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I Film e le Serie TV Che Vedo

In questa sezione pubblicherò i commenti ai film ed alle Serie TV che vedo, proponendo il mio personalissimo punto di vista, come una sorta di riflessione indirizzata anche a me stesso, per meglio comprendere l’opera che ho appena visto.                                                                                            Cliccando qui di seguito su ‘Continua a leggere’ oppure su LISTA DEI FILM E SERIE TV è possibile accedere all’elenco in ordine alfabetico e visualizzare quindi il commento delle opere presenti. Altrimenti digita qualcosa nel campo di ricerca qui di fianco a destra e premi il bottone Cerca.

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I Libri Che Leggo

In questa sezione pubblicherò i miei commenti ai libri, romanzi in particolare, che leggo. Pur esprimendo ovviamente giudizi del tutto personali e quindi opinabili, mi auguro comunque che queste note possano essere utili per comprendere il contesto e farsi un’idea generale delle opere.                                                                                                                             Cliccando qui di seguito su ’Continua a leggere’ oppure su LISTA DEI LIBRI è possibile accedere all’elenco in ordine alfabetico e visualizzare il commento delle opere presenti. Altrimenti digita qualcosa nel campo di ricerca qui di fianco a destra e premi il bottone Cerca

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Le Mie Foto

In questa sezione pubblicherò alcune delle mie fotografie, suddivise in tre Categorie (qui di fianco le località sono numerate e dettagliate, per un più facile ed immediato accesso): I Miei Posti, un piccolo omaggio ai luoghi dove sono nato e quelli dove attualmente risiedo, e relativi dintorni; In Viaggio contiene alcune foto scattate durante le vacanze con la mia famiglia, i parenti e gli amici in posti più o meno lontani; ‘Famole Strane’ è infine lo spazio creativo dedicato alla mia fantasia ed immaginazione, che può trovare espressione per caso o per intuizione. Si noti che ci sono pochissime foto di persone, fra quelle che io conosco o in qualche modo a me legate, per ovvie ragioni di privacy.

La Musica Che Ascolto

In questa sezione pubblicherò i miei commenti alle opere degli autori, gruppi e singoli, che ascolto con più curiosità e piacere. Ovviamente anche i video su Youtube mi interessano molto, soprattutto per le esecuzioni live che mi permettono di poter apprezzare, oltre al livello compositivo, anche quello tecnico dei protagonisti. Nelle mie scelte mi piace spaziare dai giorni nostri sino ad arrivare ai primi anni settanta, che rappresentano quelli di formazione dei miei gusti musicali. E’ l’ultima delle sezioni che apro in ordine di tempo, quindi non c’è ancora la lista a disposizione come nelle altre, ma spero di poterne aggiungere una al più presto.

Libro: ‘Origin’

ORIGIN

Di Dan Brown

Anno Edizione 2017

Pagine 560

Costo € 25,00

Traduttori: Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli

Ed. Mondadori (collana ‘Omnibus’)

TRAMA: Edmond Kirsch è un futurologo miliardario, ex brillante allievo di Robert Langdon, professore ad Harvard in simbologia e iconologia. Edmond ha invitato Robert ad assistere ad una sua presentazione, organizzata presso l’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao, diretto dall’affascinante Ambra Vidal, fidanzata e promessa sposa di Julian, l’erede al trono di Spagna. Kirsch è noto anche per alcune sue straordinarie invenzioni high-tech ed è quindi considerato un guru dai suoi ammiratori, ma al tempo stesso è anche un dichiarato ateista. L’annuncio, che verrà dato ad una selezionatissima cerchia di invitati al museo ed a milioni di persone connesse via Internet, è però sconvolgente. Kirsch infatti svelerà una scoperta scientifica che rivoluzionerà il destino della razza umana ed avrà un profondo impatto sui credenti di tutto il mondo, rispondendo a due fondamentali quesiti: da dove veniamo e soprattutto dove andiamo. Sorprendentemente però ed in gran segreto, qualche giorno prima Kirsch ha incontrato al Monastero di Montserrat tre eminenze delle rispettive e più importanti religioni: il cardinale Valdospino, fra l’altro amico fidato e consigliere del re; il rabbino Yehuda Koves e l’allamah Syed al-Fadl. Kirsch ha mostrato loro, attraverso il suo avveniristico smartphone, una demo di ciò che ha deciso di rivelare al mondo intero fra un mese ed i tre religiosi sono rimasti basiti e sgomenti da quello che hanno assistito. Valdospino ha quindi chiesto insistentemente a Kirsch di soprassedere nella divulgazione della sua scoperta, ma per tutta risposta il futurologo ne ha addirittura anticipato i tempi. Prima che ciò avvenga però, sia il rabbino che l’amallah, i quali avevano intenzione di svelare in anticipo le conclusioni di Edmond per attutirne gli effetti sulle masse, vengono assassinati. Kirsch stesso viene ucciso in diretta TV, sotto gli occhi di Robert, Ambra e le innumerevoli persone che stanno assistendo alla sua rivelazione in formato multimediale, da un colpo di pistola sparato da Luis Avila, ammiraglio della Marina Militare, il quale è stato inserito all’ultimo momento, grazie ad una richiesta che sembra provenire dal Palazzo Reale, nella lista degli invitati al museo, per compiere il delitto seguendo gli ordini di un fantomatico ‘Reggente’. Avila ha perso moglie e figlio anni prima durante un attentato terroristico in chiesa e da allora ha vissuto senza scopo e sfiorato addirittura il suicidio, trovando nuova linfa vitale solo nell’intransigenza religiosa verso tutto ciò che esula dalla tradizione, che si aggiunge ad un odio profondo nei confronti dell’ateismo. Nella confusione generata dal clamoroso assassinio, Robert ed Ambra sono testimoni di una serie di strane coincidenze che lasciano supporre ci sia stata una regia occulta, gestita da persone ed istituzioni insospettabili, finalizzata ad evitare a tutti i costi che la scoperta di Edmond fosse divulgata e perciò hanno deciso di fuggire assieme dal museo per portarla alla luce. Grazie al prezioso supporto del super computer Winston, inventato dallo stesso Kirsch, l’improvvisata coppia dovrà smentire i sospetti che qualcuno ha lasciato trasparire addirittura di un suo presunto coinvolgimento, confermato dall’inspiegabile fuga ed a cercare al tempo stesso di completare l’opera del celebre futurologo ed amico. Per riuscirci è indispensabile però trasmettere la sua presentazione sino in fondo, essendo stata interrotta proprio sul più bello e renderla quindi visibile a tutti con i suoi clamorosi contenuti.

