Foto: ‘Due Giorni a Ravenna’

Ravenna # Basilica di Sant’Apollinare in Classe

Tutte le foto presenti nella galleria dedicata a Ravenna, comprese quelle riportate come esempio in questo stesso articolo, sono visibili nella sezione Fotografia dedicata alle varie città d’Italia ed al di fuori che ho avuto l’opportunità di visitare negli ultimi anni, accessibili cliccando QUI

Lasciata Ferrara, la relativa vicinanza rendeva ghiotta l’occasione per spendere altri due giorni e completare una bella accoppiata con Ravenna e difatti mia moglie ed io non ce la siamo fatta scappare. Il meteo oltretutto indicava un cauto ottimismo ed in effetti tutto è andato per il meglio, temperatura a parte, che è rimasta bella fresca, specie in prima mattina ed in serata, ma per il turista è certamente più indicata del caldo torrido. 

Ravenna # Basilica di San Giovanni Evangelista

Ravenna è celebre per gli storici mosaici che si ritrovano in ogni luogo, simbolo stesso della città, che sono utilizzati persino nelle targhe delle vie ed allo stesso modo di Ferrara, anche nel suo caso il centro storico è racchiuso in uno spazio limitato, perfettamente percorribile a piedi senza essere degli atleti allenati. Solo due mete sono un po’ più distanti, in particolare la Basilica di Santo Apollinare in Classe e così abbiamo deciso di andarci in mattinata direttamente in auto, provenienti da Ferrara e Molinella, prim’ancora di raggiungere l’hotel prenotato in centro. E sin dal momento in cui si entra nella Basilica si ha un impatto impressionante sulla bellezza e sulla maestosità dei mosaici policromi.

Ravenna # Mausoleo di Galla Placidia – Mosaici

I principali monumenti s’incontrano in un facile percorso nel centro storico. Dalla basilica di Santo Apollinare Nuovo, alla Cappella di Sant’Andrea, alla Basilica di San Vitale ed al Mausoleo di Galla Placidia, al Battistero degli Ariani, la tomba di Dante Alighieri antistante la Basilica di San Francesco. E se vi intrigano le particolarità, la Domus dei Tappeti di Pietra, una sorta di città sotterranea tappezzata di mosaici, manco a dirlo, posta a tre metri sotto il livello stradale e venuta alla luce durante gli scavi di un privato cittadino che voleva ricavarne un box, credo che risponda perfettamente allo scopo. 

Anche a Ravenna abbondano le biciclette ed il centro storico è per gran parte pedonale. I piatti tipici sono analoghi a quelli di Ferrara.

Cliccando su una qualsiasi delle foto presenti nella galleria, accessibile anche cliccando QUI, è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrerle in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia del PC. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che le ho dato, per informazione sul luogo ed il soggetto. Buona visione…

Annunci

Foto: ‘Due Giorni a Ferrara’

Ferrara # Castello Estense, parziale

Sfidando l’inclemenza del meteo di questo maggio 2019 vestito da novembre, mia moglie ed io siamo andati a visitare Ferrara com’era nostra intenzione già da molto tempo. È andata meglio di quello che temevamo ed a parte una temperatura non proprio primaverile, la pioggia ci ha quasi del tutto risparmiati e ci siamo così goduti la città estense. Nella quale si respira ancora un’atmosfera medioevale, stretti fra il castello estense, le basiliche, la piazza della cattedrale, le vie del ghetto ebraico e quella delle volte, naturalmente senza che manchi nulla dei servizi del nostro tempo.

Il centro storico di Ferrara ha le dimensioni giuste per essere percorso a piedi da un capo all’altro (fermo restando che, per definizione, la vita del turista è durissima…), dove sono locate le maggiori perle artistiche di una delle città che a buon diritto fa parte dei gioielli del corposo patrimonio del nostro paese. Buona parte dello stesso centro storico è pedonale e ciclistico, perché una cosa diventa subito evidente a Ferrara: il numero fuori dal comune delle biciclette e la destrezza di chi le sa guidare passando persino a zig zag fra i pedoni. Suggerisco caldamente, nel visitare il castello estense, di aggregarsi ad un gruppo con la guida e di seguire, grazie all’auricolare collegato ad un piccolo ricevitore che viene distribuito ad ognuno, la descrizione storica e delle varie sale ed opere presenti nel castello che altrimenti potrebbero risultare, alcune almeno, prive di significato. Il racconto è molto piacevole ed interessante.  

