Foto: ‘Scene da una normale piena sull’Adda’

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che le ho dato, per informazione sul luogo o semplicemente per dare sfogo alla mia fantasia. Buona visione…

In questo blog, come credo sia evidente, si parla essenzialmente di cinema, letture, musica e foto. Quindi ci può anche stare che possa intitolare questo collage di scatti fotografici, effettuati semplicemente con uno smartphone nel corso di qualche recente passeggiata-escursione in luoghi per me abituali, ma sempre piacevoli ed affascinanti, prendendo spunto proprio dal titolo di un famoso film di Ingmar Bergman ‘Scene da un matrimonio‘, anche se le analogie ovviamente finiscono lì.

Le scene di una piena sono generalmente drammatiche, a volte i danni e le vittime le trasformano in tragedia. In altre occasioni invece, per fortuna, è con piacere e rispetto che si può osservare la maestosità della natura e goderne lo spettacolo senza colpo ferire, per così dire. Gli scatti che seguono, seppure riferiti a giornate diverse, in qualche modo rappresentano il corso di un’unica ideale, dal mattino al tramonto. Come spesso capita al fotografo amatoriale visionario che, pur in tutta modestia, si ritiene un po’ di essere chi scrive, le occasioni migliori sono quelle che permettono di trovare inquadrature e prospettive meno consuete, pur inframmezzate ad altre ordinarie che però le completano. Esserci riusciti o meno spetta dirlo a chi scorrerà la galleria delle foto. Io di sicuro ho unito l’utile di qualche salutare passeggiata lungo la riva del fiume Adda al dilettevole, come suol dirsi, dando alle immagini anche un titolo, in alcuni casi di fantasia, basato sulle istintive sensazioni che mi hanno suggerito.

  

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Documentario: ‘Punto di NON Ritorno – Before the Flood’

PUNTO DI NON RITORNO – BEFORE THE FLOOD

Titolo Originale: Before the Flood

 Nazione: USA

Anno:  2016

Genere: Documentario

Durata: 96′

Regia: Fischer Stevens

Commento Parlato: Leonardo Di Caprio (doppiato da Francesco Pezzulli)

VALUTAZIONE: un significativo ed impressionante reportage sui cambiamenti climatici provocati dall’azione sconsiderata e dal menefreghismo interessato di alcune organizzazioni, multinazionali e stati. Le immagini e le parole degli intervistati testimoniano ciò che sta avvenendo, a dispetto dalla lentezza di chi dovrebbe agire concretamente o, peggio ancora, dai negazionisti che mirano solo al loro tornaconto personale. Al netto della pubblicità che questa iniziativa e l’incarico di ‘ambasciatore’ ricevuto dall’ONU hanno procurato a Leonardo Di Caprio, che però ci ha messo anche la faccia, la condivisione di questo documentario è utile, se ce ne fosse bisogno, per comprendere il valore della posta in palio e quindi premere su chi di dovere, anche attraverso il voto, almeno laddove è possibile, perché ne consegua l’indispensabile inversione di tendenza.

Chi mi conosce personalmente e chi frequenta da tempo questo blog ritengo che mi possa riconoscere, se non altro, lo sforzo di cercare di essere il più possibile equidistante, evitando posizioni, come si dice nei casi di peggiore estremismo, da ‘talebano’, nel commentare film, serie TV e romanzi, dai quali traspaiono inevitabilmente anche mie opinioni personali che superano, in senso stretto, l’opera specifica sulla quale scrivo il mio commento. 

Mi interessa molto il settore dei documentari naturalistici e non ho creato una apposita sezione soltanto perché ahimè tutto non si può fare, vedere e neppure scrivere, e quindi bisogna imporsi dei limiti, ma a volte capitano temi particolari di denuncia sui quali tacere diventa un boomerang, se non proprio una sorta di connivenza. Specie se, come in questo caso, in gioco c’è la salute del bene più prezioso che possediamo, in quanto esseri umani. Vale a dire il pianeta Terra che abitiamo, così ben descritto in tutta la sua bellezza e straordinarietà dalla Serie TV ‘One Strange Rock – Pianeta Terra’  (clicca sul titolo di diverso colore se vuoi leggere il mio commento), della quale mi sono sentito in dovere qualche tempo fa di esaltarne le qualità sotto tutti i punti di vista, uscendo perciò dagli ambiti circoscritti di questo blog. 