VALUTAZIONE: il nuovo romanzo del celebre scrittore americano abbina la nota ed apprezzata abilità del suo stile ad un paio di domande fra le più intriganti che l’uomo si pone da sempre. A differenza di quello che si potrebbe supporre, Brown fornisce le risposte. La prosa è sempre piacevole ed i colpi di scena si susseguono di continuo nel solito collaudato sistema di procedere parallelamente su più piani narrativi sino a convergere in un finale risolutivo.

A dar retta a Dan Brown, per rispondere ai due quesiti più importanti che l’uomo si pone da sempre e cioè, ‘da dove veniamo?’ e ‘dove andiamo?’, sembra che sia più facile dare una risposta convincente su quest’ultimo piuttosto che sul primo. Il che significa conseguentemente possedere una più chiara percezione del futuro, piuttosto che del passato, nonostante ciò possa apparire come una curiosa contraddizione. 

Origin 24‘Origin’ è un romanzo di fantasia, non un saggio cosmologico, ma è ovvio che l’annuncio del futurologo ed esperto di high-tech Edmond Kirsch, …l’era della religione sta tramontando, e sta per sorgere l’era della scienza…‘, come parte di un insieme di rivelazioni ancora più sconvolgenti, traslato nel mondo reale, sembra un’affermazione che va in senso opposto rispetto al dato di fatto che vede il nostro pianeta tuttora percorso da guerre di religione. La quale rappresenta, nei casi più estremi naturalmente, il brodo di coltura, prima ancora di ragioni economiche, culturali e di egemonia territoriale, del terrorismo internazionale, come purtroppo ed ahimè ben sappiamo da avvenimenti anche molto recenti.

CZECH-US-LITERATURE-DAN BROWNIl professor Robert Langdon, alter ego di Dan Brown e protagonista principale di alcuni dei suoi romanzi di maggiore successo (come ‘Angeli e demoni’ e ‘Il codice da Vinci’, per citare solo i primi due) parte comunque dalle origini, in ossequio al titolo, riferendosi alla fede, che nasce assieme all’uomo ed è perciò ben posteriore al momento della creazione dell’universo in senso assoluto e persino alla comparsa della vita sul nostro pianeta.

Origin 25Nel confermare le posizioni sul tema del suo ex allievo ed amico, Robert sostiene infatti che: ‘…i primi esseri umani avevano un rapporto di meraviglia con il loro universo, specie con quei fenomeni che non riuscivano a comprendere razionalmente. Per risolvere questi misteri, crearono un vasto pantheon di divinità con cui spiegavano tutto quello che andava oltre la loro comprensione: tuoni, maree, terremoti, vulcani, infertilità, epidemie, e persino l’amore…’. Ed aggiunge subito dopo: ‘…le convinzioni religiose ci vengono impresse profondamente nella psiche da piccoli per mano delle persone che più amiamo e di cui ci fidiamo: i nostri genitori, i nostri insegnanti, le nostre guide religiose. Pertanto ogni cambiamento religioso avviene nel corso di generazioni e non senza grande angoscia e, spesso, spargimenti di sangue…‘. Per concludere affermando: ‘…i seguaci di Zeus erano così contrari a rinunciare al loro dio che nel cristianesimo, la fede vincente… il volto barbuto di Zeus si trasformò in quello del dio cristiano dipinto da Michelangelo nella Creazione di Adamo sulla volta della Cappella Sistina…‘.

Origin 07Ma questa, come dicevo, è solo una delle considerazioni che consegue la scoperta del noto futurologo di fantasia e che sta per pronunciare al mondo intero. Se andassimo ancora più indietro nel tempo poi, a sentir lui: ‘…esistono soltanto due scuole di pensiero sull’origine dell’uomo: il concetto religioso secondo cui Dio ha creato gli uomini pienamente formati, e il modello darwiniano secondo cui siamo usciti dal limo primordiale e ci siamo evoluti in esseri umani…‘…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Musica: ‘L’Ultima Danza di Ophelia’

MAGIA NERA
L’Ultima Danza di Ophelia
Anno: 2017

Genere: Rock Dark Prog 
Etichetta: Akarma Records
Distribuzione: Black Widow Records
Nazione: Italia

Tracklist:

