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I Film e le Serie TV Che Vedo

In questa sezione pubblicherò i commenti ai film ed alle Serie TV che vedo, proponendo il mio personalissimo punto di vista, come una sorta di riflessione indirizzata anche a me stesso, per meglio comprendere l’opera che ho appena visto.                                                                                            Cliccando qui di seguito su ‘Continua a leggere’ oppure su LISTA DEI FILM E SERIE TV è possibile accedere all’elenco in ordine alfabetico e visualizzare quindi il commento delle opere presenti. Altrimenti digita qualcosa nel campo di ricerca qui di fianco a destra e premi il bottone Cerca.

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I Libri Che Leggo

In questa sezione pubblicherò i miei commenti ai libri, romanzi in particolare, che leggo. Pur esprimendo ovviamente giudizi del tutto personali e quindi opinabili, mi auguro comunque che queste note possano essere utili per comprendere il contesto e farsi un’idea generale delle opere.                                                                                                                             Cliccando qui di seguito su ’Continua a leggere’ oppure su LISTA DEI LIBRI è possibile accedere all’elenco in ordine alfabetico e visualizzare il commento delle opere presenti. Altrimenti digita qualcosa nel campo di ricerca qui di fianco a destra e premi il bottone Cerca

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Le Mie Foto

In questa sezione pubblicherò alcune delle mie fotografie, suddivise in tre Categorie (qui di fianco le località sono numerate e dettagliate, per un più facile ed immediato accesso): I Miei Posti, un piccolo omaggio ai luoghi dove sono nato e quelli dove attualmente risiedo, e relativi dintorni; In Viaggio contiene alcune foto scattate durante le vacanze con la mia famiglia, i parenti e gli amici in posti più o meno lontani; ‘Famole Strane’ è infine lo spazio creativo dedicato alla mia fantasia ed immaginazione, che può trovare espressione per caso o per intuizione. Si noti che ci sono pochissime foto di persone, fra quelle che io conosco o in qualche modo a me legate, per ovvie ragioni di privacy.

La Musica Che Ascolto

In questa sezione pubblicherò i miei commenti alle opere degli autori, gruppi e singoli, che ascolto con più curiosità e piacere. Ovviamente anche i video su Youtube mi interessano molto, soprattutto per le esecuzioni live che mi permettono di poter apprezzare, oltre al livello compositivo, anche quello tecnico dei protagonisti. Nelle mie scelte mi piace spaziare dai primi anni settanta, che rappresentano quelli di formazione dei miei gusti musicali, ai giorni nostri. E’ l’ultima delle sezioni che ho aperto in ordine di tempo, quindi la LISTA DELLA MUSICA è ancora piuttosto limitata, ma spero di poterne aggiungere sempre di più. 

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Foto: ‘Fra le viuzze di Brivio come a Lerici e lungo l’Adda’

E’ sorprendente come a volte è possibile trovare delle similitudini pure fra luoghi molto distanti fra loro. Nelle foto che ho scattato con lo smartphone ieri pomeriggio dentro il vicino borgo di Brivio, che ha dato i natali a Cesare Cantù, ci sono infatti scorci ed inquadrature che non sono poi così tanto dissimili da quelle di un luogo di mare come quello a me tanto caro e natio di Lerici. Ci sono le strette viette che ricordano i carruggi intorno al Castello di Lerici e che testimoniano lo stesso obiettivo di rendere poco agevole la via agli antichi invasori, che fossero Saraceni o Barbari, compattando le case ed i loro abitanti per dare anche una banale sensazione di maggiore protezione reciproca. Ci sono le barche ormeggiate sul molo che segue la passeggiata lungo Adda. C’è l’antica chiesetta di Sant’Alessandro, che è solo appena più piccola di quella di San Rocco a Lerici. Ci sono i vicoli e le strettoie intorno alla vecchia Sinagoga che fanno il paio con quelle dell’altrettanto vecchio ghetto ebraico a Lerici. Poi ovviamente la distanza fra le due località si dilata uscendo dal paese e passeggiando lungo le rive dell’Adda o nelle vaste campagne coltivate, ora a riposo invernale e qui a volte è anche possibile trovare curiose inquadrature con le quali dare sfogo alla propria fantasia, sotto la mole imperiosa delle Grigne innevate e le altre montagne che si ergono quasi a voler gareggiare in altezza fra loro, anticipando le Alpi.

Cliccando su una qualsiasi delle foto è possibile vederle in un formato ingrandito e scorrere in avanti ed indietro le stesse usando i tasti freccia. Buona visione… 

 

Film: ‘L’Amore Oltre La Guerra’

L’AMORE OLTRE LA GUERRA

Titolo Originale: The Exception

 Nazione: Regno Unito

Anno:  2016

Genere: Drammatico, Sentimentale, Storico

Durata: 107’ Regia: David Leveaux

Cast: Jai Courtney (Stefan Brandt), Lily James (Mieke de Jong), Christopher Plummer (Guglielmo II di Germania), Janet McTeer (Erminia di Reuss-Greiz), Ben Daniels (Sigurd von Ilsemann), Mark Dexter (Dietrich), Eddie Marsan (Heinrich Himmler)