Una simile necessità si è ripresentata assistendo a questo documentario (interamente visibile su Youtube, cliccando sull’immagine qui sopra), che non è da considerare in un’ottica di pura contemplazione, di valutazione tecnica, di bravura attoriale o semplicemente di compiacimento per ciò che il credente riconosce a Dio nella sua rappresentazione attraverso Madre Natura, bensì perché ‘Punto di NON Ritorno – Before the Flood‘ mostra una serie d’immagini che parlano da sole e di prove inoppugnabili che richiedono azioni concrete già tardivamente e colpevolmente disattese. E purtroppo, rispetto alla data di realizzazione di quest’opera, che è del 2016, ci sono tuttora strati della società internazionale ed importanti uomini politici che continuano a fare orecchie da mercante, o peggio ancora a negare persino l’evidenza.

Le ragioni non dipendono né da ignoranza e tanto meno da superficialità, quanto semmai da una lucida malafede, fondata su interessi economici di parte, nello sminuire sistematicamente le prove inconfutabili fornite dalla scienza e dai segnali sempre più allarmanti che provengono in tutto il mondo sui cambiamenti del clima, irresponsabilmente attribuiti da costoro ai cicli della natura. Come d’altronde e nel nostro piccolo, alla data di questo fine ottobre 2018, abbiamo visto anche nella mia cara e natale Liguria, così come in altre regioni del centro Nord Italia, dai danni causati dal passaggio di un vero e proprio uragano, che non si può certo definire usuale a queste coordinate geografiche. Il quale segue eventi sempre più frequenti di calamità dovute a presunte ‘cause naturali’, seguendo il mantra dei ‘negazionisti’, oltre alle catastrofi che di suo, l’uomo contribuisce a creare, vedi ponte Morandi a Genova.

Il NON maiuscolo nel titolo quindi l’ho aggiunto io, per dare maggiore risalto al fatto che non si sta parlando di un effetto transitorio per il quale è sufficiente stringere i denti, lasciarlo passare e poi tornare alla normalità, ma qualcosa di ben più grave, che si verifica sempre più spesso in una escalation che, alla stessa stregua dell’estinzione di una specie animale, superato il punto di non ritorno, poi non c’è il modo di tornare indietro, di recuperare ciò che è andato perduto. Il documentario è prodotto, fra gli altri, da Leonardo Di Caprio, il quale ci guida con lucidità, efficacia e disponibilità a sentire anche le diverse ed opposte opinioni, in una sorta di tour degli orrori in giro per il mondo. Il celebre attore vuole rimarcare proprio questo aspetto, cioè il perseverare di tale azzardato gioco con il fuoco, per così dire, contando sull’illusione che il nostro pianeta possieda risorse illimitate di resistenza agli attacchi che da più parti ed in maniera sempre più estesa e proditoria gli vengono portati…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’).Continua a leggere…

Foto: ‘ a Lerici e dintorni, ‘carpe diem’ fra i colori del giorno e della sera… ‘

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che le ho dato, per informazione sul luogo o semplicemente per dare sfogo alla mia fantasia. Buona visione…

Quante volte avrò scattato foto a Lerici e dintorni, dove sono nato e torno quando mi è possibile? Non saprei neanche dire un numero… ogni volta però, vuoi per caratteristiche proprie della fotografia stessa, che è sinonimo di… ‘cogliere l’attimo’; vuoi perché c’è sempre modo di vedere uno scorcio in maniera diversa dalle precedenti, ci si stupisce di trovare nuove prospettive a vedute, seppure ci si è già trovati di fronte innumerevoli volte.