  • L’Ultima Danza di Ophelia 4’28
  • Il passo del lupo 6’49
  • La strega del lago 5’11
  • La tredicesima luna 4’23
  • Suite: Dieci movimenti in cinque tracce:
    • Traccia 1: Movimento uno 1’44
    • Traccia 2: Movimenti due, tre, quattro 4’45
    • Traccia 3: Movimenti cinque, sei 2’40
    • Traccia 4: Movimenti sette, otto 4’20
    • Traccia 5: Movimenti nove, dieci 5’07
  • Gipsy – Bonus Track 3’50

Band:

  • Emilio Farro: Vocals
  • Pino Fontana: Drums
  • Lello Accardo: Bass
  • Andrea Foce: Keyboards
  • Bruno Cencetti: Electric Guitar

VALUTAZIONE: sorprendente, non solo per la data di uscita, ma soprattutto per la qualità. Opera prima di una band di provincia, nata negli anni settanta e che si è riunita soltanto ora. Un album che ripercorre lo stile ed il sound di quel periodo storico musicale molto creativo, con una serie di brani ed una suite decisamente piacevoli da ascoltare e riascoltare, con numerosi riferimenti, non solo anglofoni ma anche nostrani.

Premessa: me lo ero riproposto sin dall’inizio nella mia pagina di presentazione di questo blog, che se ne avessi avuto il tempo, un giorno avrei provato a scrivere anche qualcosa riguardo un’altra delle mie passioni, cioè la musica e questa è la prima recensione che scrivo al riguardo, dedicata ad un gruppo mio conterraneo. Quello che segue non è però frutto di piaggeria, non sarebbe da me, ma delle impressioni che ho avuto scoprendo questo lavoro. Mi ha dato perciò ancora più soddisfazione apprezzarne la qualità, ricordando al tempo stesso da dove sono partiti molti anni fa, senza avere mai avuto sin qui l’opportunità di esprimere il loro talento concretamente.  

Partiamo quindi e facciamo finta per un momento che la band non sia originaria degli oramai, ahimè, lontani anni settanta e che questa sia l’opera prima di un gruppo appassionato di musica vintage, in particolare ‘dark-rock-prog’, che sposa però armonicamente anche la migliore tradizione italiana melodica. Perché proprio di questo stiamo parlando a proposito del primo inaspettato, sorprendente e per ora unico album della Magia Nera.

Magia Nera - L'ultima Danza di Ophelia 14Comunque la si voglia vedere infatti, questo è un gran bel lavoro, pur con tutti i limiti ed i difetti che il purista o i più esigenti fra i critici e gli ascoltatori possano trovargli. Piacerà senza dubbio ai nostalgici di quel sound e di quell’epoca di grande fermento in ambito musicale, che sono stati appunto gli anni settanta. Anche ai più giovani non farebbe male se provassero ad ascoltarlo almeno una volta, perché gli servirebbe eccome, se non altro per meglio contestualizzare i generi e gli autori che ascoltano ora. Specie se poi si tratta come in questo caso di musica senza alcun dubbio molto gradevole all’ascolto, per nulla complicata da recepire ma che contiene molti riferimenti ad un periodo storico-musicale fra i più creativi degli ultimi decenni.

Magia Nera - L'ultima Danza di Ophelia 11jpgUn’epoca, quella degli anni settanta, sperimentale, estrosa e feconda, in alcuni casi anche il prodotto di allucinogeni vari, diciamolo, durante la quale però sono nate e si sono sviluppate parecchie correnti musicali sia in Europa, UK in particolare, che in USA, specie sulla West Coast. Le riviste del settore come ‘Ciao 2001’ e ‘Giovani’ in Italia (per citarne solo un paio) ed internazionali, come le celebri ‘Rolling Stone’ e ‘Billboard’, mettevano in competizione fra loro i generi ed i protagonisti, e recensori come Riccardo Bertoncelli (citato in maniera colorita da Guccini nella famosa ‘Avvelenata’), per rimanere all’ambito nazionale, erano considerati dei guru dai lettori che pendevano dalla loro penna ed erano anche temuti dai musicisti per i loro giudizi tranchant.

Magia Nera - L'ultima Danza di Ophelia 05jpgSeppure nessuno fra i protagonisti di quella scena musicale sentiva nella realtà questa contrapposizione, fra i fan le correnti di stile e di genere attecchivano eccome, sin quasi a scontrarsi in diatribe di parte. Inevitabilmente e semplificando per non farla troppo lunga, da un lato c’era il rock americano della West Coast californiana, con gruppi come i Beach Boys, Doors, Jefferson Airplane, Grateful Dead, Crosby/Stills/Nash&Young, Strawbs, Eagles e cantautori come James Taylor, Jackson Browne, Joni Mitchell (oltre a quelli più impegnati, nei testi soprattutto, come Bob Dylan, Joan Baez e Janis Joplin); dall’altra i gruppi ‘prog’, nelle varie sfumature, soprattutto di origine inglese, che in alcuni casi facevano l’occhietto anche alla musica classica, come i Procol Harum, Pink Floyd, King Crimson, Yes, Genesis, Jethro Tull, Gentle Giant, Emerson/Lake&Palmer ed in Italia nascevano i loro emuli impregnati però d’influenze mediterranee come la Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso, Orme e per certi aspetti anche i New Trolls. Non meno importante era la corrente dell’hard rock, che vedeva fra le sue espressioni più significative gruppi come i Deep Purple, Black Sabbath, Uriah Heep, Grand Funk Railroad, Who, Led Zeppelin e prima ancora Jimi Hendrix, Cream, ecc., progenitori del ‘metal’. Sound che spesso si sono intersecati e sovrapposti fra loro, suddividendosi infine in numerosi sottogeneri e ramificazioni.