TRAMA: Dopo la sconfitta della Germania nella guerra del 1915-18 il Kaiser Guglielmo II di Germania fu costretto a rimanere esiliato in Olanda, in una bella villa con annesso parco, a Doom, vicino a Utrecht. Quasi venti anni dopo, Hitler ruppe gli indugi invadendo Belgio e Olanda ed avrebbe voluto sfruttare la vecchia figura del Kaiser, illudendolo, allo scopo di dare maggior credito al suo Reich. Nei primi anni trenta il Führer aveva dato incarico a Göring di firmare un contratto che assicurava un appannaggio a Guglielmo II ed ai suoi figli in cambio di un loro tacito consenso al suo governo. Hitler però non si fidava del Kaiser e decise pertanto d’inviare una scorta a Doom, apparentemente per ragioni di sicurezza, alimentando la speranza nel Kaiser di una restaurazione della monarchia, ma in realtà voleva solo tenerlo sotto controllo. Al maggiore Stefan Brandt viene affidato l’incarico ed il comando della guardia, nonostante in precedenza fosse stato duramente criticato dalle SS per essersi mostrato troppo sensibile nei confronti dei polacchi trucidati, inclusi vecchi, donne e bambini. Quell’angosciosa esperienza tormenta ancora Stefan nei suoi incubi notturni.  La villa del Kaiser ed il villaggio limitrofo comunque sono già da tempo sotto controllo delle SS, da quando sono stati intercettati messaggi in codice inviati da spie inglesi sul Kaiser e sui movimenti militari dei nazisti in Belgio ed Olanda. Fra le cameriere al servizio del Kaiser, da poco tempo c’è anche Mieke, un’olandese molto carina, che non piace però ad Erminia, moglie di Gugliemo II. Quest’ultimo invece prova verso di lei un’istintiva simpatia e se avesse molti anni di meno, afferma lui stesso… Mieke diventa invece in breve tempo amante di Stefan, il quale ignora inizialmente che è lei la spia degli inglesi che le SS stanno cercando, aiutata dal prete del villaggio limitrofo dal quale vengono trasmessi i messaggi in codice. Mieke ha profonde ragioni di vendetta nei confronti dei nazisti perché il padre ed il marito sono stati vittime delle SS. Il suo obiettivo è quello di uccidere alla prima occasione utile il Kaiser. L’arrivo improvviso alla villa di Himmler, comandante delle forze di sicurezza naziste, sconvolge però tutti i piani, mentre Stefan e Mieke si sono nel frattempo innamorati e lei gli ha persino rivelato di essere ebrea e quali sono i suoi propositi. Stefan deve agire al più presto per salvare Mieke, senza però compromettere la sua posizione. Nel frattempo infatti il prete è stato scoperto e sotto tortura ha confessato l’identità della sua complice, che ha perciò i minuti contati prima che le SS giungano a palazzo per arrestarla.  

VALUTAZIONE: Una storia d’amore, apparentemente impossibile, fra una spia ebrea olandese al servizio degli inglesi ed un maggiore nazista di buon animo. Un’opera intrigante dell’esordiente regista David Leveaux che riesce ad evitare l’ennesima rappresentazione degli orrori nazisti, seppure con spunti mirati al riguardo, attraverso un originale giallo-thriller di crescente tensione. 

Di episodi sugli orrori compiuti dalle SS, in Germania ed in Europa sono pieni i libri di storia ed anche il cinema ne ha raccontati di vario genere ed in gran quantità. Nonostante ciò, quest’opera è a suo modo originale.

L'Amore Oltre la Guerra 19Sorprendente semmai è il fatto che non abbia avuto l’eco che invece meriterebbe, pur senza gridare al capolavoro che non è, ben inteso. Non sono neppure sicuro che il film sia uscito nelle sale dei cinema italiani ma sia stato soltanto doppiato e direttamente passato ai circuiti televisivi. Eppure contiene tutti gli ingredienti per piacere al grande pubblico. Vediamo perché.

L'Amore Oltre la Guerra 02Innanzitutto è un giallo-thriller, non uno di quelli che la tira alle lunghe scoprendo solo alla fine le sue carte, quanto piuttosto una storia sviluppata su una tensione crescente, chiaramente delineata sin dall’inizio e che vede coinvolti i nazisti, le famigerate SS, un paio di spie inglesi, il Kaiser Guglielmo II e che si svolge quasi per intero in terra d’Olanda, nella bella villa di Doom, vicino a Utrecht.

L'Amore Oltre la Guerra 22Al centro dell’intricata vicenda ci sono tre personaggi: il vecchio Kaiser Guglielmo II appunto, esiliato dalla fine della prima Guerra Mondiale, disastrosa per la Germania e della quale è stato considerato come il principale responsabile; il maggiore Stefan Brandt, reduce da una scioccante esperienza in Polonia, durante la quale è rimasto ferito, soffrendone ancora le conseguenze, ma soprattutto ha assistito inorridito allo sterminio di tanta povera gente, inclusi vecchi, donne e bambini, da parte delle SS ed infine la cameriera olandese Mieke de Jong, da poco tempo al servizio nella villa del Kaiser, votata al sacrificio personale pur di vendicarsi per la morte del padre e del marito per mano dei nazisti, la quale, pur di raggiungere tale scopo, ha accettato il rischiosissimo ruolo di spia degli inglesi.