Ferrara # Via delle Volte

Ovviamente non abbiamo perso l’occasione di assaggiare le golosità tipiche del posto: dai cappellacci ripieni di zucca, al pasticcio ferrarese, alla salama da sugo, ai garganelli, il salame zia ferrarese, la torta tenerina ed ovviamente la piadina nelle sue numerose varianti. Senza saperlo prima della partenza, ci siamo ritrovati anche nel mezzo della sfilata di un numero infinito di Ferrari e Mercedes in occasioni della Mille Miglia con partenza proprio dalla storica piazza Trento e Trieste.

La galleria fotografica cui è possibile accedere cliccando QUI, oltre alle tre immagini riportate in questo articolo, per quanto dettagliata rispetto al tempo limitato a disposizione, non rende comunque giustizia per intero alla bellezza della città. Peccato che la Cattedrale di San Giorgio abbia la splendida facciata imbragata dai ponteggi ed è coperta quasi del tutto da un lungo drappo che ne riporta l’immagine stampata, così come l’interno della stessa Cattedrale è interdetto al pubblico a causa dei danni riportati in occasione del terremoto del 2012. Lo stesso vale per Palazzo Schifanoia, altro pezzo da novanta della città, ma anche con questi limiti, le restanti opere d’arte sono più che sufficienti per soddisfare il

Ferrara # Lato Cattedrale su Piazza Trento e Trieste

palato più esigente del turista ed appassionato d’arte. Quando torneranno ad essere nuovamente agibili questi due capolavori, ci sarà una buona ragione per ritornare a Ferrara…

Tutte le foto presenti nella galleria dedicata a Ferrara nella sezione Fotografia a sua volta riservata alle varie città d’Italia ed anche fuori dal nostro paese che ho avuto l’opportunità di visitare negli ultimi anni, riportano la descrizione del luogo e, laddove possibile, anche qualche dettaglio, così che il lettore possa eventualmente approfondirne le informazioni per suo conto con una ricerca facilitata in Internet. 

Cliccando su una qualsiasi delle foto presenti nella galleria, accessibile anche cliccando QUI, è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia del PC. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che le ho dato, per informazione sul luogo ed il soggetto. Buona visione…

Foto: ‘Notre Dame a Parigi durante una vacanza nel giugno 2006’

Il terribile incendio di oggi mi ha riportato inevitabilmente alla memoria il viaggio che ho fatto a Parigi nel giugno 2006 con mia moglie e mio figlio, durante il quale abbiamo visitato naturalmente anche la Cattedrale di Notre Dame. Per scelta mia personale, nella sezione foto di Parigi presente in questo blog, non ne avevo inserita neppure una relativa a questo celebre monumento, non ritenendole significative ma unicamente dal punto di vista della qualità fotografica, mentre in questa triste occasione le ripropongo in segno di omaggio e testimonianza di quello che purtroppo non è più, almeno all’interno della struttura. Il dispiacere ovviamente è immenso, perché nonostante questa sera ci si possa sentire tutti francesi, quando si parla di opere d’arte di questa importanza, la nazionalità diventa secondaria e lo sfregio ad un monumento così significativo e noto, è un grande dolore a prescindere da ogni altro aspetto.

 

Foto: ‘Il Bene fondamentale dell’Acqua, fra lago e mare: Lecco, Brivio, La Spezia e Lerici’

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che le ho dato, per informazione sul luogo o semplicemente per dare sfogo alla mia fantasia. Buona visione…

L’Acqua non è solo un elemento fondamentale della vita sulla terra, ma qualcosa che chi ci è nato vicino, che sia lago o mare, sente poi per sempre dentro di sé, come qualcosa che gli appartiene intimamente la cui mancanza si fa sentire prima o poi, inconsciamente o meno ed anche la semplice veduta è sufficiente a restituire piacevoli sensazioni di serenità e familiarità.

Le foto che seguono sono tutte incentrate sul tema comune dell’acqua appunto, seppure in località diverse e distanti fra loro. Le ho scattate con uno smartphone e mostrano in tempi diversi nell’arco di un paio di mesi, inquadrature di Lecco ed il lago omonimo, dintorni di Brivio, il porto di Mirabello di La Spezia, Lerici e frazioni del comune omonimo. Ovviamente sono i luoghi dove vivo abitualmente. 