Magia Nera - L'ultima Danza di Ophelia 15Magia Nera si colloca in una via mediana e trasversale: l’origine è certamente legata a quest’ultimo filone e non a caso l’ultimo brano dell’album è un omaggio, fra l’altro eseguito ed arrangiato molto bene, ad un ‘hit’ degli Uriah Heep come ‘Gipsy’; ma nell’ascolto di quest’opera si trovano facilmente riferimenti al ‘prog’ sia italiano che inglese, con una spiccata venatura di ‘traditional’ nostrano che finisce per diventare, curiosamente, anche la nota distintiva di questo album, pur contestualizzato come dicevo ad un’epoca di riferimento come quella già citata degli anni settanta.

Magia Nera - L'ultima Danza di Ophelia 03jpg‘C’era una volta…’, si diceva. Non iniziano così quasi tutte le favole? Ed anche questa a suo modo la è, seppure racconta una storia che non è frutto della fantasia come il personaggio shakespeariano di Ophelia che ha ispirato la prima traccia dell’album (figura resa immortale, si può proprio dire e nonostante le apparenze, dal celebre dipinto di John Everett Millais) o le allegoriche streghe e lupi che percorrono la tracklist in lungo ed in largo nei testi, ma è rimasta sepolta per tanti, troppi anni, per riapparire oggi come l’araba fenice, quando sembrava oramai appartenere soltanto alla sfera dei sogni. Uno dei tanti che però di solito restano tali per sempre…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Film: ‘Interstellar’

INTERSTELLAR

Titolo Originale: Omonimo

 Nazione: GBR, USA

Anno:  2014

Genere:  Fantascienza, Drammatico

Durata: 168’ Regia: Christopher Nolan

Cast: Matthew McConaughey (Cooper), Anne Hathaway (Amelia Brand), Jessica Chastain (Murph), Bill Irwin (TARS – voce), Michael Caine (Professor Brand), John Lithgow (Donald), Ellen Burstyn (Murph anziana), Matt Damon (Dott. Mann), Mackenzie Foy (Murph ragazzina), Wes Bentley (Doyle), Casey Affleck (Tom), Topher Grace (Getty), Collette Wolfe (Ms. Kelly), Timothée Chalamet (Tom adolescente), Leah Cairns (Lois), David Oyelowo (Preside), Josh Stewart (CASE – voce), David Gyasi (Romilly), Andrew Borba (Smith)

TRAMA: La vita sulla Terra sta diventando impossibile. L’innalzamento della temperatura a causa dell’inquinamento ha provocato la ‘piaga’, ovvero una degenerazione che consuma l’azoto nell’aria e provoca immani tempeste di sabbia che soffocano i raccolti, inaridendo i campi. Urge trovare pianeti da colonizzare che possano salvare la specie umana. La NASA sta studiando già da un po’ di tempo in segreto un buco nero che è apparso improvvisamente dalle parti di Saturno (si sospetta che sia opera di LORO, un’entità indefinita) ed un possibile ‘wormhole’ che lo attraversa, cioè un tunnel spazio-temporale, che permetterebbe di accorciare le distanze dentro l’Universo. Cooper è un ex ingegnere ed astronauta che a seguito di un incidente nel corso di una missione si è ritirato nella sua fattoria a coltivare mais e da quando ha perso la moglie per una terribile malattia, vive per i due figli Tom e Murph, assieme al suocero. Tom è un esecutore e lo aiuta nei campi, mentre Murph, nonostante la giovanissima età, sembra in possesso di un quoziente intellettivo fuori dalla norma. Nella sua stanza sta capitando da un po’ uno strano fenomeno: alcuni libri si spostano da soli dal ripiano sulla libreria e cadono sul pavimento. Murph pensa addirittura ad un fantasma, sbeffeggiata da Tom, ma Cooper dopo aver inizialmente trascurato la cosa, un giorno si rende conto, osservando la sabbia che è penetrata nella stanza durante una delle tempeste, che c’è una logica in quell’evento. Sembra infatti un messaggio che detta alcune coordinate in codice Morse che portano sino ad una base segreta della NASA. Giunto là in piena notte, Cooper con grande sorpresa si trova di fronte al professor Brand, uno scienziato a lui già noto, la figlia e biologa Amelia ed altri dirigenti che sembrano attendere proprio lui per compiere una missione nello spazio alla ricerca di un pianeta abitabile nel quale, grazie ad un piano ‘A’, trasferire gli abitanti della Terra. C’è anche un piano ‘B’, se il precedente si dovesse rivelare impossibile da realizzare: trasportare solo embrioni umani sul pianeta ospite perché attraverso di essi la nostra specie possa essere salvata sacrificando gli abitanti sulla Terra. Già altre astronavi sono partite per lo stesso scopo, sinora però senza risultato alcuno. Cooper, allo scopo di assicurare la salvezza ai suoi figli accetta l’incarico, nonostante la reazione rabbiosa di Murph, che non vuole perderlo, la quale si rifiuta persino di salutarlo. Cooper è consapevole del fatto che le leggi della relatività cui si sottoporrà durante quel viaggio verso l’infinito determineranno che il tempo per lui scorra molto più lentamente che sulla Terra, con il rischio che un eventuale successo avvenga quando oramai i suoi figli sono diventati adulti o la vita stessa sulla nostro pianeta malato sia già scomparsa da tempo. Il lungo viaggio si rivelerà denso di sorprese, rischi letali, colpi di scena e compromessi, anche amari e difficili da accettare. Cooper però ha fatto a Murph la solenne promessa di tornare nel cercare di consolarla prima del doloroso distacco.