MOVIE REVIEW EXCEPTION

Ognuno di questi tre personaggi, pur con diverse motivazioni ed obiettivi, ha a che fare con le famigerate SS. Guglielmo II, dopo l’invasione di Belgio e Olanda da parte delle truppe naziste, è in una posizione strategicamente scomoda ma al tempo stesso, a suo modo di vedere, passibile di un’insperata evoluzione rispetto all’immobilismo cui è costretto dall’esilio oramai ventennale, seppure in un piacevole e lussuoso contesto.

L'Amore Oltre la Guerra 05Il ricco appannaggio che gli ha concesso Hitler con un contratto che il fido Hermann Göring ha concluso con lui in cambio della sua non ingerenza, potrebbe ora evolvere, in coincidenza con l’offensiva espansionista di Hitler, in un ritorno a Berlino nel ruolo che non ha mai smesso di rivendicare. Il Führer potrebbe concederglielo, a questo punto, a significare un continuum con il suo Reich. In realtà la visita a Doom di Heinrich Himmler, capo delle SS, ha tutt’altro scopo…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Film: ‘The Founder’

THE FOUNDER

Titolo Originale: Omonimo

 Nazione: Italia

Anno:  2017

Genere: Biografico

Durata: 115’ Regia: John Lee Hancock

Cast: Michael Keaton (Ray Kroc), Nick Offerman (Dick McDonald), John Carroll Lynch (Mac McDonald), Laura Dern (Ethel Kroc), Linda Cardellini (Joan Smith), B.J. Novak (Harry Sonneborn), Patrick Wilson (Rollie Smith), Justin Randell Brooke (Fred Turner), Katie Kneeland (June Martino), Griff Furst (Jim Zien), Jeremy Madden (Dennis), Wilbur Fitzgerald (Jerry Cullen), David de Vries (Jack Horford), Andrew Benator (Leonard Rosenblatt), Mike Pniewski (Harvey Peltz), Catherine Dyer (Sig.ra Horford), Cara Mantella (Myra Rosenblatt), Susan Williams (Sig.ra Cullen), Franco Castan (Art Wolodarsky), Ric Reitz (Will Davis), Afemo Omilami (Sig. Merriman), Steve Coulter (Dott. Reeves)

TRAMA: Ray Kroc ha venduto molti oggetti nella sua vita lavorativa, ultimo dei quali un voluminoso frullatore a cinque lame per bar e ristoranti. Nonostante sia un abile affabulatore, gli affari non vanno granché. Ray gira in lungo e in largo fra gli States stando spesso lontano dalla moglie e dalla bella casa che comunque possiedono, pranzando in fast food disorganizzati e che inoltre tutto sono, tranne che veloci. Ray non si rassegna a quella vita monotona, frustrante ed anonima e sta cercando da tempo l’occasione giusta per svoltare. Quando riceve un ordine di otto frullatori dallo stesso cliente, dapprima pensa ad un errore, poi si reca direttamente sul luogo, dove trova due fratelli che hanno messo su un ristorante nel quale si possono ordinare solo panini farciti, patatine fritte e bevande ma fra la richiesta e la consegna passano solo pochi istanti. Il tutto a buon mercato e consegnato in un sacchetto, senza posate, il cui contenuto può essere consumato in auto, seduto su una panchina oppure al parco. Ray è come se avesse ricevuto un’illuminazione e propone ai due ideatori di quell’efficientissimo sistema, i fratelli McDonald, di ‘affiliare’ altri ristoranti simili in varie zone degli States. Dick e Mac hanno studiato a lungo quella soluzione, persino la struttura di preparazione è razionalizzata per ottimizzare il lavoro degli addetti e la loro tempistica, basando comunque il segreto del successo sulla qualità globale del prodotto. Sono perciò scettici riguardo un’espansione perché temono di non poterla controllare adeguatamente. L’entusiasmo di Ray è però così contagioso che infine accettano, facendogli però firmare un contratto in base al quale tutto deve passare dalla loro approvazione. Ray è una macchina da guerra e nonostante la moglie vorrebbe che s’accontentasse di quello che ha già fatto, lavora ininterrottamente all’apertura di nuovi ristoranti McDonald’s e per finanziare la sua attività non esita a ipotecare la sua casa. I guadagni che derivano dall’accordo contrattuale sono però minimi rispetto al giro d’affari che ha messo in piedi. Ray lavora a ritmi che i due fratelli non sono in grado e non vogliono neppure seguire e sono contrari, specie Dick, a qualsiasi variazione rispetto al sistema che hanno messo in piedi con successo. Così ben presto Ray si trova ad esaurire la liquidità ed il funzionario della banca gli rifiuta nuove sovvenzioni. Un agente finanziario che ha ascoltato per caso la loro discussione, all’uscita si offre di aiutare Ray ad analizzare la sua attività dal punto di vista del profitto economico e quindi gli suggerisce la soluzione risolutiva, che significa però inevitabilmente mettersi contro i fratelli McDonald.   