Tutte le foto, eccetto quella di notte del castello con la luna, ripresa da casa mia, le ho scattate con lo smartphone, quindi chiedo venia per la qualità delle stesse. Ho pensato, per una volta, di dividerle in due gallerie: quelle scattate di giorno, fra le quali ne ho lasciata persino una sbagliata, nella quale il vero soggetto, il castello, è sfocato e posto sullo sfondo, ma è curiosa quindi l’ho lasciata volentieri ugualmente…

…e quelle invece riprese al tramonto o subito dopo, con l’immutabile piacere di rivedere certi posti di Lerici e dintorni, seppure già ampiamente immortalati anche fra le foto che ho scattato in passato ed alle quali ho dedicato una specifica galleria visibile (clicca su questo link se ti va di vederle). Eppure ogni volta è come se cambiassero d’abito, per così dire, arricchendosi di colori e sfumature differenti. Sarà un giudizio di parte, non lo nego, ma è uno spettacolo che non mi stanca mai e che perciò mi ostino a riproporre…

 

Video: ‘I Nidi e la nuova vita sul fiume Adda’

Non è il primo video in assoluto, da me realizzato, che posto in questo sito, ma è sicuramente il più lungo (una decina di minuti) e che ho cercato di curare al meglio possibile con i miei mezzi, richiedendo quindi del tempo in fase di montaggio. L’ho girato lungo la sponda che scende dal Traghetto di Leonardo da Vinci ad Imbersago sino al ponte di Paderno d’Adda, nel tratto che divide la provincia di Lecco da quella di Bergamo.

Il momento forse più interessante e per alcuni probabilmente sarà anche il più emozionante, è quello che vede i cinque neonati cigni vicino alla loro mamma. Nei giorni scorsi stava ancora covando, protetta da vicino dal maschio e padre in divenire. Un uovo è ancora chiuso e forse non si aprirà mai, lo vedremo nei prossimi giorni, ma credo che la coppia dei genitori possa ritenersi soddisfatta già così per la numerosa nidiata.

In fase di editing, utilizzando ancora il vecchio ma funzionale Movie Maker di Microsoft, ho lasciato volutamente dei momenti nei quali si sente l’audio dal vivo, con il vociare dei volatili ed il rumore del vento, visto che nel corso del pomeriggio il tempo è volto al peggio ed è persino piovuto ad un certo punto. Il resto del video, per coprire i rumori di fondo delle persone che passavano lungo l’argine oppure i commenti alla vista dei neonati cigni, ho inserito alcune musiche d’ambiente che mi auguro risultino gradite. Quindi suggerisco di ascoltare anche l’audio e non limitarsi a guardare le immagini.

Sono inserite nel video, fra i numerosi volatili, sia le classiche paperelle multicolore, che le folaghe dalle piume nere e la fronte bianca con i loro piccoli in addestramento e gli svassi dal lungo becco appuntito. Insomma un ambiente davvero ricco di vita, impreziosito dai numerosi nidi e dai tanti nuovi nati.

La qualità del video risente purtroppo della compressione necessaria per salvarlo e poi per caricarlo e pubblicarlo su Youtube. Mi auguro che risulti piacevole ugualmente.

 

 

Foto: ‘La Nuova Vita Lungo l’Adda’

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e poi scorrerle una dietro l’altra, in avanti ed indietro, usando i tasti freccia del PC. Buona visione…

Maggio è il mese della nuova vita lungo le sponde del fiume Adda, qui al confine fra la provincia di Lecco e quella di Bergamo, nel tratto che corre fra Imbersago e Paderno d’Adda. I nidi di folaghe, di cigni ed altri volatili sono numerosi e per quasi tutti oramai la schiusa delle uova è già avvenuta. I pulcini sono arzilli, gioiosi e scapestrati come tutti i piccoli, inseguiti e redarguiti a versi e nell’indicare loro dalle mamme ed in modo spiccio le vie di fuga. Anche i papà però si danno da fare, avanti e indietro dal nido, nel cercare qualche boccone da portare ai piccoli mentre le mamme vigilano.

Fra le foto ed i video che ho scattato e che propongo qui di seguito, c’è chi ha fatto di una barca la sua casa; chi si sgranchisce le ali mentre cammina lungo la riva del fiume ed anche chi invece, come mamma cigno, s’apparta nella vegetazione circostante a covare le uova, costantemente vigilata dal suo compagno per la vita.

In un ambiente che pare molto più lontano dal traffico e dalla folla di quello che poi è nella realtà, certamente molto più tranquillo nei giorni feriali, gli scorci sono dominati dalle molteplici tonalità di verde nella vegetazione e persino nei riflessi sull’acqua.