VALUTAZIONE: un viaggio nello spazio di straordinaria creatività, coinvolgimento emotivo ed effetto visivo che ricorda quello generato da Kubrick al tempo di ‘2001 odissea nello spazio’. Un’opera capitale del genere di appartenenza, grazie alla ricchezza e varietà dei temi che propone. La conservazione della specie umana e la sfera intima dell’uomo, il suo istinto di sopravvivenza, le sue intrinseche contraddizioni, piuttosto che i limiti delle teorie scientifiche proposte sono gli elementi più importanti di un film assolutamente da vedere e rivedere. 

Non capita di frequente ma questa è un’opera che personalmente proietterei nelle scuole ai ragazzi che vanno dalla prima media alla maturità. Immagino già le reazioni di qualcuno: ma dai, cosa vuoi mai che possano interessare a loro teorie come quella dei buchi neri, degli ‘wormhole’ e le implicazioni riguardo la quarta o la quinta dimensione? Un insieme di concetti scientifici che richiedono conoscenze che alla loro età (e non solo) non possono ancora avere assimilato, essendo prerogativa di fisici teorici che operano in quei settori da molti anni.

Interstellar 31Certo, se ‘Interstellar’ lo si affronta da questo punto di vista, possiamo anche chiudere qui il discorso. Figurarsi se io stesso sono in grado di discutere teorie così complesse e profonde. Al massimo potrei solo sfiorarle, concettualmente. E’ da questo punto di vista che si sono sviluppate le critiche più negative a questo film da parte di chi avrebbe avuto la pretesa che, avvicinandosi a tematiche così complesse, gli autori avrebbero dovuto attenersi alla lettera alle ipotesi strettamente legate alle leggi note della fisica ed al livello di conoscenze attuali o ragionevolmente futuribili.

Interstellar 22Come se si trattasse di un documentario quindi, non di un film, peraltro in riferimento a teorie tutt’altro che pienamente dimostrate e semmai in divenire, anziché adattate alle esigenze narrative di un’opera cinematografica e quindi di finzione per definizione, per quanto ambiziosa e ardita essa sia. E ciò, nonostante il produttore e consulente scientifico dell’opera di Christopher Nolan sia stato il fisico teorico americano Kip Stephen Thorne, definito su Wikipedia come ‘…specializzato in fisica della gravitazione e astrofisica e uno dei maggiori esperti di relatività generale‘ ed insegnante presso il rinomato California Institute of Technology.

Interstellar 32Quello che i più severi giudici di quest’opera non hanno apprezzato invece è la natura innanzitutto psicologica, emotiva e visuale della stessa, che è straordinaria anche in tempi nei quali le possibilità della computer graphics (i meno giovani fra i lettori ricorderanno la famosa pubblicità ‘volevamo stupirvi con effetti speciali‘) si rivelano, ogni giorno di più, strabilianti. Ed in questo film ce ne sono a iosa di momenti del genere, da lasciare a bocca aperta.

Interstellar 04Già da questo punto di vista ‘Interstellar’ è un’esperienza che merita il plauso perché è uno spettacolo assolutamente fuori dall’ordinario, tutt’altro che una sterile esibizione di tecnologia come avviene in tanti altri casi di pura fantasia, spesso associata alla violenza e/o alle guerre fra mondi. Le emozioni che generano alcune sequenze ricordano quelle, sempre a proposito degli spettatori meno giovani, provate all’epoca davanti ad un film che fa oramai parte della storia del cinema come ‘2001 odissea nello spazio‘ di Stanley Kubrick (clicca sul titolo se vuoi leggere la mia recensione di quest’opera miliare). A sua volta incomprensibile ai più in molte sue parti e del quale, a posteriori, possiamo senz’altro affermare che ben poco di quanto prefigurato nel corso della sua trama si è poi avverato nella realtà. Eppure, nessuno credo si azzardi a sminuirne il valore, la struttura quasi rivoluzionaria per quel tempo, ancora ammirevole oggi e la maestria del grande regista inglese nel realizzarlo. E’ presto per dirlo di ‘Interstellar’ ma non mi meraviglierei se fra qualche tempo dovessi leggere al suo riguardo considerazioni non molto distanti.

Interstellar 28Al centro di questa storia, come in quella di Kubrick ed in gran parte della fantascienza c’è comunque l’uomo, soprattutto nella sua dimensione interiore, che riflette e supera anche le quattro o cinque dimensioni citate nel corso del film di Nolan, oppure, se vogliamo tornare per un momento ancora al gia citato ‘2001’, le relazioni fra gli astronauti ed il super computer HAL. La fantascienza è spesso di natura sociologica e metaforica, ed anche ‘Interstellar’ non fa eccezione…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

‘Anteprima delle Foto degli Ultimi Giorni’

Una raccolta delle foto che ho scattato negli ultimi giorni lungo il corso del fiume Adda fra il ponte di Paderno d’Adda, Imbersago e Brivio. I colori dell’autunno che stanno piano piano emergendo, rendono il percorso ancora più piacevole del solito e soprattutto permettono di cogliere inquadrature e prospettive particolari ed interessanti. Il gioco dei riflessi sull’acqua esalta i colori e le sfumature, con quadri naturali che sembrano uscire dal pennello di un pittore espressionista. Ogni tanto qualche spunto mi spinge a cogliere interpretazioni personali cui spesso già sul momento, oppure in seguito, attribuisco anche un titolo di fantasia. Riguardo le foto presenti in questa raccolta mi riservo di farlo quando alcune di esse le sposterò definitivamente nella categoria di riferimento. 