VALUTAZIONE: la storia del successo della catena fast food McDonald’s, dei protagonisti che l’hanno inventata e di quelli che l’hanno fatta crescere sino a diventare la più importante al mondo nel suo settore. Al tempo stesso uno scontro etico e di visione fra geniale artigianato locale ed applicazione imprenditoriale su vasta scala dello stesso. Un film molto interessante e spietato, ben diretto da John Lee Hancock, con l’istrionica ma efficacissima interpretazione di Michael Keaton.   

Alzi la mano chi non è mai stato dentro un ‘fast food’ di McDonald’s. Il segreto del successo di questa catena di ristorazione è dovuto secondo alcuni a quattro ragioni fondamentali: fiducia (fra management, ‘affiliati’ e fornitori), eccellenza (solo 70 su 7000 richieste di affiliazione all’anno sono accettate), efficienza (più avanti nella lettura sarò più specifico su cosa s’intende in questo caso) e comunicazione (il famoso brand della ‘M’ gialla, riconoscibile in tutto il mondo). Più sinteticamente ancora grazie ad una semplice ricetta che non riguarda solo l’offerta alimentare ma anche la sua gestione, replicata esattamente in ognuno dei ristoranti del gruppo, in qualunque parte del mondo.

The Founder 10Sembra impossibile, eppure le patatine, ad esempio, hanno sempre lo stesso gusto, consistenza e livello di cottura in qualunque McDonald’s in USA, in Italia e, pare, in ogni altro paese del mondo. Anche i panini, non solo si chiamano dappertutto con lo stesso nome (‘Big Mac’, ‘Cheesburger’, ecc…) ma sembrano prodotti pure con la medesima carne, che ha identico sapore, consistenza e livello di cottura, assieme agli ingredienti che la guarniscono, i quali sono sempre quelli a loro volta, sia per numero che per dosi.

The Founder 20Se vi siete mai chiesti com’è possibile tutto ciò, la risposta la trovate in questo film di John Lee Hancock, che è molto curioso ed interessante non solo dal punto di vista biografico, ma anche perché pone una serie d’interrogativi di stampo etico, operativo e finanziario.

Per avere un’idea delle dimensioni che McDonald’s ha raggiunto nel frattempo, sono The Founder 25più di 35.000 nel mondo i suoi ristoranti ed alla data della morte di Ray Kroc nel 1984 le proprietà immobiliari che costituivano la ‘galassia’ del noto marchio con la ‘M’ gialla, erano già arrivate ad oltre quattro miliardi di dollari. Il ruolo di Kroc all’interno dell’azienda è stato fondamentale, almeno quanto la sua scalata al vertice dell’azienda è stata invece realizzata in barba all’etica ed al contratto che aveva firmato all’inizio con i fratelli Dick e Mac McDonald.

I quali, a San Bernardino in California, dopo vari tentativi avevano trovato la formula ideale per gestire una ristorazione basata sui cardini fondamenti di qualità, velocità e costi contenuti. Inizialmente avevano provato ad offrire vari menu, ma avevano scoperto che le richieste di gran lunga più numerose erano relative a panini farciti con hamburger ed ingredienti vari, patatine fritte e bevande analcoliche o frullati. E su quello si erano quindi concentrati.

The Founder 02All’inizio utilizzavano cameriere che prendevano gli ordini e poi li passavano in cucina, ma occorreva troppo tempo prima che avvenisse la consegna ed erano pure frequenti gli errori. Eliminate le cameriere ed i costi relativi, Dick e Mac avevano ottimizzato la catena produttiva e fissato dei tempi tecnici fra l’ordine al banco e la consegna del menu scelto al cliente. Il risultato era stato strabiliante in termini di successo popolare…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere)   Continua a leggere…

Libro: ‘La Colonna Di Fuoco’

LA COLONNA DI FUOCO

Di Ken Follett

Anno Edizione 2017

Pagine 912

Costo € 27,00

Traduzione di Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli

Ed. Mondadori (collana ‘Omnibus’)