Con un po’ di fortuna s’incontrano anche i toponi, cioè le nutrie, che nuotano e s’immergono come sommergibili nel fiume per tornare a galla poco più in là: robuste, grasse e con i baffoni in evidenza. Osservano quasi con noncuranza i curiosi di turno, come il sottoscritto che ne ha seguito il percorso in questo caso per scattare qualche foto e video, sinché un po’ stanca o seccata sale su un ramo affiorante, abbastanza lontano dalla riva per sentirsi al sicuro, dove riposarsi e per lasciarsi andare, potrà forse sembrare strano, ad un po’ di toeletta ed a qualche vigorosa grattata.

Anche se non c’è ostilità fra le nutrie ed i volatili, che difatti spesso s’ignorano a vicenda, nel caso in cui s’avvicinano troppo ai nidi delle folaghe, il padre di turno segue la nutria, beccandola sinché la costringe a scartare di lato ed allontanarsi, nonostante le dimensioni siano chiaramente dalla parte del voluminoso topone. Insomma una vita brulicante ed in molti casi vige una pacifica convivenza, che ad ogni angolo del fiume racconta una storia minimale diversa, la quale, sommata a tutte le altre che si svolgono a breve distanza, costituiscono appunto l’insieme della nuova vita nel fiume.

I video che seguono (li trovi cliccando qui sotto sul bottone ’Continua a leggere’) riprendono alcune brevi sequenze che riguardano alcuni fra i protagonisti delle foto qui sopra. Le quali, per quanto possano essere suggestive, non possono contenere due elementi altrettanto significativi come il movimento e l’audio. Buona visione ed ascolto.Continua a leggere…

Foto: ‘Tra Lerici e Ortonovo…’

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che, per informazione o pura fantasia, le ho dato. Buona visione…

No, non è il III Canto del Purgatorio di Dante Alighieri, nel quale il poeta recita: ‘Tra Lerice e Turbia la più diserta, la più rotta ruina è una scala, verso di quella, agevole e aperta…‘ per parafrasare la difficoltà di salire una strada di montagna a paragone della quale quella fra le due località citate sarebbe un scala agevole. Le foto che pubblico in questo post sono riassuntive di alcuni giorni trascorsi con la famiglia nel paese natio ed alcune escursioni nei dintorni. Nei giorni di Pasqua una bella mareggiata ha fornito l’occasione ad un folto gruppo di surfisti di esibirsi di fronte alla spiaggia della Venere Azzurra che separa Lerici dalla frazione di San Terenzo. Dal castello di Lerici è praticamente impossibile non scattare qualche foto sul paesaggio circostante, anche relative ad inquadrature ripetute innumerevoli volte, ma un gabbiano si è prestato fiero a farsi ritrarre, come a reclamare la proprietà del luogo.

Cliccare sul bottone ‘Continua a leggere’ per proseguire nel viaggio e visualizzare le foto di Ortonovo, Bocca di Magra, il Monastero di Santa Croce e Montemarcello. Buona visione…Continua a leggere…

Foto e Musica: ‘Generale Inverno è Tornato’

La volta scorsa dicevo, parafrasando una canzone di Riccardo Cocciante, ‘…che venga Primavera!‘. Non avevo fatto i conti con il Generale Inverno, che nell’occasione si fa chiamare Buran o Burian (dal quale deriva il termine ‘buriana’), perché stamane lo scenario era quello che vedete nelle foto che seguono e l’Inverno è appunto tornato, per ricordarci che questo è ancora il suo tempo. I posti dove ho scattato queste foto stamani saranno anche già noti, per la gran parte, ma la ‘veste’ bianca li rende comunque diversi ed intriganti, nonostante le montagne sullo sfondo sono ahimè coperte dalle nuvole e non contribuiscono a rendere omaggio al Generale come potrebbero.

Viene quindi quasi spontaneo citare questa straordinaria canzone di Fabrizio De Andrè sul tema dell’inverno, con un testo da far accapponare la pelle e non per il freddo, ma per la bellezza: ‘…La terra stanca sotto la neve dorme il silenzio di un sonno greve. L’inverno raccoglie la sua fatica di mille secoli, da un’alba antica…’. 

Cliccando su una qualsiasi delle foto qui sotto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrerle in avanti ed indietro usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto, è visibile il titolo che, per informazione o pura fantasia, le ho assegnato. Buona visione…