1 – La Serra di Lerici nel giorno sbagliato (condizioni meteo avverse)

La Serra è una frazione collinare del comune di Lerici, lungo la strada panoramica che conduce a Zanego, prosegue per Montemarcello e poi scende sino a Bocca di Magra. Da La Serra si gode un bellissimo panorama sul Golfo dei Poeti e Lerici stessa. Fra le sue strette vie, carrugi e piazzette sono molti gli scorci dai quali è possibile vedere il mare fra le case, con le isole del Tino e della Palmaria e di fronte a quest’ultima, Portovenere. Purtroppo la giornata nella quale ho scattato queste foto non era delle migliori dal punto di vista meteo, per cui mi riprometto di tornarci appena possibile per rifarle in condizioni di luce e di sole più appropriate alla bellezza del borgo.

Film: ‘Arrival’

ARRIVAL

Titolo Originale: Omonimo

 Nazione: USA

Anno:  2016

Genere:  Fantascienza, Drammatico, Metaforico

Durata: 116’ Regia: Denis Villeneuve

Cast: Amy Adams (Louise Banks), Jeremy Renner (Ian Donnelly), Forest Whitaker (Colonnello Weber), Michael Stuhlbarg (Agente Halpern), Mark O’Brien (II) (Capitano Marks), Tzi Ma (Generale Shang), Abigail Pniowsky (Hannah a 8 anni), Julia Scarlett Dan (Hannah a 12 anni), Jadyn Malone (Hannah a 6 anni), Frank Schorpion (Dott. Kettler), Lucas Chartier-Dessert (Lasky), Christian Jadah (Combs), Sonia Vigneault (Dott.ssa J. Bydwell), Mark Camacho (Richard Riley), Larry Day (Dan Ryder, ufficale della CIA)

TRAMA: Dodici astronavi aliene appaiono improvvisamente in punti diversi della Terra, in luoghi disabitati ed in grandi città, persino in mezzo al mare. Mentre il panico si diffonde nel mondo, le nazioni coinvolte inizialmente si mantengono in contatto fra loro per condividere le informazioni e decidere una comune strategia. Ben presto però le diverse interpretazioni sulle intenzioni degli alieni creano divergenze che portano ognuna ad agire per suo conto. Louise Banks è insegnante di linguaggio e semiotica in un’università americana e Ian Donnelly è uno scienziato di fisica e modelli matematici. Entrambi sono precettati dal colonnello Weber dell’esercito per recarsi presso una base nel Montana allestita in fretta e furia di fronte ad una delle astronavi che troneggia sospesa nel vuoto. L’obiettivo è cercare una qualche forma di dialogo con gli alieni per capirne le intenzioni, anche se essi restano chiusi dentro l’astronave, simile ad un monolito, dalla quale sono stati registrati alcuni rumori, incomprensibili però. Louise è uscita da non molto da un dramma familiare, ovvero la perdita dell’unica figlia per una malattia incurabile, ma certo non immagina che sta per vivere un’esperienza che le allevierà il dolore che ha provato in quella tragica circostanza e le cambierà la vita. Gli alieni consentono ad alcuni umani di entrare dentro una cavità della loro astronave ed attraverso una parete trasparente, due di loro, di forma tentacolare, si mostrano seminascosti da una cortina di fumo bianco. Louise, Ian ed alcuni accompagnatori filmano la scena e cercano di trarne dati utili per valutare, per prima cosa, i rischi di contaminazione. Louise riesce ad instaurare una comunicazione attraverso uno scambio di parole scritte e gesti, mentre gli alieni rispondono attraverso segni di forma circolare che, intuisce in seguito Louise, contengono ciascuno intere frasi. Nel frattempo ha iniziato ad avere delle visioni sul suo passato, con la figlia vista in varie fasi d’età ed alcune di esse sembrano proiettate addirittura nella sua vita futura. La situazione precipita quando il generale cinese Shang decide di rompere gli indugi ed intimare agli alieni di andarsene, altrimenti saranno attaccati. La causa della drastica decisione è stata il malinteso sulla parola ‘armi’ che sembra abbiano pronunciato gli alieni. Louise è invece convinta che il significato sia di tutt’altra natura e quando anche l’esercito americano si prepara ad aprire le ostilità contro gli alieni invasori, si appropria di un telefono satellitare lasciato incustodito sulla base in corso di smantellamento dal quale riesce a chiamare e sorprendentemente a convincere il generale cinese a fermarsi. Louise scoprirà dopo questa esperienza, grazie agli alieni, che le dinamiche del tempo possono essere molto diverse da quelle percepite dagli umani.  

VALUTAZIONE: un’opera fuori dal comune e dagli stessi canoni del genere, a mezza strada fra lo stile di Stanley Kubrick e Terrence Malick. Non si tratta di fantascienza catastrofica basata su azione e battaglie fra umani e alieni, ma di tipo etico-filosofico-metaforico. Denis Villeneuve ha realizzato un film affascinante ma dallo stile rigoroso, che sfrutta al meglio la computer graphics ed al centro del quale c’è comunque l’uomo con i suoi dubbi e le domande sulla vita, sull’universo e sulle regole che riguardano il tempo ed i metodi di comunicazione. 