TRAMA: Ned Willard è di ritorno a Kingsbridge dopo un anno trascorso all’estero. Sua madre Alice, da quando è morto il padre di Ned, gestisce l’attività di commercio di famiglia fra l’Inghilterra ed i porti di Calais in Francia e Siviglia in Spagna, dove c’è l’altro figlio Barney. Ned prima di partire si era innamorato di Margery Fitzgerald, la figlia del sindaco di Kingsbridge ed ora è intenzionato a chiederla in sposa. Lei lo ricambia, ma il padre Reginald ed il fratello Rollo hanno altri obiettivi, cioè di maritarla a Bart, visconte di Shiring. In tal modo la loro famiglia acquisirà il titolo nobiliare cui aspira. Dal canto suo Margery non può fare nulla per opporsi. Così, quando sir William Cecil, consigliere di Elisabetta Tudor, sorellastra della regina Maria, offre a Ned un posto fra i suoi collaboratori, lui finisce per accettare, anche per allontanarsi da Kingsbridge e non essere costretto a vedere la sua amata sposata ad un altro. E poi, sempre a causa dei Fitzgerald, sua madre Alice è stata ingannata e rovinata, con i soldi che le hanno chiesto in presto e mai restituiti. Per giunta di Barney non si hanno notizie da tempo. I Willard sono protestanti, mentre i Fitzgerald sono cattolici. Morta la cattolica Maria, il trono d’Inghilterra spetta alla protestante Elisabetta, la quale è sostenitrice della tolleranza fra le diverse religioni. Una concezione che è invisa invece ai dominanti nobili cattolici d’Inghilterra, al Papa ed ai loro alleati regnanti in Europa, i quali vorrebbero sul trono d’Inghilterra la quindicenne Maria Stuarda, regina di Scozia, pronipote di Enrico VIII e fidanzata con il principe Francesco, erede al trono di Francia, dove lei stessa risiede. A Filippo II, potente re cattolico di Spagna, nel gioco delle alleanze e di potere che supera anche quello religioso, conviene appoggiare Elisabetta, la quale diventa quindi regina d’Inghilterra, seppure dichiarando di non sentirsi obbligata nei suoi confronti. Quindi mentre in Francia ed in Spagna i cattolici dominano la scena ed i protestanti sono costretti a professare la loro fede di nascosto, in Inghilterra nonostante i propositi di Elisabetta avviene il contrario. Elisabetta per difendersi da chi in Europa ed al suo interno, Rollo Fitzgerald in testa, vorrebbero esautorarla a vantaggio di Maria Stuarda, con uno stratagemma la imprigiona ed affida ai fidi sir Francis Walsingham e Ned Willard l’organizzazione di una rete di spie per scoprire i traditori ed i sovversivi, mentre Carlo, il cardinale di Lorena e l’infido Pierre Aumande de Guisa al suo servizio a Parigi,  cercano di scoprire e mandare al rogo quanti più protestanti è possibile e stabilire nel frattempo le opportune alleanze per spodestare Elisabetta. A farne le spese è anche il padre di Sylvie Palot. La famiglia gestisce una stamperia che produce, fra l’altro, copie illegali della Bibbia in francese. Pierre Aumande non ha esitato a fare la corte a Sylvie sino a sposarla per poi smascherare il padre e mandarlo al rogo. In questo intricato scenario che vede re contro regine, cattolici contro protestanti e viceversa, nobili di opposte fazioni in acerrima competizione per obiettivi di supremazia, innumerevoli personaggi affascinanti o odiosi entrano ed escono di scena fra continui colpi di scena.

VALUTAZIONE: terzo splendido episodio della saga di Ken Follett che ha in comune con gli altri due l’immaginaria cittadina di Kingsbridge, attraverso vicende che si svolgono nel corso di alcuni secoli di storia vera e di fantasia. Un’opera di quasi mille pagine dalla quale però è difficile staccarsi, una volta iniziata. Straordinaria è l’abilità dello scrittore inglese di tenere desta costantemente l’attenzione del lettore, nonostante l’ampiezza storica delle vicende ed il numero dei personaggi coinvolti.

Nel 1989 Ken Follett ha pubblicato ‘I Pilastri della Terra‘ ed ha venduto milioni di copie nel mondo. Io stesso a suo tempo ne fui come fulminato e considero tuttora quel romanzo come uno dei più belli che abbia letto sinora. Una storia ambientata intorno al XII secolo, di oltre mille pagine dense di avvenimenti e personaggi che rimangono a lungo impressi nella memoria.

La Colonna di Fuoco 09Nel 2007 è uscito ‘Mondo Senza Fine‘, che si svolge negli stessi luoghi del precedente, cioè la cittadina immaginaria di Kingsbridge in Inghilterra, ma duecento anni dopo, perciò con personaggi storici reali mescolati al altri di fantasia totalmente differenti. Le pagine in questo caso sono persino di più, oltre mille e trecento ed ancora una volta il racconto è di grande attrattiva e suggestione, con figure e vicende di assoluto coinvolgimento, sia nel bene che nel male. 

La Colonna di Fuoco 11Dieci anni dopo lo scrittore gallese esce con il terzo episodio di questa originale trilogia, ‘La Colonna di Fuoco‘, ambientato a metà del XVI secolo ed a sua volta non segue la sequenzialità temporale rispetto a quello che lo ha preceduto ed i personaggi sono perciò completamente diversi. Alcuni di quelli che sono stati protagonisti dei precedenti capitoli sono citati come icone da chi in seguito a Kingsbridge ne ha raccolto l’eredità. Quest’ultima opera si avvicina a sua volta al traguardo delle mille pagine, così che lo spessore del tomo si stacca anche in questo caso dalla media.

La Colonna di Fuoco 19Ora, chi non avesse letto nessuno dei tre romanzi, potrebbe facilmente obiettare che affrontare mille pagine richiede uno sforzo che solo l’appassionato, forse affetto anche da una sottile vena di masochismo, è in grado di sopportare ed arrivare alla fine senza protrarre la lettura a tempi biblici. Ammesso che ciò possa valere per qualche autore, non è di sicuro il caso di Ken Follett, il quale anche nella ‘Trilogia del Secolo, costituita da ‘La caduta dei Giganti‘, ‘L’Inverno del Mondo‘ e ‘I Giorni dell’Eternità‘ non si è di certo risparmiato in quanto a volume dei rispettivi tomi, sempre però a fronte di un costante ed altissimo livello qualitativo.