Le quattro foto qui di seguito fanno parte di una galleria che è possibile vedere nella sua completezza cliccando qui sotto sul pulsante ‘Continua a Leggere’.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Continua a leggere…

Foto: ‘Scene da una normale piena sull’Adda’

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che le ho dato, per informazione sul luogo o semplicemente per dare sfogo alla mia fantasia. Buona visione…

In questo blog, come credo sia evidente, si parla essenzialmente di cinema, letture, musica e foto. Quindi ci può anche stare che possa intitolare questo collage di scatti fotografici, effettuati semplicemente con uno smartphone nel corso di qualche recente passeggiata-escursione in luoghi per me abituali, ma sempre piacevoli ed affascinanti, prendendo spunto proprio dal titolo di un famoso film di Ingmar Bergman ‘Scene da un matrimonio‘, anche se le analogie ovviamente finiscono lì.

Le scene di una piena sono generalmente drammatiche, a volte i danni e le vittime le trasformano in tragedia. In altre occasioni invece, per fortuna, è con piacere e rispetto che si può osservare la maestosità della natura e goderne lo spettacolo senza colpo ferire, per così dire. Gli scatti che seguono, seppure riferiti a giornate diverse, in qualche modo rappresentano il corso di un’unica ideale, dal mattino al tramonto. Come spesso capita al fotografo amatoriale visionario che, pur in tutta modestia, si ritiene un po’ di essere chi scrive, le occasioni migliori sono quelle che permettono di trovare inquadrature e prospettive meno consuete, pur inframmezzate ad altre ordinarie che però le completano. Esserci riusciti o meno spetta dirlo a chi scorrerà la galleria delle foto. Io di sicuro ho unito l’utile di qualche salutare passeggiata lungo la riva del fiume Adda al dilettevole, come suol dirsi, dando alle immagini anche un titolo, in alcuni casi di fantasia, basato sulle istintive sensazioni che mi hanno suggerito.

  

Documentario: ‘Punto di NON Ritorno – Before the Flood’

PUNTO DI NON RITORNO – BEFORE THE FLOOD

Titolo Originale: Before the Flood

 Nazione: USA

Anno:  2016

Genere: Documentario

Durata: 96′

Regia: Fischer Stevens

Commento Parlato: Leonardo Di Caprio (doppiato da Francesco Pezzulli)

VALUTAZIONE: un significativo ed impressionante reportage sui cambiamenti climatici provocati dall’azione sconsiderata e dal menefreghismo interessato di alcune organizzazioni, multinazionali e stati. Le immagini e le parole degli intervistati testimoniano ciò che sta avvenendo, a dispetto dalla lentezza di chi dovrebbe agire concretamente o, peggio ancora, dai negazionisti che mirano solo al loro tornaconto personale. Al netto della pubblicità che questa iniziativa e l’incarico di ‘ambasciatore’ ricevuto dall’ONU hanno procurato a Leonardo Di Caprio, che però ci ha messo anche la faccia, la condivisione di questo documentario è utile, se ce ne fosse bisogno, per comprendere il valore della posta in palio e quindi premere su chi di dovere, anche attraverso il voto, almeno laddove è possibile, perché ne consegua l’indispensabile inversione di tendenza.

Chi mi conosce personalmente e chi frequenta da tempo questo blog ritengo che mi possa riconoscere, se non altro, lo sforzo di cercare di essere il più possibile equidistante, evitando posizioni, come si dice nei casi di peggiore estremismo, da ‘talebano’, nel commentare film, serie TV e romanzi, dai quali traspaiono inevitabilmente anche mie opinioni personali che superano, in senso stretto, l’opera specifica sulla quale scrivo il mio commento. 

Mi interessa molto il settore dei documentari naturalistici e non ho creato una apposita sezione soltanto perché ahimè tutto non si può fare, vedere e neppure scrivere, e quindi bisogna imporsi dei limiti, ma a volte capitano temi particolari di denuncia sui quali tacere diventa un boomerang, se non proprio una sorta di connivenza. Specie se, come in questo caso, in gioco c’è la salute del bene più prezioso che possediamo, in quanto esseri umani. Vale a dire il pianeta Terra che abitiamo, così ben descritto in tutta la sua bellezza e straordinarietà dalla Serie TV ‘One Strange Rock – Pianeta Terra’  (clicca sul titolo di diverso colore se vuoi leggere il mio commento), della quale mi sono sentito in dovere qualche tempo fa di esaltarne le qualità sotto tutti i punti di vista, uscendo perciò dagli ambiti circoscritti di questo blog. 