L’ipotesi di una possibile apparizione nel nostro pianeta da parte degli alieni non è nuova e la rappresentazione che di questa eventualità viene proposta di solito dalla letteratura di genere e dal cinema stesso è quasi sempre di natura conflittuale.

Arrival 05Molti esempi anche recenti, per rimanere al grande schermo, testimoniano in tal senso: da ”Indipendence Day’ di Robert Emmerich, a ‘La Guerra dei Mondi’ di Steven Spielberg, solo per citarne un paio. Quasi sempre ne emerge un desolante teatro di guerra e di conseguente sopraffazione, apparentemente segnato nella conclusione dalla differenza di conoscenza e tecnologia che divide la nostra specie dagli extraterrestri, a svantaggio nostro ovviamente. Non fosse altro perché questi ultimi sono stati capaci di giungere sulla Terra da chissà dove e chissà come nell’universo, mentre per quanto ci riguarda, ammesso che sia vero (e sempre più numerosi sono quelli che sospettano non lo sia), al massimo sinora siamo riusciti ad arrivare fisicamente sulla Luna. Ciò nonostante, nella finzione dello schermo l’uomo riesce infine a prevalere ed a cacciare gli invasori perché così ci piace pensare che avvenga, anche contro logica.

Arrival 18Va detto che lo stesso Spielberg, in un altro paio di suoi film (‘E.T.’ e ‘Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo’), aveva scelto un approccio al tema più amichevole e meno catastrofico. Nel primo caso con uno stile da commedia per famiglie, seppure di notevole appeal e successo popolare; nel secondo invece con una impostazione favolistica, caratterizzata da strani fenomeni che agli uomini sembrano, almeno inizialmente, di origine soprannaturale. Si trattava però per la più parte di esperienze limitate ad alcuni soggetti singoli e quando l’eco era arrivata alle autorità, avevano cercato di tenerla nascosta alle masse. Nel caso di ‘Arrival’ non è possibile perché le astronavi degli alieni si mostrano in tutte le loro inquietanti ed enormi dimensioni sin da subito, anche in luoghi molto popolati. Perché hanno scelto proprio quei luoghi sulla Terra dove mostrarsi non si sa, se non dare ascolto a chi sostiene che sono zone a bassa incidenza di fulmini oppure altri, più scherzosamente, suggeriscono che si tratta di località dove i Pink Floyd hanno piazzato una ‘hit’…

Arrival 19Seppure ‘Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo’ è più vicino alle tematiche di ‘Arrival’, la loro assonanza è limitata al fatto che in entrambe queste opere la comunicazione con gli alieni avviene attraverso tentativi di comprensione delle rispettive metodologie di linguaggio e ciò diventa l’elemento prioritario e fondamentale di un confronto che in tale fase almeno non sembra finalizzato ad uno scontro militare.

Arrival 01‘Arrival’ però si spinge ancora più in là perché l’inaspettato e non preannunciato atterraggio (o per meglio dire sospensione dal suolo e dal mare) di dodici astronavi aliene di forma ovoidale, che apparentemente non comunicano fra loro, costruite con materiali a noi sconosciuti, in realtà si rivela essere una umile e sorprendente richiesta di aiuto, anziché il preludio ad un’offensiva a scopo di dominanza, e per giunta proiettata su eventi che accadranno, a sentir loro, fra tremila anni. Ma ci siamo spinti troppo in là…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…

Libro e Film: ‘Presunto Innocente’

PRESUNTO INNOCENTE (romanzo)

Di Scott Turow

Anno Edizione 1987 (ed. italiana 1991)

Pagine 448

Costo € 7,99

Traduzione di Roberta Rambelli

Ed. Mondadori (collana ‘Oscar Bestsellers’)

 PRESUNTO INNOCENTE (film)

Titolo Originale: Presumed Innocent

 Nazione: USA, Anno:  1990

Genere:  Drammatico, Giallo-Thriller

Durata: 128’ Regia: Alan J. Pakula

Cast: Harrison Ford (Rusty Sabich), Greta Scacchi (Carolyn Polhemus), Brian Dennehy (Raymond Horgan), Raul Julia (Sandy Stern), Bonnie Bedelia (Barbara Sabich), Paul Winfield (Larren Lyttle), John Spencer (Detective Lipranzer), Joe Grifasi (Tommy Molto), Tom Mardirosian (Nico Della Guardia), Sab Shimono (Medico legale Kumabai), Bradley Whitford (Jamie Kemp), Leland Gantt (Leon Wells)