La Colonna di Fuoco 12Insomma, tornando invece alla ‘Trilogia di Kingsbridge‘, dopo aver molto apprezzato i due precedenti capitoli, anche in quest’ultimo romanzo è sorprendente come lo scrittore inglese riesca a gestire una trama così vasta e complessa, rappresentata da quasi un centinaio di personaggi che entrano ed escono dal racconto, senza lasciare nulla al caso. Di più, senza mandare in confusione il lettore, mantenendo al tempo stesso immutato il suo interesse, pagina dopo pagina ed evitando accuratamente i tempi morti, con uno stile di scrittura essenziale ma estremamente fluido e chiaro. 

La Colonna di Fuoco 06Opportunamente per il lettore inoltre, subito dopo la prefazione del romanzo, è stampata una piantina della cittadina di Kingsbridge, seppure sappiamo essere di pura fantasia, in modo che chiunque possa localizzare gli eventi che si svolgono all’interno del suo perimetro, nonostante siano soltanto una parte dei molti luoghi nei quali ‘La Colonna di Fuoco‘ si svolge. A seguire, suddivisa per nazionalità e ruolo, è riportata pure la lista completa di tutti i personaggi che s’incontrano nel corso della storia. Alla fine della medesima, subito dopo i ringraziamenti di rito da parte dell’autore, è riportata anche la lista dei soli personaggi realmente esistiti ed apparsi nel corso delle mille pagine circa. E’ curioso notare come essi siano di gran lunga superiori come numero rispetto a quelli usciti dalla pur fervida fantasia di Ken Follett. Il che fa pendere la bilancia dell’opera un po’ più verso la realtà che rispetto alla fantasia…(‘leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Film: ‘Come Un Gatto In Tangenziale’

COME UN GATTO IN TANGENZIALE

Titolo Originale: Omonimo

 Nazione: Italia

Anno:  2017

Genere: Commedia

Durata: 98’ Regia: Riccardo Milani

Cast: Paola Cortellesi (Monica), Antonio Albanese (Giovanni), Sonia Bergamasco (Luce), Luca Angeletti (Giulio), Antonio D’Ausilio (Francesco), Alice Maselli (Agnese), Simone de Bianchi (Alessio), Alessandra  e Valentina Giudicessa (le gemelle Pamela e Suellen), Claudio Amendola (Sergio), Franca Leosini (sé stessa)

TRAMA: Monica è una borgatara di Bastogi, che molti considerano la periferia più degradata di Roma. Giovanni dirige il suo team ‘Think Tank’ che lavora per la Comunità Europea elaborando statistiche sociologiche. Sono lontanissimi fra loro per esperienze di vita, per cultura e per classe sociale ma s’incontrano casualmente in mezzo al traffico caotico di Roma, dove Giovanni compie una manovra che Monica non gradisce. Così lo segue sino al semaforo successivo, scende e con una mazza da baseball gli frantuma il parabrezza della sua costosa auto ibrida. Agnese è la figlia di Antonio, che ha avuto dalla moglie Luce, dalla quale è separato, la quale vive in Provenza, dove esperimenta nuove essenze in un ambito stile ‘new age’. Agnese è una bella tredicenne, cresciuta sui valori di tolleranza e di assenza di pregiudizi. Quando però presenta al padre un coetaneo di Bastogi, di nome Alessio, dentro Antonio si accendono immediatamente le spie d’allarme e mettendo da parte i suoi impegni di lavoro, segue la figlia con l’auto sino alla casa del ragazzino, che vive in un palazzo dall’aspetto inquietante, privo di servizi ed abitato da varie etnie. Raggiunta non senza difficoltà la porta dell’appartamento, Antonio si trova però di fronte ancora a Monica, più preoccupata di lui per il filarino del figlio, a suo dire destinato a durare come un gatto in tangenziale. Nel seguire, nei giorni successivi e separatamente i rispettivi figli, preoccupati che possano compiere qualche sciocchezza, anche so loro invece reagiscono con indifferenza agli assillanti controlli, Monica e Antonio devono gioco forza confrontarsi ed un po’ alla volta hanno modo di smussare le loro enormi differenze, riuscendo infine e pur con molta fatica a fidarsi una dell’altro. Un pranzo a casa di Monica, presente anche Sole, curiosa di conoscere la madre di Alessio e quello che ritiene essere d il suo pittoresco ambiente familiare, diventa invece un’occasione di scontro, anche perché il padre di Alessio, rilasciato dal carcere di Rebibbia grazie ad un indulto, piomba in casa e si comporta secondo sua natura, mettendo in luce con la sua grettezza i pregiudizi di Antonio e Sole, che a suo modo di vedere sono solo degli snob incapaci di calarsi al di là delle apparenze in quella realtà. Mentre nei giorni a seguire Agnese e Alessio non si frequentano già più e si divertono lo stesso con altri ragazzi, rispettivamente nelle spiagge di Capalbio e di Coccio di Morto, Monica e Antonio sentono invece come insopportabile lo strappo seguito a quell’ultimo incontro. Entrambi hanno imparato molto dalla forzata frequentazione e non hanno intenzione di perdere l’occasione per dare un senso compiuto alla loro vita.    

