga. Anche i papà però si danno da fare, avanti e indietro dal nido, nel cercare qualche boccone da portare ai piccoli mentre le mamme vigilano.

Fra le foto ed i video che ho scattato e che propongo qui di seguito, c’è chi ha fatto di una barca la sua casa; chi si sgranchisce le ali mentre cammina lungo la riva del fiume ed anche chi invece, come mamma cigno, s’apparta nella vegetazione circostante a covare le uova, costantemente vigilata dal suo compagno per la vita.

In un ambiente che pare molto più lontano dal traffico e dalla folla di quello che poi è nella realtà, certamente molto più tranquillo nei giorni feriali, gli scorci sono dominati dalle molteplici tonalità di verde nella vegetazione e persino nei riflessi sull’acqua.

Con un po’ di fortuna s’incontrano anche i toponi, cioè le nutrie, che nuotano e s’immergono come sommergibili nel fiume per tornare a galla poco più in là: robuste, grasse e con i baffoni in evidenza. Osservano quasi con noncuranza i curiosi di turno, come il sottoscritto che ne ha seguito il percorso in questo caso per scattare qualche foto e video, sinché un po’ stanca o seccata sale su un ramo affiorante, abbastanza lontano dalla riva per sentirsi al sicuro, dove riposarsi e per lasciarsi andare, potrà forse sembrare strano, ad un po’ di toeletta ed a qualche vigorosa grattata.

Anche se non c’è ostilità fra le nutrie ed i volatili, che difatti spesso s’ignorano a vicenda, nel caso in cui s’avvicinano troppo ai nidi delle folaghe, il padre di turno segue la nutria, beccandola sinché la costringe a scartare di lato ed allontanarsi, nonostante le dimensioni siano chiaramente dalla parte del voluminoso topone. Insomma una vita brulicante ed in molti casi vige una pacifica convivenza, che ad ogni angolo del fiume racconta una storia minimale diversa, la quale, sommata a tutte le altre che si svolgono a breve distanza, costituiscono appunto l’insieme della nuova vita nel fiume.

I video che seguono (li trovi cliccando qui sotto sul bottone ’Continua a leggere’) riprendono alcune brevi sequenze che riguardano alcuni fra i protagonisti delle foto qui sopra. Le quali, per quanto possano essere suggestive, non possono contenere due elementi altrettanto significativi come il movimento e l’audio. Buona visione ed ascolto.Continua a leggere…

Foto: ‘Tra Lerici e Ortonovo…’

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che, per informazione o pura fantasia, le ho dato. Buona visione…

No, non è il III Canto del Purgatorio di Dante Alighieri, nel quale il poeta recita: ‘Tra Lerice e Turbia la più diserta, la più rotta ruina è una scala, verso di quella, agevole e aperta…‘ per parafrasare la difficoltà di salire una strada di montagna a paragone della quale quella fra le due località citate sarebbe un scala agevole. Le foto che pubblico in questo post sono riassuntive di alcuni giorni trascorsi con la famiglia nel paese natio ed alcune escursioni nei dintorni. Nei giorni di Pasqua una bella mareggiata ha fornito l’occasione ad un folto gruppo di surfisti di esibirsi di fronte alla spiaggia della Venere Azzurra che separa Lerici dalla frazione di San Terenzo. Dal castello di Lerici è praticamente impossibile non scattare qualche foto sul paesaggio circostante, anche relative ad inquadrature ripetute innumerevoli volte, ma un gabbiano si è prestato fiero a farsi ritrarre, come a reclamare la proprietà del luogo.

Cliccare sul bottone ‘Continua a leggere’ per proseguire nel viaggio e visualizzare le foto di Ortonovo, Bocca di Magra, il Monastero di Santa Croce e Montemarcello. Buona visione…Continua a leggere…

Foto e Musica: ‘Generale Inverno è Tornato’

La volta scorsa dicevo, parafrasando una canzone di Riccardo Cocciante, ‘…che venga Primavera!‘. Non avevo fatto i conti con il Generale Inverno, che nell’occasione si fa chiamare Buran o Burian (dal quale deriva il termine ‘buriana’), perché stamane lo scenario era quello che vedete nelle foto che seguono e l’Inverno è appunto tornato, per ricordarci che questo è ancora il suo tempo. I posti dove ho scattato queste foto stamani saranno anche già noti, per la gran parte, ma la ‘veste’ bianca li rende comunque diversi ed intriganti, nonostante le montagne sullo sfondo sono ahimè coperte dalle nuvole e non contribuiscono a rendere omaggio al Generale come potrebbero.

Viene quindi quasi spontaneo citare questa straordinaria canzone di Fabrizio De Andrè sul tema dell’inverno, con un testo da far accapponare la pelle e non per il freddo, ma per la bellezza: ‘…La terra stanca sotto la neve dorme il silenzio di un sonno greve. L’inverno raccoglie la sua fatica di mille secoli, da un’alba antica…’. 

Cliccando su una qualsiasi delle foto qui sotto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrerle in avanti ed indietro usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto, è visibile il titolo che, per informazione o pura fantasia, le ho assegnato. Buona visione…

 

 

Foto e Musica: ‘…Che venga Primavera’

Il paesaggio si sta progressivamente modificando verso una nuova Primavera. Se ne vedono i segnali dappertutto nel bosco e sulle piante, come nelle foto che riporto qui sotto, nonostante siano ancora ben presenti le testimonianze dell’autunno-inverno. Anche le giornate si stanno allungando nel frattempo e viene la voglia di riascoltare la splendida canzone di Riccardo Cocciante, il cui metaforico testo sulla primavera è il seguente: ‘…e solcherò il tuo corpo, come se fosse terra. Cancellerò quei segni dell’ultima tua guerra. E brucerò col fuoco quest’erba tua cattiva. E ti farò con l’acqua più fertile e più viva. E pregherò che il sole asciughi questo pianto. E pregherò che il tempo guarisca le ferite. Poi costruirò una serra intorno al tuo sorriso. Farò della tua vita, un altro paradiso. Sarò il tuo contadino e tu la terra mia. Combatterò col vento che non ti porti via. Poi spargerò il mio seme nella tua verde valle e aspetteremo insieme che venga primavera. Che venga primavera…‘. Vedete e ascoltante nel video qui di seguito.

Cliccando su una qualsiasi delle foto qui sotto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto, è visibile il titolo che, per informazione o pura fantasia, le ho assegnato. Buona visione…

Foto: ‘Gocce di Brianza’

Durante una passeggiata e nel corso di una bella giornata, è difficile resistere allo scatto compulsivo, anche se i soggetti non sono delle novità. Ogni foto comunque è una storia a sé, perché basta una nuvola che si riflette con una certa angolatura, oppure il sole posto un po’ più in là della volta precedente, per dare un aspetto diverso ad ogni inquadratura. Insomma dove ci sono sole, luci ed ombre, acqua, nuvole, prati e colline, come in Brianza, scattare foto, anche soltanto con uno smartphone come in questo caso, diventa un riflesso naturale, se non addirittura un obbligo.

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che, per informazione o pura fantasia, le ho dato. Buona visione…