TRAMA: nell’ipotetica contea di Kindle, nel South End di Chicago, si stanno per svolgere le elezioni per il procuratore distrettuale, ruolo occupato da Raymond Horgan, il quale stavolta rischia seriamente di non essere rieletto, incalzato dal suo rivale Nico Della Guardia. Rusty Sabich è il vice di Raymond. Nel pieno della campagna elettorale la procuratrice Carolyn Polhemus viene assassinata brutalmente e legata, forse anche violentata, nel suo appartamento. Carolyn era brava, bella, sensuale ma anche molto ambiziosa. Per favorire la sua carriera perciò non ha esitato a relazionarsi sessualmente con chi nel suo ambiente poteva spianarle la strada. Horgan affida il caso a Sabich, confidando nella sua bravura per risolvere il caso in tempo utile ad ottenere un ribaltamento dei sondaggi a lui sfavorevoli. Rusty però è stato amante di Carolyn, seppure per un breve periodo ed il loro rapporto si è concluso bruscamente per volontà della donna, lasciando Sabich nello sconcerto e molto più coinvolto di quello che avrebbe mai potuto presumere. Non ha nascosto la sua relazione neppure alla moglie Barbara, dalla quale ha avuto un figlio cui è affezionatissimo e che non ha mai inteso lasciare, nonostante la fatale infatuazione. Sorprendentemente però Sabich viene accusato poco dopo da Della Guardia e dal suo fido braccio destro Tommy Molto di essere l’autore dell’omicidio, avendo trovato sul luogo del delitto alcune prove schiaccianti della sua colpevolezza. Rusty si trova così ben presto a passare dal ruolo di inquirente a quello di presunto colpevole, abbandonato dal suo stesso capo e mentore. Una situazione paradossale che mina pesantemente la sua reputazione e lo costringe ad indebitarsi per assumere a sua difesa un avvocato di grido, che lui individua in Sandy Stern, suo contraddittorio in alcuni processi. Attraverso una serie di testimonianze e contro interrogatori, cavilli legali abilmente cercati e colpi di scena, anche insperati ed inaspettati, Sabich riuscirà a dimostrare la sua innocenza, non più soltanto presunta quindi, anche se la verità che infine emergerà sarà comunque per lui amara.   

VALUTAZIONE: il confronto fra film e romanzo dal quale è tratto evidenzia in questo caso ancor più del solito le differenze, che riguardano in particolare l’approfondimento delle descrizioni psicologiche e ambientali ed il complesso e/o corrotto ambiente della procura distrettuale dentro il quale avviene il caso giudiziario al centro dell’opera. Come capita frequentemente nel genere di appartenenza, alcuni particolari narrativi risultano discutibili. Nonostante ciò il romanzo è riuscito, specie nei lunghi dibattimenti in aula, giocati quasi sempre sul filo delle singole parole e delle speciose regole processuali. Il film a sua volta, pur risultando al lettore del romanzo un po’ arrangiato e compresso, ha il pregio di presentare un set d’interpreti azzeccati con una Greta Scacchi, la cui dirompente sensualità, ancor più che nella descrizione scritta, spiega le ragioni per cui molti uomini hanno perso la testa per Carolyn, bruciandosi. 

Il dubbio è un classico: è meglio vedere un film prima di leggere il romanzo dal quale è tratto oppure il contrario? Molti si tolgono il pensiero (ammesso che ne esista uno in proposito) guardando solo il film o leggendo soltanto il romanzo, opera d’esordio di Scott Turow. Magari gli stessi non sanno neppure che esiste uno o l’altro.

Presunto InnocenteChi decidesse però in questo caso di affrontare entrambi in sequenza, come il sottoscritto, partendo dal tomo per poi andare a recuperare, soprattutto per curiosità, questa oramai datata versione cinematografica diretta da un signor regista come Alan J. Pakula (noto ai più per film d’indagine come ‘Tutti gli uomini del presidente’, ‘Perché un assassinio’ e ‘Una squillo per l’ispettore Klute’) ed interpretata da nomi del calibro di Harrison Ford, Greta Scacchi ed il compianto Raul Julia, noterà che il confronto si ripropone puntualmente anche stavolta ed è quasi sempre a sfavore del film.

Presunto Innocente 03‘Presunto Innocente’ non fa eccezione nonostante l’adattamento cinematografico si possa assolutamente definire riuscito. Sono quasi certo che chiunque abbia visto solo il film non esiterà a definirlo in termini ancora più lusinghieri e difatti alcuni lo considerano addirittura, nel genere di competenza, uno dei migliori degli anni novanta.

Presunto Innocente 04Scott Turow ha scritto il suo primo romanzo nel 1987 ed è stato immediatamente un grande successo. Qualcuno sostiene che sia anche il capostipite di un genere letterario definito ‘legal thriller’ o ‘thriller giudiziario’, cui devono il loro successo autori fra gli altri come John Grisham, Michael Connelly e Richard North Patterson. Ventitrè anni dopo, lo stesso personaggio protagonista, Rusty Sabich, invecchiato in egual misura, è stato riproposto da Turow in un sequel intitolato ‘Innocente’, senza neppure la presunzione quindi. Anche di quest’opera, come di quasi tutte quelle che lo scrittore americano ha pubblicato nel frattempo, ne è seguito un adattamento per lo schermo, seppure in quest’ultimo caso solo per la TV.

Presunto Innocente 06Scott Turow, prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, è stato un avvocato. Le cronache, probabilmente aggiustate ad arte, raccontano che ‘Presunto Innocente’ l’abbia scritto sui mezzi di trasporto mentre si recava allo studio di avvocatura presso il quale lavorava. Il particolare non è solo di stampo puramente informativo perché scorrendo il tomo non ci vuole molto a capire il livello di competenza e di puntigliosità con le quali l’autore descrive e tratta le varie fasi processuali ed i rapporti fra avvocati e giudice. Non solo, ma anche i rituali politici e di potere e ahimè di corruzione che girano attorno all’ambiente della procura distrettuale, incluso il gioco delle parti, denso di sfumature e di finezze legali fra accusa e difesa, dalle quali però dipende la sorte dello sfortunato innocente che si trovasse, come in questo caso, ad essere accusato di omicidio a fronte di prove apparentemente schiaccianti…(leggi il resto del commento cliccando qui sotto su ’Continua a leggere’)Continua a leggere…