VALUTAZIONE: una commedia molto divertente ed anche pungente, che vede protagonista l’oramai collaudata coppia Cortellesi/Albanese. Una storia che con il sorriso sulle labbra, ironizza sulle contraddizioni e sulla distanza che separa alcune istituzioni dalle periferie degradate delle grandi città e viceversa

L’espressione ‘dura come un gatto in tangenziale‘ riferita ovviamente a quelle strade di grande comunicazione e traffico che di solito girano intorno alle grandi metropoli, è una metafora per dire in sostanza che il soggetto al quale è rivolta è destinato a campare (o durare) poco.

Come un Gatto in Tangenziale 01Il titolo del film di Riccardo Milani, che a distanza di un solo anno ripropone la coppia Paola Cortellesi e Giuseppe Albanese, con risultati, diciamolo subito, decisamente più lusinghieri, è quanto mai simpatico ed espressivo al tempo stesso e riguarda la storiella che nasce fra Alessio e la coetanea tredicenne Agnese.

Come un Gatto in Tangenziale 19Curiosità vuole che a pronunciarla sia Monica, una borgatara di Bastogi, fatiscente periferia di Roma e, per renderne l’idea, qualcuno dice che ‘…a confronto, Scampia è un centro benessere!…‘. Suo marito Sergio è in carcere a Rebibbia, dove sconta una pena per aver accoltellato per futili motivi un tizio che ha perso la milza. Il palazzo dove abita è un crogiolo di etnie che si scontrano quotidianamente fra vari nauseabondi odori di cibo, rumori, musiche e programmi televisivi satellitari ad alto volume provenienti da innumerevoli paesi sparsi per il mondo, in stridente contrasto fra loro.

Come un Gatto in Tangenziale 18Il citofono del palazzo è un groviglio di cavi inutilizzati; il vano ascensore è vuoto; per salire le scale bisogna aprire un cancello simile a quello di un carcere e fra un piano e l’altro c’è persino qualcuno steso su una brandina che dorme russando durante la classica pennichella e per superare il quale bisogna scavalcarlo, stando bene attenti a non svegliarlo. Se s’incrocia qualcuno all’ingresso, dall’aspetto inquietante e dallo sguardo truce è istintivo equivocare il suo gesto di tirare fuori dalla tasca l’immancabile smartphone, con qualcosa di molto peggio.

Come un Gatto in Tangenziale 08Nel lungo pianerottolo di Monica c’è un mastino che ringhia a qualsiasi malcapitato e che qualcuno, fuori campo, immancabilmente richiama poco dopo. Il suono del campanello alla porta dell’appartamento di Monica è una canzone di Renato Zero ed al suo interno ci vivono anche due sorelle gemelle, Pamela e Suellen dedite al furto compulsivo, già più volte prese con le mani nel sacco. Avendo compromessa la fedina penale, non possono neppure essere assunte per qualche lavoro regolare, che peraltro non cercano assolutamente.

Come un Gatto in Tangenziale 12Monica invece, pur essendo una donna cresciuta ed avvezza a districarsi in quella sorta di terra di nessuno, tenta in qualche modo di smarcarsene e lavora presso la mensa di una casa di riposo, dove è rispettata e persino adorata da alcuni anziani ospiti. A qualcuno di loro schiaccia persino l’occhio per suggerirgli di evitare di richiedere un primo piatto che ha visto giorni migliori. Spesso si porta a casa gli avanzi per risparmiare sul tempo e sulle spese. Alessio è l’unico figlio che ha e non solo vuole evitare che faccia la fine del padre ma anche che subisca qualche contraccolpo negativo, nel filare con Agnese, che sarà pure tanto carina ma appartiene ad un mondo completamente diverso dal suo…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Film: ‘Il Padre d’Italia’

IL PADRE D’ITALIA

Titolo Originale: Omonimo

Nazione: Italia

Anno:  2017

Genere:  Drammatico

Durata: 93’ Regia: Fabio Mollo

Cast: Luca Marinelli (Paolo), Isabella Ragonese (Mia), Anna Ferruzzo (Nunzia), Mario Sgueglia (Mario), Federica de Cola (Assistente sociale), Miriam Karlkvist (Lucia, inquilina Roma), Esther Elisha (Assunta), Sara Putignano (Mamma di Paolo), Filippo Gattuso (Valerio), Franca Maresa (Suora anziana)