Una simile necessità si è ripresentata assistendo a questo documentario (interamente visibile su Youtube, cliccando sull’immagine qui sopra), che non è da considerare in un’ottica di pura contemplazione, di valutazione tecnica, di bravura attoriale o semplicemente di compiacimento per ciò che il credente riconosce a Dio nella sua rappresentazione attraverso Madre Natura, bensì perché ‘Punto di NON Ritorno – Before the Flood‘ mostra una serie d’immagini che parlano da sole e di prove inoppugnabili che richiedono azioni concrete già tardivamente e colpevolmente disattese. E purtroppo, rispetto alla data di realizzazione di quest’opera, che è del 2016, ci sono tuttora strati della società internazionale ed importanti uomini politici che continuano a fare orecchie da mercante, o peggio ancora a negare persino l’evidenza.

Le ragioni non dipendono né da ignoranza e tanto meno da superficialità, quanto semmai da una lucida malafede, fondata su interessi economici di parte, nello sminuire sistematicamente le prove inconfutabili fornite dalla scienza e dai segnali sempre più allarmanti che provengono in tutto il mondo sui cambiamenti del clima, irresponsabilmente attribuiti da costoro ai cicli della natura. Come d’altronde e nel nostro piccolo, alla data di questo fine ottobre 2018, abbiamo visto anche nella mia cara e natale Liguria, così come in altre regioni del centro Nord Italia, dai danni causati dal passaggio di un vero e proprio uragano, che non si può certo definire usuale a queste coordinate geografiche. Il quale segue eventi sempre più frequenti di calamità dovute a presunte ‘cause naturali’, seguendo il mantra dei ‘negazionisti’, oltre alle catastrofi che di suo, l’uomo contribuisce a creare, vedi ponte Morandi a Genova.

Il NON maiuscolo nel titolo quindi l’ho aggiunto io, per dare maggiore risalto al fatto che non si sta parlando di un effetto transitorio per il quale è sufficiente stringere i denti, lasciarlo passare e poi tornare alla normalità, ma qualcosa di ben più grave, che si verifica sempre più spesso in una escalation che, alla stessa stregua dell’estinzione di una specie animale, superato il punto di non ritorno, poi non c’è il modo di tornare indietro, di recuperare ciò che è andato perduto. Il documentario è prodotto, fra gli altri, da Leonardo Di Caprio, il quale ci guida con lucidità, efficacia e disponibilità a sentire anche le diverse ed opposte opinioni, in una sorta di tour degli orrori in giro per il mondo. Il celebre attore vuole rimarcare proprio questo aspetto, cioè il perseverare di tale azzardato gioco con il fuoco, per così dire, contando sull’illusione che il nostro pianeta possieda risorse illimitate di resistenza agli attacchi che da più parti ed in maniera sempre più estesa e proditoria gli vengono portati…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’).Continua a leggere…

Foto: ‘ a Lerici e dintorni, ‘carpe diem’ fra i colori del giorno e della sera… ‘

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Avvicinando il mouse ad ogni singola foto è visibile il titolo che le ho dato, per informazione sul luogo o semplicemente per dare sfogo alla mia fantasia. Buona visione…

Quante volte avrò scattato foto a Lerici e dintorni, dove sono nato e torno quando mi è possibile? Non saprei neanche dire un numero… ogni volta però, vuoi per caratteristiche proprie della fotografia stessa, che è sinonimo di… ‘cogliere l’attimo’; vuoi perché c’è sempre modo di vedere uno scorcio in maniera diversa dalle precedenti, ci si stupisce di trovare nuove prospettive a vedute, seppure ci si è già trovati di fronte innumerevoli volte.

Tutte le foto, eccetto quella di notte del castello con la luna, ripresa da casa mia, le ho scattate con lo smartphone, quindi chiedo venia per la qualità delle stesse. Ho pensato, per una volta, di dividerle in due gallerie: quelle scattate di giorno, fra le quali ne ho lasciata persino una sbagliata, nella quale il vero soggetto, il castello, è sfocato e posto sullo sfondo, ma è curiosa quindi l’ho lasciata volentieri ugualmente…

…e quelle invece riprese al tramonto o subito dopo, con l’immutabile piacere di rivedere certi posti di Lerici e dintorni, seppure già ampiamente immortalati anche fra le foto che ho scattato in passato ed alle quali ho dedicato una specifica galleria visibile (clicca su questo link se ti va di vederle). Eppure ogni volta è come se cambiassero d’abito, per così dire, arricchendosi di colori e sfumature differenti. Sarà un giudizio di parte, non lo nego, ma è uno spettacolo che non mi stanca mai e che perciò mi ostino a riproporre…