TRAMA: Paolo è impiegato in un grande centro dell’arredamento di Torino. Ha vissuto sino a diciotto anni in orfanotrofio ed è omosessuale. Il suo compagno Mario però, stanco delle sue insicurezze, lo sta lasciando per mettersi con un altro. Mia è incinta, fa la cantante di un gruppo rock, ha i capelli color arancione e una giacchetta con il disegno stilizzato della madonna sulla schiena, ma ha lasciato il profondo sud perché rifugge le responsabilità ed i pregiudizi. Paolo, subito dopo aver litigato con Mario dentro una discoteca, la sorregge appena in tempo fra le sue braccia mentre sta svenendo. Non essendo accompagnata, la segue in ospedale, dove però subito dopo lei firma per essere dimessa e non avendo il coraggio di abbandonarla a se stessa, la ospita a casa sua per quella notte. La mattina dopo Mia gli chiede di portarla ad Asti dove il suo fidanzato ed il gruppo rock provano dentro un capannone e Paolo, con la compiacenza della sua responsabile, si lascia convincere ad accompagnarla con un furgone della ditta, con l’accordo di eseguire anche una consegna nel frattempo. La città piemontese dovrebbe essere la destinazione finale di una cortesia ed invece diventa l’inizio di un lungo viaggio, a scendere sino a Roma, poi a Napoli ed infine in Calabria, dove risiede la famiglia di origine di Mia. La giovane dapprima sembra che abbia una dimora nella capitale e poi che a Napoli viva il padre della bambina che porta in grembo, ma Paolo scopre in entrambi i casi che si tratta al più di illusioni. Eppure, a costo di rischiare di perdere il lavoro, non riesce a mollare Mia e lei che ha inteso la vulnerabilità caratteriale di Paolo se ne approfitta un po’. L’improvvisata coppia fra una tappa e l’altra ha però l’opportunità di conoscersi meglio, di parlarsi, di confidarsi e raggiungere quindi una buona intesa, pur nella diversità delle loro esperienze di vita. Giunti in Calabria, per la prima volta in vita sua Paolo ha anche l’opportunità di vivere come se fosse in una vera famiglia, seppure il padre di Mia non la saluta nemmeno al suo arrivo e la madre invece li accoglie benevolmente ma poi critica Mia e mette in guardia Paolo dall’affezionarsi troppo a sua figlia che è sempre stata inaffidabile. La permanenza comunque dura abbastanza per dare modo a Paolo d’imparare ad assumersi quelle responsabilità che invece Mia continua ostinatamente a rifiutare, anche dopo aver partorito la figlia alla quale ha dato il nome di Italia. 

VALUTAZIONE: l’opera seconda di Fabio Mollo racconta un viaggio ‘on the road‘ di due persone che s’incontrano per caso e nonostante le enormi diversità, riescono per qualche giorno a pensare di poter sistemare i tasselli disordinati e scomposti delle loro vite. Un film che parla di vari temi delicati ed attuali, di contrasti culturali e generazionali nel nostro paese. Film imperfetto ma coraggioso, con due interpreti di grande livello come Luca Marinelli e Isabella Ragonese.   

Il Padre d’Italia‘ è un titolo che fa dell’ambiguità la sua principale ragion d’essere. Letteralmente parlando si potrebbe infatti ritenere che sia riferito ad un simbolico personaggio storico che ha contribuito in maniera decisiva alla creazione della nostra madre patria. Invece Italia non è solo il nome della nazione a noi cara, ma anche uno proprio. Personalmente, ad esempio, conosco una splendida anziana signora che si chiama proprio così.

Il Padre di Italia 14A proposito del film di Fabio Mollo però, anche a volerlo considerare in quest’ultimo senso, il titolo resta comunque enigmatico, perché chi sia veramente il padre biologico di Italia, in realtà non verremo mai a saperlo. Di certo la madre di Italia ha a sua volta un nome, Mia, che s’adatta perfettamente alla sua personalità. Infatti lei non riesce proprio a considerarsi al plurale ed è, per così dire, una gatta randagia che appartiene solo a se stessa.

Il Padre di Italia 10Il Padre d’Italia‘ nella sua narrazione parte però da una premessa molto lontana da entrambe queste considerazioni sui nomi ed è una costante di quest’opera, che sembra voler andare in una direzione, per poi cambiare strada più volte. All’inizio, ad esempio, il tema di fondo sembra essere quello dell’omosessualità di Paolo, lasciato dal suo compagno dopo otto anni, il quale non ha trovato in lui le certezze cui evidentemente aspirava, cioè a suo dire: una casa, una famiglia e dei figli.

Il Padre di Italia 13Le immagini e l’atmosfera cupe, nonostante la musica, dentro le quali si muove Paolo in una discoteca per raggiungere Mario che sta ballando con il suo nuovo compagno, sembrano preludere ad un imbarazzante diverbio, ma il viso in penombra di una giovane che appare di fronte a Paolo, giusto un attimo prima che svenga fra le sue braccia, determina la prima svolta narrativa.

Il Padre di Italia 08La sensibilità di Paolo lo spinge immediatamente a prendersi cura di Mia, anche quando dopo averla accompagnata in ospedale e saputo che è persino incinta, potrebbe andarsene e lasciarla perché qualcun altro più vicino a lei ed alla sua condizione di prossima madre se ne occupi. Ed invece, anche se lei dopo aver firmato per essere dimessa anzitempo, in autobus reagisce male di fronte alla legittima curiosità e considerazione di Paolo, stanca e confusa la ospita per quella notte a casa sua.

Il Padre di Italia 02E Mia, la quale è abituata a sfruttare le situazioni a suo vantaggio, quando si sveglia la mattina dopo, capisce al volo di aver toccato dei tasti delicati  in quella sorta di buon samaritano ed ovviamente se ne approfitta, chiedendogli un altro favore. Paolo dovrebbe andare al lavoro, indugia, ma non riesce infine a negarsi. In realtà lui sa benissimo cosa vuol dire sentirsi abbandonato, non solo per le sue più recenti vicende sentimentali, ma perché ha vissuto sino a 18 anni dentro un orfanotrofio, dove l’ha lasciato sua madre, della quale ricorda solo una figura vista di spalle, mentre riguardo al padre non ha nemmeno quella a cui aggrapparsi…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…